ON Line – 20 marzo 2026 – Webinar “Medieval Yeghegis: Local Multiplicities, and Global Connections of a Rural Center on the Silk Road(s)

 

Webinar “Medieval Yeghegis: Local Multiplicities, and Global Connections of a Rural Center on the Silk Road(s)”, con Zaroui Pogossian e Michele Nucciotti,
venerdì 20 marzo alle ore 13:00 (ET) / 10:00 (PT).
Registrazione Zoom: https://bit.ly/4ui3wbw

 

 

Pogossian & Nucciotti March 20, 2026

MILANO – 15 marzo 2026 – Armeni Illustri nella Storia  –  Gregorio Sciltian

  Milano Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano tel.:  0039 340210117
Facebook: Casa Armena – Hay Dun 

 

 CASA ARMENA 

HADUN

Sabato 21
alle h. 16.00
 
Per il ciclo
 Armeni Illustri nella Storia
 parliamo di
 
Gregorio Sciltian
Գրիգոր Շիլտյան
 
 
Partecipano all’evento:
 
Mikhail Talalay
Vardui Halpaktcian
Aldo Ferrari
 

CHIOGGIA – 13 marzo 2026 – “Armenia crocevia del Caucaso”

Nell’ambito della rassegna Orizzonti dedicata a geopolitica e attualità internazionale  promossa dall’associazione NordEstSudOvest con il Movimento federalista europeo, con Ada rete associativa e Storia&Memoria, sotto il patrocinio della Regione Veneto il prossimo 13 marzo alle ore  alle 17.30 è previsto in sala San Filippo Neri, in Calle Giuseppe Veronese un incontro dedicato all’Armenia, affidato al professor Pierpaolo Faggi, già ordinario di Geografia Umana all’Università degli Studi di Padova. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’associazione Italia Armenia, approfondirà la storia e le prospettive future della nazione caucasica, da sempre snodo strategico tra Oriente e Occidente e punto di contatto tra Europa, Russia, Turchia e Iran. Particolare attenzione sarà dedicata al recente attivismo del governo armeno, impegnato nella normalizzazione dei rapporti regionali attraverso politiche di dialogo, sviluppo commerciale e potenziamento infrastrutturale.

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ROMA – 06 marzo 2026 – Il Memorioso. Breve guida alla memoria del Bene (Giornata dei Giusti)

Nella performance teatrale e nell’intervento del presidente di Gariwo , Nissim, si parlerà anche di Armin T. Wegner testimone di verità e giusto per gli armeni.

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Il 6 marzo alle 15. Aprirà le celebrazioni in tutta Europa

Sala della Regina – Camera dei deputati

Palazzo Montecitorio – ingresso principale

Inizio ore 15.00
Ingresso consentito entro le ore 14.45 fino a capienza della Sala

Prenotazione obbligatoria entro lunedì 2 marzo
segreteria@gariwo.net

Agli uomini è richiesto di indossare la giacca.

Evento promosso da Fondazione Gariwo.

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Arriva alla Camera dei deputati Il Memorioso. Breve guida alla memoria del Bene, lo spettacolo scritto da Paola Bigatto e Massimiliano Speziani e ispirato ai libri di Gabriele Nissim. L’occasione è il 6 marzo, Giornata dei Giusti dell’Umanità, il Parlamento italiano con la legge n. 212 del 20 dicembre 2017 ha riconosciuto come solennità civile.

L’iniziativa, che si terrà alle ore 15.00 nella Sala della Regina a Palazzo Montecitorio, è promossa da Fondazione Gariwo e rappresenta l’avvio delle celebrazioni dedicate quest’anno ai Giusti per la democrazia, il dialogo e la nonviolenza.

Ad aprire l’evento sarà l’indirizzo di saluto della vicepresidente della Camera dei deputati Anna Ascani.

