LUCCA – 4 aprile 2025 – A Palazzo Ducale Letizia Leonardi parla di cultura armena

Venerdì 4 aprile nella Sala Tobino di Palazzo Ducale la scrittrice e giornalista Letizia Leonardi, grande esperta di cultura armena, presenterà il suo libro “Yeghishe Charents. Vita inquieta di un poeta”. L’iniziativa, a ingresso libero, rientra nel calendario di eventi di 50 & Più Associazione provincia di Lcuca. Il libro, con la prefazione di Carlo Verdone, è l’intensa storia di uno dei più grandi poeti della letteratura armena. Testimone diretto degli orrori che la Prima Guerra Mondiale ha inferto al popolo armeno e vittima delle repressioni staliniste, morì misteriosamente a 40 anni, pagando con la vita l’espressione della sua disillusione dopo l’adesione al partito bolscevico.

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MILANO – 4 e 5 aprile – EMMANUEL TJEKNAVORIAN & …..

Padre Komitas è una figura affascinante. Potrebbe essere eretta a emblema del popolo armeno. Musicista, compositore, musicologo, viaggiatore, studioso, figura centrale della cultura e della musica armena, che va a Berlino per studiare il metodo e per imparare a valorizzare la musica tradizionale del suo Paese. Padre Komitas è emblema del suo Paese e ci ricorda in qualche modo altri due discendenti di questa terra splendida, Emmanuel TJeknavorian e Sergej Babayan, il cui respiro musicale e filosofico ci fa planare sugli altipiani meravigliosi dell’Armenia centrale, dove per millenni i mercanti segnavano tante vie della seta, e che ci fanno interrogare sul senso che possa avere, per gli esseri umani, qualunque ricerca di identità. Quando basta essere come il cielo e le aquile, come i fiumi e le mandrie di bestiame. Come le arie popolari trascritte da Komitas, che non sembrano essere affatto una cultura nazionale ma piuttosto un tratto di umanità che, certo, ha sue caratteristiche anche locali, ma la cui esistenza non è definita da questo. Tjeknavorian e Babayan sono due musicisti accomunati dal non avere confini, dal non avvertire limiti, né di repertorio, né d’interpretazione, né di niente di niente. Ne deriva che, se decidono insieme di rendere omaggio a Ravel nel 150° anniversario della nascita, costruiscono un programma sontuoso in lungo e in largo, una specie di Bengodi raveliano senza pari: i due Concerti per pianoforte (quello in Sol e quello per la mano sinistra, naturalmente), il raro Menuet sur le nom d’Haydn, per pianoforte, la Sinfonia n. 45 degli Addii di Haydn, e il Boléro. Sì, perché Ravel adorava Haydn (e non stentiamo a crederlo, data l’eleganza e l’ironia di entrambi i soggetti), e la Sinfonia degli Addii è l’esatto opposto del Boléro: in una si toglie, in una si aggiunge.
Essere senza confini vuol dire anche questo: creare connessioni dove ancora non ce ne sono.
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Emmanuel Tjeknavorian e Sergei Babayan si incontrano sul palco dell’Auditorium per un programma che unisce la grande tradizione della musica per violino e pianoforte, a partire da Mozart, passando per il Novecento di Janáček, Prokof’ev e Ravel, di cui nel 2025 si celebra il 150° anniversario della nascita.
Leóš Janàček
Sonata per violino e pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata per violino e pianoforte in Sol maggiore K 301
Fritz Kreisler
Rondino in stile di Beethoven
Fritz Kreisler
Liebesfreud
Fritz Kreisler
Liebesleid
Fritz Kreisler
Schön Rosmarin
Johannes Brahms
Scherzo in Do minore per violino e pianoforte (dalla sonata F.A.E.)
Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata per violino e pianoforte in La maggiore K 305
Maurice Ravel
Tzigane. Rapsodie de concert
Leggi l’approfondimento sul nostro Digital Magazine    #Ravel150. Ritratto del compositore francese

NAPOLI – 3 aprile 2025 – Ensemble Prometeo: un viaggio tra la tradizione russa e lo spirito armeno

Giovedì 3 aprile, alle ore 20.30, il Teatro Sannazaro di Napoli ospiterà un concerto dell’Ensemble Prometeo, un evento organizzato per l’Associazione Alessandro Scarlatti sotto la presidenza di Oreste de Divitiis. Il programma musicale dell’ensemble promete di trasportare il pubblico in un viaggio sonoro che esplora il profondo legame tra le tradizioni musicali della Russia e dell’Armenia. Attraverso opere di compositori noti come SchostakovichArutiunianKhachaturian e Stravinsky, il concerto punta a mettere in evidenza la ricchezza espressiva della musica dell’Est.

Un concetto musicale che unisce culture

L’Ensemble, diretto artisticamente da Tommaso Rossi, presenta un’opportunità unica per conoscere composizioni meno frequentemente eseguite in Italia“Un concerto in cui la grande tradizione russa incontra lo spirito armeno”, così lo ha definito Rossi, illustrando l’importanza della fusione culturale che il programma intende perseguire. Il concerto si distingue per la scelta di pezzi dal forte impatto emotivo, elementi chiave della musica dell’Est europeo, in un’epoca in cui il dialogo musicale tra le diverse culture è sempre più significativo.

