È già la Roma di Mkhitaryan: l’armeno incanta al suo debutto (calcio.fanpage.it 15.09.19)

Nella vittoria della squadra giallorossa sul Sassuolo, spicca la prima convincente prestazione del giocatore armeno con la maglia della Roma. L’ex Arsenal si è infatti presentato alla grande ai suoi nuovi tifosi, con una partita giocata con classe e personalità e con una rete da dedicare al padre Hamlet: scomparso nel 1996 a causa di un brutto male.

Dopo i pareggi con Genoa e Lazio, Paulo Fonseca si è tolto la soddisfazione della sua prima vittoria in campionato. Il successo contro il Sassuolo, arrivato al termine di una partita a tratti spettacolare, ha regalato al tecnico giallorosso un pomeriggio da ricordare e diverse conferme sulla bontà del suo lavoro e sulla qualità della rosa romanista. A strappare applausi al popolo giallorosso è stato soprattutto Henrikh Mkhitaryan: autore di un debutto da sette in pagella.

Schierato subito dietro Dzeko, il giocatore armeno ha infatti confermato la sua buona condizione fisica (già messa in mostra nelle recenti partite con la sua nazionale) e un feeling naturale con il resto della squadra. Il suo esordio, seguito anche in patria grazie ad una delle principali televisioni armene che ha acquistato i diritti delle partite della Roma, è stato inoltre bagnato anche dal suo primo gol italiano: un sinistro vincente che nel primo tempo ha bucato le mani a Consigli.L’armeno che va come un treno, come cantano i tifosi della Curva Sud, ha dato dunque dimostrazione di poter essere un giocatore decisivo anche nel nostro campionato. Quello che per molti era considerato una scommessa della dirigenza romanista, si è invece rivelato un giocatore in grado di garantire alla squadra di Fonseca quell’imprevedibilità e quelle opzioni di gioco offensivo che nella scorsa stagione erano mancate alla Roma.

Per l’ex Arsenal non poteva inoltre arrivare momento migliore per festeggiare il suo settimo esordio dopo le maglie indossate in Armenia, Ucraina, Germania e Inghilterra. Proprio nelle scorse ore, il nuovo numero 77 della Roma ha infatti celebrato l’anniversario della nascita del padre Hamlet: uno dei più grandi calciatori dell’Europa dell’Est del secolo scorso, scomparso nel maggio del ’96, a soli trentatré anni, per un tumore al cervello

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Mkhitaryan, esordio da brividi: in diretta in Armenia, nel ricordo del padre (Corrieredellosposrt 15.09.19)

ROMA – I selfie, le canzoni, le prime maglie vendute e tanto entusiasmo per il colpo last minute messo a segno dalla Roma. I tifosi aspettano in trepida attesa l’esordio di Henrikh Mkhitaryan con la maglia giallorossa, convinti delle qualità del giocatore e dell’apporto che potrà dare al reparto offensivo, decimato adesso dagli infortuni. Oggi contro il Sassuolo scenderà per la prima volta sul prato dell’Olimpico, oltre trentamila sguardi saranno puntati su di lui, aspettando di vedere un guizzo o un’invenzione palla al piede.

Roma, Fonseca: “Smalling out. Infortuni? Alcuni non normali, ma basta alibi”

Fonseca: “Infortuni? Alcuni non normali”

Il trequartista però sarà osservato speciale anche in Armenia, sua terra d’origine, che ha già predisposto tutti gli strumenti per il debutto di Henrikh con la maglia giallorossa. Il fuso orario di sole due ore più avanti rispetto all’Italia aiuterà i suoi connazionali a non perdersi Roma-Sassuolo, disponibile sugli schermi delle televisioni del paese. Perché una delle principali reti armene ha acquistato rapidamente i diritti delle partite della Roma, per ammirare il loro idolo cimentarsi nel campionato italiano e seguire per l’intera stagione le prestazioni del 77 giallorosso. Un numero di maglia che aveva portato durante il suo primo anno all’Arsenal, quando non potè prendere il 7 in Europa League perché già indossato nel nel torneo da Alexis Sanchez, poi passato al Manchester United.

