Armenia, l’ostacolo è Mkitharyan. Oltre al viaggio (Tuttomercatoweb.it 02.12.18)

Come andare da Sochi a San Pietroburgo. È la distanza fra Roma e Erevan, capitale dell’Armenia, tra la Georgia, Azerbaigian e la Turchia. Insomma, un viaggio lungo attende gli azzurri per la sfida nell’ex Hayastan. E potrebbe non essere l’unico ostacolo in una gara comunque abbastanza semplice: c’è Henrikh Mkhitaryan come nome di spicco, in una nazionale già affrontata dagli azzurri durante le qualificazione per i Mondiali del 2014: 3-1 in Armenia, 2-2 nell’ultima sfida del girone, con i gol di Florenzi e Balotelli. Dall’altra parte oltre al già citato Mkhitaryan segnò Movsisyan.

Ed è, in effetti, l’altro giocatore per cui si può serbare un’attenzione particolare, sebbene ora abbia deciso di cambiare completamente calcio, passando dall’Europa ai Chicago Fire. Nella Nations League l’Armenia ha perso contro Gibilterra, in una sfida a una sola porta che, però, ha sorriso alla nazione del piccolo stato a sud della Spagna. Con queste premesse è difficile pensare che il 4-2-3-1 di Sukiasyan possa essere un pericolo per l’Italia. In ogni caso il pareggio, peraltro casalingo, della squadra di Prandelli 5 anni fa deve far riflettere.

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Falsi medici con laurea armena: quaranta arresti in Israele (Ilmessaggero.it 02.12.18)

Con un blitz condotto simultaneamente nell’intero territorio nazionale la polizia israeliana ha arrestato oggi 40 medici ed infermieri sospettati di aver ottenuto in istituti educativi dell’Armenia diplomi falsi che in seguito hanno utilizzato per lavorare in Israele. La operazione è stata battezzata dalla polizia: Licenza di uccidere. Si tratta, si legge in un comunicato della polizia, di persone che avevano trovato difficoltà a completare studi regolari di medicina in Europa. Hanno allora provveduto ad iscriversi in istituti armeni dove al termine di corsi relativamente brevi hanno ottenuto i loro diplomi. Secondo la polizia è possibile che lo stesso traffico abbia coinvolto anche istituti della Georgia. Gli arresti sono avvenuti in località beduine del Neghev, in località arabe della Galilea e fra i drusi delle alture del Golan.

La Messa diventa infinita per salvare i rifugiati armeni (Ilgiornale.it 01.12.18)

Letture, preghiere e sermoni vanno avanti senza pause, giorno e notte, dal 26 ottobre. Quando, cioè, intorno all’ora di pranzo i cinque componenti della famiglia Tamrazyan hanno fatto il loro ingresso nell’edificio. Da quel momento è partita la maratona. Obiettivo: impedire alle forze dell’ordine di espellere la famiglia dall’Olanda.

I Tamrazyan – i due genitori e tre figli di 21, 19 e 14 anni – sono arrivati nei Paesi Bassi dall’Armenia 9 anni fa. Nel Paese d’origine il padre, attivista politico, aveva ricevuto minacce di morte, da lì la decisione di emigrare. Inizialmente L’Aia aveva concesso l’asilo alla famiglia, e per due volte il governo aveva inutilmente fatto ricorso contro la decisione. Al terzo tentativo, però, ce l’ha fatta, e così ai cinque è stato recapitato un decreto di espulsione. Temevano un raid della polizia per rimandarli in Armenia e invece è arrivata l’invito della Bethelkerk, parrocchia protestante della città olandese. Il sacerdote, Axel Wicke, ha offerto ai Tamrazyan un appartamento all’interno della chiesa e ha lanciato l’idea della messa no-stop. La strategia è semplice: la legge locale vieta alle forze dell’ordine di condurre operazioni durante i servizi religiosi, quindi bisogna fare in modo che la liturgia sia sempre in corso.

«Ho copiato e incollato in un unico enorme documento le liturgie degli ultimi dieci anni e continuavamo a cantare e pregare con quelle», ha raccontato Wicke. Ma nel giro di poche settimane l’attenzione attirata dal caso ha chiamato a raccolta volontari da tutto il Paese e oltre. «Ci sono già più di 450 tra preti, pastori e diaconi che ruotano per partecipare alla funzione – ha continuato il sacerdote – Abbiamo ricevuto aiuti anche dall’estero e ora i sermoni sono in inglese, francese e tedesco. È commovente vedere persone che liturgicamente non hanno niente in comune darsi il cambio per la causa».

