Tagikistan-Armenia: delegazione parlamentare di Erevan inizia visita a Dusanbe (Agenzianova 29.10.17)

Erevan, 29 ott 09:45 – (Agenzia Nova) – Una delegazione parlamentare armena guidata dallo speaker Ara Babloyan inizia oggi una visita di quattro giorni in Tagikistan. Della delegazione, come riferito dall’agenzia di stampa “Armenpress”, faranno parte anche i deputati Vahram Baghdasaryan, Sasun Mikayelyan e Romik Manukyan. Nel corso della visita la delegazione incontrerà a Dusanbe il presidente tagiko Emomali Rahmon, i presidenti dei due rami del parlamento e il ministro degli Esteri, Sirodjidin Aslov (Res)

Un Erasmus fuori dall’UE: destinazione Armenia (Radio24 28.10.17)

Ottava puntata della trasmissione “Generazione Mobile” di Radio 24, il primo “passaporto radiofonico valido per l’espatrio”.
In questa puntata:
–Niccolò Marchello, communication manager di Erasmus Student Network Italia, ci spiega -passo dopo passo- come candidarsi per una borsa di studio Erasmus e partire per un periodo di studio in Europa;
–Marta Elbay, 23 anni, ci racconta come una nuovissima tipologia di borsa Erasmus (“International Credit Mobility”) l’abbia portata fino in Armenia;
–Alessio Romeo, ceo e fondatore di Face4Job, ci porta a scoprire le offerte di impiego più “calde” del momento in Europa e nel mondo;
–il nostro ascoltatore Martino, che ha iniziato a girare l’Europa e il mondo proprio grazie all’Erasmus, ci carica con tanta positività, raccontandoci la sua “dimensione globale”.

CONNETTITI CON “GENERAZIONE MOBILE”
Studiate/lavorate/siete imprenditori all’estero? E siete “under 40”? Avete una storia da raccontare e consigli preziosi da dare per cogliere opportunità oltreconfine, sfruttando le occasioni di mobilità internazionale? Scrivete a: generazionemobile@radio24.it.
Oppure, avete domande da porre su come studiare/fare stage/lavorare/avviare start-up all’estero? Inviatele a: generazionemobile@radio24.it.
Infine, avete un sito/blog all’estero, nel quale fornite consigli pratici su come trasferirsi nel vostro attuale Paese di residenza? O avete scritto un libro su questo tema? Segnalateci tutto, sempre a: generazionemobile@radio24.it.

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Elezione del Patriarca armeno, si dimettono tre membri del “gruppo di lavoro” (Fides 27.10.17)

Istanbul (Agenzia Fides) – Tre membri del “gruppo di lavoro” incaricato di coordiinare e far avanzare il processo per l’elezione del nuovo Patriarca armeno di Costantinopoli hanno rassegnato le proprie dimissioni da quell’organismo. Tra i dimissionari figura anche Sargis Kulegech, che finora aveva ricoperto il ruolo di Presidente di quel gruppo di lavoro. Il forfait dei tre componenti del comitato elettorale appare connesso al tacito boicottaggio messo in atto dalle istituzioni turche rispetto al processo di elezione patriarcale in atto. Le dimissioni sono state dichiarate dopo che alcuni membri del gruppo di lavoro – compreso il Presidente Kulegech – avevano fatto visita a Vasip Sahin, governatore di Istanbul, lo scorso 24 ottobre. In quell’occasione – riferiscono fonti legate a Agos, il giornale bilingue armeno-turco pubblicato a Istanbul –, il Governatore Sahin avrebbe fatto intendere che le autorità turche non riconoscono l’Arcivescovo Karekin Bekdjian come “locum tenens” del Patriarcato, consigliando ai membri del gruppo di lavoro di riavviare dall’inizio il processo elettorale.
Dopo l’elezione – il 15 agosto 2016 – dell’Arcivescovo Karekin Bekdjian come nuovo “locum tenens” del Patriarcato, in sostituzione dell’Arcivescovo Aram Ateshyan, e dopo la costituzione del gruppo di lavoro incaricato di far avanzare il processo elettorale, le lettere ufficiali inviate dal Patriarcato armeno alle autorità turche per sollecitare il riavvio delle procedure per l’elezione del Patriarca non hanno avuto alcuna risposta. Da agosto (vedi Fides 15/9/2017 e 17/10/2017) diversi indizi hanno fatto emergere l’avversione degli apparati turchi nei confronti dell’attuale locum tenens del Patriarcato. Un’avversione che si connette anche a divisioni e antagonismi presenti all’interno del Patriarcato armeno.
L’ultimo accordo sulle procedure da seguire per eleggere il successore di Mesrob II Mutafyan – giovane e intraprendente Patriarca armeno di Costantinopoli reso inabile da una malattia incurabile che lo ha colpito dal 2008 – erano state concordate tra alcuni alti rappresentanti del Patriarcato durante un summit convocato a Erevan, presso la Sede patriarcale di Echmiadzin (Armenia) dal Patriarca Karekin II, Catholicos di tutti gli Armeni, lo scorso 23 e 24 febbraio.

