ROMA – 04 luglio 2026 – Nemesis, Ultimo Dio Armeno Uno spettacolo civile dedicato al genocidio armeno
La Compagnia InControVerso
Presenta Nemesis, Ultimo Dio Armeno
Uno spettacolo civile dedicato al genocidio armeno
drammaturgia e regia di Sargis Galstyan
con Giorgio Lupano, Mariné Galstyan, Cristian Giammarini scenografie- Gianluca Amodio musiche- Komitas, Avet Terteryan
La trama Una storia vera. Una memoria che attraversa tre generazioni. Un processo che interroga ancora il presente. Con “Nemesis, Ultimo Dio Armeno”, ispirato dal testo teatrale Il Grande Male di Sargis Galstyan, il teatro diventa luogo di testimonianza, conflitto e memoria storica. Al centro dello spettacolo c’è la figura reale di Gourgen Yanikian, ingegnere e scrittore armeno, sopravvissuto al genocidio armeno del 1915. Per tutta la vita raccolse documenti, testimonianze, articoli e atti processuali con l’idea di realizzare un film capace di raccontare al mondo ciò che aveva vissuto il suo popolo. Quel film non venne mai realizzato. Attraverso la memoria della propria nipote e dei documenti lasciati da Yanikian, lo spettacolo ricostruisce un percorso che attraversa il genocidio armeno, i processi ai responsabili dei massacri e le successive azioni di vendetta politica nate dall’assenza di giustizia e riconoscimento internazionale. Dopo decenni di silenzio e negazione, il 27 gennaio 1973 Yanikian attirò due diplomatici turchi in una stanza d’albergo e li uccise. Si consegnò immediatamente alla polizia. Quel gesto venne percepito come l’ultimo eco dell’Operazione Nemesis: una lunga catena di vendette politiche e di “giustizieri individuali”, convinti di poter ottenere con le armi quel riconoscimento e quella giustizia che la storia e la diplomazia avevano negato. Lo spettacolo intreccia documenti storici reali, testimonianze processuali e riflessioni contemporanee sul rapporto tra memoria, giustizia e violenza. Attraverso le testimonianze emerse durante il processo a Soghomon Tehlirian, l’uomo che nel 1921 assassinò Talaat Pascià — uno dei principali responsabili del genocidio armeno — emergono interrogativi ancora aperti: Che cosa accade quando la giustizia non arriva? Può una vittima trasformarsi in un assassino? Ma davvero è un assassino? Dove finisce il diritto e dove inizia la vendetta? “Nemesis, Ultimo Dio Armeno” non cerca risposte semplici. Mette in scena il peso della memoria e il pericolo delle parole negate, in un tempo storico in cui guerre, deportazioni e massacri continuano a ripetersi sotto nomi diversi. Uno spettacolo duro, poetico e necessario, costruito attraverso materiali storici autentici, musica, testimonianze e frammenti processuali che restituiscono voce a chi è stato cancellato dalla storia ufficiale.
Perché lo spettacolo “Nemesis, Ultimo Dio Armeno”
Perché esistono ferite che non finiscono con la fine di una guerra. Esistono tragedie che continuano a vivere nel silenzio, nella negazione, nell’assenza di giustizia. Nemesis, Ultimo Dio Armeno nasce da questa domanda: che cosa accade a un popolo quando il dolore non viene riconosciuto? Lo spettacolo racconta la storia di uomini e donne che hanno perso tutto: la famiglia, la propria terra, la fede nella giustizia umana. Racconta il genocidio armeno non soltanto come evento storico, ma come trauma che attraversa le generazioni e continua a interrogare il presente. Il titolo unisce due mondi apparentemente lontani. Da una parte c’è Nemesis, la dea greca della vendetta e della giustizia retributiva. Dall’altra c’è il popolo armeno, uno dei primi popoli cristiani della storia, che durante il genocidio del 1915 venne perseguitato anche per la propria identità religiosa. Di fronte al silenzio del mondo, all’assenza di punizione per i responsabili e al fallimento della diplomazia internazionale, alcuni armeni smisero simbolicamente di aspettare la giustizia degli uomini e persino quella divina. Rimase soltanto Nemesis: la vendetta come ultima forma di risposta possibile. Da qui nasce il titolo Ultimo Dio Armeno. Non come celebrazione della violenza, ma come riflessione tragica su ciò che può accadere quando un popolo viene lasciato solo con il proprio dolore. Lo spettacolo non vuole giustificare gli omicidi politici né trasformare i suoi protagonisti in eroi. Vuole però porre domande scomode: Può esistere giustizia senza riconoscimento della verità? Che differenza c’è tra un assassino e un uomo che cerca disperatamente giustizia? Quanto può sopportare la memoria prima di trasformarsi in vendetta? Attraverso documenti reali, testimonianze processuali e vicende storiche autentiche, Nemesis, Ultimo Dio Armeno mette in scena il conflitto eterno tra legge, diritto, memoria e coscienza.
L’Associazione Culturale Italo-Armena InControVerso
L’Associazione nasce in Italia. Viene fondata da Sargis Galstyan e Mariné Galstyan. Si tratta di un nuovo gruppo di artisti professionisti del panorama culturale in Italia, che è composto da artisti di nazionalità italiana e armena. L’obiettvo è quello di promuovere la diversità e il dialogo delle culture, contribuire alle cooperazioni culturali italiane e alla diffusione della cultura armena in Italia: produzioni teatrali, manifestazioni artistiche, promozione del patrimonio artistico e culturale, cooperazioni linguistiche e universitarie, politica del libro e nuovi media. Punto di forza della compagnia è proprio il confronto tra culture e scuole di arte di Paesi diversi. Ha all’attivo la produzione di diversi spettacoli, tra cui: A porte chiuse, regia di Mariné Galstyan, rappresentato in vari teatri, tra cui il Piccolo Eliseo, il Teatro Vittoria, e il Teatro Cometa Off di Roma, nonché il Manzoni di Pistoia. Pole Dance di Sargis Galstyan, messo in scena nel 2024 al Teatro De Servi, Blablateca di Tango di Sargis Galstyan, La Proposta di Matrimonio, regia di Mariné Galstyan, in programmazione per la stagione 2022 al Teatro Cometa Off di Roma, La Casa delle Api di Sargis Galstyan, in programmazione per la stagione al Teatro Belli.

