CAGLIARI – 17 marzo 2025 – GRANDE ARMENIA – Storia e Cultura di un Popolo
GRANDE ARMENIA
Storia e Cultura di un Popolo
Lunedì 17 marzo, alle h. 19 c/o Associazione Culturale Itzokor
Via Pietro Martini n. 19 Cagliari (quartiere Castello)

Lunedì 17 marzo, alle h. 19 c/o Associazione Culturale Itzokor
Via Pietro Martini n. 19 Cagliari (quartiere Castello)

2022 – 1h57 – dramma – V.O in armeno con sottotitoli in italiano
Nel 1948, Charlie torna in Armenia dopo essersi rifugiato negli Stati Uniti a causa delle persecuzioni ottomane. Trova un paese sotto il giogo sovietico. Ingiustamente imprigionato, Charlie cade nella disperazione, fino a quando, dalla sua cella, segue la vita di un guardiano di prigione. La sua vita si intreccerà in modo inaspettato con quella dell’uomo. Goorjian firma una storia ingenua e ricca di umorismo sulla storia dell’Armenia.
Premio per il Miglior lungometraggio al Festival del Film di Woodstock nel 2022
Selezionato dall’Armenia per l’Oscar al Miglior Film internazionale nel 2024
In collaborazione con l’Ambasciata dell’Armenia in Italia
Quartetto d’archi Avetis
Anush Nikogosyan primo violino
Karmen Tosunyan secondo violino
Viola di Hayk Ter-Hovhannis
Violoncello di Mikayel Navasardyan
Il Quartetto d’archi Avetis è un ensemble armeno di recente formazione. Composto da musicisti con un’ampia esperienza nella musica da camera e tutti parte dell’Orchestra Filarmonica Nazionale Armena, la sua missione è valorizzare il repertorio per quartetto d’archi e promuovere le opere dei compositori armeni. Oltre alla loro intensa attività concertistica, i suoi membri sono impegnati nella divulgazione e nell’educazione alla musica classica attraverso visite regolari nelle scuole e nelle varie regioni del loro Paese. Nel 2024 l’ensemble si è esibito in festival quali Primavera Chigiana, Trame Sonore e Yerevan international Music Fest.
Il programma presenta brani di compositori rappresentanti delle scuole nazionali di stampo romantico: oltre ai più noti Borodin e Dvořák, il ceco Josef Suk e Padre Komitas (1869-1935), un sacerdote ottomano-armeno, musicologo, compositore, arrangiatore, cantante e direttore di coro, considerato il fondatore della scuola nazionale di musica armena e riconosciuto come uno dei pionieri dell’etnomusicologia.
Per maggiori informazioni: https://www.teatrocomunalemodena.it/
Tel. +39 059 2033
CASA ARMENA
HAY DUN

Fiori per abbracciare la voce del conflitto.
Fiori di confini mai stabili e tracciati col filo spinato.
Fiori dell’inquietudine e della sopravvivenza.
L’artista armena Liana Gukasyan si esibirà in un live painting, mentre la cantante, performer e musicista Rita Tekeyan, anch’essa armena della diaspora, e i cordofoni di Osvaldo Schwartz, sonorizzeranno il giardino perduto dell’infanzia rubata, dove i sussurri e il silenzio sono essenziali quanto le urla.
War Flowers vuole portare la voce del conflitto e del confine, abbracciandola con dei fiori. Due artiste armene che provengono dai confini delle proprie terre; Liana Ghukasyan arriva dall’Armenia sul versante dell’Azerbaijan, e fin da piccola ha sempre visto confini tracciati dai reticolati di filo spinato e dalle linee rosse, Rita Tekeyan è di origine armene ma nata e cresciuta in Beirut, Libano.
Il duo si avvia nel 2020 ed ha al suo attivo importanti esibizioni a rassegne sulle culture del medioriente, e per l’anniversario del genocidio armeno.
Il progetto si è arricchito dalla collaborazione di Osvaldo Schwartz, polistrumentista, ideatore del gruppo multimedia Officine Schwartz – suono ed estetica della civiltà industriale – canto sociale e rumorismo – fusioni tra media e stili – . Schwartz aggiunge colore alle musiche utilizzando percussioni, chitarra elettrica e un cordofono di sua invenzione: il Tubicordo. Maestro di musica sperimentale e di performance, le sue idee sulla giustizia socioculturale sono in sintonia ed armonia con quelle di Ghukasyan e Tekeyan, e così questa imminente edizione di War Flowers vedrà il suo debutto in Trio.