Cuore dell’incontro sarà l’intervento di Gabriele Nissim, presidente di Fondazione Gariwo e ideatore del progetto dei Giardini dei Giusti nel mondo, che oggi sono più di 300. Nissim porterà al centro del dibattito il valore della memoria del Bene come scelta individuale e come fondamento della democrazia, a partire dalla Carta della democrazia che è al centro delle cerimonie di quest’anno dedicate ai Giusti, che coinvolgeranno tutta la rete dei Giardini dei Giusti.

Nel suo intervento, Nissim richiamerà la figura di un “collega” d’eccezione: Dimitar Peshev, vicepresidente del Parlamento bulgaro che nel 1943, di fronte all’imminente deportazione degli ebrei, seppe mobilitare un intero Parlamento per impedirla. Fece delle istituzioni il baluardo della difesa della vita dei cittadini. La sua storia diventa oggi un paradigma: la democrazia non è una forma vuota, ma uno spazio di responsabilità che può salvare vite. A cui tutti i parlamentari sono chiamati sono chiamati ad aderire.

Da oltre vent’anni Gariwo sostiene che la memoria non debba limitarsi alla commemorazione delle vittime, ma debba valorizzare chi ha saputo opporsi al male. È questo il significato della Giornata dei Giusti dell’Umanità: una ricorrenza che supera le divisioni politiche e trasmette un messaggio di speranza, ricordando che in ogni circostanza ciascuno può diventare un argine contro il male.

Il progetto dei Giardini dei Giusti, nato a Milano, si è diffuso in più di 300 realtà nel mondo, dall’Africa al Medio Oriente, dall’Asia all’America Latina, anche grazie a un protocollo d’intesa con le Nazioni Unite per la promozione dei Giardini come strumento educativo.

Il Memorioso traduce questa idea in linguaggio teatrale: non una celebrazione retorica, ma un invito diretto allo spettatore a interrogarsi sul proprio ruolo nella storia. La scena diventa il luogo in cui la memoria del Bene prende forma, mostrando che l’opposizione al male non è un gesto straordinario riservato a pochi, ma una possibilità concreta inscritta nella coscienza di ciascuno.

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CREMONA – 27 febbraio 26 – Presentazione del volume di Andrea Fenocchio “Fratelli d’oriente” – La Chiesa Cattolica e gli Armeni da Pio IX a Leone XIV

Venerdì 27 febbraio, ore 16.30
Sala Conferenze “Virginia Carini Dainotti”
della Biblioteca Statale di Cremona

“Fratelli d’oriente. La Chiesa Cattolica e gli Armeni da Pio IX a Leone XIV”

Presentazione del volume di Andrea Fenocchio

L’Armenia fu la prima nazione cristiana e la sua Chiesa rimase in comunione con Roma fino al Concilio di Calcedonia, quando divergenze teologiche ne determinarono la separazione. Da allora i rapporti con la Chiesa cattolica conobbero fasi alterne fino al Novecento, segnato da due eventi decisivi: il genocidio armeno e il Concilio Vaticano II. Durante la tragedia del genocidio, Papa Benedetto XV e mons. Angelo Maria Dolci si adoperarono per soccorrere il popolo armeno senza distinzioni confessionali. Il Vaticano II aprì una nuova stagione di dialogo con l’Oriente cristiano. Il volume ricostruisce questa vicenda attraverso documenti, storiografia e un’intervista ad Antonia Arslan.

Ingresso gratuito.

FIRENZE – 27 e 28 febbraio 2026 – L’archeologia come leva di crescita in Armenia, un progetto di cooperazione e turismo sostenibile

Può l’archeologia diventare una leva di crescita, creare nuove opportunità di conoscenza e alimentare un turismo più

Due sono gli appuntamenti aperti al pubblico per conoscere in modo più approfondito il progetto ArcheTourDev e scoprire i tre siti archeologici, dove dallo scorso anno lavorano fianco a fianco archeologi e restauratori.

