BARI – 25 gennaio 2023 – Gli Armeni e la Memoria
Si terrà l’incontro dal titolo “Gli Armeni e la Memoria”. In questo periodo di “Memoria”, si parlerà del Genocidio subito dal popolo armeno, del Khachkar, simbolo della presenza armena nella città di Bari, eretto 10 anni fa presso i giardini dell’autorità portuale sul piazzale Cristoforo Colombo.
Della Commemorazione della nascita e della morte , avvenute nel mese di gennaio del poeta armeno-barese Hrand Nazariantz e il villaggio “Nor Arax”.
Saluti di Paola Romano (assessora alle Politiche giovanili e Pubblica Istruzione città di Bari)
Rupen Timurian (Associazione Armeni Apulia)
L’iniziativa è realizzata dall’Associazione Armeni Apulia, interverranno:
prof. Kegham Jamil Boloyan (Università del Salento e Bari)
prof.ssa Angela Maria Rutigliano (docente)
prof. Carlo Coppola (docente)
M. Siranush Quaranta ( dott. in Comunicazione)
Piero Fabris (poeta e scrittore)
Interventi musicali
Tiziano Portoghese (mezzosoprano)
MILANO – 24 gennaio 2023 – Spettacolo Teatrale GARO’ – Una storia Armena
TEATRO MUNARI, Via Giovanni Bovio, 5- Milano
dello spettacolo teatrale
Garò-Una storia Armena
data: 24 gennaio 2023 0re 20.30
per prenotazioni : tel. 02-27002476
oppure via mail: info@teatrodelburatto.it
Sul sito : www.teatrodelburatto.com
Garò. Una storia armena.
Era necessaria un’altra storia armena? Ne abbiamo lette e udite tante! Quelle più tragiche di chi non è riuscito a raccontarle. Quelle scritte su piccoli quaderni (per anni tenuti nascosti) che raccontano le tappe della lunga marcia verso il deserto. Quelle di chi le ha vissute e ha potuto scriverle e raccontarle ed esibirle come una medaglia; o quelle di chi le ha solo udite o lette nei libri e ha provato a ri-narrarle a suo modo aggiungendo o togliendo …..Eppure sì … è comunque utile – necessario – raccontare e ascoltare un’altra storia armena: raccontarla e ascoltarla oggi a fronte di tutto quello che continua ad accadere in Armenia e altrove. Ѐ utile e necessario perché la storia continua a generare altre storie ugualmente tragiche, armene o non armene; e il rischio di considerarle ormai “normali” è sempre incombente.
Quella a cui Pino di Bello ci fa partecipare non è solo un’altra storia armena: è anche la storia di un regista italiano che si affaccia a un mondo diverso e lontano che ha impensate risonanze con il proprio mondo. Fatta questa scoperta – che forse lo sconcerta – Pino si appassiona a conoscere questo altro mondo con le curiosità e le emozioni del ricercatore e si impegna a raccogliere un messaggio da condividere con il proprio pubblico . La storia che racconta si snoda come un viaggio in un paese sconosciuto in cui tutti hanno perso la memoria e sono la sensibilità e l’arte del regista – il moderno ashug, il cantore armeno – che portano alla luce le piccole perle dei ricordi infantili e insieme il buio delle omertà e delle negazioni impregnate di umiliazione e violenza che alla fine invadono la scena. Una scena che riusciamo a sopportare solo pensando che quello che il regista ci ha fatto incontrare e’ solo un suo cattivo sogno e alla fine ci sarà un risveglio più rassicurante . Ma non è così!
Il sogno cattivo è la metafora di mille storie reali, armene e non armene, e i nomi, le voci, i luoghi e le vicende dell’Armenia servono ad evocarle e tenerle vive nella memoria di chi partecipa allo spettacolo perché sia lui stesso a risvegliarsi, a vigilare e a far nascere qualcosa di nuovo. Il messaggio forse è questo!
Agopik Manoukian, ottobre 2021
Ho seguito Garò sul nascere, quando il testo prendeva forma tra interruzioni e rifacimenti . Poi un lungo silenzio , quasi di attesa… fino al giorno in cui le luci si sono spente e il racconto mi ha preso con forza per mano e, in breve, si è riannodato tutto ciò che sapevo, che avevo letto, sentito dalle grida soffocate e dalle parole dolenti di chi era fuggito e da chi, in seguito, aveva studiato vicende e storie di questo popolo . Una sintesi di date, eventi, canti, melodie, gridi e suoni come appigli per un viaggio Q interiore in cui confrontarmi con lo sguardo e le attese di chi mi ha preceduto e le domande senza risposta del mio presente.