I Tamrazyan non vogliono esporsi pubblicamente e hanno rifiutato finora qualunque intervista. A settembre, però, la figlia maggiore, Hayarpi, ha voluto raccontare la storia della sua famiglia in un video su Twitter, chiedendo agli olandesi di intercedere per loro. «Voi avete il potere – ha detto in olandese – Per favore usatelo per noi e per altri 400 bambini come noi». La legge in vigore nei Paesi Bassi prevede, in effetti, alcuni casi in cui si possono fare delle eccezioni sulle procedure di espulsione, ad esempio per le famiglie con figli che abbiano vissuto nel Paese per almeno 5 anni, come appunto gli inquilini della Bethel. Finora il governo dell’Aia ha rifiutato di concedere loro questa possibilità e, interpellato dai media, ha detto di non voler commentare casi di espulsione individuali. Ma la resistenza passiva dei Tamrazyan e di tutta la comunità nazionale e internazionale che li sta appoggiando non sembra voler terminare. E l’esecutivo prima o poi dovrà dare una risposta alla giovane Hayarpi, che nel suo appello ricorda: «Siamo innocenti».

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Eurovision 2019: l’Armenia inizia con Srbuk la stagione degli annunci (eurofestivalnews.com 30.11.18)

Dopo un’attesa insolitamente lunga rispetto ai normali standard dell’Eurovision Song Contest, l’edizione 2019 ha finalmente la sua prima artista.

L’Armenia, dopo l’uscita in semifinale dello scorso anno con Qami di Sevak Khanagyan, ha deciso di mandare Srbuk, all’anagrafe Srbuhi Sargsyan. L’annuncio del suo viaggio verso Tel Aviv è arrivato durante il talk show in seconda serata Lav Yereko.

Si tratta di un nome emergente della scena musicale armena, con numerose partecipazioni in competizioni nazionali e internazionali.

Nel 2011 è arrivata seconda nella stagione inaugurale della versione locale di X Factor, quindi ha iniziato a cantare assieme a una band in piccoli locali, con una particolare predilezione per jazz, soul R&B e pop contemporaneo.

Nel giro di alcuni anni ha ricevuto inviti a diversi tra festival musicali, programmi tv ed eventi in Armenia. Ha inoltre partecipato alla versione ucraina di The Voice.

Il suo singolo di debutto, Yete karogh es, è stato anche un tormentone di rilevanti dimensioni in Armenia, avendo toccato la vetta della classifica nazionale per alcune settimane. L’ultimo suo singolo è Half a Goddess, uscito la scorsa settimana.

Srbuk cita, tra gli artisti che l’hanno influenzata, Aretha Franklin, Etta James, Ella Fitzgerald, Stevie Wonder, Ray Charles e Michael Jackson.

Queste le parole rilasciate dall’artista al sito ufficiale dell’Eurovision:

Sto iniziando adesso un nuovo viaggio che, ne sono certa, sarà pieno di nuove e piacevoli emozioni, sfide ed grandi esperienze! Sono grata a tutti i miei amici e fan, che sono sempre con me e hanno sempre voluto vedermi sul palco dell’Eurovision. Ringrazio la Televisione Pubblica dell’Armenia per la sua fiducia. È un onore rappresentare il mio Paese di fronte a tutto il mondo! Abbiamo uno splendido viaggio davanti a noi, e spero che avremo successo insieme!

David Tserunyan, capodelegazione armeno, ha raccontato così la scelta:

Quella di scegliere Srbuk per rappresentare l’Armenia all’ESC 2019 è stata una decisione unanime del nostro team. Vorrei inoltre sottolineare che molti fan armeni del concorso la volevano vedere sul palco dell’Eurovision. Sono convinto che il carattere unico di Srbuk colpirà gli appassionati e i telespettatori di tutto il mondo. Seguo da molto tempo la carriera di Srbuk. Posso distinguere il suo impegno e la sua energia unica, che sono tra le caratteristiche più importanti che possono aiutare ad ottenere un buon risultato all’Eurovision.

Sebbene Half a Goddess sia ampiamente all’interno dei termini entro i quali una canzone è eleggibile per esser cantata all’Eurovision, non sarà l’entry di Srbuk.

