“Mayrig”, alla Ginestra un approfondimento dedicato al genocidio armeno (Valdarnopost.it 22.02.17)

Uno dei primi genocidi della storia, quello del popolo armeno, compiuto all’inizio del ventesimo secolo, sarà protagonista di una mattinata di approfondimento in programma sabato 25 febbraio al Centro Culturale di Ginestra Fabbrica della Conoscenza, a Montevarchi.

Un evento che vedrà la partecipazione di Letizia Leonardi, che ha curato la traduzione del romanzo biografico del regista francese Henri Verneuil “Mayrig”  edito da Divinafollia nel 2015. Mayrig è il racconto dell’odissea della famiglia di Azad Zakarian, dalle persecuzioni in Anatolia all’arrivo a Marsiglia, fino a narrare tutte le difficoltà incontrate da parte della famiglia “mediorientale” nel tentativo di integrarsi nella società francese dell’epoca.

Durante la presentazione saranno proiettate alcune scene del film omonimo, foto e documenti originali sul genocidio degli armeni. Porteranno i loro saluti il vicesindaco Luciano Bucci e l’assessore Maura Isetto. All’iniziativa saranno presenti anche due classi del Liceo scientifico del Varchi.

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Armenia, ministro difesa: Nostre forze armate gestiscono missili Iskander (IlVelino.it 22.02.17)

I sistemi missilistici Iskander sono stati forniti all’Armenia dalla Russia e sono gestiti dalle locali forze armate armene. Lo ha detto a Sputnik il ministro della difesa di Erevan, Vigen Sargsyan. “È ovvio che il sistema Iskander sia stato consegnato in Armenia perche tutti li hanno visti – ha detto il ministro -. Il fatto che questo sistema missilistico appartenga alle nostre forse armate lo posso confermare con assoluta certezza”, ha detto Sargsyan che non ha voluto rispondere ad altre domande – tra cui quando, quanto e quali termini di pagamento sono previsti – in quando sono informazioni classificate come “top secret”. “Noi li gestiamo e noi li possediamo”, ha proseguito il ministro. Il sistema missilistico russo Iskander è stato mostrato per la prima volta durante la parata del 21 settembre scorso, festa dell’indipendenza dell’Armenia. Questi sarebbero stati adottati dalle forze armate armene gia precedentemente a quella data e sono stati allertati durante la crisi del Nagorno-Karabakh dell’aprile 2016.

Iskander missile systems supplied by Russia in 2016 are owned and managed by the Armenian Armed Forces, Armenian Defense Minister Vigen Sargsyan told Sputnik. “The fact that Iskanders were delivered to Armenia I think is obvious, because everyone clearly saw them. The fact that they belong to the Armenian Armed Forces I can confirm with absolute certainty,” Sargsyan said. The minister said other questions are classified as “top secret,” including “when, how much, what payment terms and others.” “We do manage them, we are the ones own them. This is where I can open the veil of secrecy for you,” Sargsyan said. Iskanders were first demonstrated on September 21 at a military parade in Yerevan marking the 25th anniversary of Armenia’s independence. They were reportedly adopted by Armenia’s Armed Forces earlier and were put on combat alert during the escalation in Nagorno-Karabakh in April 2016

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Ministero della Difesa Armenia: cooperazione con la NATO non è né sarà contro la Russia (Sputnik 22.02.16)

L’interazione dell’Armenia con la NATO non è mai stata e non sarà mai diretta contro gli interessi dell’alleanza con la Russia. Lo ha detto il ministro della Difesa dell’Armenia Vigen Sarkisian.

“I nostri rapporti con la NATO sono sempre e pubblicamente in linea con quelli dei nostri partner alleati. Non ne abbiamo mai fatto un segreto, la nostra interazione non sarebbe potuta essere, né sarà mai, diretta contro gli interessi della nostra alleanza strategica con la Russia” ha detto il ministro in un’intervista a Ria Novosti, ricordando che la NATO realizza una serie di operazioni di mantenimento della pace, sanzionate delle Nazioni Unite.

Secondo Sarkizian, “per l’Armenia è molto importante e utile acquisire conoscenza e esperienza di partecipazione a tali operazioni di pace multinazionali”.

Il ministro ha anche sottolineato che il programma di partenariato individuale dell’Armenia e della NATO “si rivolge in primo luogo allo sviluppo di sistemi di controllo democratico sulle forze armate, il loro rafforzamento, che si basa su forme di governo parlamentari, come in molti paesi membri della NATO”.

