VERONA – Un viaggio nella storia più vicina: la questione armena

Date: giovedì 26 febbraio 2015

Time: 07:30pm

Place: Ristorante Liston 12 – Piazza Bra – Verona

Esistono ancora oggi delle vicende storiche che hanno avuto e hanno ancora un rilievo importante nel percorso storico  della nostra Europa. Ne parliamo con lo scrittore storico Alberto Rosselli.

Seminario sull’arte armena

a cura di Aldo Ferrari e Marco Ruffilli

febbraio-aprile 2015

ore 14.30-16.30 – Aula B, Ca’ Bembo Dorsoduro 1075, Venezia

24 febbraio Paolo Arà Zarian, Introduzione all’architettura degli armeni

3 marzo Paolo Arà Zarian, Il restauro del complesso architettonico di Vorotnavank (Armenia. Regione del Syunik, secc. IV-XIII)

10 marzo Aldo Ferrari & Marco Ruffilli, Khachkar. Le croci di pietra degli armeni

17 marzo Marco Ruffilli, La pittura degli armeni. Generi artistici e protagonisti

24 marzo Marco Ruffilli, La miniatura armena. Epoche, luoghi, stili

31 marzo Paolo Lucca, Il culto delle reliquie nel Medioevo armeno: testimonianze letterarie

7 aprile Sona Haroutyunian, Pittori dell’Armenia d’oggi

14 aprile Benedetta Contin, Il contributo del Medio Oriente all’armenistica: l’architetto Shahé DerKevorkian

21 aprile Silvia Burini, Georgij Jakulov. Un pittore tra Armenia e Russia

28 aprile Gianclaudio Macchiarella, Josef Strzygowski e l’arte armena

MILANO – Cento concerti in memoria del Genocidio Armeno 1915

Lunedì 23 febbraio alle h.21.00
presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano
Cento concerti in memoria del Genocidio Armeno 1915

Per la comunità armena per coloro che prenotano contattando la biglietteria sono a disposizioni riduzioni da 25 euro a 15.
Interveniamo numerosi!

  • Via Conservatorio 12
  • Milano
  • Contatti:

Tel. 02.29.40.97.24.

In memoria del genocidio armeno del 1915

 >> volantino

Musica per non dimenticare: è passato un secolo esatto dal Genocidio armeno, il massacro, con oltre un milione di vittime, compiuto nel 1915 in Turchia, contro la popolazione cristiana armena. La ricorrenza ufficiale è il 24 aprile, ma già lunedì 23, in Conservatorio, un concerto delle «Serate Musicali» fa memoria del tragico evento. Il pianista Vardan Mamikonian e la flautista Maria Fedotova danno vita a musiche armene, come la cullante «Elegia» di Arno Babajanian (1921-1983) o l’ardente «Dzirani dzarA» di Komitas, alias Soghomon Soghomonian, sacerdote-compositore ed etnomusicologo (1869-1935); quindi a brani di Mantovani (Pezzo su tema armeno), Franck, Bach/Busoni e Chopin.

«Esprimo la speranza che il riconoscimento e la condanna del genocidio armeno da parte della Turchia servirà come punto di partenza per la riconciliazione storica dei popoli armeno e turco», ha detto Pietro Kuciukian, Console onorario della Repubblica d’Armenia. A Milano la cultura armena è da secoli molto viva, almeno fin dai tempi di Ludovico di Breme; oggi ci sono le iniziative della Casa Armena, per non dire quanti studenti, per decenni, hanno conosciuto l’armeno antico alle lezioni del glottologo Giancarlo Bolognesi all’Università Cattolica, o quanti bambini sono stati curati da una pediatra come la professoressa Kehyayan…

MILANO – Incontro con Varujan Vosganian

HAY DUN

CASA ARMENA

venerdì 20/2 h. 21.00 

Incontro con Varujan Vosganian

Interviene alla serata il console onorario d’Armenia in Italia  Pietro Kuciukian che presenterà il “Il libro dei sussurri” Keller ed. di cui è autore il nostro ospite

Tutto ha inizio nella piccola città di Focşani, in una strada armena, tra i vapori del caffè, gli aromi della cantina di nonna Arshaluys, i libri antichi e le fotografie appartenute a nonno Garabet. Il piccolo Varujan guarda un mondo colorato dallo sguardo dell’infanzia e ascolta le conversazioni e le storie favolose di alcuni vecchi armeni che, per parlare liberamente, si nascondono in una cripta.

