FIRENZE – dal 9 aprile al 12 giugno 2026 – Mostra Cultural Entanglements across Medieval Armenia
Mostra
Cultural Entanglements across Medieval Armenia,
Firenze presso Palazzo Fenzi-Marucelli (via San Gallo 10) dal 9 aprile al 12 giugno 2026.
Mostra
Cultural Entanglements across Medieval Armenia,
Firenze presso Palazzo Fenzi-Marucelli (via San Gallo 10) dal 9 aprile al 12 giugno 2026.
L’iniziativa, sostenuta dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna e promossa dal Comune di Stazzema, si inserisce nel solco delle attività dedicate alla memoria e all’educazione ai diritti umani, temi particolarmente significativi in un territorio segnato dalla storia della strage di Sant’Anna.
La mostra propone un’analisi comparata di tre tra i più tragici genocidi del Novecento: quello degli Armeni, degli Ebrei durante la Shoah e dei Tutsi in Ruanda. Attraverso documenti, immagini e pannelli esplicativi, il percorso mette in luce i meccanismi politici, culturali e propagandistici che hanno reso possibili queste tragedie.
L’obiettivo è duplice: da un lato fornire strumenti di comprensione storica, dall’altro stimolare una riflessione critica sui segnali di odio, discriminazione e disumanizzazione ancora presenti nelle società contemporanee.
L’esposizione si collega idealmente a uno dei momenti fondativi della coscienza civile globale: l’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, il giorno successivo alla Convenzione per la prevenzione e la repressione del genocidio.
“Una mostra importante in un periodo in cui il termine genocidio è stato oggetto di attenzione per quanto accaduto a Gaza. Recuperare la memoria dei genocidi del Novecento offre un contributo di conoscenza sul piano storico e contemporaneamente è un monito a cambiare rotta, un invito alla pace, al rispetto, alla integrazione. La mostra mette l’accento sulla Shoah e sugli stermini di Armeni, Tutsi, Rom e Sinti. Già allestita a Palazzo Ducale in occasione del giorno della memora per iniziativa della provincia di Lucca e curata dal Memoriale della Shoah di Parigi, in collaborazione col Parco Nazionale della Pace abbiamo ritenuto di accoglierla per offrire in primis alle alle scuole ma anche ai cittadini una qualificata opportunità di approfondimento. Se la Shoah è tematica assai conosciuta non così le vicende di Armeni, Tutsi, Rom e Sinti, come non lo sono altre, penso agli Herero e ai Nama , sterminati nell’odierna Namibia dai Tedeschi fra il 1904 e il 1907. Ringrazio il Presidente Pierucci e la scuola di Pace per la preziosa disponibilità e fattiva collaborazione”.
La mostra sarà visitabile gratuitamente presso il Palazzo della Cultura di Cardoso nei giorni di sabato e domenica, dalle ore 15:30 alle 19:30.
Per scuole e gruppi organizzati è possibile prenotare visite in altri giorni e orari, contattando l’indirizzo email messo a disposizione dal Comune.
L’inaugurazione ufficiale è prevista per venerdì 20 marzo alle ore 16:00.
La città di Galatina si prepara ad accogliere un importante evento dedicato alla ricca cultura e alla millenaria storia degli Armeni. Occasione del convegno è la presentazione del libro del prof. armeno Kegham J. Boloyan, intitolato “Armeni, identità e memoria”, che si terrà il 26 marzo presso la Sala Pollio della Chiesa di San Biagio alle ore 18:30, e vedrà la partecipazione di studiosi, storici e rappresentanti della comunità armena, insieme a un momento di grande significato istituzionale.
L’evento sarà arricchito dalla presenza del Console della Repubblica Armena, Dario Rupen Timurian che sarà ricevuto dal Sindaco di Galatina dott. Fabio Vergine, in un incontro ufficiale a Palazzo Orsini volto a rafforzare i rapporti di amicizia e collaborazione tra le nostre comunità. Infatti, già nel 2018 l’Amministrazione comunale aveva riconosciuto il genocidio Armeno ( perpetrato dall’Impero ottomano tra il 1915 e il 1923 causando la morte di circa 3 milioni di persone per lo più cristiane) e nel 2019 è stata intitolata una strada cittadina dedicata ai “Martiri Armeni”.
