Nagorno Karabakh. Appello all’Azerbaigian: rilasci i prigionieri armeni (Avvenire 24.03.21)

Un appello al governo azero affinché rilasci gli armeni fatti prigionieri durante il conflitto nel Nagorno Karabakh. Lo hanno rivolto diverse personalità italiane, tra cui Antonia Arslan, Dacia Maraini, Laura Efrikian, Carlo Verdone e Giovanni Donfrancesco, sottolineando che il rilascio “immediato di tutte le persone catturate contribuirebbe a rafforzare la fiducia tra i due Paesi, essenziale per la stabilità della regione e nell’auspicio di una pace duratura”.

“C’è il problema prigionieri di guerra nelle mani degli azeri che non li vogliono rilasciare. Secondo Human Rights Watch, che ha supportato la dichiarazione armena, sono almeno 60 prigionieri tra militari e civili“, ha spiegato all’Adnkronos la scrittrice Arslan, denunciando che “alcuni anziani sono stati maltrattati o uccisi perché non hanno voluto abbandonare i loro villaggi nel Nagorno Karabakh conquistati dagli azeri”.

Le personalità italiane si appellano “all’Azerbaigian perché restituisca immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri di guerra e tutte le altre persone catturate alle loro famiglie in conformità con le Convenzioni di Ginevra e con la Dichiarazione tripartita. Tutti gli ostacoli per il rilascio dei prigionieri di guerra armeni politicizzano il processo di ripresa umanitaria postbellica”. “La diffusione sui social media dei video che dimostrano il trattamento degradante e disumano nei confronti dei prigionieri di guerra armeni è profondamente preoccupante. Inoltre, il trattamento disumano dei prigionieri di guerra e di altre persone catturate costituisce una flagrante violazione dei principi del Diritto Internazionale”, si aggiunge.

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NAGORNO: ARSLAN, ‘AZERBAIGIAN RILASCI PRIGIONIERI ARMENI, TRA LORO ANCHE CIVILI

Diverse personalità italiane sottoscrivono appello per ‘rafforzare fiducia tra i due Paesi’

Roma, 24 mar. (Adnkronos) – Un appello al governo azero affinché  rilasci gli armeni fatti prigionieri durante il conflitto nel Nagorno Karabakh. Lo hanno rivolto diverse personalità italiane, tra cui  Antonia Arslan, Dacia Maraini, Laura Efrikian, Carlo Verdone e Giovanni Donfrancesco, sottolineando che il rilascio “immediato di  tutte le persone catturate contribuirebbe a rafforzare la fiducia tra i due Paesi, essenziale per la stabilità della regione e nell’auspicio di una pace duratura”.

“C’è il problema prigionieri di guerra nelle mani degli azeri che non  li vogliono rilasciare. Secondo Human Rights Watch, che ha supportato la dichiarazione armena, sono almeno 60 prigionieri tra militari e civili”, spiega all’Adnkronos la scrittrice Arslan, denunciando che “alcuni anziani sono stati maltrattati o uccisi perché non hanno voluto abbandonare i loro villaggi nel Nagorno Karabakh conquistati dagli azeri”.

Le personalità italiane si appellano “all’Azerbaigian perché restituisca immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri di guerra e tutte le altre persone catturate alle loro famiglie in conformità con le Convenzioni di Ginevra e con la Dichiarazione tripartita. Tutti gli ostacoli per il rilascio dei prigionieri di guerra armeni politicizzano il processo di ripresa umanitaria  postbellica”. “La diffusione sui social media dei video che dimostrano il trattamento degradante e disumano nei confronti dei prigionieri di guerra armeni è profondamente preoccupante. Inoltre, il trattamento disumano dei prigionieri di guerra e di altre persone catturate costituisce una flagrante violazione dei principi del Diritto Internazionale”, si aggiunge.

(Spi/Adnkronos)