Venerdì 27 febbraio, nell’Auditorium del Palazzo dei Congressi, alle 14.30, all’interno del XXII Incontro nazionale di Archeologia Viva, Michele Nucciotti professore associato di Archeologia Medievale all’Università di Firenze e coordinatore scientifico del progetto, presenterà l’intervento “Armenia: dove il passato nutre il futuro”.

Sabato 28 febbraio, nella Sala Onice, dalle 14.00 alle 16.00, si terrà l’incontro: “Armenia. Tra ricerca scientifica, opportunità di conoscenza e turismo sostenibile”. L’appuntamento, interamente dedicato al progetto in corso fino al 2027, prevede l’intervento di:

  • Michele Nucciotti, Lapo Somigli e Zaroui Pogossian, Università di Firenze
  • Emanuela Daffra e Anna Patera, Opificio delle Pietre Dure
  • Sergio Ferdinandi, Ismeo

I relatori illustreranno il loro lavoro di ricerca, restauro e valorizzazione dei siti archeologici di Garni, Dvin e Aruch, spiegando come l’archeologia in Armenia stia diventando sempre più un volano per un turismo sostenibile, con il coinvolgimento e la valorizzazione delle comunità locali.

L’incontro vedrà anche la partecipazione di Emilio Cabasino, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Per approfondimenti: www.archaeologyforpeople-armenia.unifi.it

ROMA – 27 febbraio 2026 – Fetsa liturgica di San Gregorio di Narek – Celebrazione a San Pietro

In occasione della Memoria liturgica di San Gregorio di Narek

i Dicasteri per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e per le Chiese Orientali,

insieme alla Rappresentanza della Chiesa Apostolica Armena presso la Santa Sede,

hanno il piacere di invitare la S.V. alla Celebrazione dei Vespri secondo la Liturgia Armena

che avrà luogo presso la Cappella del Coro della Basilica di San Pietro,

con la partecipazione

del Pontificio Collegio Armeno di Roma e della Congregazione dei Padri Armeni Mechitaristi di Venezia.

Venerdì 27 febbraio 2026  | ore 18.30

Seguirà la proiezione del docufilm Narekatsi  presso la Filmoteca Vaticana.

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Narekatsi, documentario proiettato in prima assoluta, è dedicato alla vita, all’opera e all’eredità spirituale di S. Gregorio di Narek,

monaco, mistico e teologo armeno, proclamato nel 2015 da Papa Francesco Dottore della Chiesa Universale.

Con il contributo di autorevoli teologi ed armenologi, il film esplora la ricchezza della poesia e la profondità del pensiero teologico

di S. Gregorio di Narek, evidenziando l’attualità del suo messaggio universale sulla fede, sul pentimento e sul cammino interiore dell’uomo.

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Il presente invito consente l’ingresso alla Basilica attraverso il Cancello Petriano (Piazza del Santo Uffizio)

Si gradisce cortese conferma entro il 21 febbraio all’indirizzo unitas@christianunity.va

CARRARA – dal 20 febbario – MIKAYEL OHANJANYAN. LEGAMI: TIES THAT BIND

MIKAYEL OHANJANYAN

LEGAMI: TIES THAT BIND

14 FEBBRAIO/30 AGOSTO 2026

a cura di

Christopher Atamian e Tamar Hovsepian

Carrara, mudaC | museo delle arti di Carrara

Via Canal del Rio,

Carrara

open

fino al 31 maggio: martedì/domenica 9:30-12:30 / 15:00-18:00. Chiuso lunedì

dal 1 giugno al 30 agosto: martedì, sabato, domenica 17:00-20:00, mercoledì e giovedì 9:30-12:00, venerdì 18:00-22:00

Chiuso il 14.08

mudac.museodellearticarrara.it

 

 

Cover: Mikayel Ohanjanyan, Legami Ties that Bind, 2025: marmo statuario bianco di Carrara, cavi d’acciaio inox, 121x210x90 cm (dettaglio)

Photo credits: Nicola Gnesi 

 


