Ricordiamone alcuni tra i più noti: san Gregorio, detto l’Illuminatore (257 – 332 circa), vescovo, santo e fondatore della Chiesa apostolica armena; san Miniato, re armeno e nel 250 protomartire della città di Firenze; san Biagio, vescovo di Sabaste all’inizio del IV secolo che guariva dalle malattie uomini e animali con una semplice benedizione e, non ultimo, il lucchese san Davino. Questo, all’incirca mille anni or sono, dopo aver ceduto tutte le sue ricchezze ai poveri, si impegnò in una vita di preghiera, santità e instancabili pellegrinaggi ai luoghi santi. Raggiunse dapprima il santo sepolcro di Gerusalemme e si soffermò in meditazione e preghiera là dove furono deposte le spoglie mortali di Gesù Cristo dopo la crocefissione. Probabilmente la presenza di Davino a Gerusalemme coincise con i lavori di ricostruzione della basilica: la madre, cristiana, dal califfo Imam fatimide al-Hakim bi-Amr Allah fa riedificare la basilica dopo la distruzione operata dal figlio nel 1009. Da Gerusalemme Davino mosse allora i suoi passi verso la turbolenta Roma dell’XI secolo per onorare Pietro, l’apostolo più citato nei Vangeli e riverire la Veronica, la “vera icona”: un telo con cui una pia donna, durante il percorso della via crucis, deterse dal sangue e dal sudore il volto di Gesù e che miracolosamente ne riproduce le fattezze. Instancabile, il viandante armeno diresse allora i suoi passi verso San Giacomo di Compostella, considerato il terzo luogo per importanza dei pellegrinaggi medievali. Non vi giunse mai, Davino, perchè si fermò a Lucca: malato fu ricoverato prima in un piccolo ospedale che sorgeva nei pressi di San Michele in Foro, poi nella casa di una ricca vedova, Atha, dove nel giro di poche settimane, mancò. Breve, quindi, la permanenza di questo sant’uomo venuto dall’oriente nella nostra città, sufficiente, però, a mostrarne le virtù proprie di una condizione di santità: una fede genuina e intensa; la perseveranza nella ricerca di Dio e nella speranza del Vangelo; la gioia paziente con cui visse malattia e sofferenze. Davino morì il 3 giugno 1050 e fu sepolto nei pressi di San Michele, un luogo che negli anni immediatamente successivi era destinato a diventare sede di non pochi segni miracolosi. Intanto sembrò che la santa morte di Davino favorisse la piena conversione della sua ultima ospite, Atha; poi, che il pio pellegrino avesse messo in fuga il demonio dal corpo di una donna, restituita la vista a un cieco e l’udito e la parola a un sordo-muto, senza dimenticare la guarigione di un giovinetto ritenuto insanabile dai medici. Sarà Anselmo da Baggio, vescovo di Lucca dal 1058 e poco più tardi papa col nome di Alessandro II (1063-1071), a cogliere tutta la ricchezza di grazia che la vita e l’esperienza di Davino potevano offrire alla Chiesa di Roma duramente impegnata in quel periodo nella lotta per la riforma, contro la simonia e il nicolaismo e mentre già cominciava a profilarsi il duro scontro che opporrà nei secoli successivi la Chiesa all’Impero. Per volontà di questo pontefice il corpo di Davino fu riportato in San Michele per una più degna sepoltura. Proclamato santo probabilmente nel 1159 durante il pontificato di Alessandro III (1159-1181), il grande avversario di Federico Barbarossa, le spoglie di san Davino furono via via meglio sistemate durante il XVI secolo ed esposte alla venerazione dei fedeli a partire dal 1647, agendo da elemento di richiamo anche per le numerose piccole comunità armene presenti in Italia a partire da quella più cospicua di Livorno. Lucca non ha dimenticato questo suo santo figlio acquisito e a lui, alla sua storia, ai segni ,ella sua santità, al culto che lo riguarda dedica una ricca serie di iniziative religiose, culturali e artistiche che. iniziate l’1 giugno, si protrarranno sino alla metà del mese (leggi qui).
Suggestioni e umorismo d’Armenia tra poesia, prosa e musica.
Per la prima volta alle Settimane Musicali al Teatro Olimpico la partecipazione dell’attore Paolo Kessisoglu.
Assieme al violino di Sonig Tchakerian e al pianoforte di Stefania Redaelli un viaggio in compagnia di Varujian, Saroyan, Komitas, Babadjianian, Khachaturian.
Paolo Kessisoglu attore
Sonig Tchakerian violino
Stefania Redaelli pianoforte
Ingresso: a pagamento Intero: Albinoni € 50,00 – Beethoven € 30,00 – Chopin € 20,00 | Ridotti: Beethoven €24,00 – Chopin € 16,00 | Emotional Seat € 100,00
I biglietti ridotti sono riservati ai soci, a chi ha più di 65 anni e meno di 30, ai gruppi di minimo 15 persone
Paolo Kessisoglu (Genova, 25 luglio 1969) è un attore, comico e conduttore televisivo italiano.
È noto soprattutto per il duo Luca e Paolo, formato con Luca Bizzarri.
Nasce da una famiglia genovese di origini armene, sfuggita al genocidio del loro popolo avvenuto per mano dell’Impero Ottomano durante la prima guerra mondiale.
Il nonno paterno, Callisto, era un profugo armeno di Smirne, il quale all’epoca, ancora bambino, riparò con la famiglia prima in Grecia e poi in Italia, stabilendosi inizialmente a Trieste per vari anni, e infine a Genova; il cognome originario della famiglia, Keshishian, durante la fuga venne turchizzato in Keşişoğlu onde destare minor attenzione.
Paolo, una volta salito alla ribalta, si impegnerà in prima persona per tramandare la memoria del massacro armeno e combattere operazioni di negazionismo.
Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico nascono nel 1992 con l’intento di portare la grande musica classica in uno dei luoghi più suggestivi al mondo, il Teatro Olimpico di Vicenza.
Il Teatro, progettato da Andrea Palladio nel 1580, si è miracolosamente conservato intatto fino ai nostri giorni ed è considerato, a distanza di quasi cinquecento anni, il più antico teatro coperto del mondo. Assieme a ville e palazzi progettati da Palladio, fa parte del Patrimonio Mondiale protetto dall’Unesco.
Il Festival si svolge tra la metà di maggio e la metà di giugno, uno dei pochi periodi dell’anno in cui il Teatro viene aperto per spettacoli e si articola in varie sezioni: opera lirica, concerti sinfonici e da camera, conferenze musicologiche. Direttore artistico dalla fondazione è il maestro Giovanni Battista Rigon, direttore d’orchestra e pianista italiano.
Contatti
Settimane Musicali al Teatro Olimpico
tel. e fax 0444302425
info@settimanemusicali.eu