(GV) (Agenzia Fides 27/10/2017)

Italia-Armenia: workshop alla Farnesina sulle opportunità nel settore autostradale (Agenzianova 27.10.17)

Roma, 27 ott 18:05 – (Agenzia Nova) – Nel corso del workshop, al quale hanno partecipato una cinquantina tra i principali player italiani dell’ingegneria, delle costruzioni e della finanza, è stata illustrata la valenza strategica del corridoio Nord-Sud, che, attraversando l’Armenia dalla Georgia fino al confine con l’Iran, si inserisce nell’ambito del Transport Corridor Europe-Caucasus-Asia e dello sviluppo della nuova Via della Seta. “Si è trattato di un’importante iniziativa centrata su un paese di grande cultura e potenzialità, che rappresenta un esempio concreto di implementazione del sistema paese a cui Anas International Enterprise sta lavorando fin dalla sua costituzione”, ha commentato il presidente di Anas International Enterprise, Stefano Granati, al termine dell’incontro. Primo follow up del workshop sarà quello di organizzare nei prossimi mesi una missione in Armenia con le imprese interessate al progetto con l’obiettivo di approfondire le modalità operative e le opportunità concrete. (Com)

ARMENIA: Dalla generazione ’90 voci contro la guerra (Eastjournal 26.10.17)

Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian per il possesso del Nagorno-Karabakh sembra essere costantemente sul punto di riesplodere. Nonostante un cessate il fuoco imposto nel 1994 e diversi tentativi di pacificazione – tutti falliti – gli scontri armati lungo la linea di confine non sono mai terminati, causando crescenti tensioni tra i due paesi. Negli ultimi anni il conflitto armeno-azero ha visto una progressiva escalation di violenza, che ha raggiunto il suo apice massimo nella “guerra dei quattro giorni” dell’aprile 2016, con centinaia di morti da entrambe le parti.

Con l’intensificarsi degli scontri al confine, anche il risentimento tra i due popoli è aumentato, fomentato in larga parte dalle rispettive propagande. Così, negli ultimi venticinque anni armeni e azeri hanno finito per sviluppare una forte avversione reciproca, erigendo tra loro una barriera sociale, oltre a quella politica, che ha diviso in modo irrimediabile intere generazioni.

Ultimamente sembrano però iniziare a emergere alcune voci fuori dal coro; persone che, timidamente, stanno provando ad aggirare tale barriera, andando oltre al pensiero comune. Tra loro vi sono diversi ragazzi appartenenti alla generazione degli anni Novanta, nati durante il conflitto del Nagorno-Karabakh o nel periodo immediatamente successivo; la prima generazione a non avere ricordi diretti o a non aver vissuto sulla propria pelle le atrocità della guerra, della quale questi ragazzi hanno solo sentito raccontare dai genitori, da un parente che l’ha combattuta o semplicemente sui banchi di scuola.

Superare i pregiudizi e favorire il dialogo

Mariam, 25 anni, studentessa di scienze politiche presso l’Università Statale di Yerevan, ha sempre nutrito interesse nei confronti dell’Azerbaigian. “Mi piacerebbe, un giorno, avere la possibilità di visitarlo, per vedere come è la situazione là, come vive la gente, anche se mi rendo conto che fino a quando le cose non cambieranno sarà impossibile.

Al fine di favorire la distensione, per Mariam è necessario che la società armena superi i tanti pregiudizi nei confronti della popolazione azera. “Non bisogna fare l’errore di giudicare un intero popolo per quello che dice la nostra propaganda o per quello che fa il suo governo. Non credo che gli azeri siano quei mostri che vengono descritti dai nostri media. Come noi hanno dovuto affrontare una dura guerra durante la quale molta gente ha perso la casa, altri familiari e amici; per quanto sia difficile, bisogna provare a comprendere anche la loro posizione.

