Laura Ephrikian a Comano presenta “Una famiglia armena” (Cittadellaspezia 15.07.21)

Lunigiana – Dopo la seguita ospitata della sua autrice sugli schermi di RaiUno, sabato 17 luglio farà tappa a Comano il tour di presentazione del nuovo libro di Laura Ephrikian, intitolato “Una famiglia armena”, che si avvale della prefazione di Walter Veltroni. Un grande evento patrocinato dal Comune lunigianese di Comano, che avrà come primo ospite Laura Ephrikian in occasione dell’inaugurazione dell’anfiteatro naturale in piazza G. Marconi. Infatti, la presentazione del libro sarà preceduta, alle ore 19, dall’inaugurazione di questo nuovo spazio, con il taglio del nastro e i saluti delle autorità: il sindaco di Comano, Antonio Maffei; il parroco della valle del Taverone, don Tommaso Forni; il presidente della polisportiva San Giorgio Comano, Federico Bestazzoni; il presidente della Croce Azzurra Comano, Mario Strano; il presidente della Pro Loco Castello di Comano, Andrea Toracca.

Un’idea, quella dell’anfiteatro naturale a Comano, che nasce nei primi mesi del 2015 proprio grazie alla conformità naturale del luogo e con l’ambizione di poter ospitare ed organizzare eventi culturali di un certo rilievo. Dopo anni di lavori, finalmente il battesimo ufficiale sabato 17 luglio con Laura Ephrikian, che illustrerà la sua nuova fatica letteraria subito dopo l’inaugurazione. Ad introdurre la presentazione sarà il vice sindaco di Comano, Francesco Fedele, mentre a
conversare con l’autrice sarà il critico letterario e presidente del Cenacolo internazionale Le nove muse, Marina Pratici, e a moderare l’evento la presidente dell’associazione Culturalmente Toscana e dintorni, Gaia Greco; il tutto con le suggestioni musicali di Monica Granai. “Una famiglia armena” racconta, con passione e amore, delle origini armene di Laura Ephrikian. Nel libro troviamo, infatti, la storia della sua famiglia dalle origini: la travagliata e meravigliosa storia d’amore dei nonni Akop e Laura, vissuta attraverso le poetiche lettere che si scrivevano; il rapporto di Laura con il padre, con la madre, con il fratello e con le zie. E poi la partenza di Laura dalla sua Treviso per amore dell’arte, il suo matrimonio con Gianni Morandi e la favola a cui tutti e due hanno dato vita, il grande amore, la dolorosa separazione, i
figli, i nipoti e la Laura di oggi, donna generosa, sempre presente e “mamma amorevole” per i suoi adorati bimbi che vivono in Kenya, in Africa, dove si trova il suo cuore. Da anni si batte per far costruire pozzi, per creare piccoli ospedali – nelle zone più isolate –, per far curare i bambini che, grazie a lei, non muoiono di fame. Anche loro amano ‘mama Laura’ e non vedono l’ora di riabbracciarla forte.

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L’anfiteatro inaugura con Laura Ephrikian (Il Tirreno 16.07.21)

Dopo la seguita partecipazione della sua autrice sugli schermi di RaiUno, domani farà tappa a Comano il tour di presentazione del nuovo libro di Laura Ephrikian, intitolato “Una famiglia armena”, che si avvale della prefazione di Walter Veltroni.

Un grande evento patrocinato dal Comune lunigianese di Comano, che avrà come primo ospite Laura Ephrikian in occasione dell’inaugurazione dell’anfiteatro naturale in piazza Marconi. Infatti, la presentazione del libro sarà preceduta, alle ore 19, dall’inaugurazione di questo nuovo spazio, con il taglio del nastro e i saluti delle autorità: il sindaco di Comano, Antonio Maffei; il parroco della valle del Taverone, don Tommaso Forni; il presidente della polisportiva San Giorgio Comano, Federico Bestazzoni; il presidente della Croce Azzurra Comano, Mario Strano; il presidente della Pro Loco Castello di Comano, Andrea Toracca. Un’idea, quella dell’anfiteatro naturale a Comano, che nasce nei primi mesi del 2015 proprio grazie alla conformità naturale del luogo e con l’ambizione di poter ospitare ed organizzare eventi culturali di un certo rilievo.

Dopo anni di lavori, finalmente il battesimo ufficiale domani con Laura Ephrikian, che illustrerà la sua nuova fatica letteraria subito dopo l’inaugurazione. Ad introdurre la presentazione sarà il vice sindaco di Comano, Francesco Fedele, mentre a conversare con l’autrice sarà la critica letterario e presidente del Cenacolo internazionale Le nove muse, Marina Pratici, e a moderare l’evento la presidente dell’associazione Culturalmente Toscana e dintorni, Gaia Greco; il tutto con le suggestioni musicali di Monica Granai. “Una famiglia armena” racconta, con passione e amore, delle origini armene di Laura Ephrikian. Nel libro troviamo, infatti, la storia della sua famiglia dalle origini: la travagliata e meravigliosa storia d’amore dei nonni Akop e Laura, vissuta attraverso le poetiche lettere che si scrivevano; il rapporto di Laura con il padre, con la madre, con il fratello e con le zie. —

Cooperazione militare Italia-Armenia: 11 attività congiunte nel secondo semestre 2021 (Sputnik15.07.21)

Italia e Armenia hanno firmato un’intesa per la cooperazione militare. Lo riporta il servizio stampa del ministero della Difesa armeno.
Secondo un comunicato del dicastero, le consultazioni politico-militari si sono svolte a Yerevan con la partecipazione di delegazioni dei due paesi guidati da:

Levon Ayvazyan (Armenia), il capo della Direzione generale delle politiche difensive e della cooperazione internazionale del ministero della Difesa;

Colonnello David Morpurgo (Italia), il capo del Dipartimento per la cooperazione internazionale dello Stato Maggiore della Difesa.

