CONDANNIAMO CON FORZA LE BARBARIE DEI SOLDATI DELL’AZERBAIGIAN

Comunicato stampa (con preghiera di massima diffusione)

CONDANNIAMO CON FORZA LE BARBARIE DEI SOLDATI DELL’AZERBAIGIAN

Il nuovo video diffuso sui social che mostra gli invasori dell’Azerbaigian mitragliare un gruppo di soldati armeni catturati mentre difendevano il loro territorio sovrano è la nuova prova della barbarie dei soldati del regime di Baku.

Questo video si aggiunge a quello di una soldatessa fatta prigioniera il cui corpo è stato orrendamente mutilato e profanato fra le risate degli orchi assassini.

Invece di fare solo affari con dittatori e criminali non sarebbe giunto il momento di applicare sanzioni verso chi non conosce altro strumento se non la forza e la minaccia della forza?

Anni di odio di Stato portano solo alle brutalità alle quali stiamo assistendo.

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” nel condannare a gran voce le atrocità e le barbarie dei criminali di guerra azeri, chiede che le Istituzioni italiane ed europee condannino senza alcun indugio l’Azerbaigian che ha dichiarato guerra all’Armenia, ne ha invaso il territorio, si è reso protagonista di atti atroci e disumani contrari al diritto umanitario e internazionale.

I rapporti commerciali non possono essere un alibi per tollerare simili atrocità di Stato da parte del regime di Aliyev.

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” chiede inoltre che l’Italia, anche in base alla sua Costituzione, interrompa immediatamente qualsiasi fornitura di armi all’Azerbaigian per non rendersi e rendere i cittadini italiani complici dei crimini di tale dittatura.

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” aderisce alla campagna internazionale che chiede l’annullamento del prossimo Gran Premio di Formula Uno programmato per il 2023 in Azerbaigian.

CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA
www.comunitaarmena.it

 

 

VIDEO ESECUZIONE PRIGIONIERI ARMENI:
https://t.me/TG301AD/4916

DIFFIDATE DELLE MENZOGNE DEGLI AGRESSORI AZERI

Queste foto erano state appese sull’ingresso della nuova Ambasciata dell’Azerbaigian a Roma (poi rimosse su intervento delle autorità italiane) e si riferiscono a militari caduti a seguito dell’aggressione compiuta dal loro paese l’Azerbaigian contro il territorio sovrano dell’Armenia.
Aggressione condannata da parte di vari attori politici internazionali e definito dalla Presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi “illegali”, condannandoli fermamente anche a nome del Congresso Americano.
Esprimendo il nostro pieno rispetto per le vite spezzate non possiamo che condannare a nostra volta questa ennesima provocazione della rappresentanza della dittatura Azera in Italia e il suo vile tentativo di ribaltare la realtà facendo passare gli aggrediti per aggressori.
Invitiamo l’opinione pubblica italiana a diffidare delle falsità e delle menzogne dell’Azerbaigian,
L’Armenia vuole la PACE. #standwitharmenia 🇦🇲 #Peace.

Comunicato stampa CONSIGLIO COMUNITA’ ARMENA DI ROMA: IMBARAZZANTI DICHIARAZIONI DEL SEN. LUCIDI

Comunicato stampa
CONSIGLIO COMUNITA’ ARMENA DI ROMA: IMBARAZZANTI DICHIARAZIONI DEL SEN. LUCIDI
Il “Consiglio per la Comunità armena di Roma”, esprime sconcerto per le dichiarazioni del sen. Stefano Lucidi (Lega), presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Azerbaigian.
In un suo recente intervento, sulla sua pagina Facebook,il senatore Lucidi incredibilmente chiede di “fare chiarezza sui recenti scontri avvenuti al confine tra Armenia e Azerbaigian” e dichiara che “la nuova escalation sicuramente non è voluta dal governo azerbaigiano”.
Considerato che il 14 settembre l’Azerbaigian del dittatore Aliyev ha attaccato e invaso, con utilizzo di armi e droni turche, la repubblica di Armenia penetrando nel suo territorio sovrano, bombardando insediamenti civili e infrastrutture militari difensive armene a svariati chilometri di distanza dalla linea di confine, come testimoniato tral’altro da documentazione inconfutabile e pronunciamenti di vari Paese e istituzioni internazionali,non si riesce a comprendere il senso delle dichiarazioni del suddetto senatore.
Il “Consiglio per la comunità armena di Roma”ricorda che l’attacco azero è costato, fino ad ora, la morte di 135 soldati armeni, 7900 civili sfollati, la distruzione di oltre 300 case. Sempre ad oggi sono almeno una decina di soldati armeni fatti prigionieri dall’esercito di Aliyev. Ancora una volta, sono purtroppo documentati episodi di indicibile barbarie da parte dei soldati azeri come nel caso dello stupro e successivo smembramento e amputazioni di una soldatessa armena di 36 anni, madre di tre figli.
Pur rispettando la sua libera scelta di impegnarsi a favore del regime dell’Azerbaigian (avrà le sue buone ragioni), il Consiglio non può che condannare certe affermazioni il cui intento primario è quello di giustificare azioni militari e atti barbari e che di certo non sono degne di un rappresentante della Repubblica Italiana.
Il Consiglio invita il sen. Lucidi a documentarsi meglio e riflettere prima di rilasciare dichiarazioni che moralmente, politicamente e storicamente sono irricevibili.
Consiglio per la comunità armena di Roma