Dal 14 febbraio al 30 agosto 2026 il mudaC | museo delle arti di Carrara accoglie l’arte di Mikayel Ohanjanyan ospitando la personale “Mikayel Ohanjanyan. Legami: Ties That Bind”, a cura di Christopher Atamian e Tamar Hovsepian di Atamian Hovsepian Curatorial Practice, piattaforma curatoriale con base a New York. Nato nel 1976 a Yerevan (Armenia), Mikayel Ohanjanyan vive e lavora tra Firenze e Carrara. Ha ricevuto la sua formazione presso l’Accademia Statale di Belle Arti di Yerevan e l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ohanjanyan ha partecipato a numerosi eventi di rilievo internazionale: nel 2015 ha esposto nel Padiglione Nazionale dell’Armenia alla 56ª Biennale d’Arte di Venezia, vincitore quell’anno del Leone d’Oro.

Mikayel Ohanjanyan

Nel 2016, ha presentato due grandi installazioni site-specific per il progetto “La Statale Arte” presso l’Università La Statale di Milano. Inoltre, il suo progetto “Diario” è stato selezionato per il Frieze Sculpture Park, esposto al Regent’s Park di Londra. L’opera ora fa parte della collezione permanente dello Yorkshire Sculpture Park. Nel 2017, ha partecipato alla prima edizione di STANDART, la Triennale d’Arte Contemporanea dell’Armenia, e lo stesso anno alcune sue opere sono state esposte alla Fiac – On Site, all’aperto di fronte al Petit Palais di Parigi.  Nel 2018, ha vinto il Premio Internazionale d’Arte Contemporanea E. Marinelli per il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, dove la sua opera è ora parte della collezione permanente. Nel 2021, Mikayel Ohanjanyan ha vinto il concorso indetto dalla CEI/Vaticano per la realizzazione di opere d’arte liturgiche per la chiesa di Don Giovanni Bosco a Bagheria, in Sicilia. Tra gli altri riconoscimenti, si annoverano il Premio Targetti Light Art (2009) e il Premio Henraux (2014).

Mikayel Ohanjanyan, Legami Ties that Bind, 2025, installation view

Attraverso cinque sculture in marmo concepite come un’unica monumentale installazione, la mostra si concentra sugli elementi chiave della ricerca più recente dell’artista: i legami intesi come connessione, memoria storica e resilienza, rappresentati da lavori che parlano di identità, tempo e relazioni umane. L’esposizione è promossa dal Comune di Carrara e prodotta dal mudaC ǀ museo delle arti Carrara con il contributo all’artista di AGBU Armenian General Benevolent Union e di Patrick Bahadourian. Si ringraziano inoltre per la sponsorizzazione tecnica Kooling e Tenax SpA.

Mikayel Ohanjanyan, Legami Ties that Bind, 2025, installation view

Ci tengo anzitutto a ringraziare Mikayel Ohanjanyan non solo per questa bellissima mostra, ma per il rapporto speciale che ha tessuto ormai da anni con Carrara – sottolinea la sindaca di Carrara Serena Arrighi -.  Mikayel Ohanjanyan è un protagonista attivo della vita culturale e artistica cittadina e questa cosa ci inorgoglisce. Da secoli il più grande tesoro di Carrara è il suo essere punto di riferimento e crocevia di artisti e creativi di ogni parte del mondo. Tutti loro trovano qui non solo il saper fare dei nostri artigiani, ma anche un terreno fertile dove coltivare e realizzare i loro progetti.  Mikayel Ohanjanyan con la sua arte, con il suo lavoro e il suo impegno quotidiano arricchisce la nostra comunità e, allo stesso tempo, contribuisce a far crescere il suo enorme bagaglio culturale“.