Alle consultazioni sono stati discussi i temi di sicurezza regionale e sviluppi internazionali, nonché la cooperazione tra i ministeri della Difesa di Armenia e Italia. Le parti hanno convenuto, a prescindere dalla pandemia del coronavirus, sul riavvio delle attività nell’ambito di contatti bilaterali interrotte l’anno scorso.
“Sulla base degli accordi raggiunti è stato firmato il piano di cooperazione militare bilaterale tra Armenia e Italia per il 2021. Secondo il piano, sono previsti 11 attività che si terranno in due paesi nella seconda metà dell’anno”, afferma un comunicato a disposizione di Sputnik.
L’ufficio stampa del ministero armeno fa notare che le attività riguardano lo scambio di esperienze in ambiti di reciproco interesse, la formazione del personale e il proseguimento delle consultazioni politico-militari.
Al momento Roma non ha fornito dettagli sulla visita del colonnello Morpurgo a Yerevan. I colloqui della delegazione italiana seguono la visita del ministro della Difesa Lorenzo Guerini in Grecia e Turchia di due giorni terminata mercoledì. Il ministro ha avuto incontri con i colleghi greco, Nikolaos Panagiotopoulos, e turco, Hulusi Akar, con cui oltre alla cooperazione nell’ambito della NATO ha discusso della situazione nel Mediterraneo, del ritiro delle truppe dall’Afghanistan e della strategia per la Libia.

L’Armenia riparte con il fondo sovrano (Milanofinanza 15.07.21)

L’Armenia sembra correre veloce nella ripartenza dopo la conclusione delle recenti ostilità con l’Azerbaigian: il suo fondo sovrano Armenian National Interests Fund (ANIF) ha annunciato la conclusione di due importanti operazioni, una nel settore della transizione energetica e l’altra in quello dei trasporti aerei.

Il primo riguarda la costruzione del più grande impianto fotovoltaico del Caucaso, 400 megawatt su una superficie di 500 ettari con un investimento di oltre 300 milioni di dollari. L’investitore è Masdar, filiale di Mubadala, fondo sovrano di  Abu Dhabi, uno dei più grandi operatori globali nel settore delle energie rinnovabili. Masdar e ANIF hanno costituito una joint venture, controllata all’85% dalla società degli emirati e al 15% da fondo sovrano armeno, per lo sviluppo del progetto in Armenia su base “design, finance, build, own, and operate”.

Masdar sta tra l’altro sviluppando a 30 km dalla capitale di Abu Dhabi una nuova città, Masdar City o “città sorgente”, che punta ad essere lo sviluppo urbano più sostenibile al mondo. Un investimento di 22 miliardi di dollari per una città in cui le normali auto non potranno circolare, sostituite da circa 2.500 navette in continuo movimento a emissioni zero.

L’energia sufficiente a mantenere la città sarà garantita da impianti fotovoltaici, eolici e termali che faranno risparmiare, nei prossimi 25 anni, oltre 2 miliardi di dollari di petrolio. La città ospiterà all’inizio 50 mila persone e 1.500 imprese in un campus, in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology, dedicato esclusivamente allo studio e alla ricerca nel campo delle energie rinnovabili. ANIF ha operato come promotore e sviluppatore, per un progetto di grande scala e rilevanza strategica per il suo paese. In Italia non c’è  attualmente uno sviluppatore in grado di sostenere i previsti 8 gigawatt di investimenti fotovoltaici all’anno previsti dal PNRR (oggi il livello è di circa 1 gigawatt all’anno).

La seconda operazione conclusa è la creazione del nuovo vettore nazionale armeno (oggi non ne ha uno) in joint venture tra Air Arabia, il vettore saudita leader nel Medio Oriente e nel Nord Africa nel settore low cost, con base operativa nell’aeroporto internazionale di Yerevan. Il nuovo vettore, il cui nome sarà annunciato a metà agosto, opererà una flotta di nuovi A320/A321 Airbus e contribuirà allo sviluppo delle relazioni internazionali e del turismo nel paese che vale circa l’11% del PIL armeno e impiega circa il 12% della forza lavoro. Nonostante la pandemia, da gennaio 2020 sono nati 42 nuovi vettori low cost e altri 36 saranno lanciati nei prossimi mesi, sotto la spinta di un eccesso di offerta di aerei. ANIF ha intercettato un macrotrend, offerto l’assistenza per l’avvio dell’iniziativa e catturato l’interesse di un investitore internazionale. L’Italia ancora non ha ancora trovato un modello sostenibile per Alitalia.