Prende vita così, in un’atmosfera già densa di presagi, uno straordinario romanzo, una vera e propria epopea nella quale partecipando ai destini dei personaggi, alle guerre, ai viaggi, alle fughe, alle avventure, agli amori, alle vite che si compiono nella fine, si segue passo dopo passo, con continui salti di tempo e di spazio, l’intera storia del Novecento, il destino umano e in particolare quello del popolo armeno, del suo genocidio e della sua diaspora.
Un romanzo fuori dal comune, dall’ampiezza di respiro inusuale, popolato da personaggi indimenticabili e che è allo stesso tempo narrazione personale, libro identitario per il popolo armeno e tributo a tutti coloro che hanno subìto la Storia.

“Il libro dei sussurri non è un libro di memorie, poiché gli eventi rimemorati nelle sue pagine non sono i miei ricordi. Direi che è piuttosto la biografia del XX secolo narrata da coloro che l’hanno vissuta. Nel Libro dei sussurri troviamo tutte le malattie di quel secolo: le guerre mondiali, il genocidio, il totalitarismo, l’esodo e la ricerca vana di sé. Il secolo XX ha inventato la morte non quantificabile e le fosse comuni. Si tratta prima di tutto della tragedia del popolo armeno, ma anche della tragedia del popolo romeno, di tutti coloro che hanno subito la storia, invece di viverla. Tutti i personaggi sono reali, gli accadimenti che hanno vissuto sono reali e proprio per questo Il libro dei sussurri appare così inverosimile, proprio perché è reale. Non mi sarei arrischiato a scrivere di tutto questo, se non vi fosse stato un fondo di spietata realtà”

Varujan Vosganian

 

 

 

 

 

Varujan Vosganian è nato nel 1958 a Craiova da una famiglia di origine armena emigrata in Romania dall’antico Impero ottomano dopo il genocidio contro gli armeni del 1915. Personalità complessa, Vosganian è scrittore, politico, economista, matematico, professore universitario. È stato Ministro dell’Economia e delle Finanze, è presidente dell’Unione degli Armeni di Romania e primo vicepresidente dell’Unione degli Scrittori di Romania.
Tra il 2006 e il 2008 è stato Ministro dell’Economia e del Commercio e, attualmente, è membro del Parlamento come senatore. Tra le sue opere si annoverano tre volumi di poesia Lo sciamano blu (1994), Il bianco occhio della regina (2001), Gesù dalle mille braccia (2004) e la raccolta di racconti La statua del Comandante (1994) che ha ricevuto il Premio dell’Associazione degli Scrittori di Bucarest.

 

 

PREMI E RICONOSCIMENTI
Il romanzo Il libro dei sussurri, in fase di traduzione in numerose lingue, lo ha consacrato come scrittore sia per il successo di critica e vendite in libreria sia per l’interesse suscitato sul piano internazionale.
E’ il libro romeno più venduto degli ultimi dieci anni.
Numerosi sono i riconoscimenti concessi al romanzo e all’autore tra cui il Premio Libro dell’anno (2009) della rivista «România literară», il Premio “Mihail Sadoveanu” per la prosa della rivista «Viaţa Românească» (2009), il Premio per la prosa e il Premio dei lettori della rivista «Observatorul Cultural» (2009), il Premio della rivista «Convorbiri literare» (2010), il Premio BestSeller della Fiera del Libro “Librex” di Iași (2010) e il Premio per la prosa della rivista spagnola «Niram Art» (2010).

ROMA – Remembering and Narrating the Genocide: Learning from Armenian Women and Children Survivors

JOHN CABOT UNIVERSITY In collaboration with the Associazione della Comunità Armena di Roma e del Lazio presents

Remembering and Narrating the Genocide:
Learning from Armenian Women and Children Survivors
An Evening to Commemorate the Armenian Genocide: 1915-2015
19 February 2015, 6.00 p.m., John Cabot University, Aula Magna Regina

Franco Pavoncello (President of John Cabot University)
Welcome and Opening

His Excellency Sargis Ghazaryan, Ambassador Extraordinary and Plenipotentiary of the Republic of Armenia in the Italian Republic
The Centennial of the Armenian Genocide (1915-2015): Between Memory and Reconciliation

Zara Pogossian (John Cabot University, Rome, Italy)
Between Turkish Nationalism and European Imperialism: Introductory Historical Remarks

Ayşe Gül Altinay (Sabanci University, Istanbul, Turkey)
Who is a Survivor in a Genocide? Challenges Posed by Islamized Armenians.

Ara Sarafian (Gomidas Institute, London, UK)
Killing them Softly: the Fate of Children in the Armenian Genocide.

