A Livorno il convegno ‘Il filo rosso che lega il genocidio armeno alla shoah’ (Gonews.it 25.11.17)

Lunedì 27 novembre alle ore 15,30 (e poi in replica alle ore 17,30) nell’Auditorium Pamela Ognissanti del Centro Servizi al cittadino Area Nord (ex Circoscrizione 1) in via Gobetti, 11 si terrà il primo appuntamento del progetto “Il filo rosso che lega il genocidio armeno alla shoah”. L’incontro sarà tenuto da Vittorio Robiati Bandaud (ricercatore, saggista storico, vicepresidente del Tribunale Rabbinico di Milano ed esponente dell’Amicizia Ebraico-Cristiana di Milano) che approfondirà la storia del genocidio armeno.

L’incontro rivolto a docenti di ogni ordine e grado, studenti delle classi terze degli Istituti Secondari di primo grado e agli studenti degli Istituti Superiori, genitori, studiosi e cittadini, si colloca come primo evento del progetto “Il filo rosso che lega il genocidio armeno alla shoah” inserito nel programma Scuola-Città 2017-2018 del CRED Centro Risorse Educative e Didattiche del Comune di Livorno e svolto in collaborazione con l’Associazione Cassiodoro.

Il genocidio armeno avvenne nel periodo del primo conflitto mondiale (1914 -1918) nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, e fu il primo del XX secolo (1915 – 1923). Il governo “dei Giovani Turchi”, preso il potere nel 1908, attuò l’eliminazione dell’etnia armena presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.. Nella memoria degli Armeni, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi del loro popolo dell’Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 assieme a centinaia di migliaia di vite di cristiani assiri, di greci del Ponto e di altre confessioni cristiane orientali minoritarie.

I prossimi appuntamenti:

17 gennaio 2018 (ore 9.30) Cinema Teatro 4 Mori, piazza Tacca
Proiezione del film “La masseria delle allodole” dei fratelli Taviani, tratto dal romanzo storico di Antonia Arslan, che sarà presente in sala insieme al Vittorio Robiati Bendaud e Siobhan Nash Marshall (docente di filosofia e teologia). Destinatari: classi terze Istituti Secondari di primo grado Istituti Superiori.

17 gennaio 2018 (ore 17) Sala Ablondi, via delle Galere, 29/33 Giornata del Dialogo Ebraico Cristiano.

17 gennaio – 19 febbraio 2018 Chiesa degli Armeni, via della Madonna
Mostra fotografica-documentaristica sulle tragiche vicende del Metz Yeghern, il “Grande Male”, cioè il Genocidio Armeno.

Fonte: Comune di Livorno-Ufficio Stampa

 

Ara Malikian: “Quando ero un rifugiato l’arte mi salvò la vita” (Askanews 25.11.17)

Roma, (askanews) – Ormai è una star del violino, un artista che con il suo talento unico e le molteplici influenze stilistiche che vanno dall’Armenia all’America Latina, ha conquistato le platee di mezzo mondo. Ma 30 anni fa, Ara Malikian era un giovane rifugiato che fuggiva da un paese del Medio oriente in guerra, il Libano.

Una storia che si ripete oggi in Siria, Yemen, Iraq oltre a molti paesi africani, coinvolgendo fra l’altro ancora una volta lo stesso Libano che ha accolto oltre un milione di profughi, su una superficie pari a poco più della metà del Lazio e contando appena 6 milioni di abitanti.

Il prodigio del violino armeno-libanese, che domenica 26 novembre sarà a Roma all Auditorium Parco della Musica, ha commentato così la sua esperienza rispetto alla situazione attuale.

“L’arte mi ha salvato la vita. Vivendo in Libano fu molto difficile uscire dal paese quando c’era la guerra. Io avevo 15 anni e grazie al fatto che suonavo il violino sono potuto uscire dal paese in un periodo in cui era molto difficile. Poi quando sono arrivato in Germania, a 15 anni, senza i miei genitori, senza conoscere nessuno, senza conoscere la cultura in Europa e la lingua, ancora una volta grazie all’arte e grazie alla musica sono potuto sopravvivere e studiare, lavorare e avere una vita dignitosa.