Pallotta e Florenzi: “Buona fortuna alla Roma femminile”

Tutti pazzi per Mkhitaryan: la canzone dei tifosi per l’armeno

A proposito di sette, quello di stasera sarà il suo settimo esordio con una nuova maglia dopo le esperienze in Armenia, Ucraina, Germania e Inghilterra. Sicuramente sarà un debutto molto emozionante per Henrikh, che ieri ha celebrato l’anniversario della nascita del padre Hamlet, uno dei più grandi calciatori uno dei più forti attaccanti dell’Europa dell’Est dello scorso secolo, che morì a trentatré anni per un tumore al cervello. Il figlio quando aveva sette anni promise di seguire le sue orme da calciatore e di onorare il padre in ogni partita. Alle 18 la sua prima all’Olimpico, Mkhitaryan spera di mostrare subito il suo repertorio per la Roma, i tifosi giallorossi ma soprattutto nel nome del padre.

Premio Marzani, domani e domenica l’evento (Ottopagine 13.09.19)

Si terrà nel fine settimana la 12esima edizione del Premio Internazionale Giornalistico e Letterario Marzani. L’organizzazione annuncia i diversi momenti dell’evento. Domani, sabato 14 settembre, alle ore 18,30 in piazza Bocchini è previsto un convegno sulla situazione nell’area mediorientale e nordafricana.
L’Italia e l’Unione Europea alla ricerca di un equilibrio per le aree di conflitto.
È prevista la partecipazione del ministro degli Affari Europei, Enzo Amendola (Pd), del vicepresidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo (M5S), del giornalista inglese John Phillips, del giornalista libanese, Sevag K Hagopian, delll’Ambasciatrice in Italia dell’Armenia, Victoria Bagdassarian, l’Ambasciatrice in Italia del Libano, Mira Daher Violedes e della Console della Tunisia in Campania, Beya Abdelbaky Fraoua.

Il dibattito sarà moderato da Roberto Roggero, direttore di “Assadakah”.
Domenica 15 settembre alle ore 11 presso il Salone delle conferenze nella Camera di Commercio di Benevento incontro delle rappresentanze diplomatiche di Libano, Armenia e Tunisia con il mondo imprenditoriale locale. Interverranno il presidente dell’ente camerale, Antonio Campese, il presidente di “Campania Europa Mediterraneo”, Enzo Parziale, il sindaco di San Giorgio del Sannio, Mario Pepe, e il presidente della Provincia, Antonio Di Maria. Nel corso del meeting, sarà proiettato il video “Sannio Falanghina. Città europea del vino 2019”.

Alle ore 18 a San Giorgio del Sannio in Piazza Bocchini conferimento delle cittadinanze onorarie di San Giorgio del Sannio a: Mira Daher Violedes, Ambasciatrice in Italia della Repubblica del Libano, Victoria Bagdassarian, Ambasciatrice in Italia della Repubblica d’Armenia e Beya Abdelbaky Fraoua, Console della Repubblica di Tunisia a Napoli, in Campania e regioni dell’Italia meridionale.
A seguire la cerimonia d’assegnazione del Premio Marzani 2019, presentata da Carmen Di Marzo.