FERMA CONDANNA DELL’ATTACCO DELL’AZERBAIGIAN CONTRO LA REPUBBLICA DI ARMENIA

COMUNICATO STAMPA (con preghiera di massima diffusione)
FERMA CONDANNA DELL’ATTACCO DELL’AZERBAIGIAN CONTRO LA REPUBBLICA DI ARMENIA
Dalla notte scorsa l’Azerbaigian sta bombardando pesantemente molti villaggi situati nel territorio sovrano della repubblica di Armenia, peraltro in parte già invaso dal maggio 2021.
Gli azeri, che utilizzano armi pesanti e droni da bombardamento di fabbricazione turca e israeliana, stanno mirando a obiettivi civili e militari.
DENUNCIAMO CON FERMEZZA questa nuova aggressione che – è bene precisarlo – non riguarda questa volta la repubblica de facto del Nagorno Karabakh (Artsakh) ma il territorio di un Paese membro dell’Onu e del Consiglio d’Europa.
Le vittime di questo vile attacco sono fino a questo momento più di 50.
Ancora una volta il regime del dittatore Aliyev dimostra che è in grado di agire solo con la violenza delle armi e la minaccia.
Questo è il risultato di certe patenti di “affidabilità” recentemente attribuite dall’Unione europea all’Azerbaigian e al suo presidente in cambio di un po’ di gas.
L’Europa, e l’Italia, condannino fermamente questa ennesima aggressione azera!
L’Armenia vuole la pace. L’Azerbaigian, la guerra.
CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA

IN LIBRERIA: Yeghishe Charents. Vita inquieta di un poeta – Letizia Leonardi

Sinossi

Yeghishe Charents è stato un uomo, un patriota e un poeta che ha vissuto pienamente, in un periodo storico buio, le sue speranze e fragilità, le sue illusioni e delusioni. Questo racconto della sua vita, che viene pubblicato nel 125° anniversario della sua nascita, è la testimonianza diretta degli orrori che Charents ha vissuto in prima persona, e che la Prima guerra mondiale ha inferto a tutto il popolo armeno. Vittima delle repressioni staliniste, Charents è stato dapprima un rivoluzionario a fianco dei bolscevichi, e poi un anti-rivoluzionario, disilluso da quello stesso partito comunista che aveva inizialmente appoggiato. La parabola della sua breve vita è ripercorsa, in questo intenso racconto, attraverso lettere, testimonianze dirette e opere, che mostrano il temperamento di uno dei più grandi esponenti della letteratura armena di tutti i tempi. A più di 80 anni dalla sua morte le opere di Yeghishe Charents suscitano un interesse sempre crescente, anche oltre i confini nazionali, mantenendo tutta l’energia, e la forza del sentimento ma anche zone d’ombra sulla sua vita di uomo e di grande letterato dell’Armenia Sovietica.

Autore

Letizia Leonardi è giornalista professionista, ha lavorato per testate come «Il Tempo» e «Il Messaggero». Ha pubblicato e pubblica contributi sulla cultura armena su riviste e volumi. Ha tradotto dal francese Mayrig di Henri Verneuil e Nella notte di Inga Nalbandian. È coautrice del libro Destino Imperfetto che racconta la storia di un figlio della diaspora. Ha ricevuto il Premio Internazionale Giornalistico e Letterario Marzani 2019 per il suo costante contributo all’affermazione dei valori di indipendenza e libertà dell’informazione.

Recensioni

NECROLOGIO. E’ mancata ai suoi cari Mariette Chabanian

Il Consiglio per la comunità armena di Roma

dà  il triste annuncio della scomparsa all’età di 95 anni della

Sig.ra Marietta Chabanian

già membro attivo del Consiglio 

Con lei scompare un pezzo di storia degli armeni della capitale

e una delle ultime colonne della comunità

 

I Funerali si svolgeranno sabato 10 settembre  alle ore  11.00

presso la Chiesa Armena di San Nicola da Tolentino a Roma

che per Marietta era considerata per lunghi anni una seconda casa.

R.I.P.

“L’amico Armeno”, novità editoriale

Descrizione

Attraverso la storia di un’amicizia adolescenziale Andreï Makine svela, con un racconto classico e magnifico, un episodio indimenticabile della sua giovinezza.

