LA SANTA SEDE CHIUDE UN OCCHIO? (Notizie Geopolitiche 24.04.26)

Mentre la Santa Sede (tramite la Pontifica Commissione di archeologia sacra) è coinvolta nell’ennesimo evento allestito dall’ambasciata dell’Azerbaigian (presentazione del volume “Pontes culturae”) giunge la notizia che anche la cattedrale di Stepanakert nel Nagorno Karabakh (Artsakh)è stata demolita dalle forze di occupazione azera che nel 2023 cacciarono l’intera popolazione armena della regione.
Si tratta dell’ennesimo atto di distruzione di un manufatto armeno per cancellare la memoria storica di quella terra.
La cattedrale di San Giovanni Battista a Stepanakert non è la prima chiesa a cadere sotto i colpi degli azeri; stessa sorte hanno subito altre chiese e altri edifici civili armeni. Per ciò che non può essere abbattuto è comunque sempre pronta una rivisitazione storica che attribuisca la paternità del sito agli occupanti.
Comprendiamo la necessità della Santa Sede di mantenere opportune relazioni diplomatiche con la dittatura azera e di continuare a beneficiare delle sponsorizzazioni generosamente elargite dal regime. È tuttavia incomprensibile come dal Vaticano non giunga una sola parola di condanna per la distruzione delle chiese cristiane ma anzi si organizzino eventi che falsamente propagandano un Azerbaigian tollerante verso altre culture e religioni.
Nascondere la polvere sotto il tappeto non aiuta a cancellare lo sporco, anzi il marcio, di siffatte azioni. E mentre si condannano, giustamente, gli atti di vandalismo di soldati israeliani nel Libano meridionale contro crocefissi e statue cristiane, colpevolmente si tace su quanto sta accadendo in Artsakh!

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