L’Altra Memoria per una “MEMORIA” condivisa – Il Consiglio per la comunità armena per la giornata della Memoria

L’Altra Memoria per una MEMORIA condivisa. E’ questo lo slogan che è stato scelto dal Consiglio per la comunità armena di Roma che  come negli anni passati si appresta anche  quest’anno a fornire il proprio contributo agli eventi organizzati per la commemorazione della giornata dedicata alle vittime dell’Olocausto, il prossimo 27 gennaio. 

Partendo dalla testimonianza dell’immane tragedia del “genocidio” che la popolazione armena subì per prima nel lontano 1915 ad opera dell’impero ottomano,  il Consiglio per la comunità armena con la propria partecipazione agli incontri organizzati in occasione della Giornata della Memoria, intende lanciare un monito affinché la “Memoria” non venga mai manipolata o sminuita e non si limiti solo ad una giornata celebrativa, ma diventi un esercizio quotidiano, per ricordare e condannare , e far si che le atrocità della storia non abbiano mai più a ripetersi.

Il Consiglio per la comunità armena di Roma, che esprime vicinanza e solidarietà al popolo ebraico ed a tutte le vittime dei genocidi, al di là della loro appartenenza razziale, politica o religiosa, è stato invitato per l’occasione a presiedere ed a partecipare a vari incontri organizzati dalle scuole e/o dai circoli culturali al fine di rendere testimonianza delle atrocità subite dalla popolazione armena, di quel Medz Yeghern – Grande Male, il genocidio che tanti storici definiscono “il padre” di tutti gli altri genocidi che hanno caratterizzato il XX secolo e che ahinoi continuano a caratterizzare il secolo appena iniziato.

L’Altra Memoria per una MEMORIA condivisa.

L‘Altra Memoria per ricordare e condannare.

L’Altra Memoria per credere ancora in un mondo migliore.

VENEZIA – 22 gennaio 2017 – “Memoria condivisa. Voci dal mondo ebraico e armeno”

 “Memoria condivisa. Voci dal mondo ebraico e armeno” 

Venezia, domenica 22 gennaio 2017 ore 16.30

presso l’Auditorium del Conservatorio di Musica Benedetto Marcello

 
Da un lato le voci di Gabriele Nissim, giornalista, saggista e storico, presidente di Gariwo – La foresta dei giusti, autore del saggio “La lettera a Hitler” (Mondadori) per la parte ebraica, e di Antonia Arslan, scrittrice e saggista, autrice del bestseller “La Masseria delle Allodole” (Rizzoli), per quella armena; dall’altro, la musica a significare, attraverso due strumenti simbolo, come il clarinetto di Rouben Vitali per la tradizione klezmer, e il duduk di Claudio Fanton per la tradizione armena, come nonostante il genocidio sia viva e profonda la vita delle due comunità, impegnate costantemente nel mantenimento della propria identità.
 
Nadia Pasqual e il giornalista Paolo Navarro Dina, ideatori di questo evento, si assumeremo il compito di fare da “filo conduttore” nella conversazione tra Gabriele Nissim e Antonia Arslan, mentre i due musicisti cercheranno di ricreare le atmosfere di questi due mondi e di offrire un percorso della memoria fatto di note e sensazioni.
 
Il progetto nasce dall’idea di creare un “dialogo” tra le voci di due mondi, quello ebraico e quello armeno, che hanno entrambi subito la tragedia del genocidio nel XX secolo, accompagnati dalle musiche della tradizione ebraica e armena, quale momento di riflessione comune sulla memoria.
 
Evento inserito nel programma generale delle iniziative per il Giorno della Memoria del Comune di Venezia con il patrocinio della Comunità ebraica di Venezia, dell’Unione Armeni d’Italia e del Centro Studi di Documentazione della Cultura Armena. L’incontro si svolge grazie al sostegno dell’Ufficio veneziano del Consiglio d’Europa che ha concesso anche il patrocinio e la Biblioteca Archivio Renato Maestro della Comunità ebraica di Venezia.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti, non è necessaria la prenotazione.