“È una fortuna che oggigiorno la maggioranza dei rifugiati e sfollati non hanno. Se faccio il paragone con la mia epoca, fui fortunato perché mi aiutarono e quindi sono passato dall’essere un rifugiato a essere un essere umano, con il permesso di soggiorno, legale. Ma oggi abbiamo 65 milioni di rifugiati nel mondo e non hanno questo aiuto che io ebbi 30 anni fa”.

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Ue-Armenia: firmato a Bruxelles accordo di partenariato rafforzato (Agenzianova 24.11.17)

Bruxelles, 24 nov 14:20 – (Agenzia Nova) – Firmata oggi a Bruxelles, a margine del vertice del Partenariato orientale, il nuovo accordo bilaterale tra l’Unione europea e l’Armenia. “Il vertice – si legge nella dichiarazione congiunta diffusa al summit – accoglie con favore la firma dell’accordo di partenariato onnicomprensivo e rafforzato tra Ue e Armenia, a margine del summit”. I leader dei Ventotto e dei partner orientali salutano con favore anche i progressi nei negoziati in corso tra Ue e Azerbaigian per un nuovo accordo quadro.Beb)

“L’Armenia dimenticata. Un viaggio nell’ Armenia meno conosciuta” (Romatoday 24.11.17)

“L’Armenia dimenticata. Un viaggio nell’ Armenia meno conosciuta”

Roma – Venerdì 1° Dicembre 2017 alle ore 18.30 l’Atelier Paema Spazio Urbano Protetto/Fondazione Maitreya – in via Clementina n.7 (Rione Monti) ospiterà la proiezione del Docufilm “Armenia dimenticata. Un viaggio nell’Armenia meno conosciuta” di Ignazio Mascia e la performance musicale al pianoforte dell’artista Veronica Mereu che proporrà alcuni brani composti da autori di origine armena.
L’opera di Ignazio Mascia, viaggiatore videomaker, è il risultato di una sua escursione in Armenia nel 2015 alla scoperta di un territorio impervio, misterioso e poco raccontato dalla settima arte. Il docu-reportage del regista sardo vuole narrare il presente “nascosto” dell’Armenia, ovvero le tre facce di questa nazione meno note all’Occidente: la vita e le tradizioni della minoranza di religione yazida, la situazione di Gyumri, seconda città del Paese per numero di abitanti a 27 anni dal devastante terremoto e, infine, la regione del Nagorno Karabakh con le sue montagne aspre e le lande aride che fecero da sfondo alla cruenta guerra combattuta nei primi anni Novanta. Il docu-reportage della durata di 45’ ha ottenuto riconoscimenti al Babelfilmfestival e al Coral Cost Film Festival, ed è stato presentato in altre importanti manifestazioni cinematografiche internazionali.
L’Armenia è un Paese dalla forte identità religiosa, roccaforte cristiana del medio oriente, chiamata dai suoi abitanti “Hayastan”, la “Terra di Haik” , secondo il mito biblico pronipote di Noè; gli armeni sono dunque considerati i suoi discendenti diretti. Nel 301 d.c. la Regione adottò, prima nella Storia, il Cristianesimo come religione di Stato e ad oggi la grande maggioranza della popolazione appartiene a questa confessione. Tuttavia esiste anche una piccola comunità di credenti nel “Dio-Sole” che pratica rituali collettivi di origine pagana relazionandosi con i cristiani nel rispetto dei principi di tolleranza e apertura al dialogo, consapevoli delle persecuzioni subite nel corso dei secoli dai seguaci di Joshua per mano degli islamici. Oggi l’Armenia è un Paese in difficoltà che “sogna l’Europa”, pur essendo al contempo legata e dipendente dalla Russia; è una terra povera, economicamente depressa e ancora provata dalla tragedia del terremoto del 7 dicembre del 1988 che rase al suolo molte città del nord causando la morte di oltre 25.000 persone e dalla guerra scoppiata nel 1992 quando gli Azeri bombardarono e distrussero la regione caucasica del Nagorno Karabakh.

