CAPRIOLO IN FRANCIACORTA – 01 aprile 2017 – Spettacolo teatrale – musicale “Primavera”

Sabato  1 aprile, 2017

Sala Conferenze del Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro,

presentazione dello spettacolo teatrale – musicale “Primavera”, parte “Sirvart” del poema “Tre canti per dire il dolore della terra e il dolore del cielo” del poeta armeno Costan Zarian.

L’evento culturale è stato realizzato grazie alla collaborazione di il “Teatro di Figura Terepia” di Padova e “Gruppo Teatrale Epsidon” di Jerevan.

Musica di Claudio Fanton, regia di Teresa Tentori e Piruzà Nazarian.

Presentazione dell’evento culturale di Antonia Arslan.

Coordinatore del progetto italo-armeno Arà Zarian.

Ingresso libero.

Alla fine sarà offerto un rinfresco dell’Azienda Agricola Ricci Curbastro.

Sala Conferenze del Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro, via Adro, 37, Capriolo in Franciacorta (BS), tel. 030 736094,

Locandina

VENEZIA – 30 marzo 2017 – Presentazione del volume “Colofoni armeni a confronto”

Giovedì 30 marzo 2017 ore  14.00

Aula Mario Baratto dell’Università Ca’ Foscari,

Venezia, Dorsoduro 3246.

Presentazione del volume

Colofoni armeni a confronto. Le sottoscrizioni dei manoscritti in ambito armeno e nelle altre tradizioni scrittorie del mondo mediterraneo

curato da Anna Sirinian, Paola Buzi e Gaga Shurgaia, nel quale sono pubblicati i contributi presentati a un colloquio internazionale organizzato sotto l’egida dell’AIEA.

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SIENA – 24 marzo 2017 – Armenia fiorisce il canto – Spettacolo Teatrale/Concerto

Loca Armenia Canto

L’ARMENIA FIORISCE IL CANTO

Questa può essere la sintesi di una Recita diretta da Massimo LIPPI, poeta e artista, che più volte ha esteso al teatro e alle azioni simboliche ed espressive la sua attività in molte parti del mondo a favore della Pace fra i popoli e per la bellezza dell’ambiente. Si vuole far memoria, attraverso il nesso delle figure simboliche e delle sequenze evocative, tipiche dell’arte, del Genocidio degli Armeni (1915) che causò un milione e mezzo di morti.

Un popolo straziato da indicibili orrori, che ormai la coscienza mondiale ha acquisito; perciò ora l’arte ne fa testo e  rappresentazione e memoria collettiva. È questa una viva testimonianza che vuol costruire la Pace  tra le famiglie dei popoli e le nuove generazioni.

Si assiste ad un Atto Unico che ripercorre, partendo dalla proposta simbolica di un fiore che sboccia, al crescente dramma di un popolo che vuole aprirsi al canto e alla libertà. Dalla crisalide alla farfalla. Questo fanno rivivere le splendide fanciulle della scuola di Judith BARTLETT- Danza nel mondo – che iniziano la rappresentazione con questo atto di fede nella vita.

La loro presenza in scena è altamente significativa.

Protagonista dell’intera opera è la voce del soprano Agnessa GYURDZHYAN, cantante armena che vive da tempo in Italia. Dotata di una voce di struggente bellezza e ricca di una grande presenza scenica, dà vita e vigore ai canti tradizionali Armeni. La sua commovente interpretazione dei canti sacri e delle antiche leggende e melodie del suo popolo dà vita ad una meravigliosa cultura anche se poco nota nel nostro paese.

Accompagnano al pianoforte, con la loro maestria e sensibilità, Lilit KHACHATRYAN ed Elina YANCHENKO per tutto lo svolgersi dell’Atto Unico in tre quadri. Innervano col suono ed il colore e il dinamismo della musica gran parte dello spettacolo.

Klára MITSOVA, soprano, ormai senese adottiva, amalgama, da vera Maestra, con la sua indiscussa capacità di dar vita all’azione scenica e al bel canto, l’armonioso sviluppo del racconto poetico. La sua azione sorregge le parti drammatiche della distruzione del nido.

Dalla felicità che si sprigiona dalla danza di esordio si passa, con repentina crudezza, ad una tempesta minacciosa, alla morte che irrompe sulla scena con tutta la brutalità che i simboli evocano con plastica evidenza.