Il convegno, organizzato dall’Ufficio Ecumenico dell’Arcidiocesi di Otranto e dal Centro Ecumenico Oikos “P. A. Lundin” di Galatina, si propone di approfondire le radici storiche, le tradizioni culturali e le sfide contemporanee dell’Armenia, offrendo al pubblico un’occasione unica di conoscere e valorizzare un patrimonio culturale di inestimabile valore.
PROGRAMMA
Ore 17:00 Palazzo Orsini – COMUNE DI GALATINA
Cerimonia di ricevimento del Console DARIO RUPEN TIMURIAN
ORE 18:00 Visita alla Strada cittadina intitolata ai “MARTIRI ARMENI”
ORE 18:30 Sala “Pollio” – Chiesa San Biagio – Galatina
Saluti istituzionali
Sindaco dott. FABIO VERGINE
don Pietro MELE direttore Ufficio Ecumenico
Intervento del Console DARIO RUPEN TIMURIAN
Dialogano con l’autore prof. KEGHAM BOLOYAN
ROSSELLA SCHIRONE
ANGELA MARIA RUTIGLIANO
ISABELLA OZTASCIYAN BERNARDINI D’ARNESANO
Nel corso della serata
– Presentazioni multimediali sulla cultura armena
– Tavola rotonda e confronto tra relatori e pubblico
– Momento di incontro e networking
L’evento è aperto a tutti e rappresenta un’occasione di promozione della diversità culturale e di rafforzamento dei legami tra le comunità.
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, si prega di contattare
Centro Ecumenico Oikos “P. A. Lundin” oikos.galatina@alibero.it
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Armeni, identità e memoria
https://www.lecceprima.it/eventi/armeni-identita-e-memoria-13901448.html
© LeccePrima
Formato da Anaïs Tekerian e Anna Garano, Ansahman propone un viaggio sonoro unico che unisce la musica tradizionale armena a influenze contemporanee e mediterranee.
Il nome Ansahman, che in armeno significa “illimitato”, racconta perfettamente l’identità del duo: un progetto artistico senza confini, nato circa dieci anni fa a New York dall’incontro tra le due musiciste.
La voce intensa di Anaïs Tekerian – già nota come membro del trio a cappella Zulal – si fonde con la chitarra di Anna Garano, caratterizzata da una formazione classica e flamenca. Il risultato è un linguaggio musicale originale, in cui le melodie tradizionali armene vengono reinterpretate con arrangiamenti moderni e suggestioni andaluse.
Il concerto propone una selezione di brani che spaziano tra:
Alcuni brani sono molto noti nella cultura armena, altri meno conosciuti, ma tutti vengono restituiti con un approccio contemporaneo capace di emozionare pubblici diversi.
Il progetto ha anche una forte dimensione storica e culturale: il duo ha partecipato allo spettacolo teatrale Lost Spring, ideato da Kevork Mourad, come omaggio alla memoria del genocidio armeno.
Nel corso della loro carriera, Ansahman si è esibito in importanti contesti internazionali, tra cui:
La loro musica è stata inoltre trasmessa più volte su Rai Radio 3, in programmi come Battiti e Sei gradi.
Il duo ha pubblicato due album:
Due lavori che rappresentano al meglio la loro ricerca musicale tra radici e sperimentazione.