Secondo Arevik, 23 anni, studentessa di legge, è infatti il lavoro delle opposte propagande il maggiore ostacolo al processo di pace tra i due paesi. “L’Azerbaigian continua a provocarci attraverso minacce e discorsi d’odio. Di conseguenza, anche il nostro governo è indotto a fare lo stesso. Ma come si può discutere pacificamente e intavolare delle trattative se si continua di questo passo?” Nonostante anni di trattative, organizzate sotto l’egida del Gruppo di Minsk, le due parti non sono mai riuscite ad avviare un dialogo costruttivo, né tantomeno a ottenere risultati significativi.

Dal momento in cui ha intrapreso i propri studi universitari, Arevik ha iniziato a interessarsi alla questione del Nagorno-Karabakh. “Penso che il nostro popolo abbia diritto all’autodeterminazione, ma mi rendo conto che, per quanto difficile, questa disputa potrà essere risolta solo attraverso la diplomazia”. La priorità resta infatti la pacificazione della regione. “La nostra gente vuole la pace, è stanca di vivere in questa situazione, con la paura che da un momento all’altro possa scoppiare una nuova guerra, e ogni anno la situazione peggiora. Questa non si può chiamare libertà, il nostro governo deve prendersi le sue responsabilità e trovare una soluzione.

Amicizie impossibili

Mentre buona parte delle comunità armene e azere residenti in altri paesi post-sovietici come la Georgia o la Russia hanno continuato a intrattenere relazioni anche in seguito alla guerra degli anni Novanta, gli armeni di Yerevan hanno interrotto ogni tipi di rapporto con gli azeri di Baku, e viceversa. Solo recentemente i più giovani hanno trovato il modo di rompere questo isolamento, attraverso l’uso di internet e dei principali social network, piattaforme che però vengono solitamente utilizzate come teatro di scontri ideologici e campagne propagandistiche piuttosto che essere sfruttate come luogo di dialogo.

Anche in questo caso esistono però delle eccezioni, rappresentate da individui che, nonostante le numerose difficoltà, riescono a portare avanti relazioni, spesso tenute segrete per necessità. Tra questi vi sono anche diversi giovani, i quali attraverso la partecipazione a progetti internazionali o percorsi di studio all’estero hanno avuto la possibilità di entrare in contatto tra loro, finendo per sviluppare inaspettate amicizie.

È il caso di Hovik, 24 anni, il quale nel corso di un periodo di studio in Ucraina ha stretto amicizia con un ragazzo azero. “All’inizio per me era strano, non mi ero mai rapportato con degli azeri, e non avevo di certo una buona opinione di loro; poi però, col passare del tempo, è diventato tutto più naturale.

Discutendo tra loro, i due ragazzi non hanno potuto fare a meno di toccare la delicata questione del Nagorno-Karabakh. “Evitavamo appositamente di parlare di politica o della guerra, poiché sapevamo di avere visioni completamente differenti, anche se alla fine affrontare il tema è stato inevitabile. Quando però è successo, nonostante la tensione iniziale siamo riusciti a confrontarci in modo costruttivo.

Dopo aver fatto ritorno in Armenia, Hovik ha provato a mantenersi in contatto con l’amico. “Avevamo in mente di organizzare un incontro a Tbilisi, in Georgia: è l’unico modo che abbiamo per poterci vedere.” La Georgia, paese dove vivono diverse famiglie miste armeno-azere, intrattiene buone relazioni sia con Yerevan che con Baku; per questo viene spesso scelta come sede di progetti umanitari che ambiscono a fare entrare in contatto ragazzi provenienti da entrambi i paesi in conflitto.

È possibile una riconciliazione?

Esempi come quelli di Mariam, Arevik e Hovik (nomi di fantasia, gli intervistati hanno preferito rimanere anonimi) rappresentano ad oggi soltanto casi isolati. La maggior parte della società armena continua infatti ad avere una visione fortemente negativa dell’Azerbaigian e della sua popolazione, figlia delle ferite aperte dalla guerra e degli strascichi d’odio che essa ha causato. Anche per questo motivo, una riconciliazione tra i due paesi appare ancora lontana, e la situazione, almeno nel breve-medio periodo, non sembra essere destinata a cambiare.