ALESSANDRIA – La Musica Armena: fra tradizione e contemporaneità

SABATO 7 FEBBRAIO 2015 ORE 14.00/17.00

AUDITORIUM M. PITTALUGA

La Musica Armena: fra tradizione e contemporaneità

a cura del Prof. MAURIZIO REDEGOSO KHARITIAN

Nell’anno del 100° anniversario del Genocidio Armeno che verrà celebrato quest’anno , si intende proporre un percorso musicale che tocca particolarmente da vicino l’Italia e le sue più importanti Istituzioni musicali. Dopo le ultime ondate di deportazioni avvenute negli anni ’20 del XX secolo, molte famiglie armene si sono rifugiate in varie località italiane.

Il nostro paese già era legato alla cultura armena con la presenza dell’Isola di San Lazzaro degli Armeni (che ospita un monastero armeno), il Collegio Pontificio Armeno, ed altre centri culturali presenti in diverse città. L’Armenia è terra dalla antichissima civiltà che ha espresso eccellenze in tutte le forme d’arte fra le quali naturalmente la musica. Musica che si può certamente intendere come extra-europea in quanto racchiude diverse anime, oltre quella armena, dell’area caucasica e mediorientale (persiana, azera, araba, georgiana, turca, ebraica). Questo progetto si rivolge a studenti, docenti, musicologi ecc. ai quali viene offerto uno sguardo originale ed autentico di una cultura ancora misconosciuta. Verranno proposti ascolti registrati e dal vivo (alla viola) delle diverse tradizioni armene (popolare, sacra, contemporanea). Si tratterà inizialmente della figura emblematica e decisiva di Padre Komitas, colui che ha reso accessibile in Occidente la conoscenza di uno sterminato patrimonio di canti e melodie grazie ad una fedele trascrizione dalla notazione “stenografica” tipicamente armena a quella su pentagramma occidentale.

Si farà un passo indietro con Sayat Nova, il principe dei trovatori armeni che ci ha lasciato centinaia di poemi musicali. Passeremo al ‘900 storico con Aram Khatchaturian, tenuto in gran conto dal regime sovietico e che ha potuto esprimere l’anima del suo paese in tutte le sue opere. Fino ad arrivare ai contemporanei guidati dal grande Tigran Mansurian. Questa iniziativa si pone come obiettivo la diffusione di una cultura musicale che, grazie anche ai suoi strumenti tipici (primo fra tutti il duduk), ha avuto negli ultimi anni accesso anche a forme di musica popolare moderna in tutto l’Occidente. La conseguenza di questa proposta potrà certamente essere quella di favorire un ulteriore scambio musicale fra compositori ad Est e ad Ovest del mondo: le dinamiche culturali della nostra era sono sempre invitate e sollecitate infatti a nuove forme di integrazione.

PER INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI
CONSERVATORIO DI MUSICA “ANTONIO VIVALDI”

VIA PARMA, 1 – 15100 ALESSANDRIA
TEL. 0131/051500 – FAX 0131/325336
WEB SITE: www.conservatoriovivaldi.it
E-MAIL: segreteria.didattica@conservatoriovivaldi.it

SCANDICCI – Mostra “I Frutti degli Armeni. Percorso illustrato sulla cultura armena”

Dal 7 al 22 febbraio

presso la Biblioteca di Scandicci (via Roma, 38°)

“I Frutti degli Armeni. Percorso illustrato sulla cultura armena”;

attraverso una serie di pannelli illustrati viene presentata la civiltà armena, ponendo l’accento sugli aspetti della storia e del patrimonio artistico legato agli armeni, l’opera di Mhiktar Gosh e il genocidio armeno. 

Inaugurazione sabato 7 febbraio alle 10,30

Orari: lunedì 14,30 – 19,30,

da martedì a venerdì 9,30 – 19,30,

sabato dalle 9,30 alle 18,30.

 