Sono due esempi da cui poter trarre qualche ispirazione. L’Armenia è una piccola nazione del Caucaso, la prima al mondo ad adottare il cristianesimo come religione di Stato. La comunità armena, molto coesa e generalmente ricca e influente, conta oltre 12 milioni di persone di cui solo 3 milioni residenti nei confini dello Sato. Sotto la guida del Presidente, Armen Sarkissian, e del primo ministro Nikol Pashinyan, il paese ha superato pacificamente una rivoluzione culturale e politica, e con la cosiddetta rivoluzione di velluto ha avviato un ambizioso programma di modernizzazione e sviluppo economico, solo sospeso ma non interrotto dalle ostilità del 2020.

Tra le novità appunto l’istituzione di ANIF, responsabile anche del processo di privatizzazione di settori dell’economia a proprietà statale, e la inusuale nomina di un consiglio di amministrazione composto da 3 membri in prevalenza straniera. Compongono infatti il board di ANIF, che ha valutato e approvato le prime operazioni descritte e che ne sta valutando numerose altre, Tigran Avinyanhas, 32 anni, tecnocrate vice primo ministro dell’Armenia, Dominique de Villepin, diplomatico ed ex primo ministro francese, e Isidoro Lucciola, investment banker italiano con una lunga esperienza internazionale. In pochi mesi la struttura diretta da David Papazian, investment banker con esperienza in banche armene e internazionali e composta da oltre 30 persone, sta dando vita a progetti importanti per la nuova fase di sviluppo del paese, che prevede anche sostegni finanziari ad investitori PMI estere che vogliono fare base in uno dei cinque paesi fondatori della Comunità Economica Eurasiatica, che azzera barriere doganali in un mercato di 180 milioni di persone con un PIL di 1.600 miliardi di dollari. Il tutto, con l’aiuto di un francese e di un italiano.

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Armenia: il sogno di una casa (Osservatorio Balcani e Caucaso 15.07.21)

Dopo un’iniziativa del 2003 dai risultati fallimentari, il governo armeno ha fornito ad alcune centinaia di orfani gli strumenti finanziari per realizzare un vero e proprio sogno: quello di poter comperare una casa di proprietà

15/07/2021 –  Armine Avetysian Yerevan

Nel dicembre del 2019 il governo armeno ha finalmente rispettato un impegno preso già nel 2003, stanziando 1,9 miliardi di dram (tre milioni 220mila euro circa) per un programma di edilizia residenziale a favore di 300 orfani che dopo la maggiore età avevano lasciato gli orfanotrofi.

“Nel 2005, quando ho compiuto 18 anni, ho lasciato l’orfanotrofio. Mi aspettava un nuovo mondo, una nuova vita, ma pur sempre piena di problemi”, racconta Karen, nome di fantasia. Afferma di non vergognarsi di essere un ragazzo che ha vissuto in un orfanotrofio, ma che per lui è difficile parlarne: si è appena chiusa una pagina crudele e difficile della sua vita.

“Ho fatto il servizio militare obbligatorio. Avevo 20 anni quando sono arrivato a Yerevan. Ero un ragazzo solo. Nonostante avessi molti amici e parenti, non avevo una famiglia e una casa e mi sentivo molto arrabbiato”.

Karen è arrivato in orfanotrofio quando aveva quattro anni. Sua madre era morta e suo padre era andato a lavorare all’estero senza più fare ritorno. All’inizio era convinto che sarebbe rimasto in orfanotrofio solo pochi giorni, salvo poi realizzare che nessuno sarebbe tornato a prenderlo. Si è così dovuto abituare alla sua nuova vita e alla sua nuova casa, ossia l’orfanotrofio.

“Avevo molti amici lì; sono una persona socievole. Ero anche molto vicino agli educatori. Ero un po’ disubbidiente, ma gli educatori mi perdonavano. Ci trattavano come se fossimo i loro figli. Ogni volta che si arrabbiavano con noi, poi ci accarezzavano e ci baciavano. Rientrato dal servizio militare, sono andato spesso a salutare i miei educatori. È grazie ai loro consigli che ho imparato un mestiere e trovato un lavoro. Vivevo in affitto, quindi dovevo pagare per l’affitto, il cibo e i vestiti”, ricorda Karen.

Inizialmente Karen non pensava di dover affittare una casa, in quanto secondo uno speciale programma statale, lui come altre persone che hanno precedentemente vissuto in orfanotrofio, avrebbero dovuto ricevere un alloggio, che però non gli è mai stato assegnato. Nel 2003, il governo aveva annunciato che agli orfani sarebbe stato offerto un alloggio nell’ambito di un programma di edilizia residenziale dedicato ai gruppi più vulnerabili: 503 orfani avrebbero così potuto ottenere una casa. Tuttavia, il programma si è rivelato fallimentare ed è stato poi sospeso nel 2008.

La corte dei conti armena ha successivamente verificato che il programma era stato implementato solamente per il 20% del suo potenziale e che erano andati perduti circa 3,5 milioni di euro. La maggior parte degli appartamenti offerti erano di fatto invivibili: erano nei fatti seminterrati, aree tecniche dove passavano tubature dell’acqua e impianti fognari. Il caso è finito in tribunale e a 166 orfani alla fine sono stati assegnati degli appartamenti in case popolari. Questi però sono gratuiti solo per dieci anni, passati i quali gli inquilini sono costretti a lasciarli.

Dal primo agosto del 2013 è stato inaugurato un altro programma per dare una casa ai gruppi più vulnerabili e fornire loro, se necessario, assistenza sanitaria. Erano previsti alloggi nella capitale Yerevan e in due città più piccole, Maralik e Spitak, ma in pochi volevano andare in queste ultime due, lamentando le condizioni di vita e soprattutto la difficoltà nel trovare lavoro.