Sebbene tra i giovani armeni persista tutt’ora una forte memoria collettiva legata alla guerra degli anni Novanta, la speranza è che le nuove generazioni, che formano o andranno a formare la società civile del futuro, dimostrino essere in grado di lasciarsi alle spalle le tensioni passate, dando vita a un nuovo corso di relazioni con coloro che vengono attualmente considerati i principali nemici dello stato.

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Armenia: governo approva accordo doganale con paesi Unione economica eurasiatica

Erevan, 26 ott 10:32 – (Agenzia Nova) – Il governo armeno ha approvato il decreto di ratifica dell’accordo sul Codice delle dogane dell’Unione economica eurasiatica (Eaeu). L’accordo è stato siglato il 26 dicembre del 2016 a San Pietroburgo ed è un’intesa interstatale siglato dai paesi membri dell’Eaeu: Armenia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan e Russia. L’accordo prevede la regolamentazione di quasi tutte le relazioni doganali in connessione all’import-export di beni con i paesi terzi. L’obiettivo principale dell’accordo doganale è di garantire delle normative comune di regolamentazione in seno all’Eaeu. (Res)

My Bad Love Story, mostra della giovane artista Liana Ghukasyan (Mam-e.it 25.10.17)

My Bad Love Story è una mostra di una giovanissima artista armena nata nel 1986 in Germania da trasferita a soli 2 anni nel villaggio natale della famiglia nell’Armenia dell’Est in vista del confine e dei carri armati dell’Azerbaigian.

Un origine e una infanzia che hanno fortemente condizionato il modo di esprimersi con un imprinting nel quale sono presenti il villaggio, la casa di famiglia, il padre, il nonno e tutte le tradizioni e la storia stessa degli Armeni.

Legatissima al padre, ex militare russo, dal quale ha preso tratti netti e a volte duri come la realtà nella quale è cresciuta ha iniziato a riversare nei sui disegni e dipinti i suoi stati d’animo dopo la separazione dei genitori e ancor di più dopo la scomparsa del padre.

Milanese di “adozione” ha studiato alla Accademia delle Belle Arti di Brera arti  visive e pittura dal 2008/2014 e prima ancora si è diplomata in pittura al Collegio di Belle Arti di P. Terlemezyan città Yerevan, Armenia

Nelle sue opere c’è la tragedia Armena, una vita dura ma in costante movimento come lei stessa che l’ha portata a cercare nei disegni un modo per esprimere i propri sentimenti anche intimi in modo istintivo, crudo ma vero.

Da autentica Armena ha girato mezzo mondo per poter esporre le proprie opere arricchendo di volta in volta il suo bagaglio culturale staccandosi progressivamente dal clichè di “artista Armena”. Ha esposto in Romania, Lituania, Grecia, Spagna e persino in Korea. Molte le sue personali in Italia.

Le sue non son opere facili ed immediate ed alcune sono pugni nello stomaco che colpiscono in profondità ma val la pena seguirla nel suo percorso.

Una particolarità, la carta sulla quale vengono disegnati i soggetti è autoprodotta da Liana che sceglie volta per volta anche il colore che fa da sfondo al soggetto. Ecco un anteprima delle opera in mostra

La mostra, a cura della Famiglia Margini, si aprirà alle 18.00 presso Theartland alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4, Milano. L’artista sarà presente.

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‘Storie di speranza dall’Armenia alla Maremma’ (Maremmanews 25.10.17)

Per la Settimana della Bellezza incontro con lo storico Franco Cardini e la scrittrice Antonia Arslan.

Grosseto: Uno dei più apprezzati e conosciuti storici del nostro Paese e una scrittrice la cui storia familiare è indissolubilmente intrecciata con l’Armenia e la tragedia del genocidio del suo popolo.
Franco Cardini e Antonia Arslan saranno gli ospiti della Settimana della Bellezza che animeranno la giornata di giovedi 26 ottobre.
Due i momenti previsti: al mattino al teatro degli Industri incontreranno gli studenti delle scuole superiori (in due turni: il primo alle 9.30, il secondo alle 11.30), mentre nel pomeriggio, alle 18, parteciperanno all’incontro pubblico nella sala Friuli.
Tema della giornata: “Storie di speranza, dall’Armenia alla Maremma”.

