Scompare la chiesa armena di San Giacomo a Stepanakert (AciStampa 13.05.26)
Oggi si chiama regione del Karabakh, nel Caucaso Meridionale, a seguito del trattato di pace tra Azerbaijan e Armenia. Una pace dolorosa per il popolo armeno, che ha perso il controllo dell’antica regione dell’Artsakh, ovvero il Nagorno-Karabakh, per anni al centro di una disputa internazionale. Un territorio custode dell’antico patrimonio cristiano armeno, in un territorio dove, da anni, la comunità armena denuncia un genocidio culturale in atto, ovvero una sistematica cancellazione e distruzione delle prove della cristianità armena sul territorio.
La capitale di quel territorio era Stepanakert. E lì c’era la chiesa armena di San Giacomo, che, secondo le notizie divulgate dalla diocesi di Artsakh (la diocesi della Chiesa Apostolica Armena che ha la cura pastorale del territorio che un tempo si chiamava Nagorno Karabakh), è stata completamente distrutta.
La diocesi di Artsakh è attualmente rifugiata in Armenia. Nel denunciare la scomparsa della chiesa, punto di riferimento spirituale per migliaia di fedeli, la diocesi ha parlato di “profonda tristezza” per quella che non si ritiene essere la semplice distruzione di un edificio, anzi come parte di un piano “sistematico, deliberato e statale” che punta proprio a cancellare l’eredità armena dal territorio.
Per chiarezza, va detto che l’Azerbaijan accusa gli armeni di aver a loro volta distrutto moschea, e reclama di aver salvato il patrimonio cristiano, per esempio ricostruendo la cattedrale di Shushi, anche se poi la cattedrale non è stata ricostruita con la sua croce sulla sommità. Inoltre, l’Azerbaijan contesta che la Chiesa Apostolica Armena fosse la sola presente sul territorio, e sottolinea che c’era anche un’altra comunità cristiana nel Caucaso meridionale, di rito bizantino, che sarebbe la Chiesa albaniana.
È una dialettica che, comunque, non risolve il fatto che ci sia stato un conflitto, che questo conflitto abbia riguardato anche il controllo di un territorio in cui c’è un grande patrimonio cristiano e che oggi si teme che questo patrimonio vada perduto. Specialmente perché, da quando nel settembre 2023 l’Azerbaijan ha completamente recuperato il controllo del territorio, quasi tutta la popolazione armena ha abbandonato la zona.
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Secondo la diocesi di Artsakh, gli organismi internazionali hanno mostrato indifferenza di fronte a una perdita non solo per l’Armenia, ma per tutto il patrimonio cristiano. Tanto che anche la cattedrale di Stepanakert, inaugurata il 7 aprile 2019 da Karekin II, catholicos di tutti gli armeni, dopo quasi venti anni di costruzione, è scomparsa. Un edificio imponente, alto 35 metri e con un campanile di 24 metri, scomparso, tra l’altro alla vigilia del 111esimo anniversario del genocidio armeno, distrutto pochi giorni dopo la demolizione di San Giacomo, le aree circostanti e i khachkar, ovvero le famose croci di pietra armene.