I biglietti per il concerto sono disponibili:
📍 Luogo: Teatro Miela – Trieste
📅 Data: 23 marzo 2026
🕒 Orario: 20.30
CASA ARMENA
HAY DUN
Nell’ambito della rassegna Orizzonti dedicata a geopolitica e attualità internazionale promossa dall’associazione NordEstSudOvest con il Movimento federalista europeo, con Ada rete associativa e Storia&Memoria, sotto il patrocinio della Regione Veneto il prossimo 13 marzo alle ore alle 17.30 è previsto in sala San Filippo Neri, in Calle Giuseppe Veronese un incontro dedicato all’Armenia, affidato al professor Pierpaolo Faggi, già ordinario di Geografia Umana all’Università degli Studi di Padova. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’associazione Italia Armenia, approfondirà la storia e le prospettive future della nazione caucasica, da sempre snodo strategico tra Oriente e Occidente e punto di contatto tra Europa, Russia, Turchia e Iran. Particolare attenzione sarà dedicata al recente attivismo del governo armeno, impegnato nella normalizzazione dei rapporti regionali attraverso politiche di dialogo, sviluppo commerciale e potenziamento infrastrutturale.
Sala della Regina – Camera dei deputati
Palazzo Montecitorio – ingresso principale
Inizio ore 15.00
Ingresso consentito entro le ore 14.45 fino a capienza della Sala
Prenotazione obbligatoria entro lunedì 2 marzo
segreteria@gariwo.net
Agli uomini è richiesto di indossare la giacca.
Evento promosso da Fondazione Gariwo.
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Arriva alla Camera dei deputati Il Memorioso. Breve guida alla memoria del Bene, lo spettacolo scritto da Paola Bigatto e Massimiliano Speziani e ispirato ai libri di Gabriele Nissim. L’occasione è il 6 marzo, Giornata dei Giusti dell’Umanità, il Parlamento italiano con la legge n. 212 del 20 dicembre 2017 ha riconosciuto come solennità civile.
L’iniziativa, che si terrà alle ore 15.00 nella Sala della Regina a Palazzo Montecitorio, è promossa da Fondazione Gariwo e rappresenta l’avvio delle celebrazioni dedicate quest’anno ai Giusti per la democrazia, il dialogo e la nonviolenza.
Ad aprire l’evento sarà l’indirizzo di saluto della vicepresidente della Camera dei deputati Anna Ascani.
Cuore dell’incontro sarà l’intervento di Gabriele Nissim, presidente di Fondazione Gariwo e ideatore del progetto dei Giardini dei Giusti nel mondo, che oggi sono più di 300. Nissim porterà al centro del dibattito il valore della memoria del Bene come scelta individuale e come fondamento della democrazia, a partire dalla Carta della democrazia che è al centro delle cerimonie di quest’anno dedicate ai Giusti, che coinvolgeranno tutta la rete dei Giardini dei Giusti.
Nel suo intervento, Nissim richiamerà la figura di un “collega” d’eccezione: Dimitar Peshev, vicepresidente del Parlamento bulgaro che nel 1943, di fronte all’imminente deportazione degli ebrei, seppe mobilitare un intero Parlamento per impedirla. Fece delle istituzioni il baluardo della difesa della vita dei cittadini. La sua storia diventa oggi un paradigma: la democrazia non è una forma vuota, ma uno spazio di responsabilità che può salvare vite. A cui tutti i parlamentari sono chiamati sono chiamati ad aderire.
Da oltre vent’anni Gariwo sostiene che la memoria non debba limitarsi alla commemorazione delle vittime, ma debba valorizzare chi ha saputo opporsi al male. È questo il significato della Giornata dei Giusti dell’Umanità: una ricorrenza che supera le divisioni politiche e trasmette un messaggio di speranza, ricordando che in ogni circostanza ciascuno può diventare un argine contro il male.
Il progetto dei Giardini dei Giusti, nato a Milano, si è diffuso in più di 300 realtà nel mondo, dall’Africa al Medio Oriente, dall’Asia all’America Latina, anche grazie a un protocollo d’intesa con le Nazioni Unite per la promozione dei Giardini come strumento educativo.
Il Memorioso traduce questa idea in linguaggio teatrale: non una celebrazione retorica, ma un invito diretto allo spettatore a interrogarsi sul proprio ruolo nella storia. La scena diventa il luogo in cui la memoria del Bene prende forma, mostrando che l’opposizione al male non è un gesto straordinario riservato a pochi, ma una possibilità concreta inscritta nella coscienza di ciascuno.