Per l’edizione 2019 i riconoscimenti saranno assegnati ad Anna Foa: storica, scrittrice – autrice del libro “Andare per i luoghi di confino”. Paolo Borrometi: giornalista – Per la sua tenace lotta contro la mafia. Isaia Sales: giornalista, meridionalista, scrittore. John Phillips: giornalista, direttore “ItalianiInsider.it”, ex corrispondente del Times. Roberto Roggeri: giornalista, direttore dell’agenzia di stampa Italo/Araba “Assadakah”. Laura Sleiman: direttrice Agenzia nazionale “Informazione Libano”. Armn Aranian: giornalista, direttore Agenzia “Armen Press”. Senag Hagopian: giornalista, direttore “Zartonk Armenian NewsPaper”. Letizia Leonardi: giornalista e scrittrice – Autrice del libro “Il chicco acre della melagrana”. Andrea D’Ambrosio: regista del film “Due euro l’ora”. Alessandra Mulas: giornalista, scrittrice – Autrice del libro “Non sono 007. Le verità nascoste”. Massimiliano Virgilio: scrittore – autore del libro “L’Americano”. Fortunato Vesce: scrittore – Autore del libro “Agguato di nostalgia”. Paolo Speranza: giornalista e storico del cinema. Il Quartetto dell’Accademia Sannita: per il costante impegno nella comunicazione della bellezza universale della musica.

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Premio Marzani tra S. Giorgio e Benevento (Ilvaglio 12.09.19)

Scrivono gli organizzatori: Il programma degli appuntamenti del Premio Marzani edizione 2019: Sabato 14 settembre, Ore 18,30 piazza Bocchini, San Giorgio del Sannio, Convegno sulla situazione nell’area mediorientale e nordafricana. L’Italia e l’Unione Europea alla ricerca di un equilibrio per le aree di conflitto. È prevista la partecipazione del ministro degli Affari Europei, Enzo Amendola (Pd), del vicepresidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo (M5S), del giornalista inglese John Phillips, del giornalista libanese, Sevag K Hagopian, delll’Ambasciatrice in Italia dell’Armenia, Victoria Bagdassarian, l’Ambasciatrice in Italia del Libano, Mira Daher Violedes e della Console della Tunisia in Campania, Beya Abdelbaky Fraoua. Il dibattito sarà moderato da Roberto Roggero, direttore di “Assadakah”.

Domenica 15 settembre, Ore 11, Camera di Commercio di Benevento, Salone delle conferenze. Incontro delle rappresentanze diplomatiche di Libano, Armenia e Tunisia con il mondo imprenditoriale locale. Interverranno il presidente dell’ente camerale, Antonio Campese, il presidente di “Campania Europa Mediterraneo”, Enzo Parziale, il sindaco di San Giorgio del Sannio, Mario Pepe, e il presidente della Provincia, Antonio Di Maria. Nel corso del meeting, sarà proiettato il video “Sannio Falanghina. Città europea del vino 2019”.

Ore 18, Piazza Bocchini, San Giorgio del Sannio, Conferimento della cittadinanze onorarie di San Giorgio del Sannio a: -1) Mira Daher Violedes Ambasciatrice in Italia della Repubblica del Libano; 2) Victoria Bagdassarian Ambasciatrice in Italia della Repubblica d’Armenia; 3) Beya Abdelbaky Fraoua Console della Repubblica di Tunisia a Napoli, in Campania e regioni dell’Italia meridionale. A seguire la cerimonia d’assegnazione del Premio Marzani 2019, presentata da Carmen Di Marzo.

Nagorno-Karabakh: ministri Esteri di Armenia e Azerbaigian hanno accettato di incontrarsi (Agenzia nova 13.09.19)

Erevan , 13 set 16:55 – (Agenzia Nova) – Il Gruppo di Minsk creato dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) per la risoluzione del conflitto nel Nagorno-Karabakh si è proposto di organizzare il prossimo incontro tra i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian, Zohrab Mnatsakanyan e Elmar Mammadyarov. Lo ha annunciato oggi ai giornalisti la portavoce del dicastero di Erevan, Anna Naghdalyan. “I ministri hanno accettato di incontrarsi, ma la data e il luogo del colloquio sono ancora da stabilire: le autorità dei nostri paesi hanno sempre annunciato dettagli del genere nello stesso momento, e continueremo a seguire questo principio”, ha detto la portavoce della diplomazia armena.