Nagorno-Karabakh: esito posistivo per il referendum, ma il vero risultato è un passo indietro nei negoziati fra Armenia e Azerbaigian (Agenzia Nova 21.02.17)

Erevan, 21 feb 16:32 – (Agenzia Nova) – Il referendum costituzionale che si è tenuto ieri nel Nagorno-Karabakh, a prescindere dal risultato positivo, ha riacceso i riflettori sulla…

Promosso dal presidente dell’autoproclamata repubblica, Bako Sahakyan, e proposto dopo l’approvazione ottenuta dal parlamento locale, il…

E proprio dall’Armenia giungono dei pareri positivi sul voto. Secondo quanto affermato dal vicepresidente del parlamento armeno, Eduard Sharmazanov,…

“Il Nagorno Karabakh può e deve ottenere l’indipendenza”, ha affermato la delegazione di osservatori russi – Vladimir Yevsen, Valery Korovin…

“L’affluenza del 76 per cento al referendum costituzionale dimostra la volontà diretta degli abitanti della regione di partecipare al loro…

Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian per l’area contesa è iniziato nel febbraio 1988, quando la regione autonoma del Nagorno-Karabakh…

Lo scorso aprile, dopo un periodo di relativa stabilità, la situazione si è nuovamente inasprita in quella che è stata denominata in Nagorno-Karabakh…

Lo scorso 20 giugno la Russia ha tentato di assumere un ruolo di mediazione diretta nel conflitto fra Armenia e Azerbaigian relativo alla… (Res)

Cagliari, apre il primo ristorante armeno: il cibo è multietnico (Castedduonline 20.02.17)

Il personaggio del giorno di Cagliari Online è Edo: laureato in Russia, è sbarcato in Sardegna per occuparsi di turismo e villette, poi ha avuto un’idea originale. Aprire a Cagliari il primo ristorante armeno. Intanto spopolano i sushi e spariscono i kebab

C’è un angolo di Armenia a Cagliari, mimetizzato e semi sconosciuto. Il personaggio del giorno di Cagliari Online oggi è Edo: laureato in Russia, è sbarcato in Sardegna per occuparsi di turismo e villette, poi ha avuto un’idea originale: aprire a Cagliari il primo ristorante armeno, insieme al socio Garik Behlarian. Il locale si chiama Nur. E per farlo ha acquistato un enorme forno interrato, tipico del suo paese, dove la carne viene cotta alla brace letteralmente a puntino. “Carne rigorosamente sarda però, infatti le quaglie sono di Dolianova e il maiale è di Samassi- spiega Edo- diciamo che ci fa piacere portare qui in Sardegna le tradizioni dell’Armenia. Di nostro abbiamo a volte i dolci, i vini ma soprattutto il modo di cucinare”.

In viale Regina Margherita c’è dunque l’Armenia a Cagliari, in un panorama della ristorazione che diventa sempre più multietnico in città. Stanno letteralmente sparendo i kebab, ma spopola il cibo indiano con Namastè e Tandoori. Si assiste a un vero e proprio boom di ristoranti di sushi in città, gestiti da giapponesi e cinesi, come quello di Luca Wang in viale Diaz. Mentre il cinese storico resiste con La Pagoda e la Muraglia. Poi resiste la Kasbah africana. Ma la vera novità sembra davvero questo piccolo ristorantino armeno: “Noi ci proviamo- spiega Edo- ci piace fondere la bontà della carne sarda con la cottura alla brace tipica del nostro Paese. D’estate affitto villette a Villasimius, ma mi piacerebbe restare qui e aprire presto un ristorante più grande”.

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Il Catholicos armeno Karekin II convoca un summit per affrontare i problemi interni del Patriarcato armeno di Costantinopoli (Agenzia Fides 20.02.17)

