Che accade nella Diocesi del Papa? Una commemorazione ed una Messa per gli azeri musulmani che ora stanno sterminando i cristiani in Nagorno (ll Messalino 02.03.24)

Il 26 febbraio scorso la Parrocchia romana di S. Maria della Mercede ha ospitato una commemorazione organizzata dall’Ambasciata dell’Azeirbaigian presso la S. Sede (QUI il testo completo della comunicazione ufficiale dell’ambasciata). 

Tutto questo mentre chiese cristiane vengono distrutte dai governanti azeri, e cristiani vengono perseguitati e uccisi.

Pubblichiamo la lettera di protesta della comunità armena al parroco: “Ci sorprende, ci amareggiae indigna anche altre comunità cristiane, che codesta parrocchia abbia ritenuto opportuno ospitare un evento fondamentalmente politico, patrocinato da uno Stato che proprio ora sta abbattendo tutti i simboli religiosi cristiani nel Nagorno Karabakh (Artsakh) occupato dagli azeri lo scorso settembre e da cui tutta la popolazione cristiana armena è stata costretta a fuggire, per la quale anche Papa Francesco ha lanciato diversi appelli“.

Il Vicariato non ha nulla da dire?

Grazie ad una nostra cara amica per la segnalazione.

Luigi C.

LETTERA ALLA PARROCCHIA SANTA MARIA DELLA MERCEDE

Alla c.a. di P. Giuseppe Celano, parroco di Santa Maria della Mercede e sant’Adriano

Reverendo padre Celano,

abbiamo appreso, con stupore, da organi di stampa e da segnalazioni di amici italiani, che la Sua parrocchia ha ospitato un evento organizzato dalle ambasciate dell’Azerbaigian in Italia e presso la Santa Sede per commemorare le “vittime del genocidio di Khojaly”.

Ora, in quanto cristiani, siamo ben consci che la pietas per i caduti (tutti, senza alcuna distinzione) sia un valore superiore che deve superare ogni steccato e divisione.

Tuttavia, è d’obbligo sottolineare come il governo dell’Azerbaigian utilizzi queste “commemorazioni” unicamente come forma di propaganda e di odio contro gli armeni.

In verità la morte di un numero imprecisato di civili azeri, è avvenuto in circostanze molto controverse e presumibilmente addebitabile alle stesse forze armate azere con motivazioni di rivalità politica all’interno dell’Azerbaigian. Per approfondimenti consigliamo questa pagina dedicata: https://www.karabakh.it/la-verita-su-khojali/

 

Ma il punto non è ovviamente la ricostruzione storica e propagandistica del regime azero (peraltro agli ultimissimi posti nei report mondiali su libertà di informazione e tutela dei diritti civili e politici).

Ci sorprende, ci amareggiae indigna anche altre comunità cristiane, che codesta parrocchia abbia ritenuto opportuno ospitare un evento fondamentalmente politico, patrocinato da uno Stato che proprio ora sta abbattendo tutti i simboli religiosi cristiani nel Nagorno Karabakh (Artsakh) occupato dagli azeri lo scorso settembre e da cui tutta la popolazione cristiana armena è stata costretta a fuggire, per la quale anche Papa Francesco ha lanciato diversi appelli.

Notizie di abbattimenti di croci, di “restauri” di chiese trasformate in moschee, di atti vandalici nei cimiteri sono purtroppo all’ordine del giorno, per i quali alleghiamo qualche foto testimoniale.

Il governo dell’Azerbaigian, che si definisce “tollerante e multiculturale”, continua a professare odio verso gli armeni, minaccia l’esistenza della stessa Armenia (prima nazione a riconoscere il Cristianesimo nel 301!); Aliyev qualche anno fa proclamò che “la spada scintillante di Allah ruoterà sopra Erevan” (la capitale armena).

Siamo convinti che l’autorizzazione alla cerimonia sia stata concessa in totale buona fede ma temiamo che l’evento sia stato strumentalizzato a fini propagandistici e politici di cui è vittima anche la Sua comunità parrocchiale.

Grazie per l’attenzione e in attesa di Suo gradito riscontro porgiamo i nostri migliori saluti.

Consiglio per la comunità armena di Roma

www.comunitaarmena.it

 

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