Dal Mantegna per insegnare ai profughi siriani (armeni) a fare dolci (Giornaledibrescia 13.09.19)

Alice Pedersoli, studentessa del Mantegna, ha negli occhi la gioia, l’emozione e le aspettative del viaggio che la attende.

Il prossimo 23 settembre, con Denny Boventi e Alessia Carrisi, che come Alice frequentano la V E pasticceria e il loro docente, lo chef pasticcere Gianfranco Piliego voleranno a Yerevan, in Armenia, per insegnare ad un gruppo di profughi siriani di origine armena, l’arte della pasticceria. Con loro ci sarà anche il preside dell’istituto alberghiero, Giovanni Rosa.

La bottega in cui insegneranno i segreti dell’arte della pasticceria ai profughi siriani approdati a Yerevan dopo essere fuggiti dagli orrori della guerra in Siria è un laboratorio di pasticceria, fortemente voluto dall’arcivescovo Cattolico di Armenia, Raphael Francois Minassian per dare a quei profughi la possibilità di una nuova vita. Apprendendo un nuovo lavoro.

E tra i dolci sfornati in quel laboratorio ci saranno sicuramente le specialità bresciane, come il bossolà.

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Musiche dalla via della seta, il concerto (Mentelocale 13.09.19)

Nuovo evento del Festival del Mediterraneo 2019 a Genova: si tratta del concerto in prima nazionale Musiche dalla via della seta, seconda parte con Hovanissian e Gültekin (Armenia e Turchia) venerdì 13 settembre 2019, a Palazzo Tursi, dalle ore 21. Vardan Hovanissian (duduk, Armenia) e Emre Gültekin (saz, baglama, voce, Turchia) simboleggiano la riconciliazione tra due popoli con suoni malinconici, ma pieni di speranza. Il loro programma scava nella grande varietà dei repertori tradizionali, riportando in vita diversi tesori perduti e offre anche nuove composizioni che affrontano temi di attualità come il destino dei rifugiati. La biglietteria è aperta in sede da 2 ore prima dell’inizio dell’evento, posti non numerati (8 e 10 euro). Abbonamento Festival 60 euro; tutte le info (e il calendario eventi completo) all’indirizzo sul sito EchoArt o al numero 335 6184611.

Proiezione film “Il condominio” di Lusine Sargsyan (Romatoday

Proiezione film “Il condominio” di Lusine Sargsyan | 23 settembre 2019
„Nella 28° ricorrenza della Festa d’Indipendenza della Repubblica d’Armenia sarà proiettato il film “IL CONDOMINIO” di Lusine Sargsyan, in lingua armena con sottotitoli in italiano.

Con una visione e sensibilità tutta al femminile, in una narrazione non priva di ironia, la regista ci introduce in un ricercato intreccio di personaggi ed eventi che si inanellano anche con salti temporali inattesi, nel microcosmo di un condominio della capitale armena. Yerevan, a cavallo degli anni ’90, è luogo di grandi cambiamenti politici e sociali. Il devastante terremoto dell’88 e l’impegno militare in sostegno alla popolazione armena nel Nagorno Kharabagh, entrano nel quotidiano della gente comune, segnando profondamente la ricerca d’identità della neonata repubblica ex sovietica.

Ogni appartamento nasconde una storia complessa e la vita condominiale fatta di saluti e incontri fugaci, diventa un caleidoscopio che ci restituisce un realistico riflesso d’Armenia.

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Armenia: al via processo contro ex presidente Kocharyan (Agenzia nova 12.09.19)