“Non ho mai ottenuto una casa attraverso alcun tipo di programma. Il mio turno non è mai arrivato, ma non sono certo che mi sarei trasferito in uno degli alloggi che proponevano. Ho amici a cui hanno offerto una casa, ma erano semplicemente quattro mura inabitabili”, sottolinea Karen.

In questi anni Karen ha vissuto in affitto: è stato capace di guadagnare abbastanza per vivere normalmente, ma non per comprarsi una casa.

“Sfortunatamente non sono stato in grado di guadagnare abbastanza soldi per pagare l’affitto e allo stesso tempo risparmiare per comprare una casa. In Armenia, se compri una casa con un mutuo devi possedere beni immobili ipotecabili oppure pagare in anticipo dal 10 al 30 % del valore dell’immobile. Non c’era modo in cui avrei potuto risparmiare soldi e per questa ragione ho continuato a posticipare il mio matrimonio”.

Il matrimonio è stato celebrato infine quest’anno dopo tre anni di fidanzamento, e la coppia si è trasferita immediatamente presso l’appartamento dello sposo, comprato grazie a fondi statali.

Alla fine del 2019, il governo armeno ha infatti approvato un programma promosso dal ministero del Lavoro e degli Affari sociali, che prevedeva di elargire finanziamenti a circa 300 ragazzi che erano stati in orfanotrofio, portando a compimento un obbligo rimasto disatteso dal 2003.

“Negli ultimi 16 anni lo stato non ha rispettato o ha rispettato solamente in parte l’obbligo di offrire un alloggio agli orfani”, si sottolinea dal dipartimento delle relazioni pubbliche del ministero del Lavoro e degli Affari sociali.

“La maggior parte degli appartamenti venivano forniti attraverso il fondo sociale per l’edilizia, ma spesso gli assegnatari si rifiutavano di trasferirvisi o nascondevano che stavano vivendo proprio lì”.

I certificati d’acquisto assegnati agli orfani potevano essere utilizzati per appartamenti il cui costo non superava i 14mila euro circa. Nel caso però l’assegnatario avesse deciso di investire anche fondi propri, la cifra poteva essere superiore.

“Avevo a disposizione circa 12mila euro e allora quest’anno ho comprato una casa con tre stanze in un comune vicino a Yerevan. L’ho ristrutturata con l’aiuto dei miei amici. Sono diventato il proprietario di una casa normale!”, racconta Karen, che ha realizzato il suo sogno e ha portato la sua sposa direttamente dalla chiesa alla propria casa.

“È un’emozione incredibile. Ho la mia casa e la mia famiglia. Con mia moglie stiamo costruendo il nostro piccolo angolo di mondo. C’è anche un’area verde vicino alla casa che abbiamo trasformato in un giardino, mia moglie ama piantare fiori. Coltiviamo anche pomodori, cetrioli e altre verdure. Da questo piccolo appezzamento di terreno riusciremo a ricavare prodotti per noi”.

Tuttavia, la cosa per cui Karen è più emozionato è arredare la stanza più piccola nella casa. La coppia sta aspettando il primo figlio.

“Stiamo arredando una stanza molto colorata, perché voglio che mio figlio abbia un’infanzia spensierata. Ogni bambino dovrebbe avere una casa e l’amore dei propri genitori”.

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La Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto, punto d’incontro tra l’Oriente e l’Occidente (Ilsipontino 14.08.21)

A BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE DI SIPONTO

Punto d’incontro  tra l’Oriente e l’Occidente

Di  Aldo Caroleo Archeoclub Siponto

Sull’importanza che la Puglia ha rappresentato,per la sua collocazione geografica, nel passato come ponte tra le culture d’Oriente e d’Occidente,tutti gli storici sono d’accordo.

Siponto è stata uno dei più importanti pilastri di questo ponte e la Basilica di Santa Maria Maggiore ne è la più bella e straordinaria testimonianza. E’ noto che sin dai primi tempi apostolici a Siponto fu attiva una comunità ebraica ,forse la più importante  e, intorno al X Secolo una  comunità Armena  attestata in una zona tra Manfredonia e Foggia :  Casale  Faziosi. Gli Armeni furono, secondo gli storici i primi veri costruttori di chiese Cristiane sia a volta che a cupola di cui furono i precursori. Tante  e bellissime le testimonianza di un  Popolo,quello Armeno, sfortunato e perseguitato, che seminò cultura e religiosità cristiana autentiche. Furono, gli armeni,  costruttori fortissimi di chiese e architetti e teologi insuperabili.

La chiesa di santa Maria Maggiore di Siponto, eretta  nella metà dell’XI Sec. ha infatti dei peculiari influssi architettonici armeni, impreziositi e completati dallo straordinario Romanico Pugliese.           