Mikayel Ohanjanyan Legami Ties that Bind 2025. Marmo statuario bianco di Carrara. Cavi d’acciaio inox

Siamo felici di poter ospitare al mudaC questa importante mostra di Mikayel Ohanjanyan, un artista di fama internazionale che ha ormai da anni scelto Carrara come sua patria artistica – dice l’assessore alla Cultura del Comune di Carrara Gea Dazzi -. Abbiamo già avuto modo di ammirare da vicino i lavori di Mikayel Ohanjanyan nel corso dell’edizione 2023 di White Carrara e lo scorso Natale, quando ha esposto il suo ‘albero d’artista’ in piazza del Duomo, questa mostra personale andrà in qualche modo a suggellare il rapporto speciale tra l’artista e la città. Legami: Ties That Bind è un progetto importante nel quale come amministrazione crediamo molto, che avremo il piacere di ospitare per tutta l’estate e che dialogherà a pieno con l’offerta culturale della città. Con questa mostra di alto livello il mudaC si conferma sempre di più non solo un museo d’arte contemporanea, ma un fondamentale luogo di cultura, di confronto e sperimentazione“.

Mikayel Ohanjanyan Legami Ties that Bind 2025. Marmo statuario bianco di Carrara. Cavi d’acciaio inox

Il corpus di opere esposto è stato pensato e realizzato appositamente per Carrara, città che ospita il nuovo studio dell’artista, gemellata con la sua città di origine, Yerevan, e che lo ha accolto nel suo museo più innovativo, il mudaC, accanto ad artisti di primo piano come Jannis Kounellis, Lynn Russell Chadwick e David Tremlett. I curatori sottolineano: “Formatosi in Armenia e maturato artisticamente in Italia, il linguaggio di Ohanjanyan è al tempo stesso profondamente radicato e universale. Siamo onorati di presentare il suo lavoro in una città e in un’istituzione di così alto valore storico“. Per Ohanjanyan, i legami – intesi come vincoli e relazioni – rappresentano un concetto fondante che abbraccia sfere esistenziali, spirituali e universali. Il suo lavoro immagina l’umanità come parte di una vasta rete che collega gli individui tra loro e anche alle forze della natura, del tempo e della storia. Quel “legame”, inteso come valore primario in una società contemporanea fondata su divisioni e contrasti, è rappresentato in mostra da un’unica installazione dal forte impatto spaziale dal titolo  “Legami: Ties that Bind”. Ciascuna delle cinque sculture in marmo statuario bianco che la compongono – di diverse dimensioni, da elementi più monumentali (fino a 121×210×90 cm) a più raccolti (53×68×40 cm) – è costituita da due blocchi informi, tenuti insieme da cavi in acciaio inox che incidono profondamente la pietra e ne attraversano la superficie. Questi cavi generano una evidente tensione fisica e, al tempo stesso, alludono a un’idea di unità e interdipendenza.

Mikayel Ohanjanyan, Legami Ties that Bind, 2025, installation view

Sebbene le forme rimangano incomplete e intrinsecamente incompatibili, l’atto del legarle insieme suggerisce un tentativo di recuperare una memoria collettiva perduta. Un gesto di natura utopica, ma necessario per confrontarsi con il presente e immaginare il futuro. Attraverso queste metafore materiali, Ohanjanyan traduce concetti astratti in forme tangibili, sollevando interrogativi fondamentali su ciò che ci unisce – gli uni agli altri, al mondo, al passato e al presente – e su come tali connessioni plasmino l’identità, la storia e la narrazione più ampia dell’esperienza umana. Dal punto di vista visivo e concettuale, le opere di Mikayel Ohanjanyan sembrano suggerire una riconciliazione silenziosa tra forze opposte e sono capaci di mostrare, nel loro insieme, una poetica riflessione sulla condizione umana e sulle strutture invisibili che tengono insieme ogni cosa. Accompagna la mostra un catalogo, che verrà presentato nel corso dell’esposizione, con l’introduzione istituzionale di Gea Dazzi (Assessora alla Cultura del Comune di Carrara) e testi critici di Christopher Atamian, Cinzia Compalati e Tamar Hovsepian.