Erevan , 12 set 12:25 – (Agenzia Nova) – Ha preso il via questa mattina ad Erevan il processo contro l’ex presidente armeno Robert Kocharyan e i funzionari coinvolti nel cosiddetto “caso del primo marzo”. Lo riferisce l’agenzia di stampa “Armenpress”, aggiungendo che l’udienza è presieduta dal giudice Anna Danibekyan. Stando alle informazioni diffuse, alcuni manifestanti si sono radunati di fronte al tribunale per protestare contro il possibile rilascio dell’ex capo dello Stato. Fonti locali riferiscono anche della presenza di alcuni suoi sostenitori. Kocharyan, che ha ricoperto la carica di presidente dal 1998 al 2008, è stato accusato di aver tentato di rovesciare l’ordine costituzionale dell’Armenia per aver soppresso le proteste dell’opposizione nel marzo 2008, dopo le elezioni per eleggere il capo dello Stato. Kocharyan ha respinto tutte le accuse, definendole una macchinazione politica. Le proteste del 2008 furono organizzate dai sostenitori dell’allora candidato presidenziale Levon Ter-Petrosyan, che non accettò i risultati delle elezioni del febbraio 2008, vinte dall’alleato di Kocharyan, Serzh Sargsyan. Le manifestazioni hanno portato a degli scontri tra i manifestanti e la polizia e la morte di otto persone. Pashinyan, a sua volta, fece parte della squadra della campagna elettorale di Ter-Petrosyan e partecipò ai raduni di protesta.

Geopolitica di Henrikh Mkhitaryan (rivistaundici.com 10.09.19)

Henrikh Mkhitaryan non è solamente uno dei più importanti colpi in entrata messi a segno dalle squadre italiane nell’ultima sessione di calciomercato: il suo nome, infatti, è comparso più volte nelle notizie per questioni non legate alla sua abilità nel verticalizzare il gioco o per il numero di assist forniti al centravanti di turno, per il suo talento naturale e per la sua storia familiare, Heno (com’è soprannominato in patria) è diventato il simbolo dell’Armenia. E, in queste vesti, ad esempio, non era possibile che andasse a Baku a giocare la finale di Europa League con il suo Arsenal.

Non è calcio, ma geopolitica. Il 30 agosto 1991, sulla travolgente onda dell’incontrollata e precipitosa dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’Oblast Autonoma del Nagorno Karabakh (NKAO) dichiara la sua indipendenza da Mosca. L’NKAO, nel pieno spirito della politica stalinista, dal 1923 era una regione autonoma all’interno della RSS dell’Azerbaigian, pur essendo abitata da una popolazione in gran parte armena. Già prima della dichiarazione d’indipendenza si era scatenata la violenza nella regione, con numerosi episodi di pogrom e pulizia etnica: l’atto formale unilaterale di Stepanakert, capitale dell’oblast, è la scintilla che fa scoppiare una guerra. Il 2 settembre, infatti, la Repubblica dell’Artsakh, o Repubblica del Nagorno Karabakh, proclama la sua secessione da quella che, nel frattempo, è diventato l’Azerbaigian indipendente. Baku invia le proprie milizie nella regione montuosa per riportare sotto il proprio controllo i ribelli, mentre il 23 settembre anche quello che diventerà il terzo attore in campo, l’Armenia, si dichiara indipendente.

Il conflitto armato si scatena tra l’esercito dell’Azerbaigian e quello del Nagorno Karabakh, armato dai fratelli armeni di Yerevan che, nell’indipendenza di Stepanakert, vedono la possibilità di ridare vita alla Grande Armenia, quella che quando alza gli occhi al mattino guarda verso il Monte Ararat come la vetta promessa. II 5 aprile 1994, grazie soprattutto all’italiano Mario Raffaelli, delegato OCSE, vengono firmati gli accordi di Bishkek, con i quali si sancisce il cessate il fuoco nel conflitto: la pace, però, è ancora di là da venire. Armenia e Azerbaigian sono ancora due nazioni in guerra tra loro e, come tali, vivono le loro relazioni diplomatiche. Quando mi trovai a Baku per scrivere un libro sul Qarabag e il conflitto caucasico, chiesi a Gurban Gurbanov, l’allenatore della squadra proveniente dalla città di Agdam – rasa al suolo durante il conflitto –,  della possibilità teorica che Azerbaigian e Armenia si potessero affrontare nella prima edizione della Nations League. La risposta: «Sì, solo in finale potremmo affrontarci. E se succedesse, sarebbe in un campo neutro, senza spettatori. Ma non vorrei mai incontrare il nemico». Una parola che dice tutto del clima che si respira tra i due contendenti. Le violazioni del cessate il fuoco sono all’ordine del giorno da 25 anni, come le vittime lungo la labile linea di confine tra il NK e l’Azerbaigian che vengono usate da ambo le parti per giustificare il mantenimento di uno status quo che, a dispetto delle dichiarazioni, fa comodo a tutti mantenere come tale. Anche alla Russia, che così può continuare a vendere armi a tutte le parti in guerra.

