Le tensioni tra Armenia e Russia al summit UEE in Kirghizistan (Eastjournal 10.08.26)

l vertice dell’Unione Economica Euroasiatica si è trasformato nell’ennesimo terreno di scontro tra Yerevan e Mosca. Le relazioni sono ulteriormente peggiorate dopo che il Cremlino ha bloccato la vendita di oltre settantamila bottiglie d’acqua importate dal paese caucasico. E Pashinyan dice che l’Unione è “di fatto paralizzata”.

Che cos’è l’Unione Economica Euroasiatica e perché è nata “zoppa”

L’Unione Economica Euroasiatica (UEE) è una unione economica tra Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan. Fondata nel 2015, si può dire che rappresenti il pilastro economico di quella rete di organizzazioni internazionali sorte dal crollo dell’Unione Sovietica in avanti, e guidate de facto da Mosca, che hanno come obiettivo quello di mantenere alcuni paesi dello spazio post-sovietico all’interno della sfera di influenza russa. Le altre organizzazioni sono la Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), fondata appena crollata l’URSS con lo scopo di favorire una forma di associazione tra paesi divenuti indipendenti dall’impero sovietico. E l’Organizzazione per il Trattato della Sicurezza Collettiva (OTSC), che si può dire essere una sorta di NATO euroasiatica a guida di Mosca. Nella realtà nessuna di queste ha mai avuto un impatto significativo, sia per la debolezza strutturale di alcuni regimi che ne fanno parte, sia perché le divergenze in politica estera si sono fatte via via sempre più accentuate. Ad esempio, già nella fine degli anni 90, Georgia, Ucraina, Azerbaijan e Moldova, hanno fondato il GUAM: un’organizzazione di paesi post-sovietici creata quasi esplicitamente per controbilanciare il peso di Mosca. In questo articolo ci concentriamo sull’Unione Economica Euroasiatica. Su carta sembrava essere quella in grado di riscuotere maggiore successo; tuttavia, ci sono almeno due problemi. Il primo è un peso di Mosca troppo accentuato. L’UEE era nata su modello dell’integrazione economica tra i paesi dell’Unione Europea, ma c’è una differenza fondamentale. Mentre l’UE ha effettivamente favorito una integrazione e interdipendenza orizzontale e multilivello tra le economie di mercato dei paesi che ne fanno parte spingendo per una prosperità comune, l’UEE nasce con la premessa di porre Mosca al centro e far convergere le economie dell’Unione euroasiatica unicamente verso di essa, ma senza favorire l’integrazione tra altri membri così che questi rimangano legati solo a Mosca. Inoltre, l’economia dell’Unione Europea è complessa e basata su industrie ad alto valore aggiunto, quella dei paesi dell’UEE piuttosto il contrario: si tratta di economie prevalentemente estrattive di risorse naturali ed export di prodotti a basso valore aggiunto. Il primo problema è quindi una scarsa integrazione tra le economie dell’Unione Economica Euroasiatica che si ritrovano costrette a dover convergere unicamente verso Mosca. Per fare un esempio, se l’interscambio tra Kirghizistan e Russia nel 2025 ha superato i 5 miliardi di dollari, quello tra Kirghizistan e qualsiasi altro paese dell’UEE non ha raggiunto il mezzo miliardo. Oggi però l’UEE sta affrontando un altro problema: le relazioni tra Armenia e Russia.

Qual è lo status delle relazioni tra Armenia e Russia

Nella città del Kirghizistan di Cholpon-Ata, sul lago Issyk-Kül, si è svolto un summit dell’Unione Economica Euroasiatica. Il vertice si è svolto nel pieno delle tensioni tra Yerevan e Mosca, con quest’ultima che ha recentemente annunciato lo stop alla vendita di prodotti importati dal paese caucasico. Lo stesso vice Primo Ministro russo Alexei Overchuk ha detto che l’interscambio tra Armenia e Russia è “drammaticamente crollato di due terzi nel 2026 rispetto al 2025”, e che ciò potrebbe portare ad una crisi più seria. Per il Primo Ministro Pashinyan la responsabilità è tutta russa sostenendo che se le restrizioni economiche nei confronti di prodotti armeni continuassero, ciò potrebbe diventare un problema per l’Unione Economica Euroasiatica. Senza mezzi termini, il Premier ha aggiunto che l’organizzazione è di fatto paralizzata e che non sta più funzionando in maniera efficiente: “se la questione non si risolverà rapidamente, fatemi dire che sarà l’inizio della fine dell’Unione Economica Euroasiatica (…). A superare il problema sarà l’Armenia, non l’UEE”. Il Primo Ministro ha inoltre difeso il diritto sovrano del suo paese di diversificare le relazioni economiche e l’UEE dovrebbe favorire questo processo per diventare più competitiva, invece di ostacolarlo. Se già Yerevan aveva congelato la sua partecipazione al OTSC, anche nell’UEE sembra star diventando sempre più un pesce fuor d’acqua. Il 29 maggio scorso i leader di RussiaBielorussiaKazakistan e Kirghizistan, hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui chiedevano al governo armeno di indire un referendum per decidere se il paese debba lasciare l’UEE per entrare nell’Unione Europea, oppure interrompere il processo di integrazione con Bruxelles per rimanere nello spazio euroasiatico. È evidente che l’Unione Economica Euroasiatica stia andando incontro ad una resa dei conti con l’unico membro caucasico. Il terreno è impervio per Yerevan, ma per Mosca l’autogoal è sempre dietro l’angolo e il gioco di continuare una politica aggressiva potrebbe non valere la candela.

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Armenia, Putin: Prima possibile un referendum sull’adesione all’Ue (Askanews 10.08.26)

Roma, 10 ago. (askanews) – L’Armenia dovrebbe indire un referendum sull’adesione all’UE “il prima possibile”. Lo ha affermato il presidente Vladimir Putin, intensificando la pressione su Erevan dopo il rafforzamento dei suoi legami con Bruxelles.

“Pertanto saremo costretti, non solo in alcuni ambiti ma, in sostanza, a ridurre gradualmente quasi tutte le nostre attività con l’Armenia in ambito economico, riguardo ai processi di integrazione”, ha detto Putin durante una conferenza stampa in Kazakistan.

“Vorremmo rivolgere un appello ai nostri partner e amici armeni. Lo stesso primo ministro (Nikol) Pashinyan ha affermato di ritenere opportuno indire un referendum su questa questione, ovvero sulla posizione che l’Armenia dovrebbe assumere: nell’Unione Eurasiatica o nell’Unione Europea. Vorremmo che ciò avvenisse il prima possibile”, ha aggiunto.

 

 

 

“Qualunque decisione venga presa, ciò non comprometterà i nostri legami umanitari, né quelli politici. Ma in questo caso stiamo parlando esclusivamente di entità economiche: tutto va preso in considerazione”, ha concluso.