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Letture, Armenia luogo dello spirito e della storia (Acistampa 03.07.26)

3 Luglio 2026/in Rassegna Stampa /da adminwp

In questa estate canicolare, rovente, sotto tutti gli aspetti, immaginare un viaggio è un esercizio consigliabile, anche se forse un po’ frustrante, se destinata a rimanere solo un sogno. Ma c’è un luogo che non è solo una meta turistica. Anzi, non lo è; si tratta di un luogo dalla bellezza potente, immeritatamente poco conosciuto, ma almeno al riparo dai flussi barbarici  dei turisti di massa. E’ soprattutto un luogo del cuore e dello spirito, della storia e della memoria. L’ Armenia e il suo popolo, con l’ostinazione a rimanere legati alle proprie radici, linguistiche e religiose, sfuggendo al pericolo dell’assimilazione. Segnato dall’orrore del genocidio, dalla diaspora, dalla rimozione storica, sotto il giogo sovietico, da nuovi attacchi, da crisi economiche, da vicini temibili.

Ma ci sono paesaggi straordinari, silenzi di valli e montagne, le commoventi chiese che da millenni resistono a tutto e a tutti.

Molti libri, per fortuna, sono stati scritti e pubblicati negli ultimi decenni, sulla storia armena , ambientati in questo Paese o ad esso riferiti. In particolare, bisogna ringraziare una scrittrice, studiosa, animatrice culturale come Antonia Arslan e i suoi romanzi fondamentali, a partire dal bestseller “La masseria delle allodole”. E come Aldo Ferrari, saggista e grande esperto: grazie alla loro infaticabile opera di divulgazione e di coraggiosa denuncia molti hanno potuto prendere coscienza ed appassionarsi a questa cultura e ai suoi protagonisti.

Se poi si volesse organizzare un viaggio fuori dagli schemi, una vera e propria esperienza di vita, ecco “Armenia” delle Edizioni Terra Santa, una guida che vuole essere un aiuto e una introduzione ad un Paese che un vero e proprio ponte tra Europa e Asia, nel suo  aspetto fondamentale: l’identità cristiana, coraggiosamente difesa in un ambiente in cui la pratica religiosa non è molta diffusa, soprattutto dopo la dominazione sovietica. Si sono pertanto volute privilegiare le informazioni che permettono al turista interessato di “capire” il popolo armeno e il suo patrimonio. A una parte introduttiva contenente elementi fondamentali di storia (con la triste pagina del genocidio), religione (la millenaria Chiesa armena e il monachesimo) e cultura (arte, architettura e lingua), fa seguito la descrizione dettagliata di oltre quaranta siti scelti. L’autore è Alberto Elli, studioso appassionato e un viaggiatore. Conoscitore di lingue antiche (accadico, sumerico, ebraico, siriaco, etiopico classico, arabo, armeno), agli interessi linguistici ha sempre unito gli studi storici, che lo hanno portato ad occupar si a fondo delle cristianità orientali.

Segnaliamo anche un romanzo, recentemente arrivato in libreria, una storia coraggiosa sotto tutti i punti di vista. Lo scrittore turco Ahmet Altan chiude il suo Quartetto ottomano con il romanzo “Ti cerco, amata” (appena pubblicato nella traduzione italiana per le Edizioni E/O, pp.384, euro 21), affrontando la questione del genocidio degli armeni, questione che brucia ancora, con un coraggio ancora più rimarchevole perché si tratta di  un autore turco, giornalista e scrittore di grande talento,    a lungo detenuto nel suo Paese. Condannato all’ergastolo per la sua attività di oppositore e critico del potere, e per aver affrontato il tabù dello sterminio armeno, il 14 aprile 2021 è stato liberato grazie al vasto movimento di solidarietà sviluppatosi nei suoi confronti. Ha ricevuto nel 2021 il più importante riconoscimento letterario francese per la narrativa straniera, il Prix Femina étranger. Con le Edizioni E/O ha pubblicato i romanzi Scrittore e assassino e Signora Vita, la raccolta delle sue memorie difensive dal titolo Tre manifesti per la libertà, oltre ai primi tre volumi del Quartetto ottomano: Come la ferita di una spada, Amore nei giorni della rivolta, La lettera e il pianoforte. Saghe che intrecciano destini familiari personali,  che merita di stare accanto ai grandi  romanzi storici e alle varie epopee che furoreggiano nelle classifiche dei best seller.

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Sullo sfondo il crollo dell’Impero Ottomano, in quella Istanbul che si trasforma e diventa immensa, una città-mondo. Amori, potere e storia, proprio gli ingredienti di fondo, una narrazione costruita attraverso una scrittura fluida e puntuale, ricca di sfumature e con un tono quasi “solenne”, dal sapore di epopea. Sullo sfondo della contrastata storia d’amore tra l’ufficiale dell’esercito turco Ragıp Bey e l’affascinate Efronya, d’origine armena, c’è la Turchia del 1915, quando l’impero ottomano è sull’orlo del collasso, minato da sconfitte militari, carestie, instabilità politica. In un clima di grande incertezza ogni potenziale opposizione interna equivale a un male da estirpare subito. A cominciare  dagli armeni, milioni dei quali saranno  arrestati, deportati e uccisi, fatti scomparire tra le sabbie desolate di deserti. Quella stessa comunità che è sempre stata riconosciuta come una delle colonne della vita sociale, economica, culturale ottomano. Quando Efronya scompare nel vortice delle deportazioni, Ragıp parte per cercarla. Ma non può non interrogarsi sulle nefandezze del potere politico, il silenzio della società e l’oppressione che dominano un impero a cui è totalmente fedele, che incarna tutto ciò in cui credere. Una lenta discesa nell’inferno di violente inaudite, di deportazioni, di coraggio e viltà, nella presa di coscienza del lato più oscuro che si nasconde dietro l’ideale della patria e della lealtà verso le proprie tradizioni.

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