Henrikh Mkhitaryan nasce a Yerevan il 21 gennaio 1989, in quella che all’epoca è la capitale della Repubblica Socialista Sovietica dell’Armenia, ma trascorre l’infanzia in Francia: il padre Hamlet, infatti, gioca come attaccante nel glorioso Ararat e nell’estate dello stesso anno si trasferisce al Valence, nella Ligue 2 francese. Hamlet fa in tempo a disputare due partite con la Nazionale dell’Armenia indipendente, poi lascia il calcio dopo che gli è stato diagnosticato un tumore al cervello: Hamlet, la moglie Marina, la figlia Monika e il piccolo Henrikh tornano quindi a Yerevan, sulla cui Hanrapetutyan Hraparak (piazza della Repubblica) sventola, a differenza di quando hanno lasciato la città sei anni prima) lo Yeřaguyn, il tricolore rosso, blu e oro, vessillo dell’Armenia indipendente. Hamlet muore, dopo tre interventi subiti in un anno, il 2 maggio 1996.

Il giovane Henrikh, cresciuto guardando le videocassette del padre in azione, vuole seguire le sue orme paterne e a 13 anni vola in Brasile, per allenarsi 4 mesi con il São Paulo. Tecnicamente è un predestinato: a 17 anni esordisce nel massimo campionato armeno con il Pyunik, prima di iniziare un giro d’Europa che lo porta in Ucraina, Germania, Inghilterra e, dal 2 settembre scorso, in Italia. Heno, che dall’esperienza in Germania ha il soprannome internazionale di Miki, parla correttamente sette lingue ed è diventato il simbolo del calcio armeno in Europa e nel mondo. Per questo le sue tre visite a Stepanakert hanno assunto un enorme valore politico: durante una di queste, nel dicembre 2011 quando giocava nello Shakhtar Donetsk, ha portato doni ai familiari dei soldati caduti nella guerra contro l’Azerbaigian ed è stato insignito della medaglia “Difensore della patria” e quella ufficiale del Primo ministro della NKR.

Mkhitaryan è approdato in Inghilterra, al Manchester United, nel 2016, dopo tre stagioni al Borussia Dortmund: con la maglia dei Red Devils, 63 partite e 13 gol in una stagione e mezza (Richard Heathcote/Getty Images)

Il primo ottobre 2015, le agenzie di tutto il continente battono la notizia che l’armeno Mkhitaryan non prenderà parte alla trasferta di Europa League del Borussia Dortmund a Gabala, in Azerbaigian: la causa è il conflitto in essere nel territorio montuoso del Caucaso. Il Borussia di Tuchel, anche senza il suo fantasista, liquida la pratica con un 3-1, ma è solo la prima volta che Mkhitaryan non metterà piede in territorio nemico, per usare i termini di Gurbanov.