Quando le luci si sono accese …lo spaesamento, il peso del lutto e la continuità della vita: la storia narrata non era solo di Garò e neppure una storia solo armena…
Agopik Manoukian, dicembre 2021
BARI – 21 gennaio 2023 – “Bari, Armenia, Futurismo – Incroci di culture”,
Sabato 21 Gennaio, alle ore 18,30, presso L’Eccezione – Cultura e Spettacolo di Puglia Teatro, a Bari, in Via Indipendenza 75, per la 48^ stagione artistica di Puglia Teatro e 21^ de L’Eccezione, con il patrocinio del Ministero della Cultura e con la direzione artistica di Rino Bizzarro, per il ciclo “Bari, Armenia, Futurismo – Incroci di culture”, a cura di Carmelo Calò Carducci, secondo appuntamento con “Hrand Nazariantz – Radio Bari e un passo dal Nobel”.
Hrand Nazariantz era nato a Iskudar (Istanbul) l’8 gennaio 1886 da Diran, patriota, letterato e linguista e da Aznive Merhamedtian. Il padre era proprietario di una fra le più grandi industrie in Turchia per la lavorazione dei tappeti e dei merletti, attività che aveva procurato alla famiglia una notevole agiatezza. Dopo aver frequentato il collegio Bérbérian nella capitale turca, il giovane Nazariantz si recò prima a Londra per completare gli studi superiori e, nel 1905, a Parigi dove s’iscrisse alla Sorbona ed entrò in contatto con il Movimento nazionale armeno, che nella capitale francese aveva un notevole centro di diffusione nel mondo.
La sua vicenda esistenziale e la sua opera poetica meritano di essere ricordate come testimonianza degli intensi contatti che si stabilirono tra la cultura armena e quella italiana nel corso del Novecento, agli inizi del quale il popolo armeno aveva subito violenze e tremendi eccidi per opera dei turchi. Nazariantz, però, non si limitò solo a far conoscere culturalmente il suo popolo, ma divenne anche il difensore della causa armena in Europa e il fondatore, nel 1924, del villaggio di Nor Arax, sorto nei dintorni di Bari, nel quale trovarono asilo un centinaio di profughi armeni.
MILANO – 21 gennaio 2023 – Serata musicale con Ani’ Balian
CASA ARMENA
HAY DUN
Milano-Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano tel.: 0039 3402101174
e-mail: mekitar@libero.it –
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Serata musicale con Ani’ Balian
accompagnata al pianoforte da Gianfranco Iuzzolino
Rimini – 20 gennaio 2023 – In difesa dei cristiani perseguitati. Appello all’Umano dedicato all’Artsakh
Venerdì 20 gennaio alle ore 21 torna in piazza Tre Martiri l’Appello all’Umano in difesa dei cristiani perseguitati in Medio Oriente e in tante altre parti del mondo promosso dal Comitato Nazarat di Rimini.
“Questa volta ci soffermiamo su una delle tante situazioni di guerra dimenticate, o anche “oscurate” dal conflitto in atto ormai da quasi un anno tra Russia e Ucraina. Si tratta della repubblica dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh) una Repubblica del Caucaso meridionale auto dichiaratasi indipendente il 6 gennaio 1992.
Come riportato dal giornalista riminese Leone Grotti sul mensile Tempi, da quasi due mesi l’Azerbaigian, ha chiuso il corridoio di Lachin che ha bloccato il transito sull’unica strada che porta in Armenia. Sicché 120mila armeni dell’Artsakh stanno patendo una situazione di gravissima crisi umanitaria. Non arriva loro né cibo, né benzina, né medicine, oltre a tutto quello che serve alle imprese per lavorare. C’è una gravissima crisi sanitaria e mancanza di cure per bambini e anziani; i macchinari sanitari sono fuori uso per mancanza di pezzi di ricambio; gli scaffali dei supermercati sono vuoti. Ma ancor più preoccupante della crisi economica è quella che riguarda le famiglie: attualmente bloccati in Armenia ci sono un migliaio di genitori che non possono raggiungere i figli piccoli, che perciò devono essere accuditi dai vicini o dai servizi sociali. Ovviamente questi piccoli vivono un tremendo disagio psicologico.
Complessivamente ci sono 120mila armeni che si vedono calpestare i fondamentali diritti umani. Appelli recenti all’Azerbaigian di riaprire quel corridoio sono stati fatti fra l’altro dal Segretario generale delle Nazioni Unite, dal Papa, dal Parlamento europeo, finora senza esito. Anzi l’unico intervento è stato peggiorativo della situazione: l’Azerbaigian ha tagliato la connessione a internet in tutto il Nagorno Karabakh.
Con tutto ciò abbiamo voluto dedicare l’appello a questa situazione. Dopo la recita del rosario in piazza ci sarà la testimonianza di un armeno dell’Artsakh: si tratta di Hamlet Harutyuyan, un giovane universitario che studia a Ferrara.”, conclude il Comitato Nazarat.