Si intesse il soave e malinconico canto dell’Armenia, le fanciulle giocano a palla con il sole, si filano i colori della vita nello splendore del giorno. Eppure qualcosa di terribile spezzerà d’improvviso il filo di quella pacifica e operosa convivenza. Il grido di morte si estende sulla terra dell’Armenia: il terrore e l’angoscia pervadono di infinito dolore l’anima di un popolo intero: IL GRANDE MALE. È un onda buia che ricopre il cielo limpido sopra l’innocenza delle creature in fiore. Questa figura di tenebra e dolore e di terrificante sciagura è affidata alla partecipazione di Agostino LIPPI, che in terra d’Armenia  ha scolpito nella pietra “Il Tavolo della Pace” (2014); intorno al quale staranno insieme le future generazioni. Il quadro finale evoca il nido della vita che è soffocato da un velo di morte. Eppure la Speranza risorge con il canto come un fiore spezzato che risboccia l’Albero della Vita che torna a rifiorire e ad innalzarsi dopo ogni flagello, movendosi a zig-zag verso il cielo.

Questo concetto è rappresentato dalla scultura che Massimo Lippi scolpisce in teatro e che più volte crolla, distrutta ed insidiata dalla morte e altrettante volte riprende vita con umile e inarrestabile Amore per la Giustizia e la Verità. Il sipario si chiude con questo esile monumento alla Pace che ancora tenta il suo volo come la colomba verso il Monte Ararat.

Questo spettacolo è ideato dall’associazione “MUSICAINCANTA” che si è costituita recentemente in Siena, per volontà di alcune musiciste professioniste, che contribuiscono a dare il loro apporto per una cultura vissuta come interazione feconda tra i popoli della terra. Siena è la loro patria d’elezione, il loro amato destino.

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PADOVA – 12 marzo 2017 – Mercatino Pro Armenia

 Ritorna alla Casa di Cristallo il mercatino pro Armenia

DOMENICA 12 marzo 2017 dalle 11.00 alle 19.00

Stravaganze, curiosità, oggetti vari, libri e chicche assortite per la nostra delizia

Il ricavato verrà devoluto all’ospedale di Ashotsk, nella regione di Gyumri in Armenia

Casa di Cristallo Associazione di ricerca letteraria Via Altinate 114-116 – 35121 Padova t. 049.8759613 – e-mail: casadicristallo@yahoo.it

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BARI – 11 marzo 2017 – Mostra Fotografica musica e danze armene

Sezione Armena

Mostra Fotografica

musica e danze armene

 

Introduce : Kegham J.Boloyan

Intervengono : Eranuhi Saroyan – Rupen Timurian – Anna Vitale – Carlo Coppola – Donatella Maiellaro – Cosma Cafueri – Seiran Sarkisyan

Sabato 11 marzo ore 18:30

Presso il Centro Studi e Ricerche di Orientalistica, via Sagarriga Visconti 20, Bari

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ROMA – 09 marzo 2017 – Biblioteca Vallicelliana: Giornata sulla cultura armena

GIORNATA SULLA CULTURA ARMENA,

a partire dalle ore 9.30 presso il Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana di Roma (Piazza della Chiesa Nuova, 18).

Organizzata dall’Associazione Culturale L’albatros e dalla Biblioteca Vallicelliana con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia,
la
GIORNATA SULLA CULTURA ARMENA,
racconterà con un convegno, una mostra e un pomeriggio artistico – che prevede una serie di iniziative culturali e di spettacolo –  una terra lontana,
un paese bellissimo dalla storia gloriosa, di antichissime tradizioni e dalla cultura millenaria.
E sarà anche l’occasione per tracciare il profilo dell’Armenia moderna e delle relazioni secolari intrattenute con l’Italia.

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Vai al sito dell’Associazione Albatros

 

FIRENZE – fino al 5 Marzo – La Bastarda di Istanbul al Teatro di Rifredi

Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi

LA BASTARDA DI ISTANBUL

dall’omonimo romanzo di Elif Shafak (traduzione di Laura Prandino – Ed. Rizzoli)
riduzione e regia di Angelo Savelli
con Serra Yilmaz
e Valentina Chico, Riccardo Naldini, Monica Bauco
Marcella Ermini, Fiorella Sciarretta, Diletta Oculisti, Elisa Vitiello
video-scenografie di Giuseppe Ragazzini
costumi Serena Sarti – luci Alfredo Piras – elementi scenici Tuttascena
I diritti d’autore di Elif Shafak sono gestiti dall’agenzia Curtis Brown

Durata spettacolo 135′ compreso intervallo

Lo spettacolo

Dopo i 24 “esauriti” a Rifredi delle due stagioni precedenti (accompagnati da un’altrettanto trionfale tournée) ritorna per la terza stagione consecutiva l’acclamato spettacolo di Pupi e Fresedde che racconta
un’affascinante saga familiare multietnica, popolata da meravigliosi personaggi femminili, da storie brucianti e da segreti indicibili che legano Istanbul all’America e la Turchia all’Armenia.
Elif Shafak, indiscussa protagonista della letteratura turca, grande conoscitrice del passato e profonda osservatrice del presente del suo Paese; Serra Yilmaz, attrice amatissima e fascinosa affabulatrice nonchè testimone vivente della fecondità del dialogo interculturale; Angelo Savelli autore di un’audace riduzione del complesso romanzo e saldo timoniere di un cast attoriale di grande spessore; tutti insieme affrontano questo viaggio teatrale nella cattiva coscienza di una famiglia e di un popolo, navigando tra gli scogli della tragedia e le onde dell’ironia, mentre all’orizzonte scorrono le mobili e colorate video-scenografie di Giuseppe Ragazzini.