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Vicenza, opposizione presenta mozione a sostegno del popolo del Nagorno-Karabakh (Vicenzapiu 14.07.21)

A circa un mese dal conflitto tra Armenia e Azerbaigian i capigruppo consiliari delle liste di minoranza di Vicenza riportano all’ordine del giorno la questione del Nagorno-Karabakh presentando una mozione a sostegno della popolazione della zona. “Il 9 novembre 2020 i Presidenti Putin, Alyev e Pashinyan hanno sottoscritto una dichiarazione che prevede l’immediato cessate il fuoco, la restituzione all’Azerbaigian di territori occupati dall’Armenia e il dispiegamento lungo la nuova linea di contatto di una forza di interposizione russa; detta Dichiarazione ha consentito di far cessare il conflitto armato e di evitare ancor più gravi escalation militari, fermo restando che per normalizzare le relazioni tra Armenia e Azerbaigian e per definire lo status del Nagorno-Karabakh si richiederanno successivi negoziati; al fine di favorire una soluzione stabile e condivisa di pace, la presidenza del Gruppo di Minsk ha annunciato di voler riprendere la sua iniziativa di mediazione” scrivono i consiglieri comunali di opposizione di Vicenza, i quali con la loro mozione intendono sostenere “la Risoluzione n. 7-00575 sulla soluzione del conflitto nella Regione del Nagorno Karabakh approvata all’unanimità il 18 novembre 2020 dalla Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati” e chiedere “al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed al Presidente del Consiglio dei Ministri: di sollecitare le Istituzioni europee e internazionali e le organizzazioni umanitarie e di peace building impegnate nella stabilizzazione e ricostruzione della regione a perseguire una strategia globale che integri l’assistenza umanitaria a breve termine all’assistenza allo sviluppo a lungo termine attraverso la costruzione di interdipendenze positive tra le diverse popolazioni ed etnie della regione; di avviare le opportune interlocuzioni con le Autorità internazionali per sostenere il formato della Co-presidenza del Gruppo di Minsk all’OSCE affinché si giunga a una soluzione del conflitto del Nagorno Karabakh attraverso la definizione dello status finale dell’Artsakh, il riconoscimento dei diritti del popolo dell’Artsakh e la garanzia di una adesione effettiva ai valori della democrazia, quali strumenti per garantire una pace stabile e duratura; di orientare, in tutte le sedi opportune, la ricostruzione postbellica al superamento delle barriere esistenti, tramite lo sviluppo reti infrastrutturali, produttive, commerciali e sociali interetniche e funzionali all’apertura e alla collaborazione delle diverse comunità, favorendo la creazione di legami sociali positivi in una prospettiva a lungo termine, volta a scongiurare conflitti armati futuri, qualunque sia la forma istituzionale che assumeranno in futuro i territori contesi; di promuovere la cessazione da parte dei Paesi coinvolti di ogni propaganda di animosità volta ad esacerbare le tensioni etniche nella regione”.

La mozione dell’opposizione invita il presidente del consiglio comunale “a farsi portavoce presso il Governo italiano di queste istanze”, il sindaco e la giunta “a chiedere alle nostre autorità nazionali il riconoscimento della Repubblica dell’Artsakh, quale atto di civiltà che può portare non solo all’attuazione di una azione giusta, ma soprattutto la fine di un silenzio che a lungo sta diventando un atto di complicità con i criminali; ad esprimere la solidarietà del Comune di Vicenza al popolo della Repubblica di Artsakh (Nagorno Karabakh); a condannare l’ennesima aggressione al popolo della Repubblica dell’Artsakh (Nagorno Karabakh); a proporre alla Regione Veneto un gemellaggio tra la nostra regione e il Nagorno-Karabakh; a promuovere iniziative di approfondimento storico sulle vicende del popolo armeno, sui motivi dell’attuale conflitto e sulle persecuzioni attuali e storiche nei confronti dell’Armenia, della Repubblica di Artsakh (Nagorno Karabakh) e, più in generale, nei confronti dei cristiani di ogni confessione, dei curdi e delle altre minoranze della regione; a chiedere al Ministro dell’Istruzione che, in tutte le scuole italiane, siano approfondite le questioni che affliggano la regione, a partire dal genocidio armeno dell’inizio del XX secolo”.

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Armenia-Emirati: Air Arabia firma accordo per creare una compagnia aerea armena (Agenzia Nova 14.07.21)

Erevan, 14 lug 16:12 – (Agenzia Nova) – Air Arabia e il Fondo per gli interessi nazionali dell’Armenia (Anif) hanno firmato un accordo per la creazione di una compagnia aerea armena. Lo riporta l’agenzia di stampa “Armenpress”. Il presidente armeno, Armen Sarkissian, ha ricevuto Abdullah Bin Mohamed Al Thani, presidente della compagnia di voli a basso costo, la maggiore in Medio Oriente e Nord Africa, e il suo amministratore delegato, Adel Abdullah Ali. Il presidente Sarkissian ha accolto con favore la cooperazione con una compagnia aerea internazionale volta alla creazione di un vettore nazionale armeno. “L’Armenia sta attraversando un periodo difficile. Apprezziamo i nostri amici, che sono con noi in questa fase difficile” e vogliono “iniziare una nuova cooperazione”, ha detto il capo dello Stato. “Abbiamo relazioni calorose e amichevoli con i Paesi arabi. Ci aspettiamo molto da progetti e iniziative”, ha continuato. Lo sceicco ha risposto che tiene in debito conto le relazioni tra i due Paesi e ha dichiarato che entrambi “sono interessati nello sviluppo della cooperazione”. Ha affermato inoltre che è fiducioso che un nuovo ponte aereo e la creazione di una compagnia nazionale saranno un passo solido in direzione del rafforzamento dei legami commerciali e di affari tra Armenia ed Emirati. (Rum)

Steli di pace a Marengo (Iltorinese 14.07.21)

Marengo, crocevia culturale dove non manca un premio dedicato alla pace e a chi la racconta e la valorizza. Non è un caso se è stato scelto il luogo identitario nazionale della storia napoleonica, dove la storia e la cultura si fondono grazie a un approccio nuovo e internazionale, per ospitare la premiazione della terza edizione di ‘Steli di pace’, premio ideato dall’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei (Ujce) con il Gus (Giornalisti Uffici Stampa) del Piemonte.