THIENE – 19 gennaio 2023 -Presentazione del romanzo Il destino di Aghavnì di Antonia Arslan
Già ospite nell’ottobre scorso a Thiene in un evento molto partecipato, Antonia Arslan torna nella nostra città giovedì 19 gennaio 2023 ore 18.00 per presentare nella Sala Consiliare del Municipio il suo nuovo romanzo Il destino di Aghavnì.
Commenta l’assessora alla Cultura e alla Biblioteca, Ludovica Sartore
«Si è felicemente instaurato un legame tra la scrittrice, che viene a Thiene per la seconda volta in pochi mesi e dove comunque era già stata negli anni scorsi, e la nostra Città e che rimanda all’attenzione che Thiene ha sempre avuto nei confronti del popolo Armeno. Ricordo, per esempio, recentemente lo spettacolo “Novella Veneziana” di Costan Zarian, una delle voci più significative della cultura armena, in scena al Comunale nello scorso settembre su proposta dell’associazione di volontariato “Il Melograno for disabled armenian children”. Il destino di Aghavnì è un libro davvero molto bello che, nella tragicità del racconto, nel finale si apre alla speranza. Invito la cittadinanza ad intervenire e a non mancare a questo appuntamento in cui la Cultura e l’impegno civile hanno il volto di una donna che conquista anche per la dolcezza e la serenità che sa infondere, nonostante le vicende di cui scrive».
Il romanzo è ambientato nella primavera del 1915,
quando in una piccola città dell’Anatolia una ragazza di 23 anni, Aghavnì, esce di casa con il marito e i due figli piccoli senza farvi ritorno.
L’autrice è stata ispirata nel raccontare Il destino di Aghavnì da una vecchia fotografia di famiglia, ritrovata a casa di un cugino in America. Ha scoperto così la vicenda perduta di questa ragazza scomparsa e da qui è venuta l’ispirazione pe scrivere un racconto avventuroso di dolore e coraggio, di morte e di rinascita.
Racconta l’Arslan:
«Questa storia non è ‘vera’, ma è molto verosimile. Circa 4 anni fa ho conosciuto un mio cugino che vive a Manchester, New Hampshire. Mi ha mostrato carte e foto di famiglia, fra cui una foto – del 1912 – di 3 sorelle di mio nonno, sorridenti e con vestiti uguali. Due le conoscevo, della terza mi disse: ‘Questa è Aghavnì’, la sorella scomparsa’. Non sapevo che fosse esistita! Quella foto ha lavorato dentro di me per tutto questo tempo, finché lo scorso agosto il personaggio e la sua storia – simile a tante altre storie femminili di quei terribili anni – ha preso forza e consistenza. Il coraggio e lo spirito indomito delle donne armene sono uno dei cardini su cui ruota questo romanzo breve».
Il libro è stato pubblicato dalle edizioni Ares nel novembre del 2022. L’autrice dopo la presentazione sarà a disposizione per firmare eventuali copie
L’ingresso nella sala del Consiglio Comunale è gratuito e aperto alla cittadinanza.
Antonia Arslan è nata a Padova, da padre armeno e madre italiana. Ha insegnato Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. È stata autrice di saggi e romanzi sul genocidio degli armeni in Anatolia nel 1915, tra cui il famosissimo La masseria delle allodole. Il quale ha vinto il Premio Stresa di narrativa, il Premio dei Lettori di Lucca, è stato finalista del Premio Campiello. Tre anni dopo è stato portato sul grande schermo dai fratelli Taviani. Altre sue opere sono La strada di Smirne (2009), Il libro di Mush (2012-2022) e La bellezza sia con te (2020).
Saluzzo – 17 gennaio 2023 – Incontro dedicato al primo genocidio del XX secolo, il Genocidio Armeno
Martedì 17 gennaio alle ore 16, nell’ambito del ciclo di incontri della rassegna “Il Tempo ritrovato – incontri ed esperienze per l’università degli adulti“, Il prof. Paolo Burzio, ex docente di storia e filosofia e ora relatore nelle principali Università della Terza Età della Provincia di Cuneo, presenterà un momento difficile e per molto tempo controverso della storia del Novecento “1915: il genocidio armeno”.
Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923). Il governo dei Giovani Turchi, preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C. Una tragedia e un crimine contro l’umanità che fino al 1973 il mondo ha finto di ignorare. Solamente allora, infatti, la Commissione dell’Onu per i diritti umani ha riconosciuto ufficialmente lo sterminio di circa 1 milione e mezzo di armeni – da parte dell’Impero ottomano – come il primo genocidio del XX secolo.
L’incontro, con ingresso libero e gratuito, si svolgerà presso la Sala Tematica del Quartiere a Saluzzo in piazza Montebello.