La tv armena, infatti, ha dato tempo ai compositori che lo volessero fino al 10 gennaio 2019 per inviare una composizione all’indirizzo e-mail selection@armtv.com. La clausola principale è legata all’utilizzo, nella canzone, della lingua armena o di quella inglese.

L’Eurovision Song Contest 2019 si terrà a Tel Aviv, Israele, il 14, 16 e 18 maggio. Il sorteggio delle semifinali si terrà a gennaio, perciò l’Armenia ancora non sa in quale giorno comincerà la sua avventura.

L’anno scorso Sevak Khanagyan, con la sua Qami, la prima canzone tutta in armeno della storia del concorso, si è fermato appena al quindicesimo posto nella prima semifinale, con 79 punti: si è trattato della seconda eliminazione in semifinale dell’Armenia da quando ha debuttato in concorso, nel 2006.

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Germania-Armenia: presidente Sarkissian visita sede centrale Siemens a Berlino (Agenzianova 30.11.18)

Berlino, 30 nov 16:00 – (Agenzia Nova) – Il presidente armeno Armen Sarkissian, in visita in Germania dal 28 novembre scorso, ha visitato oggi la sede centrale del gruppo tedesco Siemens. Sarkissian è stato informato sui processi di produzione di Siemens e ha incontrato i vertici dell’azienda, impegnata “in un vasto programma di investimento nel settore dell’energia dell’Armenia”. In particolare, con le aziende Renco e Armpower, il gruppo tedesco si occuperà della costruzione e dell’operatività della centrale termoelettrica di Yerevan. L’impianto dovrebbe aumentare in maniera significativa le opportunità di produzione di energia in Armenia. (segue) (Geb)

Rho, uno spettacolo per ricordare il genocidio degli Armeni (Rhonews 29.11.18)

Venerdì 30 novembre alle ore 21.00 il Comune di Rho ricorda il Genocidio degli Armeni perpetrato dal governo dei Giovani Turchi a partire dal 1915 con la serata dedicata alla memoria, alla musica, ai canti e alla poesia armena “1915, il canto spezzato. I crimini contro l’umanità non vanno in prescrizione”.

Il soprano Ani Balian, accompagnata al pianoforte dal maestro Giacomo Piazza, interpreterà i canti armeni tradizionali raccolti dal grande etnomusicologo Gomidàs; la musica sarà alternata ad interventi di reading, di letture di testimonianze tratte da pubblicazioni dell’epoca sulle efferate violenze subite dalla popolazione armena, donne, bambine, bambini inermi, con precisi agganci ad accadimenti attuali, e di poesie di poeti armeni che hanno vissuto in prima persona il genocidio prima di essere a loro volta trucidati.  L’annientamento della popolazione armena in Anatolia è stata completata con la distruzione delle testimonianze della sua millenaria cultura e storia su quelle terre e la rovina quasi totale del patrimonio architettonico.

La proiezione di immagini dell’epoca contribuirà alla contestualizzazione storica degli eventi.

L’evento gratuito è all’Auditorium di via Meda 20.

“All’interno della programmazione del mese dei diritti, abbiamo inserito un momento in ricordo del primo violento genocidio del XX secolo, messo in atto dal governo dei Giovani Turchi dal 1915 – ha detto a proposito l’Assessora alla Cultura Valentina Giro -. Arresti, deportazioni e marce della morte colpirono oltre un milione di Armeni, causando la morte di uomini, donne e bambini innocenti. Nonostante i numerosi appelli internazioni, il governo turco ancora non riconosce il genocidio, negando che si sia verificata una strage di tali proporzioni. Lo spettacolo vuole essere uno stimolo per i nostri cittadini a conoscere questo pezzo di storia ancora in parte negata e promuovere il riconoscimento del genocidio, già sostenuto dall’Unione Europea, dall’Italia e da un numero sempre maggiore di paesi per rendere giustizia alle vittime e a tutto il popolo Armeno.”