In questo primo incontro un ruolo specifico per creare armonia e sottolineare la dimensione multiculturale dell’iniziativa con i linguaggi dell’arte e della musica, è interpretato dalla pianista cagliaritana Veronica Mereu che proporrà alcuni brani di vari autori armeni. Laureata in Pianoforte e in Didattica della musica ad indirizzo strumentale presso il Conservatorio di Cagliari, è Docente di Strumento presso le scuole ad indirizzo musicale e musicista attiva nel territorio sardo, spaziando dalla musica classica alla musica leggera”.
Ignazio Mascia, nato a Cagliari, è un filmaker autodidatta in continua esplorazione di territori ancora poco conosciuti ma ricchi di storia, cultura e spiritualità. Collabora con l’associazione “Solidando Onlus” con la quale nel 2013 ha partecipato ad un progetto di cooperazione e sviluppo in Nicaragua realizzando in seguito due video reportage. Ha girato inoltre i documentari Nuevos Horizontes (2013) e Riciclo della plastica a Chinandega (2013).

Il Progetto LAB Docufilmjourney: luoghi integri dello spirito
Con questo primo incontro l’Atelier Paema – Spazio Urbano Protetto/Fondazione Maitreya inaugura il Lab Docufilmjourney: luoghi integri dello spirito: proiezioni, musica dal vivo, incontri, scambi di idee sulle tradizioni di fede e le pratiche spirituali di comunità e culture poco note in un viaggio che dagli Yazidi d’Armenia si muoverà verso Oriente coinvolgendo i Pomachi della Bulgaria, la Fratellanza Bianca e molti altri popoli.
L’appuntamento è fissato il primo venerdì di ogni mese, alle ore 18.30, presso l’Atelier Paema in via Clementina n.7 (Roma, Rione Monti).

Info e contatti:
Atelier Paema – Pagina Facebook: Paema-Spazio Urbano Protetto; Presidente Paolo Palomba email: palombapaolo99@gmail.com
Ufficio Stampa: Nicola Cordone, e-mail:ufficiostampa.paema@gmail.com; Fondazione Maitreya – Pagina Facebook: Buddhismo Roma – Fondazione Maitreya; Presidente Maria Angela Falà email: fond.maitreya@gmail.com, m.a.fala@maitreya.it; sito internet: http://maitreya.it//

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Ue: commissario Hahn a “Nova”, quadro inclusivo Partenariato orientale ha valore strategico (Agenzia Nova 24.11.17)

Bruxelles, 24 nov 11:05 – (Agenzia Nova) – I negoziati con Baku, comunque, “sono ancora in corso di svolgimento. Stiamo senz’altro facendo progressi – assicura Hahn – e spero si raggiunga un accordo da cui sia l’Unione europea che l’Azerbaigian beneficeranno in un futuro vicino”. Interrogato sullo stato della cooperazione a livello regionale, e più nello specifico sulle relazioni tra Armenia e Azerbaigian, Hahn ammette che “il conflitto irrisolto nel Nagorno-Karabakh rimane un ostacolo alla stabilità e alla prosperità nella regione. I presidenti di Armenia e Azerbiaigian si sono impegnati ripetutamente verso il cessate il fuoco e per una soluzione pacifica a questo conflitto. L’Ue, anche attraverso il suo Rappresentante speciale per il Caucaso meridionale e la crisi in Georgia (Toivo Klaar, nominato il 13 novembre scorso), sostiene e complementa – spiega Hahn – gli sforzi dei co-presidenti del gruppo di Minsk dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) per facilitare la risoluzione del conflitto. (segue) (Beb)

