Rainews.it – Cento anni fa il genocidio degli Armeni. (11 mar 2015)

11 marzo 2015 Era il 24 aprile del 1915, quando ebbe inizio il primo genocidio della storia del Novecento, quello degli Armeni. Un milione e mezzo di persone sterminate per omogeneizzare etnicamente il territorio del nascente stato turco. Una mostra al Vittoriano di Roma racconta l'”Armenia, il popolo dell’arca”, non solo il massacro ma la storia e la cultura dalle origini. Servizio di Tommaso Ricci per il Tg2 . VAI al Servizio del Tg2

 

Espresso.repubblica.it – Reportage- Nagorno Karabakh, la polveriera del Caucaso. (11 mar 2015)

C’è sempre più tensione nella regione armena dell’Azerbaijan, autoproclamata indipendente nel 1992 e mai riconosciuta da nessuno Stato. Nel 2014 ci sono stati più di 70 morti e un elicottero abbattuto: è il bilancio più grave dal cessate il fuoco del 1994. Intanto la spesa militare dell’Azerbaijan cresce in modo vertiginoso. E i tweet del suo presidente Ilham Aliyev sono sempre più aggressivi …Continua

 

Huffingtonpost.it – Il genocidio armeno raccontato dal cinema e dalla fotografia. (9 mar 2015)

Il 24 aprile 2015 ricorrerà il centenario del genocidio del popolo armeno. In quel giorno del 1915, infatti, circa settecento armeni di Costantinopoli furono trucidati per volere de I Giovani Turchi, movimento politico nazionalista che intendeva far diventare l’Impero Ottomano un paese organizzato intorno a una forma di governo di tipo costituzionale. Questo spaventoso evento diede avvio a quello che può essere considerato il genocidio armeno che porterà alla scomparsa tragica e violenta di circa un milione e trecentomila persone.

Il XX secolo iniziò, dunque, con un vergognoso crimine contro l’umanità che ha anticipato di circa venticinque anni la Shoah, ovvero lo sterminio, durante la seconda guerra mondiale, di sei milioni di ebrei europei da parte dei nazisti. Il problema riguardante il massacro che dovettero subire gli armeni all’inizio del Novecento è che ancora oggi sussistono forti sacche di negazionismo. La Turchia non ha formalmente riconosciuto il genocidio armeno e cerca da sempre di sminuire la portata della tragedia restringendo in modo arbitrario e cospicuo il numero dei morti complessivi.

Non c’è dubbio, dunque, che un tale agghiacciante misfatto debba essere al centro di un lavoro sulla memoria, sia a livello socio-politico che a livello artistico-creativo. In campo cinematografico non si contano molte opere sulla materia. Mi vengono in mente, tra le altre, quelle forse più significative: Ararat (2002), del canadese Atom Egoyan (nato a Il Cairo, in Egitto, da genitori armeni), La masseria delle allodole (2007), di Paolo e Vittorio Taviani e The Cut (2014), del turco-tedesco Fatih Akin.

Per quanto riguarda la fotografia, ricordo una mostra a Milano presso il Civico Museo Archeologico, allestita ormai una ventina di anni fa. Si trattava di ottanta immagini scattate dal tedesco Armin T. Wegner (e non solo) negli anni 1915-1916, periodo in cui la deportazione degli armeni e il loro massacro stava assumendo proporzioni spaventose.  Continua

Newsbiella.it – La dolce bellezza del melograno.(9 mar 2015)

Teatro Sociale pieno ieri sera per l’esibizione del pianista biellese Andrea Manzoni e della soprano armeno-ameicana Rosy Amoush Svazlian