BERGAMO – Seminario artistico a cura di Levon Nersesjan

Domenica 1 febbraio 2015 

Seminario artistico a cura di Levon Nersesjan

La «Trinità» di Rublev: storia, tecnica, simbologia

La «Trinità» di Andrej Rublev non è semplicemente uno straordinario capolavoro artistico, ma anche il simbolo dell’icona russa antica, la testimonianza della sua perfezione artistica e della sua profondità spirituale. Di quest’opera hanno sentito parlare anche quelli che non sanno praticamente nulla della Russia e dell’arte russa; riproduzioni e copie dell’icona si incontrano in tutto il mondo, in chiese ortodosse come anche in chiese cattoliche a addirittura protestanti. Eppure, quest’opera così universalmente conosciuta e amata continua a suscitare moltissimi interrogativi circa la storia della sua esecuzione, l’epoca e addirittura l’aspetto originario che aveva. Allo studio di quest’opera hanno lavorato e lavorano restauratori e storici dell’arte, che ne hanno esaminato la tecnica, il disegno, la composizione dei colori e ogni altro elemento che contribuisca a far scoprire la personalità artistica del suo autore. Gli storici hanno proposto svariate ipotesi legate ai documenti storici in loro possesso; così pure, filosofi e teologi hanno offerto diverse letture dell’idea sottesa alla composizione, al suo simbolismo e al ruolo dei singoli elementi. Oggi è ormai divenuto possibile, sulla scorta di questo ricchissimo e variegato materiale, fare un punto sintetico e offrire una sintesi di ciò che la «Trinità» rappresenta sotto i diversi aspetti. È il lavoro svolto da Levon Nersesjan, collaboratore scientifico della Galleria Tret’jakov, che ha recentemente pubblicato un volume sulla «Trinità», che ne riprende ed espone gli aspetti più significativi, restituendoci un’immagine sintetica di questa «leggenda» dello spirito russo, materializzatasi in forme e colori di un’armonia paradisiaca grazie al pennello di un santo della Chiesa ortodossa russa, il beato Andrej Rublev. Di tutti questi aspetti, Nersesjan (che ha già svolto presso la sede di Villa Ambiveri due seminari dedicati all’affresco), parlerà nel corso del presente seminario, presentando anche il ricchissimo materiale illustrativo e documentario raccolto per la pubblicazione.

SCUOLA ICONOGRAFICA DI SERIATE 

Via Tasca 36, 24068 Seriate (BG) • Tel.: (+39) 035.294021; Fax: (+39) 035.293064

www.russiacristiana.org • e-mail: scuolaseriate@russiacristiana.org

Agnese Purgatorio Learning by Heart

31 gennaio – 21 marzo 2015

Inaugurazione venerdì 30 gennaio h. 19.00

Artist Talk 31 gennaio 2015

Orari di apertura: Martedì-Sabato 12.00 – 18.00

Podbielski Contemporary è lieta di presentare Learning by Heart, la prima personale presso la propria sede di Agnese Purgatorio, a cura di Prof.ssa Martina Corgnati. L’artista, che nel 2014 ha tenuto una personale itinerante negli Istituti Italiani di Cultura di Colonia, Strasburgo, Tirana e Zagabria, in precedenza ha esposto in prestigiose istituzioni ed eventi internazionali, come la Biennale d’Arte Contemporanea di Mosca, Special Project (2013), l’Armenian Center for Contemporary Experimental Art di Yerevan, l’Espacio de Arte Contemporáneo di Montevideo, il Museo de Arte Contemporáneo di La Plata (2012), Palazzo Piozzo, Rivoli (TO) (2008), la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia (2001). Le sue opere fotografiche, video e installative, le hanno consentito di costruire, nel tempo, una autentica poetica basata fondamentalmente sul concetto di esule, di “clandestino”. Affacciata sulla scena del mondo dal palco offertole della sua città, Bari, Agnese Purgatorio ha osservato folle di immigrati clandestini in arrivo e, attraverso il suo lavoro, ha sempre cercato di allargare il fronte ideale della dimensione di clandestinità fino ad includervi tutti coloro che non hanno, non vogliono o non possono avere davvero patria, veramente appartenenza in nessun luogo, nessun linguaggio, nessun senso compiuto e chiuso; a Podbielski Contemporary I Koppenplatz 5 I D-10115 Berlin I info@podbielskicontemporary.com I +49 (0)30-24088 238 I www.podbielskicontemporary.com cominciare da se stessa. In questo itinerario, alcuni anni or sono, l’artista ha incontrato la storia degli armeni, il popolo che è stato vittima del primo genocidio del Novecento e che, privato di buona parte della sua terra, ha depositato tracce e memorie clandestine di sé un po’ dappertutto lungo le coste del Mediterraneo e nel resto del mondo. Su quelle tracce Agnese Purgatorio ha inventato storie fatte di contaminazioni ed ha ricostruito la scena giusta per le immagini di Learning by Heart, presentate per la prima volta in questa personale alla Podbielski Contemporary. Si tratta di collage digitali, un linguaggio che consente le ibridazioni e che l’artista italiana pratica sistematicamente da molti anni in un continuo e virtualmente infinito montaggio delle stesse componenti, che migrano letteralmente da una posizione all’altra e da un ruolo all’altro. L’ultima immagine non esiste, è quella che deve ancora venire. L’immagine stessa, si potrebbe dire, non esiste ma è una forma mobile, in perenne trasformazione; essa si presta, come creta molle, a interpretare la posizione soggettiva dell’artista in quel momento, la condizione

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