Il riconoscimento, ricorda Ezio Ercole, Vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, si prefigge «di valorizzare chi, attraverso la stampa o con altre forme di comunicazione, trasmette un messaggio di pace ed è quindi costruttore di pace». L’evento si svolgerà giovedì 15 luglio e sarà aperto, alle 17.30, dalla visita al Museo napoleonico. Seguirà, alle 18.15, l’accoglienza nella Marinco Curtis e la premiazione. Gli ‘Steli di pace’ saranno assegnati a Patrizia Foresto e Daniele Barale.

Patrizia Foresto, giornalista torinese, ha collaborato e collabora con varie testate locali e nazionali e si occupa di uffici stampa per Fondazioni ed enti privati. Fra i molti scritti, spiccano quelli dedicati all’Armenia e in uno di questi, pubblicato su ‘Il Mondo’ di Pannunzio racconta anche di Charles Aznavour, chansonnier e attore franco-armeno, uomo di pace e di condivisione, con un interesse costante ai tanti bisogni del popolo armeno profondamente ferito da secoli di guerre.

Daniele Barale, giornalista, ha scritto e scrive per diverse testate, tra cui Vita Diocesana Pinerolese, Il Laboratorio, Tempi, Il Foglio (recensioni libri) ed è stato promotore, in questi ultimi anni, di incontri e convegni con importanti intellettuali italiani e stranieri chiamati a Torino nel corso di numerosi eventi culturali. Ha già ottenuto una menzione speciale nell’ambito del premio ‘Finanza per il sociale’, indetto da Abi (Associazione bancaria italiana), Feduf (Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, nata su iniziativa della stessa Abi) e Fiaba (Fondo italiano abbattimento barriere architettoniche) testimoniando come l’educazione finanziaria sia un tema capace di promuovere equilibri produttivi di pace.

Terzo momento di pace il Concordato fra Napoleone e Papa Pio VII del 1801, che regolamentando il rapporto Stato-Chiesa, rimise ordine in quegli anni burrascosi post Rivoluzione Francese.

La cerimonia di consegna sarà aperta e conclusa da due brani musicali per arpa che vedranno come protagonista Camillo Vespoli, docente del Liceo musicale, noto all’ambiente alessandrino per la sua intensa attività concertistica in Italia e all’estero.

Seguirà la presentazione di un libro in memoria di Ermanno Eandi, torinese, poeta, giornalista e scrittore, scomparso nel maggio del 2020, e l’assemblea del Gus Piemonte

Ferma condanna del tour dei diplomatici stranieri a Baku nell’Artsakh occupata dall’Azerbajgian, partecipi nella propaganda del regime dittatoriale azero (Korazym 13.07.21)

Il 9 luglio 2021 è iniziata la visita di due giorni nell’Artsakh/Nagorno-Karabakh occupato dall’esercito azero di oltre 100 rappresentanti diplomatici di Paesi e organizzazioni internazionali accreditati a Baku. Personale diplomatico di Turchia, Italia, Pakistan, Austria, Svezia, Polonia, Israele, Cina, Giappone, Malesia, Corea del Sud, Bielorussia, Ucraina, Brasile, Messico, Arabia Saudita, Qatar, Algeria e altri Stati, nonché i rappresentanti dell’Alto Commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno partecipato al tour propagandistico azero. “Secondo le istruzioni del Presidente della Repubblica dell’Azerbajgian Ilham Aliyev, continua l’organizzazione delle visite di conoscenza del corpo diplomatico straniero nei territori liberati dall’occupazione”, ha riferito l’Azeri Press Agency (APA) di Baku [QUI], riportando la velina azera. Da tener presente che il personale delle Ambasciate di Russia, Stati Uniti e Francia a Baku si sono rifiutato di partecipare all’iniziativa voluta dal dittatore azero Aliyev.

Video. Visita dei rappresentanti del corpo diplomatico in Azerbajgian iniziano la visita a Shushi, 9 luglio 2021 ore 14.00.

Lo scopo del tour dei diplomatici accreditati a Baku era di “far conoscere ai diplomatici stranieri i lavori di restauro e ricostruzione eseguiti a Shusha, il ripristino dello stile architettonico originale di Shusha e il patrimonio nazionale e culturale del popolo azero”, ha fatto sapere l’agenzia di stampa azera APA. I diplomatici hanno visitato Fizuli, dove hanno preso conoscenza della costruzione di un aeroporto internazionale e la Città di Shushi, occupata dalle forze armate azere. In precedenza, il Presidente dell’Azerbajgian, Ilham Aliyev e il Presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan hanno firmato a Shushi una dichiarazione di alleanza. Successivamente, Aliyev ha affermato che il successo militare dell’Azerbajgian nella guerra nel Nagorno-Karabakh è il risultato dell’alleanza con Ankara. Un fatto armai accertato da tempo.

