Suggerimento per i regali di Natale e Capodanno. Una biografia di Yeghiste Charents e due antologie delle sue poesie, gioielli della cultura armena (Korazym 06.12.23)

Korazym.org/Blog dell’Editore, 06.12.2023 – Vik van Brantegem] – I tre libri che vi suggeriamo di seguito, sono ideali non solo come un pensiero di Natale e Capodanno, ma anche come fattivo contributo al rafforzamento dei legami culturali e spirituali tra Armenia e Italia, oltre che per il personale arricchimento poetico. Il primo libro è un’esauriente biografia del grande poeta armeno Yeghishe Charents, la prima in lingua italiana, dal titolo Vita inquieta di un poeta. Gli altri due libri sono delle antologie di sue poesie in edizione bilingue (armeno e italiano), rispettivamente dal 1911 al 1922 e dal 1922 al 1937: il primo intitolato Io della mia dolce Armenia e il secondo E l’alba si tramutò in tramonto.

«Quei lumi che un tempo io dentro m’accesi
per tenere lontano il terrore, oggi ancora mi danno
un minuscolo raggio di speme
una piccola luce d’orgoglio
»
(Yeghishe Charents, Frammento, 1937).

Yeghishe Charents (Kars, 13 marzo 1897-Yrevan, 27 novembre 1937) è stato un uomo, un poeta, uno scrittore, un patriota e un attivista politico armeno che ha vissuto pienamente, in un periodo storico buio, le sue speranze e fragilità, le sue illusioni e delusioni.

Figura di primo piano del XX secolo, anche al di là dell’ambito nazionale armeno, la sua opera multiforme fu dedicata alle sue esperienze di combattente volontario durante gli anni del genocidio armeno, alla rivoluzione socialista, alla storia ed ai miti della tradizione armena.

Comunista della primissima ora, aderì al partito bolscevico, ma con l’instaurarsi del terrore staliniano negli anni trenta si allontanò progressivamente dalle posizioni staliniste. Divenuto bersaglio dello stalinismo, venne accusato di “attività controrivoluzionarie e nazionalistiche” ed imprigionato durante le Grandi Purghe staliniane del 1937. Morì nell’ospedale del carcere o forse fu giustiziato in un campo poco fuori Yerevan, all’età di soli 40 anni. Tutti i suoi libri furono proibiti. La giovane amica Regina Ghazarian seppellì e in questo modo mise in salvo molti dei suoi manoscritti. Dopo la morte di Stalin venne riabilitato nel 1954.

Anahit e Arpenik Charents con loro padre Yeghishe Charents, Yerevan, 1936.

La prima moglie di Yeghishe Charents si chiamò Arpenik Ter-Astvadzatryan, morta nel 1927. Nel 1931 sposò Isabella Kodabashyan, dalla quale ebbe due figlie Arpenik e Anahit.

A più di 80 anni dalla sua morte, le opere di Yeghishe Charents suscitano un interesse sempre crescente, anche oltre i confini nazionali, mantenendo tutta l’energia, e la forza del sentimento ma anche zone d’ombra sulla sua vita di uomo e di grande letterato dell’Armenia Sovietica.

In copertina: Vruir Galstian, Ritratto di Yeghishe Charents, 1964.

Yeghishe Charents. Vita inquieta di un poeta di Letizia Leonardi, con la Prefazione dell’attore regista Carlo Verdone (Le Lettere 2022, 220 pagine [QUI]).

Questo racconto della vita di Yeghishe Charents, che è stato pubblicato a 125 anni dalla sua nascita e a più di 80 dalla sua prematura morte, è la testimonianza diretta degli orrori che Charents ha vissuto in prima persona, e che la Prima Guerra Mondiale ha inferto a tutto il popolo armeno. Vittima delle repressioni staliniste, Charents è stato dapprima un rivoluzionario a fianco dei bolscevichi, e poi un anti-rivoluzionario, disilluso da quello stesso partito comunista che aveva inizialmente appoggiato.

La parabola della sua breve vita è ripercorsa, non solo attraverso i fatti della sua breve vita ma anche con le memorie della sua amica più cara Regina Ghazarian, le lettere che Charents scriveva ai suoi colleghi scrittori, i luoghi dove lui ha vissuto, curiosità ed episodi particolari che gli amici del poeta e lo stesso Charents raccontavano, che mostrano il temperamento di uno dei più grandi esponenti della letteratura armena di tutti i tempi.

All’interno del testo alcune poesie tradotte dallo storico e critico letterario Prof. Mario Verdone e di altri studiosi, nonché immagini della Casa Museo Yeghishe Charents di Yerevan, foto che ritraggono il poeta e altre scattate dal marito dell’autrice, Paolo Volpini sui luoghi dove lo scrittore è vissuto.