Il narratore tredicenne vive in un orfanotrofio in Siberia durante i giorni del morente impero sovietico. A scuola, difende il nuovo arrivato, Vardan, dai bulli e lo accompagna a casa, in un quartiere malfamato e popolato da ex prigionieri, avventurieri e da una piccola comunità di famiglie armene, trasferitesi lì, a 5000 chilometri dal loro Caucaso natio, per stare vicini ai loro cari imprigionati nel carcere del paese. In questo “regno d’Armenia”, come viene ironicamente chiamato, spiccano figure magnifiche: la madre di Vardan, Chamiram; sua sorella, Gulizar, bella come una principessa; Sarven, il vecchio saggio. Vardan però passa molto tempo a letto, a causa di una misteriosa malattia; ma con il suo amico coltiva un sogno: trovare il tesoro di un monastero abbattuto, che potrebbe far arricchire tutta la comunità e permetterle di abbandonare quel luogo inospitale. Quello che per loro è un gioco attira però l’attenzione delle autorità sovietiche e le conseguenze saranno gravi per tutti.

Novità Editoriale. Quattro anni sotto la Mezzaluna

Quattro anni sotto la Mezzaluna di Nogales Rafael

Prefazione di Antonia Arslan
Traduzione e cura di Fabrizio Pesoli

28,00

Data di uscita: 21/04/2022

Descrizione del libro

Da oggi nelle librerie: L’uccello blu di Erzerum di Ian Manook

Titolo originale: L’Oiseau bleu d’Erzeroum
Collana: Le strade
Numero collana: 504
Pagine: 520
Codice ISBN:
9791259670885
Prezzo cartaceo: € 20
Data pubblicazione: 21-04-2022

Ian Manook, autore della trilogia di Yeruldelgger, racconta la storia della sua famiglia scampata al genocidio armeno in un’indimenticabile saga carica di umanità e dal grande afflato epico, sulla quale soffia, furioso, il vento della Storia.

1915, non lontano da Erzerum, nell’Armenia turca: Araxie ha dieci anni quando, sotto ai suoi occhi, tre predoni curdi uccidono la madre e feriscono la sorellina Haïganouch, che perde la vista. Salvate dai miliziani armeni, le due piccole vengono ospitate dai loro parenti, ma per breve tempo: comincia infatti la deportazione degli armeni che, a Erzerum come altrove, sono costretti a rinunciare ai loro beni e ad abbandonare la loro terra. Deportate nel deserto di Deir ez-Zor e condannate a una morte atroce, le bambine riescono a salvarsi grazie a una vecchia insegnante che le prende sotto la sua ala. Quando poi un medico le compra come schiave per la figlia, le priva della libertà ma permette loro di sfuggire a una fine ineluttabile. Ma la Storia le getta ancora una volta nel caos: separate e spinte verso due capi del mondo opposti, Araxie e Haïganouch sopravvivranno alle guerre e ai tradimenti di un secolo crudele? Troveranno finalmente la pace?

Muovendo dal racconto dell’infanzia della nonna, Manook tratteggia la tragica e appassionante odissea di due sorelle in fuga: uno struggente ritratto dei bambini della diaspora armena al quale fa da contorno una galleria di personaggi desiderosi di sottrarsi alla follia degli uomini.

«Una storia avventurosa e travolgente di sangue, di lacrime – di tante lacrime… – e di riscossa, terribile e dolcissima».
Antonia Arslan

«Ricco di colpi di scena, questo romanzo mozzafiato ti riporta indietro nel tempo… Ian Manook dipinge un ritratto vivido e toccante della diaspora armena».
«Le Courrier»

«Ian Manook firma il romanzo terribile e magnifico sui sopravvissuti al genocidio armeno. Da leggere assolutamente».
«Valeurs actuelles»

«Un grande romanzo d’avventura che si unisce a una storia commovente».
«Paris Match»

«Un romanzo affascinante dedicato al destino di due ragazze orfane».
«La Croix»

 

Novità in Libreria: Storia di Vardan e compagni martiri

La Storia di Eliseo è un’opera poliedrica in cui convivono molteplici generi letterari. È la principale fonte storica per ricostruire gli eventi bellici del 451, che videro gli Armeni scendere in campo contro i Persiani per difendere la propria fede cristiana dalle imposizioni zoroastriane. È anche opera agiografica, che immortala il martirio di san Vardan e dei suoi compagni. È opera teologica, ricca di professioni di fede e formule cristologiche. È opera apologetica, che ci restituisce stralci delle controversie cristiane contro i zoroastriani. Ed è anche un’opera segnata da passaggi di intenso afflato lirico. Il volume fa parte dell’Opera Omnia di Eliseo.
Accanto al capolavoro principale il volume contiene scritti minori, alcuni dei quali tradotti per la prima volta in una lingua occidentale, che appartengono all’esperienza monastica dell’autore, che rivestono un interesse notevole non solo per la disciplina canonica e la storia del monachesimo, ma anche per alcuni importanti passaggi teologici.
Per la prima volta al mondo La Storia di Vardan e le altre opere di Eliseo sono riprodotte nel testo critico armeno con traduzione in una lingua moderna (nel nostro caso l’italiano) a fronte.
Introduzione, traduzione e note di Riccardo Pane.

https://www.edizionistudiodomenicano.it/prodotto/storia-di-vardan-e-compagni-martiri/