Il 3 ottobre 2018 il trequartista dell’Arsenal salta la trasferta di Champions League contro il Qarabag che si disputa allo Stadio Olimpico di Baku. Pur essendo due nazioni in guerra tra loro, l’Azerbaigian concede visti speciali di entrata per consentire agli atleti armeni di partecipare a competizioni sportive sul suo territorio: emblematica, in questo senso, è stata la prima edizione dei Giochi europei nel 2015 ai quali ha preso parte una delegazione di 25 atleti in rappresentanza dell’Armenia. Ma l’Arsenal non fa nemmeno richiesta del visto: «Non poteva viaggiare fin qui», ha dichiarato Emery per spiegare la decisione. «Qui ci siamo noi, i giocatori con la migliore mentalità, preparazione e possibilità di giocare domani». Tradotto: Mkhitaryan non è nella condizione psicologica per affrontare il nemico, per trovarsi contro 68mila persone pronte a prenderlo come bersaglio per tutti i novanta minuti dell’incontro. L’Arsenal lo ha “salvato”, ha dichiarato Gurbanov, provocatorio, in conferenza stampa.

Passato all’Arsenal nell’ambito dell’operazione-Sánchez, il trequartista armeno disputa 59 partite e realizza 9 gol in un anno e mezzo, prima di unirsi alla Roma (Shaun Botterill/Getty Images)

Il terzo rifiuto, il più pesante, è dello scorso 29 maggio. Baku stavolta è la sede della finale di Europa League e l’Arsenal deve affrontare il Chelsea, in una sfida tutta inglese. L’Arsenal tenta un sottile lavoro diplomatico con la Uefa, al fine di garantire le migliori condizioni di sicurezza possibili per il suo giocatore e, addirittura, alcuni organi di stampa riportano la voce secondo cui i Gunners abbiamo addirittura tentato di far spostare la sede della finale per consentire a Mkhitaryan di partecipare, nelle migliori condizioni psicologiche possibili. Ma il trequartista non va a Baku, nonostante il club abbia ricevuto tutte le rassicurazioni possibili: «Mentre il club riconosce gli sforzi profusi dalla Uefa e dal governo azero in questa materia, rispettiamo la decisione personale di non far viaggiare il giocatore», è il laconico commento del massimo organo calcistico continentale.

La storia di Mkhitaryan dimostra chiaramente come calcio e politica non possano essere separati: sono due entità strettamente legate, talmente interconnesse che in alcune vicende non si riesce nemmeno chiaramente a distinguere dove finisca l’una e inizi l’altra. Come accade da un quarto di secolo lungo la linea che parte dalla catena montuosa di Murovdag a nord, fino a raggiungere Fizouli e, ancora più a sud, il villaggio di Gorazid, dove il confine tra il diritto internazionale, le aspirazioni di autodeterminazione e gli interessi internazionali si confondono fino a rendere quasi impossibile orientarsi.

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Aleksander Čeferin in visita in Armenia (Uefa.com 08.09.19)

l presidente UEFA Aleksander Čeferin ha visitato l’Armenia, dove ha tenuto colloqui con il Primo Ministro del paese, Nikol Pashinyan, e con alti funzionari della Federcalcio armena (FFA).

Aleksander Čeferin e Nikol Pashinyan (foto: ufficio stampa del Governo armeno)

Aleksander Čeferin e Nikol Pashinyan (foto: ufficio stampa del Governo armeno)©FFA

In una riunione alla quale ha partecipato anche il presidente della FFA, Artur Vanetsyan, il signor Pashinyan ha elogiato la UEFA per il suo contributo fondamentale al rafforzamento del calcio in Armenia attraverso i suoi programmi HatTrick e UEFA GROW.

Il programma UEFA HatTrick fornisce assistenza alle sue 55 federazioni associate e, tra le tante cose, nel corso degli anni ha contribuito alla costruzione di un’accademia di calcio e di un centro tecnico per squadre nazionali in Armenia, e ha aiutato a dare slancio allo sviluppo delle infrastrutture regionali di calcio giovanile.

“HatTrick non riguarda una competizione o i paesi più grandi ma è un programma che ha come obiettivo la crescita del calcio in tutte le nostre 55 federazioni affiliate”, ha spiegato Čeferin.

L’FFA sta attuando un progetto nazionale per migliorare le infrastrutture calcistiche della nazione. Sono stati costruiti dieci campi da calcio in erba sintetica in zone diverse dell’Armenia, col sintetico che offre maggiori possibilità ai giovani calciatori di allenarsi durante tutto l’anno.