Erevan (Agenzia Fides) – Il Patriarca Karekin II, Catholicos di tutti gli Armeni, ha convocato a Erevan, presso la Sede patriarcale del Catholicosato di Echmiadzin, alcuni dei protagonisti della disputa in atto intorno alla prossima elezione del Patriarca armeno apostolico di Costantinopoli, nel tentativo di sciogliere i nodi di una vicenda che continua ad aggrovigliarsi. Il summit tra il Catholicos Karekin e i membri autorevoli del Patriarcato armeno apostolico di Costantinopoli – riferiscono fonti armene – è in programma per la settimana corrente.
La guida del Patriarcato armeno apostolico di Costantinopoli, con sede a Istanbul, appare incerta da quando, nel 2008, il Patriarca Mesrob II Mutafyan è stato colpito da una malattia incurabile. Da allora, le funzioni di Vicario del Patriarca sono state assolte dall’Arcivescovo Aram Ateshyan. Negli ultimi anni la comunità armena apostolica di Turchia vive un dibattito, a tratti lacerante, sulla possibile successione di Mesrob, con membri autorevoli della comunità armena presente in Turchia che sostenevano la necessità urgente di eleggere un Co-Patriarca con funzioni piene, e altri che si richiamavano alle strette regole secondo cui non era possibile procedere all’elezione di un nuovo Patriarca fino a quando era in vita il suo predecessore.
La situazione si era sbloccata lo scorso ottobre, quando l’Assemblea sinodale del Patriarcato armeno aveva annunciato il ritiro di Mesrob dalle funzioni patriarcali, ed erano state avviate, con il placet delle autorità civili, le procedure per l’elezione di un nuovo Patriarca. Nelle scorse settimane si era consumato un nuovo scontro tra il Vescovo armeno apostolico Sahak Mashalyan e il Vicario generale Aram Ateshyan, con il primo che aveva accusato il secondo di ostacolare dalla sua posizione il processo elettorale. Tra i due contendenti – riferiscono fonti mediatiche turche, consultate dall’Agenzia Fides – era poi stato concordato un protocollo in base al quale l’elezione del nuovo Patriarca si sarebbe dovuta tenere il prossimo 28 maggio. Ma proprio questo accordo locale sembra aver provocato obiezioni da parte del Catholicosato di Echmiadzin: secondo i media turchi, il Catholicos Karekin ha giudicato il protocollo sottoscritto da Ateshyan e Mashalyan come una violazione dei regolamenti in vigore per l’elezione patriarcale, e per questo ha convocato a Erevan i due Vescovi e altri rappresentanti del Patriarcato armeno apostolico di Costantinopoli, con l’intento di superare le divergenze e concordare insieme una procedura elettorale legittima e riconosciuta da tutti. (GV) (Agenzia Fides 20/2/2017).

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Molto più di un profumatore d’ambiente: la Carta d’Armenia (Greenme.it 16.02.17)

Amanti degli incensi e delle atmosfere un po’ mistiche, quella di cui vi parlo oggi è una validissima ed ecologica alternativa al più comune bastoncino, che spesso brucia sprigionando non si sa bene cosa.
Parliamo della Carta d’Armenia o Papier d’Arménie: una carta aromatica officinale dalle numerose proprietà e dalle origini antiche, apprezzata per i suoi fumi balsamici.
Questa carta cosiddetta medicinale nasce nel XIX° secolo grazie al medico francese Auguste Ponsot, che dopo un viaggio in Armenia rimase così colpito dal profumo con cui gli abitanti purificavano le loro abitazioni, ottenuto bruciando una resina balsamica naturale: il Benzoino, che tentò di riproporlo in Europa e vi riuscì, dopo numerosi tentativi, con l’aiuto del farmacista Henri Rivier.

Quest’ultimo solubilizzò tale resina nell’ alcool e produsse una tintura di Benzoino nella quale intinse della cellulosa.

La preziosità della Carta d’Armenia viene soprattutto dalla presenza del Benzoino, dalle proprietà tonificanti, balsamiche e antiossidanti, molto utile contro il raffreddore perchè ottimo espettorante e fluidificante del catarro, in caso di mal di gola, influenza, sinusite, tosse e bronchite.
I suoi fumi balsamici rilassano e distendono in caso di ansia, allontanando cattivi pensieri e negatività.

Ma vediamo come si realizza una Carta d’Armenia.
La resina di Benzoino è ricavata dal Sitrax benzoin: un albero che cresce nelle foreste del Sud-Est asiatico, in particolare nelle zone a clima tropicale come Laos, Vietnam, Cambogia, Cina, Tailandia.

Quando raggiunge un diametro di circa 15 cm, alcune tacche vengono realizzate nella corteccia grigia in modo che la resina possa fluire e sei mesi più tardi essere raccolta.

Il rituale di produzione è lungo e tutto manuale: la resina viene disciolta in alcool per due mesi. Poi vengono aggiunte delle essenze. La miscela risultante viene usata per impregnare uno speciale tipo di carta assorbente. Dopo l’ ammollo è il momento dell’essiccazione e dopo sei mesi i fogli vengono tagliati e assemblati in un blocchetto.