MILANO – 17 gennaio 2017 – La prevenzione dei genocidi

Da gennaio 2017, il Teatro Franco Parenti apre le porte al progetto di Gariwo per la creazione di un dibattito pubblico sul tema della responsabilità personale di fronte alle sfide del nuovo millennio. Quattro incontri sui temi fondamentali del nostro tempo a partire dall’esempio dei Giusti, che con le loro azioni colmano il vuoto istituzionale e agiscono di fronte all’indifferenza.

Il programma degli incontri:

  • Martedì 17 gennaio, ore 18.00: La prevenzione dei genocidi con Marcello Flores, storico; Gérard Malkassian, filosofo; Yair Auron, storico.
  • Martedì 14 febbraio, ore 18.00: La battaglia culturale contro il terrorismo fondamentalista islamico con Olivier Roy, politologo; Alberto Negri, inviato Il Sole 24 Ore; Hamadi ben Abdesslem, guida turistica al Museo del Bardo di Tunisi; Hafez Haidar, scrittore.
  • Giovedì 30 marzo, ore 18.00: La crisi dell’Europa con Massimo Cacciari, filosofo; Ferruccio de Bortoli, giornalista; Konstanty Gebert, giornalista.
  • Giovedì 18 maggio, ore 18.00: I Giusti dei nostri tempi con Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti; Salvatore Natoli, filosofo; Gabriella Caramore, scrittrice e conduttrice radiofonica; Milena Santerini, presidente Alleanza parlamentare contro l’intolleranza e il razzismo del Consiglio d’Europa.

Info e partecipazione: segreteria@gariwo.net.

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ARCO – 15 gennaio 2017 – La vera storia di Daniel Varujan, armeno.

ARCO – Il Medz Yeghern (Grande Crimine), primo grande genocidio del XX secolo, è raccontato attraverso la storia esemplare di Danièl Varujan, poeta barbaramente assassinato nel corso dell’ancora poco conosciuto genocidio degli armeni perpetrato nel 1915.

Lo spettacolo «La storia vera di Daniel Varujan, armeno, nato il 20 aprile 1884, ucciso il 26 agosto 1915» si tiene domenica 15 gennaio nel salone delle feste del Casinò municipale, per la ventiduesima edizione della rassegna «Domeniche in musica», il cartellone di concerti che anche quest’anno come tradizione saluta l’anno nuovo all’insegna della musica e del teatro. Inizio alle ore 15.30, ingresso libero (fino all’esaurimento dei posti).

Le poesie di Varujan, ritrovate dopo lunghe e appassionate ricerche tra i beni sequestrati agli armeni, sono diventate memoria e simbolo per le genti armene sparpagliate nel mondo.

“Perché, puoi tentare di eliminare un intero popolo, ma basta che resti qualcuno, qualcosa, una parola bene-detta, che da questa può ricrescere tutto, ” come si recita nel corso di questo toccante lavoro teatrale e musicale. “A che serve un poeta” vede intrecciarsi le splendide poesie simboliste di Danièl Varujan con i racconti popolari arguti e fantasiosi che lo stesso Varujan si era ripromesso di raccogliere prima di essere trucidato.

Si tratta di storielle brevi, argute barzellette, condite di ironia, capaci di rompere la durezza della vita con la potenza di un sorriso. Testo e regia di Paolo Domenico Malvinni, voce narrante Nora Fuser, violino Daniel Demircian, chitarra Pino Angeli, violoncello Federico Magris e fisarmonica Fabio Rossato.

