Tra Turchia e Armenia la guerra degli anniversari. Asknanews.it

Scambio di inviti e rifiuti tra Erdogan e collega armano Sarkisian

 

Roma, 17 gen. (askanews) – Ha declinato l’invito di Recep Tayyip Erdogan, come d’altronde previsto. Ma il presidente armeno Serzh Sarkisian ha anche colto l’occasione per puntualizzare e polemizzare sulla richiesta turca di presenziare alle celebrazioni del centenario della battaglia di Gallipoli, accusando il collega turco di strumentalizzare l’evento e cercare di deviare l’attenzione da quello che esattamente cento anni fa accadeva in Turchia, parallelamente alla battaglia con l’Intesa: i massacri di armeni, che per Erevan rappresentano un genocidio vero e proprio, mentre Ankara li tratta come eventi di guerra. Insomma: sullo sfondo di tensioni mai sopite, in occasione del doppio anniversario “tondo”, tra i due Paesi è scoppiata la guerra degli “inviti”, fermo restando che, chiaramente, il capo dello Stato armeno non andrà in Turchia per le celebrazioni del 23-24 aprile, come pure Erdogan non sarà a Erevan in quei giorni per le commemorazioni delle vittime armene sotto l’impero Ottomano durante la prima guerra mondiale.

In una lettera indirizzata al presidente turco, riferisce oggi il quotidiano Hurriyet, Sarkisian fa notare di non avere mai ricevuto risposta all’invito inviato a Erdogan per il giorno della memoria degli armeni massacrati nel 1915. “Sua Eccellenza, alcuni mesi fa l’ho invitata a visitare Erevan – scrive il presidente armeno – e non è nostra tradizione fare una visita senza aver avuto risposta a un nostro invito”.

Sarkisian ha criticato quella che definisce “la tradizionale politica della negazione” da parte turca: la Battaglia di Gallipoli, argomenta, iniziò il 18 marzo 1915 e terminò a gennaio 1916, mentre le operazioni degli Alleati cominciarono il 25 aprile. “Qual è dunque l’obiettivo, se non quello di deviare l’attenzione mondiale dagli eventi del centenario del genocidio armeno?”, chiede il presidente del Paese caucasico, contestando la scelta turca di organizzare grandi celebrazioni proprio in quella data.

L’invito di Erdogan è stato inoltrato a 110 capi di Stato. Le celebrazioni turche per la battaglia di Gallipoli si terranno il 23 e 24 aprile. Strategica sulla sponda europea dello stretto dei Dardanelli, la penisola di Gallipoli fu teatro durante la Prima guerra mondiale di una delle più cruente battaglie del conflitto, che si concluse con la ritirata delle truppe dell’Intesa e pesantissime perdite subìte nel tentativo di occupare le trincee turche: 180mila morti per gli alleati e 66.000 per i turchi.

Il 24 aprile del 1925 centinaia di armeni furono arrestati a Costantinopoli, oggi Istanbul, segnando l’inizio di una strage di dimensioni enormi e per cui l’Armenia reclama il riconoscimento di genocidio. La Turchia nega, ammette la morte di circa 500mila armeni (contro gli almeno 1,5 milioni di vittime secondo Erevan) dovuta, secondo le autorità di Ankara, alla carestia e al conflitto in corso che vedeva gli armeni schierati con la Russia.

L’anno scorso, ancora da premier, Erdogan ha presentato all’Armenia le proprie condoglianze, gesto senza precedenti nelle complicate relazioni tra i due Paesi. Ma il leader turco, oggi capo dello Stato, ha di recente messo in chiaro che non ci sarà il riconoscimento del genocidio. Già nel 2014 Sarkissian aveva formalmente invitato Erdogan alle commemorazioni del genocidio.