La carta aromatica è un prodotto ecologico, privo di sostanze inquinanti, la cui carta è certificata dal FSC, un’organizzazione internazionale indipendente, che agisce per la gestione responsabile delle foreste in tutto il mondo.

Oggi può essere utilizzata per sfruttarne le proprietà balsamiche e purificanti, per eliminare gli odori persistenti in casa come fumo di sigarette, fritture o animali, oppure come ottimo profumatore per i cassetti dell’armadio.

In passato era un rimedio efficace per la sanificazione di ambienti a rischio come ospedali o luoghi affollati come collegi, tende da campo…

Come si usa?

Si preleva una cartina, si piega a fisarmonica, si accende un lembo e vi si soffia subito sopra per spegnerlo e per dare vita al fumo, quindi si tratta di una combustione senza fiamma.

Si lascia su di un piattino facendo in modo che sprigioni la sua essenza e profumi l’ambiente.

Esiste anche la versione italiana e si chiama Carta Aromatica d’Eritrea.

E’ stata creata nel 1927 dal Dott.Vittoriano Casanova, farmacista di Piacenza, che dopo un viaggio in Eritrea e in Somalia venne a conoscenza dell’uso di resine ed essenze naturali per profumare e purificare i palazzi.
Dopo oltre tre anni di ricerca realizzò La Carta Aromatica d’ Eritrea che da allora viene realizzata con la stessa formulazione: muschi e resine di origine Africana ed Asiatica, che vengono polverizzate a mano nel mortaio e lasciate per settimane in infusione in alcool puro, poi unite a un mix di oltre 30 oli essenziali
Con questa miscela viene imbevuta la carta composta da cellulosa pura e dopo l’asciugatura viene tagliata per realizzare i classici libretti.

E allora, soprattutto in questo periodo di malanni… Buon respiro a tutti!

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Hotel Gagarin: prime foto del film con Claudio Amendola e Luca Argentero (Cinematographe 15.02.17)

Le riprese erano iniziate a Roma lo scorso 14 dicembre, per poi proseguire in Armenia per cinque settimane – dall’11 gennaio al 14 febbraio 2017 – nelle località di Sevan e Yerevan.

Scritta dallo stesso Spada con Lorenzo Rossi Espagnet, Hotel Gagarin è una commedia brillante romantica, malinconica, visionaria e racconta la storia di cinque italiani, spiantati e in cerca di un’occasione, che vengono mandati a girare un film in Armenia. Appena arrivati, scoppia una guerra e il sedicente produttore sparisce con i soldi. Abbandonati all’Hotel Gagarin, isolato nei boschi e circondato dalla neve, trovano il modo di inventarsi un’originale e inaspettata occasione di felicità che non potranno mai dimenticare.

Il film prodotto da Marco Belardi è una produzione Lotus Production, una società di Leone Film Group, con Rai Cinema. Fanno parte del cast tecnico: il direttore della fotografia Maurizio Calvesi, la scenografa Luisa Iemma e la costumista Elena Minesso.

Il regista Simone Spada ha spiegato:

“Sentivo l’esigenza di raccontare una storia di speranza, sogni, popoli ed esseri umani marginali di varia natura e di raccontarla col sorriso della commedia, attraverso il mezzo che amo e conosco meglio: il cinema. Ho pensato ad un film che non parla di cinema ma che lo usa come pretesto, come possibilità di esplorazione, di emozione, di incontri. […] I miei protagonisti rappresentano, per sesso ed età, un po’ tutti noi, con i nostri desideri, i nostri problemi, i nostri sogni. […] L’Armenia ricorda per certi versi l’Italia del dopoguerra, ricca di tradizioni culturali, territoriali, storiche e religiose, ma al tempo stesso protesa verso un futuro politico ed economico moderno e aperto”.

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Terekiev, Armenia a quattro mani (Il Giornale 15.02.17)

Continua il lavoro di scavo storico-musicale della pianista Victoria Terekiev. Dopo la recente pubblicazione di un cd con brani di compositori bulgari del Novecento, la musicista adesso affronta un brano a quattro mani dell’italiano Gian Francesco Malipiero, anche lui del secolo ventesimo, con la collega Maria Clementi. Il duo alla tastiera eseguirà, domani a Milano (ore 17 allo Spazio Scopricoop di via Arona) a cento anni dalla sua composizione e in prima assoluta, la partitura «Armenia», che in origine, nel 1917, Malipiero ha scritto per violino e pianoforte.