L’autrice Letizia Leonardi è giornalista professionista, ha lavorato per testate come Il Tempo e Il Messaggero. Ha pubblicato e pubblica contributi sulla cultura armena su riviste e volumi. Ha tradotto dal francese Mayrig di Henri Verneuil e Nella notte di Inga Nalbandian. È coautrice del libro Destino Imperfetto, che racconta la storia di un figlio della diaspora. Ha ricevuto il Premio Internazionale Giornalistico e Letterario Marzani 2019 per il suo costante contributo all’affermazione dei valori di indipendenza e libertà dell’informazione.

«Un interessantissimo saggio biografico ben documentato e molto puntiglioso, con note bibliografiche e a piè pagine di grande interesse che grazie ad una scrittura scorrevole si legge quasi come un romanzo. La grande peculiarità di questo libro è che non si limita alla sola biografia del poeta Charents e la sua complessa personalità, ma descrive con dovizia e puntigliosità nelle pagine finali del libro, la disagiata vita e le insofferenze del poeta; in particolare verso la censura e le pesanti interferenze del regime sovietico con un’analisi del pensiero sofferto del poeta verso i fatti e tragici momenti vissuti dal popolo armeno durante la sua travagliata storia in generale, e durante il regime dittatoriale dell’ex Unione Sovietico e la devastante periodo staliniano nell’allora Armenia Sovietica in particolare. L’autrice Letizia Leonardi, in questo libro grazie ad una stesura che scorre fluida con chiarezza, semplicità assolutamente non didascalica e con testimonianze meticolosamente documentate, coinvolge il lettore e fa scoprire una cronologia storica culturale degli avvenimenti che hanno segnato la vita di Yeghishe Charents, la sua poesia e il suo pensiero letterario e politico fino alla sua prematura e tragica scomparsa avvenuta in circostanze misteriose. In conclusione il lavoro dell’autrice Leonardi, è una degna memoria del poeta Charents consigliata a tutti gli appassionati di storia e pensiero letterario (H.M.).

In copertina: Hatik Poghosyan, Ritratto di Yeghishe Charents, 1965, mosaico. Casa Museo di Yeghishe Charents, Yerevan.

Io della mia dolce Armenia. Antologia delle opere poetiche (1911–1922) di Yeghishe Charents a cura di Naira Ghazaryan, con la Nota introduttiva dell’Ambasciatore dell’Armenia in Italia Tsovinar Hambardzumyan, la Nota biografica della Dott.ssa Letizia Leonardi, la Prefazione del Prof. Stefano Garzonio e materiale fotografico concesso dalla Casa Museo di Yeghishe Charents di Yerevan (Leonida 2022, 384 pagine, edizione italiana con testo armeno a fronte [QUI]. Traduzioni a cura di Mariam Eremian, Grigor Ghazaryan, Alfonso Pompella, Anush Torunyan, Hasmik Vardanyan, Prof. Mario Verdone e Padre Boghos Levon Zekiyan.

Nel 30° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Armenia e Italia, la Leonida Edizioni e l’Ambasciata della Repubblica Di Armenia in Italia rafforzano il ponte culturale tramite la figura del poeta Yeghishe Charents.

Con questa iniziativa, oltre che festeggiare il 125° anniversario della nascita del grande poeta armeno, si ha consegnato al pubblico italiano uno straordinario lavoro che permette di conoscere in modo approfondito la figura di un personaggio tempestoso.

In copertina: Hatik Poghosyan, Ritratto di Yeghishe Charents, 1965, mosaico. Casa Museo di Yeghishe Charents, Yerevan.

E l’alba si tramutò in tramonto. Antologia delle opere poetiche (1922–1937) di Yeghishe Charents a cura di Naira Ghazaryan, con la Nota biografica a cura di Anahit Charents, che presenta in prima persona gli ultimi anni della vita e dell’opera di suo padre (Leonida 2023, 488 pagine, edizione italiana con testo armeno a fronte [QUI]). Traduzioni a cura dei studiosi Mariam Eremian, Grigor Ghazaryan, Alfonso Pompella, Anush Torunyan e Prof. Mario Verdone.

In occasione del 30° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Armenia e Italia e del 125° anniversario della nascita del grande poeta armeno Yeghishe Charents, la Leonida Edizioni e l’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia continuano a rafforzare il ponte culturale attraverso un ampio progetto editoriale di traduzione in italiano delle opere del grande poeta. Questo secondo volume permette di conoscere in modo ancora più approfondito l’ineguagliabile figura di Charents.

Foto di copertina: Yeghishe Charents ritratto da Avo Gharibian.

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