Camera e Senato minuto di silenzio in ricordo del genocidio armeno – 23 Aprile 2015

Comunicati stampa
23/04/2015
2027
La Presidente della Camera, Laura Boldrini, in Aula ricorda 100° anniversario Genocidio Popolo armeno
“Colleghi,
è stato chiesto di ricordare anche in quest’Aula il 100° anniversario del Genocidio del Popolo armeno che ricorrerà domani 24 aprile.
La vicinanza del Parlamento italiano al popolo armeno sarà confermata dalla presenza delle delegazioni delle Commissioni affari esteri della Camera e del Senato alla commemorazione del “Grande Male” che si svolgerà dopodomani a Yerevan.
Proprio la scorsa settimana il Parlamento europeo – nel richiamare un suo precedente pronunciamento del 1987 – ha approvato a larga maggioranza una risoluzione con cui ha reso omaggio alla memoria delle vittime armene e ha proposto l’istituzione di una Giornata europea del ricordo dei genocidi, al fine di sottolineare il diritto di tutti i popoli e di tutte le nazioni alla pace e alla dignità.
In uno spirito di solidarietà tra popoli e nel ricordo di quei tragici eventi che hanno condotto alla morte di oltre un milione e mezzo di persone innocenti, invito l’Assemblea ad osservare un minuto di silenzio.”


Armeni: minuto di silenzio Senato per centenario genocidio
Tre quarti di un popolo scomparvero nei mille modi dell’orrore
(ANSA) – ROMA, 23 APR – “Circa tre quarti del popolo armeno scomparvero in Turchia nei mille modi dell’orrore”. Citando un’intervista del 1915 a Giacomo Gorrini, console italiano a Trebisonda, la senatrice Emilia Grazia De Biasi (Pd) ricorda in Aula al Senato la ricorrenza, che cade domani 24 aprile, del centenario del genocidio armeno. Dopo il suo intervento è stato osservato dall’Assemblea un minuto di silenzio.

Raccolta di articoli del 23 aprile 2015

La Chiesa armena canonizza i martiri del genocidio (Raccolta 23 apr 2015)

Raccolta di articoli del 22 aprile 2015

La Germania ha rotto gli indugi ed ha apertamente sposato la tesi del genocidio seguendo analoga posizione dell’Austria che, inoltre, commemorerà la tragedia con un minuto di raccoglimento. Imbarazzante Obama. E mentre in tutto il mondo si susseguono le manifestazioni di vicinanza e solidarietà al popolo armeno, troviamo anche il tempo di sorridere. Un accademico turco lancia infatti una nuova teoria: “gli armeni si sono uccisi fra loro”…

 

 

 

Raccolta articoli del 21 aprile 2015

 

Askanews.it – Marcia senza ritorno: su stragi armeni un libro benedetto dal Papa (20 apr 2015)

Roma, 20 apr. (askanews) – 24 aprile 1915: comincia con una luminosa giornata primaverile sul Bosforo la ricostruzione della “discesa agli inferi” della comunità armena nell’Impero Ottomano, realizzata da Franca Giansoldati nel suo libro “La marcia senza ritorno. Il genocidio armeno”, basato in buona parte su documenti degli archivi del Vaticano e pubblicato da Salerno Editrice nel centenario dei massacri e delle deportazioni costati la vita a un milione e mezzo di armeni.

Inatteso, inspiegabile anche agli occhi di gran parte delle future vittime, nella notte tra il 23 e il 24 aprile scattava il Metz Yeghern, il Grande Male. E’ questa l’espressione con cui gli armeni sintetizzano il capitolo più buio della loro storia di popolo con una forte identità di “nazione cristiana” (fin dal 300 dc) e una debole dimensione statuale: l’Armenia come repubblica indipendente nasce nel 1918, proprio sulla scia di quei tragici fatti. Continua

Contattonews.it – Cremlino: Putin sarà a Erevan per centenario genocidio armeno (20 apr 2015)

Mosca, 20 apr. – Il presidente russo Vladimir Putin non mancherà a Erevan il 24 aprile per partecipare alle manifestazioni commemorative per il centenario del genocidio armeno. Lo ha confermato il Cremlino.

Putin incontrerà leader armeno Serzh Sargsyan, per affrontare questioni di cooperazione bilaterale. In precedenza, il Cremlino non ha escluso un incontro tra Putin e il suo omologo francese, Francois Hollande, durante il soggiorno in Armenia, dal momento che il presidente francese sarà lì per rendere omaggio alla memoria delle vittime del massacro avvenuto esattamente un secolo fa.