A due canzoni dall’inizio del concerto che si è svolto ieri sera al Teatro Sociale Villani, il pianista Andrea Manzoni, protagonista della serata insieme alla soprano armeno-americana Rosy Anoush Svazlian, prende il microfono e mostrando un melograno racconta che questo frutto in armeno si dice Nur ed è da esso che il progetto dei due artisti ha preso il nome. Il melograno è infatti il simbolo dell’Armenia, indica speranza, rigenerazione e abbondanza, e inoltre Manzoni spiega: “La cosa bella è che il melograno rispecchia tantissimo gli armeni: sono persone dolci, passionali e meravigliose come i chicchi rossi del frutto ma allo stesso tempo possono essere molto aspre come la sua membrana bianca”.
Un modo, quello del pianista, di iniziare ad accompagnarci passo dopo passo all’interno dell’Armenia e di conseguenza della sua musica antichissima. Infatti in questo viaggio alla scoperta della musica armena Manzoni ha dichiarato di aver incontrato diversi ostacoli: la difficoltà è stata soprattutto comprendere a fondo delle sonorità così lontane dalla cultura occidentale e insieme una lingua, di derivazione aramaica, così diversa dalla nostra. E come in tutto, per comprendere ciò che abbiamo di fronte non possiamo non dare uno sguardo alle nostre spalle, alla Storia e il musicista si è assunto anche questo compito.
Sappiamo che il “Nur project” è stato proposto in occasione del centenario del genocidio armeno, a proposito di questo Andrea tra un brano e l’altro racconta “ Le dinamiche del genocidio sono state molto simili a quelle relative agli ebrei. Nel 1915 i turchi, volendo questa nazione indipendente, senza armeni e curdi, hanno cominciato a prendere tutto il compartimento culturale ovvero scrittori, giornalisti, poeti, pittori, musicisti, che vennero portati via dalla loro patria e sterminati; così facendo hanno tolto il cuore ed il cervello di una nazione. Successivamente hanno preso tutti gli uomini di sesso maschile con il pretesto di farli combattere contro i Russi, e, giunti al confine, li hanno disarmati e sterminati, sono rimaste solo donne, bambini ed anziani. Con lo sterminio sono state eliminate 1.500.000 persone. L’Europa entrava in questo anno nella prima guerra mondiale quindi era nel caos e non poteva pensare a ciò che stava succedendo in Turchia, Hitler più avanti ha potuto compiere lo sterminio degli ebrei anche grazie al fatto che nessuno aveva più memoria di quanto successo in Armenia”.
Ma veniamo alla musica, la vera protagonista della serata. I brani che sabato sera sono stati presentati all’uditorio sono in parte di alcuni dei compositori più importanti del continente euroasiatico, come Komitas, Berberian, Kanachan, e in parte di anonimi perché purtroppo gran parte della musica tradizionale armena è stata tramandata oralmente. Il concerto ha mantenuto intatti della musica armena principalmente la linea melodica ed il testo, dal momento che i brani sono stati riarrangiati per renderli più moderni e più vicini al sentire occidentale. Le canzoni sono composizioni di breve durata che trattano temi come l’amore, la natura e gli animali. Il concerto è stato molto piacevole, un connubio di vecchio e nuovo, e la voce di Rosy è stata in grado di arrivare al cuore dell’ascoltatore, soprattutto per quanto riguarda i brani dalle melodie più malinconiche. Insomma piano e lirica, Italia ed Armenia, Oriente ed Occidente sono stati legati dai due artisti con successo creando un’ora e mezza di emozioni nella sala del teatro, che per l’occasione era piena.

Gonews.it – Il primo genocidio del ‘900 ignorato per quasi un secolo. Antonia Arslan e il massacro degli armeni per Vincincontri (9 mar 2015)