Dessaran Festival: musica, cinema e sapori della cultura armena (Corriere della Sera 23.11.17)

Dal 27 novembre al 3 dicembre a Padova gli eventi culturali curati dalla direzione artistica di Antonia Arslan

di Francesca Visentin

PADOVA La memoria si fa testimonianza e unisce tradizione e contemporaneità, nel Dessaran Festival, che dal 27 novembre al 3 dicembre porta a Padova la cultura armena tra musica, teatro, letteratura e sapori. Artisti di primo piano a livello nazionale, per la rassegna curata da Antonia Arslan, che ne firma la direzione artistica. Dopo il grande successo di pubblico della scorsa edizione, quest’anno il festival raddoppia. Un lungo viaggio alla scoperta di un’antica cultura e delle tante civiltà che ha incrociato. Da qui il titolo «Dessaran», che in armeno significa «l’orizzonte, il confine di ciò che vedi» e rappresenta un ideale filo conduttore della rassegna, per guardare oltre, «verso i tanti orizzonti diversi».

L’evento di apertura

Il Dessaran Festival si apre il 27 novembre con un evento speciale che porta a Padova uno dei musicisti armeni più famosi al mondo, il pianista jazz Tigran Hamasyan (ore 21 sala dei Giganti Palazzo Liviano). Già moltissime le prenotazioni per il concerto. Nella sua carriera, iniziata a 3 anni, Hamasyan ha collezionato premi internazionali in festival di grande prestigio. La sua musica spazia dal romanticismo classico al jazz-rock, dal pop onirico al folklore armeno, con una spiccata tendenza all’improvvisazione. Grande attesa anche per il concerto di chiusura con Hakob Khalatyan, un altro appuntamento già preso d’assalto dalle prenotazioni. «Quello armeno è un popolo antico, portato quasi all’estinzione – sottolinea la scrittrice Antonia Arslan – , per questo è molto importante farne conoscere la cultura, così ricca e intrecciata a tante altre civiltà». Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, ha sottolineato quanto «Padova sia un crocevia culturale e quindi la città ideale per ospitare un festival che coinvolge molti diversi orizzonti culturali».

Al Museo Ebraico

Il festival continua martedì 28 al Museo della Padova Ebraica (Palazzo Antico Ghetto ore 18) con l’evento «Diario di due viaggi (Armenia e Israele)», protagonisti Antonia Arslan e Vittorio Robiati Bendaud del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia, che racconteranno i loro viaggi nella Repubblica del Nagorno – Karabagh e in Israele: bellezza e memorie dimenticate. In dialogo con Francesco Berti. In apertura intervento musicale al duduk del maestro Claudio Fanton. Serata di parole e musica mercoledì 29 con la pièce e concerto «Intervista immaginaria tra Matilde Serao e Hrant – 1890», in collaborazione con Il Mattino di Napoli in Sala Carmeli in via Galilei. Nella pièce firmata da Antonia Arslan, l’attore Claudio Di Palma e l’ensemble musicale diretto da Massimiliano Sacchi portano in scena la figura di Matilde Serao, immaginando un drammatico incontro tra la scrittrice e Melkon Gurgian, scrittore e insegnante armeno suo contemporaneo.

Reading di parole e musica

Giovedì 30 all’Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano in prima assoluta il reading tra le parole di Antonia Arslan, le musiche del Maurizio Camardi Small Ensemble (Maurizio Camardi – sassofoni, duduk, flauti etnici; Sergio Cossu – tastiere; David Soto Chero – chitarre) e le immagini di Norayr Kasper. I racconti della scrittrice si intersecano con le musiche originali del sassofonista padovano e con le fotografie di Norayr Kasper, artista visuale canadese di origine armena. Evento in collaborazione con Scuola di Musica Gershwin.