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ASTI – 25 febbraio 2017 – “Il Sogno e la Danza”

Sabato 25 febbraio 2017 ore 21,15  “Sala del Coro B. Alfieri” Archivio di Stato

QUARTETTO D’ARCHI  ALERAMO 

Umberto FANTINIMassimiliano GILLI, violini Maurizio REDEGOSO KHARITIAN, viola  Giancarlo BACCHI, contrabbasso
“Il Sogno e la Danza”
PROGRAMMA: H. Purcell (1659/1695) – Fantazia: three parts on a ground  A. Vivaldi (1678/1741) – Concerto No. 4 in fa minore, op. 8, RV 297, “L’inverno” da Le quattro stagioni  L. van Beethoven (1770/1827) – Romanza n° 2 op. 50  B. Bartòk (1881/1945) – Romanian Folk Dances  G. I. Gurdjieff (1872/1949) – Armenian song dall’originale per pianoforte di T. De Hartmann *  M. De Falla (1876/1946) – Danza rituale del fuoco da El amor brujo **
Omaggio al cinema italiano contemporaneo
N. Piovani (1946): Buongiorno Principessa – La vita è bella **  E. Morricone (1928): The Mission – Gabriel’s Oboe – L’uomo dell’armonica – C’era una volta il West – L’estasi dell’oro **  * trascrizione per quartetto d’archi del M° Maurizio Redegoso Kharitian ** trascrizioni/arrangiamenti per quartetto d’archi del M° Sergio Merletti (dalla partitura per orchestra sinfonica) in collaborazione con 

Direttore artistico: Lia Lizzi Balsamo
Informazioni:  Intero € 15,00 – ridotto € 10,00 Ingresso omaggio per i soci del C.F.A.
Concerti del 12-19 e 26 novembre ingresso libero
Per prenotazioni e informazioni:  Circolo Filarmonico Astigiano P.za San Paolo 1 – Asti tel. 0141- 538057 346 5761400
Sede dei concerti:  Sala del coro “Benedetto Alfieri” Archivio di Stato via Govone , 9 Asti tel. 0141 531229

  

ROMA – Dal 4 al 29 Febbraio 2017 – Mostra: “L’eredità intangibile. Gli allievi del maestro Crocetti espongono”

MOSTRA

L’eredità intangibile. Gli allievi del maestro Crocetti espongono” 

presso il museo Crocetti (via Cassia 492),

che ospita anche alcune opere del nostro amato maestro Zaven Eivazian.

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La mostra, ad ingresso libero, durerà dal 4 al 28 febbraio.
Per maggiori informazioni, visitare:

MILANO – 24 febbraio 2017 – Presentazione Libro ” Lettera a una ragazza in Turchia”

CASA ARMENA – HAY DUN

Milano-Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano

Venerdì 24 h. 19.00

 Antonia Arslan ed Aldo Ferrari

presentano il libro

Lettera a una ragazza in Turchia
di Antonia Arslan
Rizzoli

Lettera a una ragazza in Turchia

“Tu devi avere un coraggio nuovo, mia ragazza di Turchia. Ti vogliono rimandare indietro a tempi lontani, mentre a te piacciono capelli al vento e gonne leggere, ascoltare musiche forti, andare a zonzo con gli amici e sentirti uguale a loro. Vorresti lottare a viso scoperto. E invece dovrai scoprire di nuovo il coraggio sotterraneo dei deboli, l’audacia che si muove nell’ombra, e cercare nella tua storia antica le ragioni e la forza per sopravvivere.”Queste le parole di Antonia Arslan nella sua lettera immaginata a una ragazza turca. Con la maestria che è solo dei grandi narratori, Antonia Arslan ripercorre le vicende delle sue antenate armene, tessendo un racconto che si dipana attraverso un filo teso dai tempi antichi per arrivare fino ai giorni nostri. Perché la paura subdola che ci colpisce ogni giorno, le oscure premonizioni che si propagano da Oriente a Occidente, da Istanbul a Bruxelles, sono le stesse delle donne armene che si sono sacrificate in nome della libertà. L’antidoto contro la paura è la memoria, è il tappeto di storie di chi ha subìto un ribaltamento del suo mondo all’improvviso.