Un evento sul calcio di base organizzato dalla Federcalcio armena (FFA)

Un evento sul calcio di base organizzato dalla Federcalcio armena (FFA)©FFA

Dal punto di vista del calcio di base, la federazione si sta impegnando per aumentarne la partecipazione. L’obiettivo della federazione è di coinvolgere 80.000 bambini e adulti nel calcio di base e amatoriale. La UEFA inoltre assisterà l’Armenia nella sua spinta allo sviluppo del calcio femminile e del futsal.

Nell’ambito del suo progetto UEFA GROW, finalizzato ad aiutare la crescita delle federazioni nazionali europee e a massimizzarne il loro potenziale, la UEFA ha lavorato a stretto contatto con l’FFA per l’elaborazione di un piano strategico generale e di una nuova strategia di comunicazione.

“Il Primo Ministro ha sottolineato la stretta e produttiva cooperazione tra UEFA e Federcalcio dell’Armenia a beneficio dello sviluppo del calcio in Armenia”, ha affermato una nota.

Aleksander Čeferin ha consegnato a Nikol Pashinyan un gagliardetto UEFA (foto: ufficio stampa del Governo armeno)

Aleksander Čeferin ha consegnato a Nikol Pashinyan un gagliardetto UEFA (foto: ufficio stampa del Governo armeno)©FFA

“Nikol Pashinyan ha apprezzato il sostegno della UEFA per lo sviluppo delle infrastrutture calcistiche in Armenia, rilevando che col sostegno dell’Organo di Governo europeo sono stati intrapresi tutta una serie di progetti che hanno come obiettivo la crescita di popolarità del calcio nella nazione.

“Il Premier ha inoltre espresso soddisfazione per la visita del presidente UEFA poiché il suo arrivo nella nazione avrebbe contribuito a rinsaldare ulteriormente il legame tra la UEFA e la Federcalcio armena. Nella sua visita si è anche parlato della possibilità di realizzare un nuovo stadio nazionale nella nazione”, ha spiegato la nota ufficiale.

Aleksander Čeferin ha elogiato il lavoro della FFA nella crescita del calcio armeno a tutti i livelli. “La federazione sta facendo un grande lavoro. Abbiamo rapporti amichevoli e sono certo che il calcio in Armenia continuerà a crescere”.

La delegazione UEFA ha visitato un'azienda di vino e brandy a Yerevan

La delegazione UEFA ha visitato un’azienda di vino e brandy a Yerevan©FFA

“La collaborazione tra Federcalcio armena e UEFA è di alto livello”, ha detto Artur Vanetsyan. “Stiamo realizzando diversi progetti insieme, e ci auguriamo che nei prossimi anni questa collaborazione diventerà ancora più stretta”.

“Abbiamo discusso di temi importanti durante la visita del presidente UEFA – ha raccontato il Segretario Generale FFA, Armen Melikbekyan -, come la crescita del calcio nelle regioni dell’Armenia, la necessità di uno stadio nazionale più grande e si è anche parlato delle prospettive di sviluppo del calcio di base e giovanile”.

La federazione armena si è inoltre rivelata un’eccellente organizzatrice di una fase finale UEFA ospitando a luglio l’ultimo Campionato Europeo UEFA Under 19 nella capitale Yerevan.

Aleksander Čeferin ha detto che sperava che l’evento Under 19 avrebbe lasciato un’eredità in Armenia. “È necessario ospitare competizioni come questa per promuovere il calcio”, ha spiegato.

Aleksander Čeferin è stato ospite d'onore dell'azienda di vino e brandy

Aleksander Čeferin è stato ospite d’onore dell’azienda di vino e brandy©FFA

Durante il suo viaggio il presidente UEFA ha assistito giovedì alla partita delle qualificazioni europee tra Armenia e Italia a Yerevan, e ha visitato un’azienda di vino e brandy nella capitale.

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