Il percorso musicale si aprirà con i “5 pezzi” di Dmitri Schostakovich, lavori caratterizzati da intensità e varietà espressiva. Seguirà il “Trio per violino, clarinetto e pianoforte” di Aram Khachaturian, un’opera che offre una raffinata fusione di melodie folk armene con stili classici. La “Suite per trio” di Alexander Arutiunian apporterà una freschezza ritmica, mentre il concerto si concluderà con la “Suite” da “L’histoire du Soldat” di Igor Stravinsky, nota per il suo linguaggio originale e innovativo. L’insieme di queste opere offre una sintesi della storia musicale di una vasta area geografica, mutevole nei suoi vari stili e nelle sue forme melodiche.

L’Ensemble Prometeo: un’accademia di talenti

Fondato nel 2009 all’interno della Fondazione Prometeo, l’Ensemble si distingue per l’elevato calibro dei suoi musicisti, molti dei quali sono solisti di spicco nella scena musicale italiana. Grazia Raimondi, primo violino in diverse orchestre di prestigio e oggi parte della Camerata Strumentale Città di Prato, contribuirà con le sue abilità tecniche e interpretative. Michele Marelli, clarinettista di formazione, è anche membro dell’ensemble MusikFabrik, noto per la sua passione nella musica contemporanea. D’altro canto, Ciro Longobardi, pianista e docente al Conservatorio di Salerno, ha ricevuto premi di rilevanza internazionale, come il Premio Kranichsteiner di Darmstadt.

Questi artisti, nel loro insieme, non solo eseguono i brani con grande maestria, ma sono anche portatori di una visione musicale che abbraccia l’innovazione e la tradizione. La loro dedizione per la musica dell’Est europeo si traduce in un concertato che pone in risalto la ricca varietà di stili e influenze, una qualità distintiva dell’Ensemble Prometeo.

Un concerto di forte impatto emotivo

Il concerto rappresenta un’importante occasione per il pubblico, non solo per ascoltare musiche di compositori di grande valore, ma anche per avvicinarsi a opere che difficilmente trovano spazio nei programmi delle sale da concerto. I musicisti hanno dichiarato che la base del programma è stata in parte ispirata dall’opera di Stravinsky, sottolineando come la composizione del maestro russo abbia influenzato il repertorio per trio. “A partire da questa consapevolezza, si è voluto creare un programma che non solo rappresentasse quelle influenze, ma anche mettesse in evidenza le singolarità di altri compositori di origini est-europee.”

Durante la performance, i contrasti ritmici e melodici tra le varie opere offriranno al pubblico un’esperienza sonora stimolante e commovente. Il linguaggio nervoso di Stravinsky troverà un equilibrio con la linearità melodica dei brani di Khachaturian e Arutiunian, creando un clima di ascolto che metterà in luce le diverse tradizioni e culture musicali.

Quest’evento si configura come un’importante occasione per celebrare la musica, testimoniando come essa possa fungere da ponte tra culture diverse, favorendo la comprensione e l’apprezzamento reciproco.

 

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BRESCIA – 29 marzo 2025 –  “Padre Komitas: musica e spiritualità armena” Gregorio Bardini

 Brescia sabato 29 alle h. 16.30 presso il Conservatorio Luca Marenzio, incontri musicologici:
  “Padre Komitas: musica e spiritualità armena” Gregorio Bardini.

FOGLIANO REDIPUGLIA – 28 marzo 2025 -“Una storia sospesa: memorie a 110 anni dal genocidio armeno”

Fogliano Redipuglia (GO)
venerdi 28 marzo alle h. 18.30 presso la Sala del Consiglio comunale
“Una storia sospesa: memorie a 110 anni dal genocidio armeno” 
intervengono Gregorio Zovighian e Aldo Ferrari.

CENTO – 27 marzo 2025 – “Segni che parlano: sulle orme degli armeni”

 

Progetto educativo per le classi quinte della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo n. 4 di Cento, finalizzato a promuovere la cultura della legalità e a sviluppare il senso di responsabilità civica

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ROMA – 25 e 26 marzo 2025 – Convegno sulla stampa di testi orientali a Roma nei secoli XVI e XIX

Convegno dedicato alla stampa di testi orientali a Roma nei secoli XVI e XIX, che si terrà a Roma tra il 25 e 26 marzo , Martedì 25 marzo Cesare Santus e Anna Sirinian presenteranno un intervento dedicato a “Lo stampatore misterioso: Yovhannēs Terznc’i e la stampa in lingua armena a Roma alla fine del Cinquecento”.