Il pezzo è costruito su melodie tradizionali armene. La Terekiev, papà bulgaro e madre italo-bulgara, in questo modo prosegue idealmente il suo percorso di approfondimento del repertorio popolare che ha iniziato proprio con il disco «Vento da Est», che indaga la musica della terra di Sòfia del secolo scorso. «I ritmi del folklore, ovvero 5/8, 7/8 e 9/16 spiega la pianista per essendo molto diversi si incrociano per vivacità e colore, condividendo una nostalgia che lungi dall’essere triste, rimanda ad atmosfere di danza, gioiose».

Ma non finisce qui: l’interprete il 20 aprile prossimo, sempre allo spazio Scopricoop, si cimenterà con un programma tra Oriente e Occidente. Un omaggio virtuosistico ai grandi nomi di Enescu, Vladiguerov e Glass.

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Armenia-Georgia: Ue promuove opportunità imprenditoriali transfrontaliere (Agenzianova 15.02.17)

Tbilisi, 15 feb 12:01 – (Agenzia Nova) – L’Unione europea sta cercando di promuovere le opportunità di business in Georgia e Armenia, fornendo informazioni pratiche sugli ambienti di lavoro dei due paesi e sulle normative economiche. Si tratta della nuova edizione delle linee guida per avviare un’attività imprenditoriale in Armenia e Georgia pubblicato dal progetto di sviluppo economico transfrontaliero finanziato dall’Ue che presta particolare attenzione al rafforzamento della capacità economica e dei rapporti commerciali nelle regioni di confine di Tavush in Armenia, e Kvemo Kartli in Georgia. Le linee guida forniranno assistenza ai potenziali partner commerciali dei due paesi. In particolare, il documento spiega come registrare una nuova attività, delinea le norme fiscali e spiega le modalità per ottenere permessi e licenze. Il progetto transfrontaliero per lo sviluppo economico è volto a migliorare le condizioni di vita delle comunità di confine nelle regioni Kvemo Kartli e Tavush e a rafforzare il loro potenziale, soprattutto nel settore dell’agricoltura. (Res)

Il Consorzio Leonardo sostiene le donne in Armenia (Ilfriuli.it 13.02.17)

Il Consorzio di cooperative sociali Leonardo, aderente a Confcooperative Pordenone, sta sviluppando un progetto per favorire l’occupazione femminile in Armenia nella cittadina di Dilijan: sarà dato supporto a un gruppo di donne che si costituiranno in una cooperativa per realizzare prodotti artigianali in ceramica e con incisioni su legno e pelli. La coop armena sarà inoltre aiutata nella commercializzazione delle opere in Friuli Venezia Giulia.

Il progetto, chiamato “Armenecoop“, ha mosso i primi passi due anni fa quando il responsabile dell’Ong armena Yccd partecipò al progetto europeo “Wosocoop” che coinvolse una quarantina di operatori giovanili di quindici diversi Paesi europei. Durante la settimana di permanenza a Casarsa della Delizia nella sede dell’associazione Il Noce, potè incontrare i rappresentanti di due cooperative del Consorzio: Il Ponte di Ghirano di Prata, che da diversi anni sostiene progetti in Armenia, e Il Piccolo Principe di Casarsa che opera da quasi trent’anni nel commercio equo e solidale. Con la cooperativa casarsese l’Ong armena ha in seguito realizzato due progetti di Servizio volontariato europeo (Sve), che han permesso a due giovani armene di conoscere la realtà della cooperazione friulana e fungere da collegamento.

“Con questo progetto – ha dichiarato Paola Marano (nella foto), vice presidente del Consorzio Leonardo e anche vice referente delle donne dirigenti cooperatrici di Confcooperative Fvg – aspiriamo a formare e dare supporto a un gruppo di donne di Dilijan fornendo strumenti, metodi e competenze per abilitarle ad avviare una cooperativa locale per la realizzazione di prodotti artigianali con ceramica e con incisioni su legno e pelli. Inoltre, attraverso un apposito piano di commercializzazione, puntiamo a inserire i prodotti nel circuito regionale delle botteghe del commercio e solidale. E questo dopo aver fornito un’adeguata conoscenza delle fasi di lavorazione dei prodotti artigianali per rispettare i criteri della normativa europea attraverso corsi visivi in tutorial. Confidiamo che queste forme di stabilizzazione lavorativa possano esser utili ed efficaci per questo Paese”.

Il progetto è stato valutato positivamente dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia che lo sostiene in base alla legge regionale sulla cooperazione allo sviluppo.

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