Video. Visita dei rappresentanti del corpo diplomatico in Azerbajgian nei territori occupati della Repubblica di Artsakh.

La Federazione Armena Europea per la Giustizia e la Democrazia (EAFJD) deplora la visita di alcuni ambasciatori e diplomatici stranieri in Azerbajgian alla Città di Shushi occupata nell’Artsakh/Nagorno-Karabakh

La sfortunata decisione dei diplomatici di partecipare a questo tour di propaganda organizzato dal governo azero è un deplorevole atto di approvazione e legittimazione dei crimini di guerra commessi dallo stesso regime autoritario e criminale azero contro la popolazione armena nativa di Shushi e Nagorno-Karabakh in generale solo pochi mesi fa, ha affermato l’European Armenian Federation for Justice and Democracy (EAFJD) in una dichiarazione.

Infatti, con un massiccio sostegno della Turchia e il dispiegamento di combattenti terroristi siriani stipendiati, le forze armate azere hanno deliberatamente distrutto l’infrastruttura civile di Shushi e bombardato due volte la cattedrale principale della città durante la guerra di 44 giorni nell’autunno 2020. Come risultato di questo disastrosa guerra scatenata dal tandem turco-azero, prosegue l’EAFJD, la secolare città armena di Shushi è ora completamente ripulita etnicamente dalla sua popolazione armena per la prima volta nella storia. Il Presidente dell’Azerbajgian ha poi annunciato pubblicamente e con orgoglio di aver “inseguito la popolazione armena come cani”.

Va da sé che il rifiuto degli ambasciatori dei tre paesi copresidenti del gruppo OSCE di Minsk – Francia, Russia e Stati Uniti, di partecipare a questo viaggio, è un chiaro messaggio che il conflitto del Nagorno-Karabakh non è ancora risolto, ha dichiarato l’EAFJD. Di fatto, due dei tre principi fondamentali dell’OSCE – non uso della violenza e pari diritto all’autodeterminazione dei popoli – sono stati palesemente violati durante la guerra dalle autorità dell’Azerbajgian.

È un peccato che i diplomatici che hanno visitato Shushi non abbiano scelto di seguire l’esempio dei Paesi co-presidenti del gruppo OSCE di Minsk, ha sottolineato l’EAFJD. Accettando l’invito, sono entrati a far parte della campagna di propaganda del regime autoritario dell’Azerbajgian. Inoltre, hanno minato gli sforzi dei Co-presidenti del gruppo OSCE di Minsk di trovare una soluzione duratura, pacifica e giusta del conflitto del Nagorno-Karabakh. Inoltre, questi diplomatici hanno completamente ignorato il fatto che l’Azerbajgian continua a detenere e torturare illegalmente più di 200 prigionieri di guerra e prigionieri armeni, utilizzandoli come merce di scambio politica, in violazione della dichiarazione tripartita di cessate il fuoco del novembre 2020 che anche il Presidente dell’Azerbajgian Ilham Aliyev ha firmato e che prevede il ritorno di tutti i prigionieri e prigionieri di guerra.

Inoltre, ha aggiunto l’EAFJD, l’Azerbajgian continua a rifiutare alle organizzazioni internazionali come l’UNESCO di accedere ai monumenti architettonici e religiosi armeni nei territori occupati dall’Azerbajgian di Artsakh/Nagorno-Karabakh. Nel frattempo è emersa la documentazione della profanazione e persino della completa distruzione di alcuni di questi monumenti religiosi. Inoltre, dal maggio 2021 l’esercito azero ha invaso il territorio sovrano della Repubblica di Armenia nelle sue regioni Syunik e Gheghargunik mentre rapiva militari armeni.

È estremamente deplorevole, conclude l’EAFJD, vedere come la diplomazia, anche quella dei Paesi che affermano di preoccuparsi dei diritti umani e dell’etica, si trasformi in un crudo sincronizzazione labiale con un regime autoritario famoso per aver stabilito elaborati meccanismi di corruzione in tutta Europa, come la lavanderia a gettoni azera e scatenando una guerra contro la popolazione armena nativa mentre schierava combattenti terroristi pagati. In quanto organizzazione europea di base, afferma l’EAFJD, crediamo che la diplomazia sia molto più di questo, che la dignità e un certo senso di giustizia debbano essere il suo nucleo centrale e continueremo sicuramente il nostro lavoro volto a questo.

L’Armenia ha consegnato una nota verbale agli ambasciatori dei Paesi, i cui inviati hanno visitato i territori occupati di Artsakh

I capi di alcune missioni diplomatiche a Erevan sono stati convocati presso il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Armenia in merito alla partecipazione dei rappresentanti diplomatici di alcuni Paesi alla visita organizzata dalle autorità azere nei territori occupati di Artsakh il 9 e 10 luglio 2021.

Agli ambasciatori è stata consegnata una nota verbale indirizzata ai rispettivi governi, nella quale si afferma in particolare che la Repubblica di Armenia considera assolutamente inaccettabile la visita di rappresentanti diplomatici accreditati in Azerbajgian nei territori occupati di Artsakh, tra cui Hadrut e un centro storico di Artsakh, Shushi: regioni che sono state sottoposte a pulizia etnica e la loro popolazione è stata oggetto di crimini di guerra e altre atrocità di massa commesse dalle forze armate azere durante la recente aggressione. Viene sottolineato che organizzando tali eventi le autorità azere stanno cercando di legittimare l’aggressione contro il popolo di Artsakh e di rafforzare le proprie affermazioni di aver risolto il conflitto con la forza.