Franco Cardini, 77 anni, fiorentino, storico, saggista e blogger, ha insegnato nelle Università di Firenze, Bari, Parigi, Stati Uniti, Berlino, alla Lateranense, ha ricoperto incarichi in numerosi organismi culturali, consulente Rai, è autore di saggi storici e collaboratore del quotidiano Avvenire e di Luoghi dell’Infinito.

Antonia Arslan, padovana, è scrittrice e saggista di origine armena. Laureata in archeologia, è stata docente all’Università di Padova. Autrice di saggi sulla narrativa popolare e d’appendice e sulla galassia delle scrittrici italiane, ha dato voce alla sua identità armena traducendo alcune raccolte del poeta Daniel Varujan. Ha curato anche un libretto divulgativo sul genocidio armeno: “Metz Yeghern, il genocidio degli armeni” di Claude Mutafian e una raccolta di testimonianze di sopravvissuti rifugiati in Italia.

La giornata si concluderà al teatro degli Industri col concerto, alle 21, del Sisters & Brothers gospel choir ensemble, per dire la speranza attraverso il canto che trae origine dagli spiritual (ingresso libero fino ad esaurimento posti)

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Franco Cardini e Antonia Arslan giovedi 26 ottobre alla Settimana della Bellezza (diocesigrosseto.it 25.10.17)

Incontro con gli studenti agli Industri e incontro pubblico in sala Friuli (ore 18) per parlare di storie di speranza dall’Armenia alla Maremma

Uno dei più apprezzati e conosciuti storici del nostro Paese e una scrittrice la cui storia familiare è indissolubilmente intrecciata con l’Armenia e la tragedia del genocidio del suo popolo.

Franco Cardini e Antonia Arslan saranno gli ospiti della Settimana della Bellezza che animeranno la giornata di giovedi 26 ottobre.

Due i momenti previsti: al mattino al teatro degli Industri incontreranno gli studenti delle scuole superiori (in due turni: il primo alle 9.30, il secondo alle 11.30), mentre nel pomeriggio, alle 18, parteciperanno all’incontro pubblico nella sala Friuli.

Tema della giornata: “Storie di speranza, dall’Armenia alla Maremma”.

Franco Cardini, 77 anni, fiorentino, storico, saggista e blogger, ha insegnato nelle Università di Firenze, Bari, Parigi, Stati Uniti, Berlino, alla Lateranense, ha ricoperto incarichi in numerosi organismi culturali, consulente Rai, è autore di saggi storici e collaboratore del quotidiano Avvenire e di Luoghi dell’Infinito.

Antonia Arslan, padovana, è scrittrice e saggista di origine armena. Laureata in archeologia, è stata docente all’Università di Padova. Autrice di saggi sulla narrativa popolare e d’appendice e sulla galassia delle scrittrici italiane, ha dato voce alla sua identità armena traducendo alcune raccolte del poeta Daniel Varujan. Ha curato anche un libretto divulgativo sul genocidio armeno: “Metz Yeghern, il genocidio degli armeni” di Claude Mutafian e una raccolta di testimonianze di sopravvissuti rifugiati in Italia.

La giornata si concluderà al teatro degli Industri col concerto, alle 21, del Sisters & Brothers gospel choir ensemble, per dire la speranza attraverso il canto che trae origine dagli spiritual (ingresso libero fino ad esaurimento posti)

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Energia: russa Gazprom nel 2018 manterrà invariati i prezzi del gas per l’Armenia (Agenzianova.it 25.10.17)

Erevan, 25 ott 10:08 – (Agenzia Nova) – La compagnia statale russa Gazprom nel 2018 non aumenterà il prezzo delle forniture di gas destinate all’Armenia, mantenendole ai livelli attuali di 150 dollari per mille metri cubi. Lo ha dichiarato ai giornalisti l’amministratore delegato, Aleksej Miller, al termine dei colloqui con alcuni rappresentanti armeni nel quadro della visita ufficiale del primo ministro Dmitrij Medvedev a Erevan. “Nel corso dei colloqui si è discusso delle condizioni per le forniture di gas per il 2018 e abbiamo deciso che le condizioni delle tariffe resteranno invariate per l’Armenia nel 2018. Ciò significa che il prezzo del gas russo per l’Armenia sarà di 150 dollari per mille metri cubi”, ha dichiarato Miller, ricordando che Gazprom-Armenia, controllata al cento per cento dalla società capogruppo russa, è pienamente responsabile delle forniture destinate al paese caucasico. (Res)