Ani Balian
Armena cittadina Italiana, vive a Milano. Dopo gli studi musicali e teatrali (Accademia di Brera, Conservatorio, Piccolo Teatro di Milano), continua lo studio della tecnica vocale con Franco Corelli, approfondendo con il grande tenore il repertorio del soprano drammatico. Si dedica inoltre al repertorio liederistico, con particolare attenzione a quello tedesco e russo. Avendo iniziato lo studio del canto come mezzosoprano, ha in repertorio anche i ruoli tipici di questa voce. Svolge attività concertistica e teatrale in Italia e all’estero. Nel settembre 2014 idea e realizza l’Evento multimediale 1915 IL CANTO SPEZZATO dedicato alla vittime del Genocidio degli Armeni, che da allora è stato rappresentato numerose volte a Milano e in altri Comuni. Il 21 aprile 2018 è stato rappresentato in Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, per la Ricorrenza del Genocidio degli Armeni, il 24 aprile.

Giacomo Piazza
Si diploma giovanissimo col massimo dei voti e la lode sotto la guida del Maestro Maurizio Zana. Si è perfezionato a Senlis in Francia con Gyorgy Cziffra, pianista dotato di forte personalità. Ha svolto attività concertistica come solista, in duo, in trio. Apprezzato accompagnatore di cantanti lirici. Insegnante di accademie musicali e al Conservatorio di Cagliari.

Luca D’Addino
32 anni, attore diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Incontra nel suo percorso teatrale registi quali Claudio Morganti, Serena Sinigaglia, Massimo Navone, Milena Costanzo con i quali ha l’opportunità di lavorare nel corso degli anni. L’ultima produzione all’attivo lo vede interprete di un testo inedito di Dario Fo e Franca Rame “Storia di Qu” per la regia di Massimo Navone.

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Armenia-Cipro: governo di Erevan approva decreto per accordo con Nicosia su reciproca protezione dati riservati (Agenzianova 29.11.18)

Erevan, 29 nov 10:45 – (Agenzia Nova) – Il governo armeno ha approvato la bozza di un decreto presidenziale teso all’approvazione di un accordo per la reciproca protezione d’informazioni riservate tra l’Armenia e Cipro. Lo riferisce l’agenzia di stampa “Armenpress”, aggiungendo che la questione è stata introdotta durante la sessione parlamentare di oggi dal direttore del Servizio di sicurezza nazionale armeno, Artur Vanetsyan. Stando alle dichiarazioni rilasciate, il governo di Erevan darebbe grande importanza al rafforzamento e al costante sviluppo dei rapporti bilaterali con Nicosia. “La ratifica dell’accordo contribuirà sensibilmente a proteggere le informazioni confidenziali di cui i due paesi entreranno in possesso nel quadro della loro cooperazione bilaterale”, ha affermato Vanetsyan. (Res)

Torna “Arte Salerno”, edizione 2018 (con la partecipazione dell’Armenia) (Repubblica 28.11.18)

Al via sabato 1 dicembre la terza edizione di “Arte Salerno 2018”. L’esposizione internazionale di arte contemporanea “Arte Salerno 2018”, sarà visitabile dal 1 al 9 dicembre a Palazzo Fruscione ed alla Chiesa della Santissima Addolorata, nel cuore del centro storico di Salerno.

Il vernissage si terrà sabato alle 17, a Palazzo Fruscione. Madrina d’eccezione sarà la conduttrice Tv Veronica Maya. La premiazione si terrà al Teatro Augusteo domenica 9 dicembre. Fil rouge della terza edizione di “Arte Salerno 2018” sarà il tema della metamorfosi, caro ad Escher, che amò tanto l’Italia e la Costiera amalfitana in particolare, tanto da inserire in “Metamorphosis”, uno dei suoi capolavori più conosciuti ed apprezzati, l’immagine del Duomo di Atrani, unica figura reale incastonata in una sequenza geometrica.

La manifestazione è organizzata dall’associazione ArtetrA Art Associates presieduta da Veronica Nicoli, con il supporto di Prince Group presieduto da Armando Principe ed in collaborazione con il Comune di Salerno ed il Comune di Atrani (Costiera amalfitana).

Gode, inoltre, del patrocinio della Regione Campania, dell’Accademia delle Belle Arti dell’Armenia e del Ministero dei Beni Culturali armeno. Oltre 170 gli artisti che parteciperanno all’esposizione e che, nella creazione delle loro opere, si sono ispirati al tema. Il percorso espositivo è stato allestito a Palazzo Fruscione e nella Chiesa della Santissima Addolorata. In quest’ultima location sono state allestite, in particolare, una mostra in cui esporranno 14 maestri ceramisti e 6 personali curate dalla Prince Group.