Cinema in scena

Cinema protagonista venerdì 1 dicembre al Multisala MPX di via Bonporti, nella Sala Giotto (alle 21), proiezione del film The last inhabitant (L’ultimo abitante) di Jivan Avetisyan, in collaborazione con l’Associazione The Blue Knowledge. Il film è tratto dal racconto di Tsovinar Khachatryan e narra la storia di amicizia fra un armeno e un azero, durante la guerra del 1988 nel Nagorno – Karabagh. Sabato 2 dicembre incontro-degustazione, in cui la scrittrice Sonya Orfalian descriverà le antiche ricette della cucina armena, mentre Mario Barbieri, Gran Maestro della Confraternita del “Raboso del Piave”, presenterà il vino che porta il nome di Antonia Arslan. Un incontro tra i piatti raffinati della cucina armena e il vino Raboso in collaborazione con l’associazione Veneto Suoni e Sapori nell’ambito del Novembre PataVino in Sala Rossini del Caffè Pedrocchi (ore 18)

Gran galà di chiusura

Evento speciale anche per la chiusura del Dessaran Festival, domenica 3 dicembre con il Gran Gala alle ore 10.45 nella Sala Ridotto del Teatro Verdi. In collaborazione con l’Associazione ItaliArmenia per l’amicizia Italo-Armena, il musicista Hakob Khalatyan, per la prima volta in concerto in Italia, artista della scena musicale internazionale. Accompagnato dall’ inseparabile strumento a corde, la qamancha, Khalatyan eseguirà una performance con melodie e brani folk della tradizione armena. Una giornata di festa per celebrare la chiusura della settimana dedicata alla cultura armena con la presenza di tutti i partner del progetto. Sarà presente per il galà di chiusura anche Victoria Bagdassarian, ambasciatrice straordinaria e plenipotenziaria della Repubblica d’Armenia in Italia. Tutti gli eventi del Dessaran Festival sono ad ingresso gratuito con obbligo di prenotazione fino ad esaurimento posti. Per informazioni e prenotazioni: 342.1486878 info@nairionlus.org

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Dessaran Festival, settimana della cultura armena: (Padovaoggi.it 23.11.17)

Dessaran Festival, settimana della cultura armena: incontri, degustazioni, proiezioni, musica e canto sacro dal 27 novembre al 3 dicembre 2017 Eventi a Padova

Dopo lo straordinario successo della prima edizione torna anche per il 2017 il Dessaran Festival, che per una settimana (dal 27 novembre al 3 dicembre) porterà a Padova una rappresentazione della cultura armena nelle sue diverse forme attraverso sette imperdibili appuntamenti, tutti ad ingresso gratuito, che avranno come protagonisti alcuni tra i più importanti artisti del panorama italiano e internazionale.

Una manifestazione promossa dal Comune di Padova Assessorato alla Cultura con il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e l’organizzazione di Nairi Onlus e Casa di Cristallo. La direzione artistica del Festival è a cura di Antonia Arslan.

Un lungo viaggio tra musica, letteratura, teatro, fotografia, cinema ed enogastronomia che vuole esplorare questa antichissima cultura andando a toccare anche le tante civiltà che ad essa si sono intrecciate nei millenni della sua esistenza.

Da qui il titolo Dessaran che in armeno significa “l’orizzonte, il confine di ciò che vedi” e l’obiettivo, come dichiarano la direttrice artistica Antonia Arslan e l’Assessore alla Cultura Andrea Colasio, di gettare lo sguardo verso “tanti orizzonti diversi, ma anche nessun orizzonte definito ed escludente, in uno scambio fruttuoso e allegro di saperi, cognizioni, suggestioni antiche e moderne”.

Si comincia lunedì 27 novembre alle 21 con un evento speciale che porta a Padova uno dei musicisti armeni più famosi al mondo, il pianista jazz Tigran Hamasyan che presenta il suo ultimo progetto discografico intitolato An Ancient Observer in una serata realizzata in collaborazione con l’Associazione ItaliArmenia per l’amicizia Italo-Armena.