La visita di Putin nella capitale armena arriva negli stessi giorni in cui la Turchia celebra il centenario della battaglia di Gallipoli. Una sorta di guerra delle commemorazioni, sulla scia delle rinnovate tensioni sulla questione dei massacri di armeni nel 1915 e la durissima reazione della Turchia alle parole di papa Francesco a proposito del genocidio degli armeni nel 1915, si è detto convinto che il Pontefice ed Ankara ritroveranno la via del dialogo. Il presidente russo, rispondendo a una domanda di askanews sulla vicenda, si detto convinto che il Pontefice ed Ankara ritroveranno la via del dialogo. “Il Papa – ha affermato Putin – è un’autorità di tale levatura che troverà il modo di dialogare con tutti gli uomini al mondo, indipendentemente dalla loro nazionalità”.

La Turchia ha deplorato le conseguenze “disumane” delle deportazioni di massa degli armeni durante la prima guerra mondiale, ma categoricamente rifiuta di usare il termine “genocidio”. Il primo paese a riconoscere il genocidio degli armeni nell’Impero ottomano fu l’Uruguay nel 1965, successivamente seguito da Russia, Francia, Italia, Germania, Olanda, Belgio, Polonia, Lituania, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Grecia, Cipro, Libano, Canada, Venezuela, Argentina e la maggior parte dei Paesi Ue, così come il Vaticano, il Parlamento europeo e il Consiglio mondiale delle chiese

Agenzia Fides – “Pensionato” il consigliere del premier turco che aveva parlato del Genocidio armeno (20 apr 2015)

Ankara (Agenzia Fides) – Lo scrittore e giornalista turco di origini armene Etyen Mahcupyan, primo Consigliere del Primo Ministro turco Ahmet Davutlogu, ha lasciato le sue funzioni pochi giorni dopo aver rilasciato in un’intervista alcune dichiarazioni – rilanciate anche dalla stampa internazionale – in cui aveva riconosciuto che i massacri di armeni perpetrati in Anatolia nel 1915 sotto la regia ideologica dei Giovani Turchi possono essere legittimamente definiti come Genocidio. Lo riferiscono fonti turche consultate dall’Agenzia Fides. Ambienti vicini al governo di Ankara nei giorni scorsi hanno fatto filtrare sulla stampa turca l’interpretazione sdrammatizzante secondo cui la fine del rapporto di lavoro tra il Premier e il suo primo Consigliere sarebbe dovuta solo al fatto che Mahcupyan ha raggiunto l’età pensionabile dei 65 anni, smentendo ogni legame tra il suo non annunciato pensionamento e le dichiarazioni sul Genocidio armeno.
Nel frattempo, secondo quanto riportato dal settimanale armeno bilingue Agos, la conferenza sul tema controverso del Genocidio armeno, che era stata annunciata e poi annullata presso l’Università di Bilgi, verrà invece ospitata dall’Università Bogazici, terza istituzione accademica di Istanbul, situata sul lato europeo del Bosforo. Nel convegno internazionale, studiosi e ricercatori appartenenti a istituzioni turche e straniere si confronteranno sulle diverse prospettive con cui vengono letti gli stermini consumatisi in Anatolia nel 1915. (GV) (Agenzia Fides 20/4/2015).

Osservatorio balcani e Caucaso – L’Armenia del genocidio cent’anni dopo (20 apr 2015)

In un paese la cui economia è in grave crisi la questione politica principale rimane sempre quella della sicurezza rispetto ai vicini azeri. Viaggio in Armenia di un funzionario europeo. Reportage

Lo skyline di Yerevan è cambiato. Mi ero abituato negli ultimi anni alla selva di gru meccaniche che sovrastavano i quartieri del centro, indice di una frenetica attività edilizia che stava ridisegnando il volto della città. Cantieri aperti nella capitale e cantieri aperti in Armenia, si diceva, a testimonianza di un boom economico che avrebbe dovuto proiettare il paese verso la prosperità economica e la stabilità politica. Poi, improvviso, il ritorno alla cruda realtà. Le gru non occupano più il cielo della capitale; i cantieri nel centro si contano sulle dita di una mano; ponteggi ed impalcature sono un lontano ricordo. Continua