La selezione delle opere è stata effettuata da un comitato internazionale di esperti, composto da: Armando Principe (Presidente Prince Group Foundation); Veronica Nicoli (Curatrice ed organizzatrice di eventi); Luca Cantore D’Amore (Critico d’arte); Jean Blanchaert (gallerista e critico d’arte); Rosario Sprovieri (Curatore e direttore Mibact); Vart Mesrobian (artista e docente a Yerevan in Armenia); Roger De Tanios (Global Artist in Libano); Bruno Perpetuo (Art director di ArtYouReady Niteroi in Brasile); Gonzalo Madeira (Direttore artistico dell’Atelier Natàlia Gromicho a Lisbona); Giovanni Sciola (Direttore dell’Istituto di Cultura Italiano a Praga);Marco Brunella (Coordinatore del progetto “Italian Art Tour Abu Dhabi – Emirati Arabi”); Serena Bucalo(Fondazione Giacometti di Parigi) ed il docente universitario Marco Galdi (Presidente della Società Filellenica Italiana).

Diversi i premi a cui concorrono gli artisti partecipanti. In una manifestazione in cui Escher è l’ospite d’onore non poteva mancare il Premio “Escher Metamorphosis Award”, che verrà assegnato all’artista che si sarà distinto per la capacità di rappresentare il concetto della metamorfosi. Il riconoscimento “Alfonso Gatto Award”, invece, è un omaggio al poeta e scrittore salernitano e sarà assegnato all’artista che avrà saputo esprimere la poeticità dell’espressione artistica.

Diversi premi, inoltre, daranno agli artisti la possibilità di esporre, nel corso del 2019, nelle capitali mondiali dell’arte, tra cui Madrid, Lisbona, Praga e Abu Dhabi. Non mancheranno, infine, i premi che sono diventati un appuntamento fisso per gli artisti: “Icon Art Magazine Award”, “Prince Art Gallery Award” e “Prince Group Auctions Award”, di esclusivo appannaggio del presidente di Prince Group Armando Principe.

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Dall’Australia agli Usa, dall’Armenia all’Italia, piccolo viaggio alla scoperta dei vini in anfora (Winenews.it 28.11.18)

A Trofeo Estate, a Mornington Peninsula, a Victoria in Australia, c’è una vigna a un chilometro e mezzo dal mare, dove il proprietario Jim Manolios si è innamorato dell’anfora. “La prima volta che anch’io ho visto un’anfora è stato nel 2013 – racconta l’enologo Richard Darby – nessuno praticava il vino in anfora. Da allora sono arrivate nella nostra cantina ben 90 anfore di terracotta da Impruneta, dalla fornace Artenova, e dopo una sperimentazione sia in terracotta che tradizionale, stiamo passando alla sola terracotta”. Dall’Austrialia all’Armenia, il Karasì di Zorah Wines è un vino affinato negli antichi karas armeni. Dall’Armenia all’Italia, la cantina Foradori considera l’anfora come un’opportunità di crescita, qualcosa da cui imparare. Sono solo alcune delle testimonianze emerse, nei giorni scorsi, a “La Terracotta e il Vino 2018” alla Fornace Agresti a Impruneta, città per eccellenza della terracotta alle porte di Firenze, e capitale della vinificazione in anfora per la biennale internazionale dedicata all’uso della terracotta in enologia con produttori italiani ed internazionali che credono in questo nuovo modo di fare vino, lo praticano ed hanno un mercato che sta dando risultati interessanti.
Tra le storie dal mondo di scelta legata all’anfora, dall’Oregon negli States, c’è quella della Beckham Estate Vineyard di Andrew Beckham che ha raccontato come tutto nacque nel 2012 da un’idea legata alla ceramica, poi diventata oggi il progetto di una vigna di 10 ettari con un’azienda dove lui e la moglie praticano l’agricoltura biologica e da due anni anche la biodinamica, e dove producono il vino in anfora A.D. Beckham. In Borgogna “La Pousse D’or – ha spiegato il proprietario, Ubert Rossignol – è stata la prima azienda a utilizzare l’anfora”. Da Vini Visintini in Friuli Venezia Giulia, il Friulano, ha raccontato Oliviero Visintini, “fa 40 giorni di macerazione a contatto con vinacce e un anno in anfora. La terracotta era un passaggio che mi interessava”. Ma tra le case history da tutti i Continenti di cantine che utilizzano grandi anfore realizzate a mano da artigiani con la pregiatissima terra imprunetina, si va dal Castello del Trebbio alla Tenuta Il Borro e la Oliviero Toscani Wine nel Belpaese, all’americana Montinore Estate.