Un talento assoluto, una star internazionale nonostante i suoi trent’anni di età. Nella sua carriera, iniziata a soli 3 anni, ha collezionato premi internazionali in festival di grande prestigio come Jazz à Juan e Montreux Jazz Festival.

La sua musica spazia dal romanticismo classico al jazz-rock, dal pop onirico al folklore armeno, dimostrando una spiccata tendenza all’improvvisazione.

Martedì 28 (ore 18) ci si sposta al Museo della Padova Ebraica (Palazzo Antico Ghetto) con l’evento Diario di due viaggi (Armenia e Israele). Un dialogo, in collaborazione con ADEI-WIZO, che vedrà protagonisti  Antonia Arslan e Vittorio Robiati Bendaud del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia che parleranno di loro recenti viaggi nella Repubblica del Nagorno – Karabagh e in Israele, caratterizzati da bellezza, questioni aperte e memorie dimenticate. Presenta il prof. Francesco Berti. Modera Francesca Visentin.

In apertura intervento musicale al duduk del M° Claudio Fanton.

Un’altra location di grande prestigio, la Sala Carmeli in via Galilei, farà da cornice alla serata di parole e musica in programma mercoledì 29 (ore 21) con il concerto-lettura Intervista immaginaria tra Matilde Serao e Hrant – 1890, in collaborazione con Il Mattino di Napoli.

Una pièce in cui l’attore Claudio Di Palma e l’ensemble musicale diretto da Massimiliano Sacchi portano in scena la figura di Matilde Serao, immaginando un drammatico incontro tra la scrittrice greco-partenopea e Melkon Gurgian, scrittore e insegnante armeno suo contemporaneo. Sullo sfondo una Napoli che si manifesta attraverso i suoni e le sue voci più tipiche.

Giovedì 30 (ore 21) sarà invece lAuditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano ad ospitare in prima assoluta un nuovo reading che vedrà riproposta in una nuova veste la collaborazione tra le parole di Antonia Arslan, le musiche del Maurizio Camardi Small Ensemble (Maurizio Camardi – sassofoni, duduk, flauti etnici; Sergio Cossu – tastiere; David Soto Chero – chitarre) e le immagini di Norayr Kasper.

I racconti della scrittrice padovana si intrecceranno con le musiche originali del sassofonista padovano e con le straordinarie fotografie di Norayr Kasper, artista visuale canadese di origine armena, formatosi tra Venezia e Toronto, protagonista di diverse mostre di successo e curatore della fotografia di oltre 30 pellicole cinematografiche e televisive.

Evento in collaborazione con Scuola di Musica Gershwin.

Il cinema sarà invece protagonista venerdì 1 dicembre alle 21, con la proiezione del film The last inhabitant (L’ultimo abitante) di Jivan Avetisyan, in collaborazione con l’Associazione The Blue Knowledge.

La pellicola è basata sul racconto di Tsovinar Khachatryan e narra una toccante storia di amicizia fra un armeno e un azero, durante la guerra del 1988 nel Nagorno – Karabagh.

L’evento si terrà al Multisala MPX di via Bonporti, nella Sala Giotto.

Sabato 2 dicembre, invece, la splendida cornice della Sala Rossini del Caffè Pedrocchi ospiterà alle 18 un incontro-degustazione, in cui la scrittrice Sonya Orfalian descriverà le antiche ricette della cucina armena, mentre Mario Barbieri, Gran Maestro della Confraternita del “Raboso del Piave”, presenterà il vino Arenì che porta il nome di Antonia Arslan. Un incontro speciale dove i piatti raffinati della cucina armena potranno essere degustati in abbinamento al vino Raboso grazie alla collaborazione con l’associazione Veneto Suoni e Sapori nell’ambito del Novembre PataVino.

Grande chiusura domenica 3 dicembre con il Gran Gala alle ore 10.45 nella Sala Ridotto del Teatro Verdi. Un evento speciale, in collaborazione con l’Associazione ItaliArmenia per l’amicizia Italo-Armena, che vedrà protagonista un altro grande artista della scena musicale internazionale, Hakob Khalatyan, per la prima volta in concerto in Italia.

