Leone XIV in dialogo con Aram I: sul tavolo l’ipotesi di un Concilio Vaticano III. Il Catholicos Armeno chiede a Israele di lasciare il Libano (Faro di Roma 20.05.26)

Un possibile Concilio Vaticano III, capace di riunire vescovi appartenenti a diverse confessioni cristiane, entra per la prima volta nel dibattito ecclesiale contemporaneo. L’ipotesi sarebbe stata affrontata durante l’incontro in Vaticano tra Leone XIV e Aram I, protagonista di una visita di tre giorni alla Santa Sede.

A rivelarlo è stato lo stesso Catholicos armeno al termine degli incontri ufficiali con il Pontefice e i rappresentanti vaticani. Secondo quanto riferito ai giornalisti, sarebbe stato proprio Aram I a proporre l’idea di una nuova grande assemblea conciliare che coinvolga non soltanto la Chiesa cattolica, ma anche altre Chiese cristiane, in particolare quella armena.

L’eventualità di un Vaticano III rappresenterebbe un passaggio storico di enorme portata spirituale e geopolitica. Dopo il Concilio Vaticano II, che tra il 1962 e il 1965 rivoluzionò il rapporto della Chiesa con il mondo contemporaneo, una nuova assise potrebbe infatti segnare un ulteriore passo verso il dialogo ecumenico e la collaborazione tra le diverse tradizioni cristiane.

Secondo le parole del leader armeno, Papa Leone XIV avrebbe accolto con attenzione la proposta, senza chiudere la porta a un percorso di riflessione comune. L’idea di un concilio allargato alle Chiese orientali e alle comunità cristiane storiche appare oggi particolarmente significativa in un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni religiose e crisi umanitarie.

Durante il colloquio è stato affrontato anche il delicato scenario mediorientale, con particolare attenzione alla situazione del Libano. Aram I ha ribadito la necessità che il diritto internazionale venga rispettato e ha espresso l’auspicio che il Paese dei Cedri possa continuare a essere uno spazio di convivenza tra le diverse comunità religiose.

Il Catholicos ha inoltre chiesto il ritiro immediato delle forze israeliane dal sud del Libano, definendo l’occupazione contraria alle norme internazionali. Nel suo intervento ha richiamato anche il rispetto del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, sottolineando la necessità di evitare nuove escalation militari nella regione.

Le dichiarazioni arrivate dopo l’incontro confermano il crescente ruolo diplomatico e spirituale della Santa Sede nei dossier mediorientali. Il confronto tra Leone XIV e Aram I evidenzia inoltre una volontà condivisa di rafforzare la collaborazione tra le Chiese cristiane orientali e occidentali, non soltanto sul piano teologico ma anche nella difesa delle popolazioni colpite da conflitti e instabilità.

L’ipotesi di un Concilio Vaticano III resta per ora una suggestione, ma il fatto stesso che venga discussa apertamente ai vertici delle Chiese cristiane rappresenta un segnale importante. In un’epoca attraversata da divisioni politiche e religiose, il dialogo ecumenico torna così al centro dell’agenda ecclesiale internazionale.

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