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Rho. 1915, il canto spezzato. I crimini contro l’umanità non vanno in prescrizione (Mi-Lorenteggio.com 27.11.18)

Rho,  27 novembre 2018 -Venerdì 30 novembre alle ore 21.00 il Comune di Rho ricorda il Genocidio degli Armeni perpetrato dal governo dei Giovani Turchi a partire dal 1915 con la serata dedicata alla memoria, alla musica, ai canti e alla poesia armena “1915, il canto spezzato. I crimini contro l’umanità non vanno in prescrizione“.

Il soprano Ani Balian, accompagnata al pianoforte dal maestro Giacomo Piazza, interpreterà i canti armeni tradizionali raccolti dal grande etnomusicologo Gomidàs; la musica sarà alternata ad interventi di reading, di letture di testimonianze tratte da pubblicazioni dell’epoca sulle efferate violenze subite dalla popolazione armena, donne, bambine, bambini inermi, con precisi agganci ad accadimenti attuali, e di poesie di poeti armeni che hanno vissuto in prima persona il genocidio prima di essere a loro volta trucidati.

L’annientamento della popolazione armena in Anatolia è stata completata con la distruzione delle testimonianze della sua millenaria cultura e storia su quelle terre e la rovina quasi totale del patrimonio architettonico.

La proiezione di immagini dell’epoca contribuirà alla contestualizzazione storica degli eventi.

L’evento gratuito è all’Auditorium di via Meda 20.

Commenta l’Assessora alla Cultura Valentina Giro:

“All’interno della programmazione del mese dei diritti, abbiamo inserito un momento in ricordo del primo violento genocidio del XX secolo, messo in atto dal governo dei Giovani Turchi dal 1915. Arresti, deportazioni e marce della morte colpirono oltre un milione di Armeni, causando la morte di uomini, donne e bambini innocenti. Nonostante i numerosi appelli internazioni, il governo turco ancora non riconosce il genocidio, negando che si sia verificata una strage di tali proporzioni. Lo spettacolo vuole essere uno stimolo per i nostri cittadini a conoscere questo pezzo di storia ancora in parte negata e promuovere il riconoscimento del genocidio, già sostenuto dall’Unione Europea, dall’Italia e da un numero sempre maggiore di paesi per rendere giustizia alle vittime e a tutto il popolo Armeno.”

Ani Balian
Armena cittadina Italiana, vive a Milano. Dopo gli studi musicali e teatrali (Accademia di Brera, Conservatorio, Piccolo Teatro di Milano), continua lo studio della tecnica vocale con Franco Corelli, approfondendo con il grande tenore il repertorio del soprano drammatico. Si dedica inoltre al repertorio liederistico, con particolare attenzione a quello tedesco e russo. Avendo iniziato lo studio del canto come mezzosoprano, ha in repertorio anche i ruoli tipici di questa voce. Svolge attività concertistica e teatrale in Italia e all’estero. Nel settembre 2014 idea e realizza l’Evento multimediale 1915 IL CANTO SPEZZATO dedicato alla vittime del Genocidio degli Armeni, che da allora è stato rappresentato numerose volte a Milano e in altri Comuni. Il 21 aprile 2018 è stato rappresentato in Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, per la Ricorrenza del Genocidio degli Armeni, il 24 aprile.

Giacomo Piazza
Si diploma giovanissimo col massimo dei voti e la lode sotto la guida del Maestro Maurizio Zana. Si è perfezionato a Senlis in Francia con Gyorgy Cziffra, pianista dotato di forte personalità. Ha svolto attività concertistica come solista, in duo, in trio. Apprezzato accompagnatore di cantanti lirici. Insegnante di accademie musicali e al Conservatorio di Cagliari.

Luca D’Addino
32 anni, attore diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Incontra nel suo percorso teatrale registi quali Claudio Morganti, Serena Sinigaglia, Massimo Navone, Milena Costanzo con i quali ha l’opportunità di lavorare nel corso degli anni. L’ultima produzione all’attivo lo vede interprete di un testo inedito di Dario Fo e Franca Rame “Storia di Qu” per la regia di Massimo Navone