Accompagnato dal suo inseparabile strumento a corde, la qamancha, Khalatyan eseguirà una performance in solo con repertorio di melodie e brani folk della tradizione armena.

Un evento imperdibile che conclude la ricca programmazione della settimana dedicata alla cultura armena, sotto la direzione artistica di Antonia Arslan.

Una giornata di festa per celebrare la chiusura della settimana dedicata alla cultura armena con la presenza di tutti i partner del progetto.

L’evento si intreccia con la programmazione delle Matinée al Teatro Verdi curata dall’Associazione Play, che prevede una domenica al mese spettacoli abbinati a degustazioni enogastronomiche in collaborazione con Coldiretti, Consorzio Vini Colli Euganei e Pasticceria Giotto dal Carcere di Padova.

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito con obbligo di prenotazione fino ad esaurimento posti. La prenotazione dà diritto all’accesso in sala fino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo. Oltre tale orario i posti non occupati verranno riassegnati.

Per informazioni e prenotazioni: 342.1486878 – info@nairionlus.org

DESSARAN FESTIVAL

settimana della cultura armena

II EDIZIONE

Padova, 27 novembre – 3 dicembre 2017

Lunedì 27 novembre
ore 21 – Sala dei Giganti Palazzo Liviano – piazza Capitaniato
EVENTO DI APERTURA
IL PIANISTA TIGRAN HAMASYAN PRESENTA IL NUOVO ALBUM
AN ANCIENT OBSERVER

in collaborazione con Associazione ItaliArmenia per l’amicizia Italo-Armena

Martedì 28 novembre
ore 18 – Museo della Padova Ebraica Palazzo Antico Ghetto – via Delle Piazze, 26
DIARIO DI DUE VIAGGI (ARMENIA e ISRAELE)
CON ANTONIA ARSLAN E VITTORIO ROBIATI BENDAUD

in collaborazione con ADEI-WIZO

Mercoledì 29 novembre
ore 21 – Sala Carmeli – via Galilei, 36
INTERVISTA IMMAGINARIA TRA MATILDE SERAO E HRANT – 1890
in collaborazione con Il Mattino di Napoli

Giovedì 30 novembre
ore 21 – Auditorium Centro Culturale Altinate San Gaetano – via Altinate, 71
PAROLE, MUSICHE E IMMAGINI DALL’ARMENIA
in collaborazione con Scuola di Musica Gershwin

Venerdì 1 dicembre
ore 21 – Multisala MPX Sala Giotto – via Bonporti, 22
PROIEZIONE DEL FILM THE LAST INHABITANT DI JIVAN AVETISYAN
in collaborazione con Associazione The Blue Knowledge

Sabato 2 dicembre
ore 18 – Caffè Pedrocchi Sala Rossini – via VIII Febbraio, 15
INCONTRO CON SONYA ORFALIAN
DALLE RICETTE ARMENE AI VITIGNI DELLA VALLE DELL’ARARAT

in collaborazione con Veneto Suoni e Sapori

Domenica 3 dicembre
ore 10.45 – Teatro Verdi Sala Ridotto – via dei Livello, 32
GALA DI CHIUSURA
HAKOB KHALATYAN IN CONCERTO

in collaborazione con Associazione ItaliArmenia per l’amicizia Italo-Armena e Associazione Play

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito con obbligo di prenotazione fino ad esaurimento posti. La prenotazione dà diritto all’accesso in sala fino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo. Oltre tale orario i posti non occupati verranno riassegnati.

Per informazioni e prenotazioni: 342.1486878 – info@nairionlus.org

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È morto il vescovo mons. Vartan Kechichian, dei padri Armeni Mechitaristi (Genteveneta.it 23.11.17)

All’ospedale San Camillo del Lido di Venezia è morto ieri, mercoledì 22 novembre, il vescovo mons. Vartan Kechichian, dei padri Armeni Mechitaristi.

