Zaia al memoriale del genocidio armeno: «Il silenzio qui è carico di storia e dolore» — Zaia al memoriale del genocidio armeno: «Il silenzio qui è carico di storia e dolore» (Traviso Today 23.09.26)
Il presidente del Consiglio regionale del Veneto in visita a Yerevan con l’ambasciatore italiano Alessandro Ferranti. Un pensiero alla comunità armena che vive in Veneto

Un momento della visita di Luca Zaia a Jerevan
Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha visitato mercoledì 23 settembre 2026 il memoriale di Tsitsernakaberd e il museo del genocidio armeno a Yerevan, nell’ambito di una missione istituzionale in Armenia. Ad accompagnarlo, l’ambasciatore d’Italia in Armenia, Alessandro Ferranti. «Ci sono luoghi nei quali il silenzio è carico di storia e di dolore. Luoghi che parlano attraverso immagini, documenti, volti e testimonianze. Visitare il memoriale e il museo del genocidio armeno è stato un momento solenne e, lo dico sinceramente, profondamente commovente», ha dichiarato Zaia al termine della visita.
Il presidente si è soffermato sull’importanza di dedicare tempo e attenzione a questa tappa: «Credo sia giusto fermarsi e prendersi il tempo per comprendere ciò che è accaduto. Questo è uno di quei luoghi che obbligano a riflettere e davanti ai quali non si può passare distrattamente. Tenevo particolarmente a questa tappa e ho voluto dedicarle il tempo e l’attenzione che merita». Secondo il museo del genocidio armeno, circa un milione e mezzo di armeni persero la vita tra il 1915 e il 1923, vittime di deportazioni, massacri, fame e marce della morte.

La fotografia che ha colpito Zaia
Tra i materiali esposti, Zaia si è soffermato in particolare su alcune fotografie dedicate ai bambini. «Mi sono fermato per diversi minuti davanti a una fotografia che mi ha colpito profondamente: una madre guarda il corpo del suo bambino, torturato e ucciso, mentre tiene per mano il figlio più grande. È un’immagine di una crudezza estrema, ma penso che proprio immagini come questa non debbano essere nascoste. Dovrebbero essere mostrate, studiate, conosciute anche dai più giovani, perché solo entrando davvero nella sofferenza di queste persone possiamo capire fino in fondo che cosa è accaduto».

E ha aggiunto: «Non si tratta di indugiare nell’orrore, ma di trasformare la memoria in consapevolezza. Perché fatti come questi non accadano mai più non bastano le commemorazioni: serve un impegno personale, quotidiano, di ciascuno di noi. In un momento storico in cui la parola guerra è tornata prepotentemente alla cronaca».
Il pensiero alla comunità armena in Veneto
Al termine della visita, Zaia ha rivolto un messaggio alle comunità armene presenti in Italia e in Veneto. «Questo viaggio mi ha aperto ancora di più il cuore verso il popolo armeno. Voglio mandare un grande abbraccio in particolare, alla comunità armena italiana e del Veneto. Dopo essere stato qui sento ancora più forte questo legame con tante persone e famiglie che vivono nella nostra terra, ne sono parte e continuano a custodire con orgoglio la propria storia e la propria memoria». Ha concluso: «Luoghi come questo ci parlano del passato, ma anche del presente. Ogni tanto dobbiamo fermarci, aprire gli occhi e aprire il cuore. La memoria ha senso se diventa responsabilità. Perché ‘mai più’ non resti soltanto una frase».
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Zaia al memoriale del genocidio armeno: «Il silenzio qui è carico di storia e dolore»
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