Durante tutte le riunioni è stato sottolineato che il coinvolgimento di rappresentanti diplomatici in tali visite contraddice lo spirito di cooperazione esistente tra la Repubblica di Armenia e tali paesi, nonché la posizione della Co-Presidenza del Gruppo di Minsk dell’OSCE. A questo proposito, l’Armenia chiede fermamente di astenersi da qualsiasi azione che possa giustificare l’uso della forza e quindi minare la pace e la sicurezza regionali.

“L’uso della forza e le atrocità di massa non possono risolvere il conflitto del Nagorno-Karabakh e la risoluzione del conflitto può essere raggiunta solo attraverso negoziati sotto gli auspici dell’unico formato con mandato internazionale: i copresidenti del gruppo di Minsk dell’OSCE”, il Ministero degli Affari Esteri armeno ha detto in un comunicato.

Il Ministero degli Affari Esteri armeno ha portato la suddetta posizione anche all’attenzione dei governi dei rispettivi Paesi, che detengono missioni diplomatiche non residenti in Armenia.

Ferma condanna del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Artsakh per la visita a Sushi dei diplomatici accreditati in Azerbajgian

Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Artsakh/Nagorno Karabakh ha condannato l’organizzazione da parte delle autorità dell’Azerbajgian di una visita di personale delle missioni diplomatiche straniere accreditate in Azerbajgian nei territori occupati della Repubblica di Artsakh, compresa la città di Shushi il 10 luglio 2021.

“Con tali azioni, l’Azerbajgian sta cercando di consolidare i risultati della guerra di aggressione che ha scatenato il 27 settembre 2020 con la partecipazione della Turchia e di militanti di organizzazioni terroristiche ed estremiste internazionali contro la Repubblica di Artsakh”, il Ministero ha detto oggi in una dichiarazione.

“Sottolineiamo ancora una volta che la situazione attuale è il risultato di azioni illegali dell’Azerbajgian, che ha gravemente violato i principi fondamentali del diritto internazionale, come il non uso della forza o la minaccia della forza, la risoluzione pacifica delle controversie, il rispetto dell’uomo diritti e libertà fondamentali, uguaglianza e diritto dei popoli di decidere in buona fede del proprio destino e dell’attuazione degli obblighi internazionali, si legge nella dichiarazione.

“I tentativi dell’Azerbajgian di legittimare l’attuale stato di illegalità significa anche giustificare lo scatenamento di una guerra aggressiva, la cooperazione con i terroristi internazionali, le violazioni del diritto internazionale umanitario ei crimini di guerra. A questo proposito, è deplorevole che i diplomatici stranieri accreditati in Azerbajgian abbiano ceduto alle azioni manipolative di Baku, che non sono solo volte a impedire la ripresa del processo di risoluzione globale del conflitto azerbajgiano-karabako, ma minano anche le basi della politica internazionale relazioni, ponendo le basi per riconoscere i risultati di azioni illegali come norma accettabile. Nessuna acquisizione territoriale risultante dalla minaccia o dall’uso della forza dovrebbe essere riconosciuta come legittima”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri della Repubblica di Artsakh.

Il Ministero ha ribadito che i territori della Repubblica di Artsakh, compresa la città di Shushi, occupati dall’Azerbajgian con il sostegno della Turchia e dei terroristi internazionali durante la guerra dei 44 giorni, sono territori temporaneamente occupati in conformità con le norme del diritto internazionale. “La città di Shushi è parte integrante di Artsakh sia negli aspetti territoriali, culturali, economici e storici. Qualsiasi tentativo di respingerlo è una grave violazione dell’integrità territoriale della Repubblica di Artsakh”.

“Il ripristino dell’integrità territoriale della Repubblica di Artsakh e l’acquisizione della personalità giuridica internazionale da parte di Artsakh sono condizioni indispensabili per raggiungere una soluzione globale del conflitto e stabilire una pace duratura nella regione. Chiediamo agli Stati copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE di adottare tutte le misure necessarie per riprendere il processo negoziale in vista di una soluzione definitiva del conflitto azerbaigiano-karabako”, si legge nella dichiarazione del Ministero degli Esteri della Repubblica di Artsakh.

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Il viaggio in Armenia Dall’antichità ai nostri giorni (Edizionicafoscari 12.07.21)

Il viaggio in Armenia

Dall’antichità ai nostri giorni

A CURA DI

Aldo Ferrari    Università Ca’ Foscari Venezia, Italia     

Sona Haroutyunian    Università Ca’ Foscari Venezia, Italia      

Paolo Lucca    Università Caʼ Foscari Venezia, Italia      

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ABSTRACT

Il volume raccoglie saggi di studiosi di diversa estrazione dedicati alle narrazioni che visitatori, mercanti, missionari e viaggiatori di varie epoche e provenienze hanno dedicato all’Armenia, alla sua storia, alla sua cultura. Attraverso l’analisi di fonti primarie e documenti inediti, il tema del viaggio in Armenia è affrontato in prospettiva storica, storico-artistica, religiosa, filologica e letteraria, coprendo un periodo di quasi mille anni.