FORLI – 24 marzo 2025 – Concerto “Note meno note”

Forlì lunedì 24 presso Palazzo Albicini,

 “Note meno note” 

alle h. 21.00

Concerto di Ani Martirosyan Pierluigi Di Tella

Corso Garibaldi 80

MILANO – 22 marzo 2025 – Presentazione libro “Rinascita  101 poesie armene  1890-1989”

Milano Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano tel.:  0039 340210117
Facebook: Casa Armena – Hay Dun 

CASA ARMENA

HADUN

Programma di Marzo 2025
 
Sabato 22
alle h. 18.00
 
Saremo lieti di salutare
S.E. Vladimir Karapetyan, Ambasciatore della Repubblica d’ Armenia in Italia
In visita a Milano
Presentazione del libro di poesie
 
“Rinascita 
101 poesie armene 
1890-1989″
( Ed. Fuorilinea)
cura e traduzione di Mariam Eremian
 
    Partecipano alla serata
 
  Mariam Eremian Genny Fortunato
con la partecipazione di 
Marilù Apikian 
chedeclamerà alcune poesie
 Una finestra sul variopinto mondo letterario armeno, nello specifico sulle poesie di Hovhannes Tumanian, Vahan Terian, Yeghishe Charents, Hamo Sahyan, Hovhannes Shiraz, Gevorg Emin, Paruyr Sevak, Metakse, Razmik Davoyan.
 Tutti loro hanno dato il meglio di sé sia come intellettuali che come combattenti, hanno alzato con forza la propria voce per proclamare la verità, per difendere e sostenere i propri connazionali e, soprattutto, per ispirare la pace e l’amicizia tra i popoli. Le 101 poesie qui raccolte si differenziano per stile, linguaggio, periodo, ma convergono per alcuni temi.
 Il protagonista è l’amore nostalgico, non mancano, però, riflessioni su misteri dell’universo, fragilità e grandezza dell’uomo, odi alla natura, alla madre e alla patria. Completano il volume brevi note sulle vite dei Poeti che si snodano tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. Un’epoca per niente serena, a dir poco, che inizia col genocidio armeno perpetrato dall’Impero ottomano e attraversa il periodo sovietico e staliniano, di illusioni e nuove sfide. 
Infine si arriva all’indipendenza dell’Armenia dall’URSS in cui gli armeni, finalmente liberi, avrebbero fatto i conti con devastante terremoto del 1988 e la guerra del Nagorno Karabakh.

 

CATTOLICA – dal 18 al 20 marzo 2025 – “VIAGGIO IN ARMENIA”: Silvio Castiglioni alla Galleria Santa Croce di Cattolica

 

Grazie al festival le Parole di Hurbinek, che ci invitava a riflettere sulla parola ‘razza’, dopo quasi vent’anni siamo tornati a Osip Mandel’stam e al suo Viaggio in Armenia dove si legge: “Non c’è nulla di più istruttivo e gioioso che immergersi nella compagnia di persone di una razza diversa dalla nostra”. Ma perché un piccolo libro del “più grande poeta in lingua russa del Novecento, sottratto alla conoscenza dei suoi contemporanei” (P. P. Pasolini) ci sembra così importante?

Dietro l’apparente appartenenza a un genere – il “diario di viaggio” ma anche la “letteratura di missione”– nella pagine di Viaggio in Armenia si cela una scrittura che si fa “grafico di una costante diserzione”. E proprio in questa diserzione emerge il carattere politico di un libro che a un primo sguardo può apparire mite e perfino svagato; e però evoca un’Armenia fuori dal tempo e disattende le aspettative dei suoi committenti, sfuggendo al compito di celebrare i presunti successi del primo piano quinquennale sovietico. La sfida al nuovo potere non lascia spazio a ulteriori dilazioni, e con la pubblicazione del Viaggio – prima ancora della celebre poesia su Stalin, ‘il montanaro del Cremlino’, per cui fu ufficialmente incriminato – Osip Mandel’štam si consegna definitivamente nelle mani dei suoi carnefici, portando così a compimento il suo destino.

Segreta riflessione sul tempo, la memoria e la morte – e straordinaria metafora di resistenza e di vitalità – Viaggio in Armenia è un sereno, luminosissimo addio; un rito d’addio. Il testo ideale per tratteggiare il profilo di un artista che si dichiarava ostile a tutto ciò che è personale, in tempi intossicati dall’inganno dei reality e dall’illusione del biografismo.

 

Galleria Santa Croce – Cattolica

 Martedì 18 – Mercoledì 19 e Giovedì 20 marzo 2025 ore 21.00

VIAGGIO IN ARMENIA
Silvio Castiglioni
liberamente tratto dal libro di Osip Mandel’stam, Adelphi edizioni, a cura di Serena Vitale

riduzione e adattamento Silvio Castiglioni e Giovanni Guerrieri

interprete Silvio Castiglioni
oggetti, scene e costumi Giulia Gallo
immagini Patrizio Esposito
regia Giovanni Guerrieri
una coproduzione Celesterosa / I Sacchi di Sabbia, per il festival Le Parole di Hurbinek 2025
col sostegno di Mic, Regione Toscana, Regione Emilia-Romagna
in collaborazione con Armunia e Comune di Cattolica

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
47838
retericerca@gmail.com
3338333284

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