Vietato allontanarsi da Mosca. La Russia taglia le importazioni dall’Armenia (Haffingtonpost 30.06.26)

Acqua minerale, cognac, albicocche, ciliegie, prugne, vino, ortaggi. A cavallo delle elezioni che si sono tenute il 7 giugno scorso e che hanno assegnato la vittoria all’attuale premier considerato dal Cremlino troppo vicino all’Ue, Nikol Vovayi Pashinyan, la Russia di Vladimir Putin ha scoperto che i prodotti alimentari provenienti dall’Armenia non soddisfano i requisiti obbligatori e sanitari della Federazione Russa. Di conseguenza ha imposto limitazioni e blocco delle importazioni a una lunga lista di beni provenienti dall’Armenia, che non si fa fatica a leggere come tentativi di fare pressione sul Governo di Erevan, per farlo desistere dai tentativi di avvicinamento al blocco europeo. L’aumento drastico delle restrizioni commerciali che si sono succedute nelle ultime settimane sembra confermarlo.

Di recente Mosca ha vietato l’importazione di pesce e prodotti ittici da tutti i fornitori in Armenia che avevano il diritto di esportare nel paese. L’agenzia russa per la tutela della salute delle piante e degli animali, Rosselkhoznadzor, ha riferito di aver chiesto all’organismo armeno per l’ispezione della sicurezza alimentare di sospendere la certificazione veterinaria per il pesce vivo e i prodotti ittici (in qualsiasi forma trasformata) di due aziende armene, MF Export LLC e Invest Plus LLC. Queste due aziende erano le ultime ad aver mantenuto la licenza di esportazione di pesce verso la Russia, dopo l’esclusione di tutte le altre scattata a fine maggio, in prossimità del voto. Non solo: come ricorda il Corriere della Sera, restrizioni temporanee all’importazione di frutta a nocciolo armena, tra cui ciliegie, albicocche, prugne, pesche e nettarine, e di uva fresca, erano già state adottate dalle autorità di Mosca.

In precedenza erano state già imposte limitazioni sull’acqua minerale del marchio Jermuk, come riportato dal Moscow Times. Le autorità russe hanno imposto un divieto totale di importazione e vendita del prodotto, citando livelli eccessivi di bicarbonati, cloruri e solfati. Non solo: anche diversi prodotti alcolici armeni, come il vino e il cognac, in circolazione nella Federazione da un mese sembra non rispettino più i requisiti obbligatori. Così come i fiori: sempre l’agenzia Rosselkhoznadzor, per tutelare la sicurezza fitosanitaria e i produttori nazionali, ne ha imposto il divieto dato che, sostiene, su 96,2 milioni di fiori importati dall’Armenia, gli ispettori hanno segnalato 135 casi che richiedono  misure di “quarantena”,  ha dichiarato l’agenzia senza fornire ulteriori dettagli.  E poi, oltre la frutta, anche pomodori, cetrioli, peperoni, verdure a foglia verde e fragole, adducendo come motivazione “un numero crescente di violazioni”.

La Russia rappresenta un mercato rilevante di esportazione dell’Armenia: secondo i dati Wto, ne 2024 la Federazione ha assorbito il 24% delle sue esportazioni dell’Armenia, circa 3,14 miliardi di dollari su un totale di 13,07 miliardi, confermandosi il secondo mercato di destinazione delle merci armene dopo gli Emirati Arabi Uniti. Va notato che le restrizioni colpiscono le esportazioni principali e non le riesportazioni, come i beni tecnologici e macchinari, che arrivano in Armenia da altri Paesi per poi raggiungere la Russia in modo di aggirare le sanzioni.

Giovedì la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen si recherà a Erevan per incontrare il Primo Ministro Nikol Pashinyan. La visita promette di irritare ancora di più Mosca, secondo cui “l’ingerenza occidentale nella recente campagna elettorale armena è stata senza precedenti”, ha affermato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo e presidente del partito ‘Russia Unita’. Medvedev ha sottolineato nei giorni scorsi la persecuzione da parte delle autorità armene nei confronti di Gagik Tsarukyan, leader del partito Armenia Prospera. Secondo Medvedev, Erevan ha avviato “una nuova ondata di rappresaglie contro i membri dell’opposizione che le cerchie al potere considerano scomodi”.”Ciò è accolto con totale silenzio dai Paesi occidentali, la cui ingerenza nella recente campagna elettorale è stata senza precedenti. In linea con le loro pratiche neocoloniali preferite, hanno letteralmente posto l’apparato statale armeno sotto controllo manuale”, ha affermato Medvedev..

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Dai frutti di bosco all’acqua minerale. Così Mosca punisce la «nuova» Armenia (Cds)