L’Armenia non si fida più di nessuno (Tempi 10.06.26)

Il Guardian scrive:

«Il partito filoeuropeo al governo in Armenia ha vinto le elezioni parlamentari, confermando la svolta del paese verso l’Europa e il suo allontanamento dal tradizionale alleato, la Russia. Il partito del primo ministro Nikol Pashinyan, Contratto Civile, ha ottenuto [la] maggioranza, mentre l’alleanza Armenia Forte, guidata dal miliardario russo-armeno Samvel Karapetyan, ha conquistato il 25% dei seggi in parlamento».

La vittoria del premier armeno uscente è netta, ma presenta un problema fondamentale: i 64 seggi su 105 (sette in meno rispetto all’ultimo Parlamento) che dovrebbe aver ottenuto Contratto Civile non costituiscono una maggioranza sufficiente a indire il referendum costituzionale per cambiare la Carta dell’Armenia. Per porre fine al conflitto ultradecennale con Erevan, l’Azerbaigian pretende che l’Armenia elimini in Costituzione ogni riferimento, anche implicito, al Nagorno-Karabakh, rinunciando per sempre e ingiustamente a una terra armena. Pashinyan

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