Il genocidio degli Armeni è il primo genocidio del ‘900. Questo lo sfondo storico che ha caratterizzato la serata di venerdì 6 marzo nell’incontro con la scrittrice Antonia Arslan a Vinci al Teatro della Misericordia. Quello attuato cent’anni fa ad opera dei Giovani Turchi non è un orrendo massacro, ma un vero e proprio genocidio perché pianificato e studiato per motivi essenzialmente politici e di logica di potere, un modello poi ripreso in epoche successive. Se nel corso dei decenni questo genocidio è stato volutamente dimenticato o ancora oggi viene negato dal Governo turco, i motivi hanno avuto origine diversa ma tutti hanno ignorato la verità dei fatti. Ne è prova che anche nei libri di storia delle nostre scuole solo da 5 o 6 anni si accenna a questa tragedia che ha causato circa un milione e mezzo di morti. La pubblicazione del libro di Antonia Arslan “La masseria delle allodole” nel 2004 ha fatto breccia su un muro di omertà e di opportunismo, venendo a contribuire notevolmente alla divulgazione di questa vicenda. Stampato in trentadue edizioni, tradotto in quattordici lingue ed onorato da vari premi letterari, “La masseria delle allodole” con la forza di un romanzo che, apparentemente innocuo, parla di lontane storie familiari reali ha avuto un effetto dirompente. La strada è stata, poi, percorsa dai fratelli Taviani che nel 2007 hanno girato il film omonimo “La masseria delle allodole”, moltiplicando la conoscenza della tragedia. Tra poco più di un mese, il 24 aprile ricorrerà il centesimo anniversario del genocidio. Lo stesso Papa Francesco, al quale il cantante novantenne di origine armena Charles Aznavour ha chiesto in questi giorni un’udienza, ha stabilito una celebrazione per gli Armeni il 12 aprile. La conferenza di Vincincontri, durante la quale è stato accennato anche al viaggio svolto proprio un anno fa da alcuni parrocchiani di Vinci in Armenia, è stata caratterizzata da un coinvolgimento pieno dei partecipanti alle sollecitazioni fornite da Antonia Arslan. Ecco perché la serata si è conclusa con un applauso interminabile!
http://www.gonews.it/2015/03/09/vinci-il-primo-genocidio-del-900-ignorato-per-quasi-un-secolo-antonia-arslan-e-il-massacro-degli-armeni-per-vincincontri/

Agenzia Fides – Liturgia al Santo Sepolcro per commemorare il Genocidio armeno. (9 mar 2015)

Gerusalemme (Agenzia Fides) – A Gerusalemme, il principale evento dedicato al centenario del Genocidio armeno si svolgerà il prossimo 24 aprile, presso la Basilica del Santo Sepolcro. Si tratterà di una liturgia commemorativa e ad essa presenzierà anche il Presidente d’Israele Reuven Rivlin. La notizia è stata diffusa dai media armeni e proviene da Georgette Avagian, a capo del Comitato nazionale armeno d’Israele.
Nei suoi interventi ufficiali (compresa la conferenza all’Onu dello scorso 29 gennaio) il Presidente Rivlin ha in più occasioni fatto riferimento al Genocidio armeno, ufficialmente non ancora riconosciuto da Israele. Lo scorso 13 maggio, il Parlamento israeliano aveva discusso in una seduta plenaria la questione, su sollecitazione di una mozione presentata da Zehava Gal-On, portavoce del Partito di sinistra Meretz, nella quale si chiedeva al governo israeliano di riconoscere il Genocidio armeno prima dell’inizio delle commemorazioni programmate in tutto il mondo nel 2015 (vedi Fides 14 maggio 2014). Intanto, lo scorso 4 marzo, i cento anni dal “Grande Male” sono stati commemorati in una sessione dell’Assemblea del popolo siriano – il parlamento di Damasco -, con un’iniziativa promossa in particolare dalla parlamentare siriana cristiana Maria Saadeh. (GV)

Agenzia Fides – I parlamentari iraniani si preparano a commemorare il Genocidio armeno. (9 mar 2015)

Teheran (Agenzia Fides) – Nella Repubblica islamica dell’Iran il centenario del Genocidio armeno sarà al centro di una serie di eventi commemorativi che coinvolgeranno anche l’Assemblea Consultiva Islamica (Parlamento iraniano). Lo hanno confermato a fonti armene, consultate dall’Agenzia Fides, Karen Khanlaryan e Robert Beglaryan, i due membri armeni dell’assemblea parlamentare iraniana. Nel prossimo mese di aprile, proprio i due parlamentari sono stati invitati a esporre davanti all’intera Assemblea una mozione di condanna del Genocidio armeno. Nella stessa occasione, il deputato assiro Younathan Betkolia preparerà un intervento di condanna del Genocidio assiro. Intanto – riferisce il sito Armenpress – già 100 lettere sono state inviate dai parlamentari armeni ai loro colleghi per sensibilizzarli intorno all’argomento e invitarli a esprimere con dichiarazioni pubbliche la condivisa condanna dei massacri sistematici compiuti dai Giovani Turchi cento anni fa in Anatolia. Per il futuro si sta preparando un evento commemorativo del centenario del Genocidio a cui verranno invitati tutti i parlamentari, mentre i membri dell’Amicizia Armenia-Iran si recheranno a Erevan il prossimo 24 aprile per una visita ufficiale al Tsitsernakaberd, il Memoriale del Genocidio armeno. (GV) (Agenzia Fides 10/3/2015).