Nato nel 1934 nella cittadina di Kessab (Siria), ordinato presbitero nella veneziana isola di San Lazzaro ((nella foto d’apertura) nel 1958, mons. Kechichian – affettuosamente Hair Vartan (Padre Vartan) per i Padri Mechitaristi e gli amici – fu già Abate generale della Congregazione, dal 1997 al 1999.

In quella occasione fu designato Arcivescovo titolare di Mardin degli Armeni, consacrato a Beirut e affiancato quale coadiutore al primo Ordinario degli armeni cattolici d’Armenia mons. Nerses Der Nersessian, anch’egli già monaco mechitarista e Superiore della Congregazione.

Nel settembre 2009, proprio a San Lazzaro degli Armeni, si era festeggiato, con una Messa da lui concelebrata, il cinquantesimo di sacerdozio del vescovo. E chi c’era ricorda che, quando gli si domandava cosa pensasse guardando indietro, ai cinquant’anni di sacerdozio trascorsi, padre Vartan rispondeva dicendo: «È come se fossi stato ordinato ieri… Potrei ricominciare oggi tutto come da quel giorno».

Mons. Vartan Kechichian era ricoverato da alcuni anni, ormai, al San Camillo. Le sue esequie saranno officiate venerdì 24 novembre, alle ore 11, nella chiesa dell’isola di San Lazzaro.

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Armenia: presidente Sargsyan in Belgio per vari appuntamenti, domani parteciperà a summit Partenariato orientale (Agenzianova 23.11.17)

Erevan, 23 nov 10:12 – (Agenzia Nova) – Il presidente armeno Serzh Sargsyan si reca oggi in visita di lavoro in Belgio. Il capo dello stato armeno parteciperà questa sera alla riunione del Partito popolare europeo e domani parteciperà al summit del Partenariato orientale. Inoltre nel quadro della visita è previsto anche un bilaterale con il re del Belgio Filippo e con il primo ministro Charles Michel. (Res)

In Armenia la conferenza Osce sui crimini contro cristiani e minoranze religiose (Lastampa.it 22.11.17)

Presenti ministri o alti rappresentanti provenienti da diversi Paesi del mondo. Interverrà Salvatore Martinez, presidente della fondazione “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth”

Prende il via oggi, 22 novembre, a Yerevan, capitale dell’Armenia, la Conferenza internazionale sul tema “Contrastare e prevenire i crimini di odio contro i cristiani e i membri di altri gruppi religiosi – Prospettive dall’Osce e oltre”, promossa dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa – Osce, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri armeno.

All’evento, al quale prendono parte Ministri o Alti Rappresentanti provenienti da diversi Paesi del mondo, interverrà anche Salvatore Martinez, presidente della fondazione vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth” e dell’Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa.

Il Forum prevederà un confronto tra diversi stakeholders e costituirà una preziosa occasione per esplorare le sfide, condividere best practices e fornire raccomandazioni sui temi oggetto dell’incontro. Sarà articolato in tre sessioni, la prima dedicata a “I crimini di odio contro i cristiani e i membri di altri gruppi religiosi nell’area Osce e oltre”; la seconda su “prevenzione e risposta ai crimini di odio e agli incidenti nei confronti di cristiani e dei membri di altri gruppi religiosi nell’area Osce e oltre”, dunque si indagherà sulle risposte internazionali, nazionali e locali, sulla complementarità e il coordinamento internazionale tra organizzazioni ed iniziative. La terza sessione sarà invece incentrata su “il ruolo della società civile: best practices e raccomandazioni per affrontare le discriminazioni, l’intolleranza e la negazione dei diritti ai cristiani”.

L’iniziativa si pone nel solco tracciato da Papa Francesco, recatosi in viaggio in Armenia dal 24 al 26 giugno 2016.

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