Alla scoperta dell’arte armena: un convegno e una mostra fotografica in ateneo (uniud.it 30.11.23)

“All’ombra dell’Ararat” venerdì 1° e sabato 2 dicembre a Palazzo di Toppo Wassermann a Udine

Il monastero di Khor Virap affacciato sul monte Ararat

Arricchire e aggiornare le conoscenze sul patrimonio artistico armeno, sulla storia della letteratura di viaggio come fonte per la storia dell’arte armena e sull’evoluzione dei rapporti interculturali tra Armeni e altri popoli, con un occhio di riguardo per quello italiano. Questi sono gli obiettivi del convegno e della mostra fotografica organizzati venerdì 1° e sabato 2 dicembre a palazzo Toppo Wassermann a Udine dal dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università di Udine in collaborazione con la National Academy of Science of the Republic of Armenia – Institute of Arts.

L’ARTE ARMENA. Per lo più sconosciuta al grande pubblico, l’arte armena rappresenta un patrimonio dell’umanità di cui una minuscola parte è sopravvissuta a millenni di guerre e genocidi. Molti monumenti, chiese, monasteri, villaggi e città sono giunti sino a noi solo attraverso le fonti scritte, altri giacciono in stato di abbandono fuori dai confini dell’odierna Repubblica d’Armenia. Se in Iran siti di interesse storico armeni sono stati oggetto di restauri e valorizzazioni, più grave è la situazione di quelli in Turchia e Azerbaigian. In particolare, nelle regioni di Naxiǰevan (in azero, Naxçıvan) e Arcʿax (in azero, Nagorno-Karabakh) numerosi monumenti armeni sono stati oggetto di distruzioni sistematiche dovute alla propaganda anti-armena del governo azero. Dopo la Guerra dei 44 giorni del 2020, la situazione resta precaria e con essa la sorte dei siti armeni coinvolti.

In un contesto tanto disagiato, descrizioni e racconti di viaggiatori europei che calcarono le rotte carovaniere dalla Russia e dall’Europa verso la Persia costituiscono una miniera d’oro di informazioni sull’aspetto dell’Armenia medievale e moderna. La letteratura di viaggio prodotta attraverso i secoli da viaggiatori-scrittori rappresenta una fonte preziosa per la conoscenza di eredità artistiche oggi in pericolo, se non del tutto scomparse. L’uso di tale letteratura in ambito storico e archeologico è noto per i grandi centri dell’Antichità greco-romana ed egizia, meno per aree periferiche del Vicino Oriente, come l’Armenia. Basti pensare al fatto che non esista un’antologia critica aggiornata di fonti europee sull’Armenia storica”.

IL CONVEGNOVenerdì 1° dicembre alle 16, il convegno “All’ombra dell’Ararat. L’arte armena nella letteratura odeporica (XIII-XXI secolo)” inizierà con i saluti del rettore Roberto Pinton, dell’ambasciatrice plenipotenziaria della Repubblica d’Armenia in Italia Tsovinar Hambardzumyan, della direttrice del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine Linda Borean e della direttrice della Scuola di Specializzazione in Beni Storico-artistici dell’Università di Udine Claudia Bolgia.

I lavori saranno articolati in tre sessioni. Si inizierà con una tavola rotonda sui rapporti armeno-italiani nel corso dei secoli, compresi progetti di ricerca presenti e futuri tra istituzioni culturali armene, italiane e internazionali. La seconda sessione sarà dedicata alle testimonianze dei viaggiatori europei che percorsero i territori armeni per i motivi più disparati, in un arco temporale che va dal periodo medievale alle soglie della contemporaneità. Infine la terza sessione darà spazio a narrazioni legate a media e linguaggi audiovisivi per testimoniare lo stato di conservazione dei monumenti dell’Armenia storica. Complice lo sviluppo del turismo, infatti, gli ultimi decenni hanno messo in luce la preponderanza dell’immagine e delle nuove tecnologie come mezzi narrativi, spesso al posto della scrittura di cui un tempo erano soltanto un’integrazione.

Al convegno parteciperanno specialisti di fama internazionale e giovani ricercatori provenienti da università e istituti di ricerca italiani, armeni ed esteri. Interverranno venti studiosi, di cui otto di nazionalità armena, cinque dei quali appartenenti alla delegazione dell’Institute of Arts della National Academy of Sciences of the Republic of Armenia, che ha iniziato una collaborazione attiva con il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’ateneo friulano per la promozione dello studio e della valorizzazione delle culture artistiche armena e italiana.

LA MOSTRA FOTOGRAFICA. In occasione del convegno, sabato 2 dicembre alle 14 negli spazi del velario di Palazzo Toppo Wassermann a Udine sarà inaugurata la mostra fotografica “Dipinti murali nelle chiese armene del VII-XIII secolo” relativa alle recenti campagne di restauro condotte sulle pitture monumentali di alcune chiese armene medievali dall’architetto Paolo Arà Zarian e dalla restauratrice Christine Lamoureux.

I curatori presenteranno i lavori svolti con una breve conferenza nell’aula Pasolini, dialogando poi con il pubblico negli spazi di allestimento della mostra, che comprende 27 pannelli fotografici a colori con riproduzioni in alta definizione, che illustrano le vicende delle pitture murali delle chiese di S. Stefano a Lmbatavankʿ (VII secolo), di S. Segno a Hałbat (XIII secolo) e del monastero di Dadivankʿ (XIII secolo). La storia di ciascun sito è illustrata da pannelli esplicativi e il percorso di visita è arricchito da filmati, carte geografiche, pubblicazioni e dall’esposizione di pigmenti minerali e strumenti usati dai pittori armeni nel Medioevo. La mostra sarà visitabile fino 20 dicembre, tutti i giorni dalle 9 alle 19 a ingresso è libero.

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