Agenzia Fides – Liturgia al Santo Sepolcro per commemorare il Genocidio armeno. (9 mar 2015)

Gerusalemme (Agenzia Fides) – A Gerusalemme, il principale evento dedicato al centenario del Genocidio armeno si svolgerà il prossimo 24 aprile, presso la Basilica del Santo Sepolcro. Si tratterà di una liturgia commemorativa e ad essa presenzierà anche il Presidente d’Israele Reuven Rivlin. La notizia è stata diffusa dai media armeni e proviene da Georgette Avagian, a capo del Comitato nazionale armeno d’Israele.
Nei suoi interventi ufficiali (compresa la conferenza all’Onu dello scorso 29 gennaio) il Presidente Rivlin ha in più occasioni fatto riferimento al Genocidio armeno, ufficialmente non ancora riconosciuto da Israele. Lo scorso 13 maggio, il Parlamento israeliano aveva discusso in una seduta plenaria la questione, su sollecitazione di una mozione presentata da Zehava Gal-On, portavoce del Partito di sinistra Meretz, nella quale si chiedeva al governo israeliano di riconoscere il Genocidio armeno prima dell’inizio delle commemorazioni programmate in tutto il mondo nel 2015 (vedi Fides 14 maggio 2014). Intanto, lo scorso 4 marzo, i cento anni dal “Grande Male” sono stati commemorati in una sessione dell’Assemblea del popolo siriano – il parlamento di Damasco -, con un’iniziativa promossa in particolare dalla parlamentare siriana cristiana Maria Saadeh. (GV)

Gonews.it – Il primo genocidio del ‘900 ignorato per quasi un secolo. Antonia Arslan e il massacro degli armeni per Vincincontri. (8 mar 2015)

Il genocidio degli Armeni è il primo genocidio del ‘900. Questo lo sfondo storico che ha caratterizzato la serata di venerdì 6 marzo nell’incontro con la scrittrice Antonia Arslan a Vinci al Teatro della Misericordia. Quello attuato cent’anni fa ad opera dei Giovani Turchi non è un orrendo massacro, ma un vero e proprio genocidio perché pianificato e studiato per motivi essenzialmente politici e di logica di potere, un modello poi ripreso in epoche successive. Se nel corso dei decenni questo genocidio è stato volutamente dimenticato o ancora oggi viene negato dal Governo turco, i motivi hanno avuto origine diversa ma tutti hanno ignorato la verità dei fatti. Ne è prova che anche nei libri di storia delle nostre scuole solo da 5 o 6 anni si accenna a questa tragedia che ha causato circa un milione e mezzo di morti. La pubblicazione del libro di Antonia Arslan “La masseria delle allodole” nel 2004 ha fatto breccia su un muro di omertà e di opportunismo, venendo a contribuire notevolmente alla divulgazione di questa vicenda. Stampato in trentadue edizioni, tradotto in quattordici lingue ed onorato da vari premi letterari, “La masseria delle allodole” con la forza di un romanzo che, apparentemente innocuo, parla di lontane storie familiari reali ha avuto un effetto dirompente. La strada è stata, poi, percorsa dai fratelli Taviani che nel 2007 hanno girato il film omonimo “La masseria delle allodole”, moltiplicando la conoscenza della tragedia. Tra poco più di un mese, il 24 aprile ricorrerà il centesimo anniversario del genocidio. Lo stesso Papa Francesco, al quale il cantante novantenne di origine armena Charles Aznavour ha chiesto in questi giorni un’udienza, ha stabilito una celebrazione per gli Armeni il 12 aprile. La conferenza di Vincincontri, durante la quale è stato accennato anche al viaggio svolto proprio un anno fa da alcuni parrocchiani di Vinci in Armenia, è stata caratterizzata da un coinvolgimento pieno dei partecipanti alle sollecitazioni fornite da Antonia Arslan. Ecco perché la serata si è conclusa con un applauso interminabile!

Giornale del Popolo – Gli adoratori della croce nelle foto di Elio Ciol (7 mar 2015)

Un raffinato percorso fotografico, attraverso i paesaggi, la cultura, le pietre dell’Armenia e i suoi straordinari simboli cristiani. Continua