Le musiche eseguite sono di compositori armeni: la bellissima “Gru” e il “Quartetto su temi armeni” sono di Padre Komitas; “Alay Bar” e “Madnus Agi Mavi“, sono riscritture da brani popolari con arrangiamenti del maestro Pino Angeli; la notissima “Danza delle spade” è del maestro Aram Khachaturian; la struggente “Broken arm” è del jazzista Arto Tunçboyaciyan. Non mancano intervalli a tema del maestro Pino Angeli e una virtuosa e appassionata improvvisazione su temi armeni di Fabio Rossato. Voce in armeno (registrata) di Alfred Hemmat Siraky; suoni di Corrado Ruzza; luci di Mattia Bonanome.

Lo spettacolo è co-prodotto dal Conservatorio Bonporti di Trento, Sezione di Riva del Garda, e ha ottenuto il patrocinio del Forum trentino per la pace e i diritti umani. Di rilievo che nell’ultima edizione della raccolta “Il canto del pane”, Antonia Arslan citi questo spettacolo nella prefazione, e che una versione adattata del testo sia stata pubblicata nel libro di autori vari, “Storia, storie, romanzo. Per una filosofia delle narrazioni” (ed. Scientifiche italiane, 2016), a sottolineare la bontà della resa nel rapporto tra storia vera e narrazione.

LA RASSEGNA – Correva l’anno 1996 quando Giorgio Ulivieri, raccogliendo un suggerimento del compianto Livio Moratelli, “inventava” la fortunata rassegna musicale, aggiungendo cosi un pregevole tassello alla vita culturale della città di Arco. Una serie di appuntamenti pensati per un più vasto pubblico dove il mondo dell’arte, protagonista la musica, è proposto e illustrato in tutte le sue forme, generi e stili. La proposta è dell’assessorato alla cultura del Comune di Arco con la collaborazione della Camerata Musicale Città di Arco e di Lega Vita Serna, e il sostegno della Cassa Rurale Alto Garda.

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MILANO – 12 gennaio 2017 – Il villaggio di Anipemza e della basilica di Ererouyk – Incontro con l’ arch. Gayane’ Casnati

CASA ARMENA

Giovedi’ 12 alle  h. 21.00   

Incontro con l’ arch. Gayane’ Casnati che ci parlera’ del villaggio di Anipemza e della basilica di Ererouyk
dichiarato da Europa Nostra uno dei 7 siti più in pericolo d’Europa nel 2016

Introduzione di: Agopik Manoukian, presidente CSDCA,
Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena
Presentazione del progetto: Gaianè Casnati,
CSDCA e Politecnico di Milano
Illustrazione del villaggio con immagini di alta qualità: Alessandro Marcone, Matteo Rigamonti, Angelo Rossi, specializzandi in Restauro dei Beni Architettonici e del Paesaggio presso la SSRBAP del Politecnico di Milano
Proiezione di video interviste agli abitanti del villaggio realizzate da Gevik Harapeti, cameraman.
I prossimi passi da intraprendere
discussione con il coinvolgimento del pubblico

TRIESTE – 17 dicembre 2016 – Concerto di musica armena.

TRIESTE

Sabato  17 dicembre 2016 – Ore 18.00

Concerto di musica armena

Sala Teatro Piccolo Fenice – Via San Francesco, 5

Scarica la locandina

ROMA – 05 dicembre 2016 – Presentazione libro “La battaglia sulla montagna di Dio”

Lunedì 5 dicembre alle ore 18 alla libreria Notebook

(Parco della Musica al Villaggio Olimpico) 

Massimo Lugli, Sonya Orfalian e Luigi Saitta

presenteranno  

“La battaglia sulla montagna di Dio” 

di Giulio Castelli 

(Newton Compton Editori)

 

 

IERI GLI ARMENI OGGI I CURDI

 

Il portavoce dell’HdP, il partito democratico che include anche i Curdi ed è la terza forza politica della Turchia con oltre il 10 per cento di voti ha dichiarato:

“Erdogan ha scelto una versione aggiornata di quello che i Giovani Turchi fecero agli armeni all’inizio del XX secolo. Erdogan vuole applicare sui curdi una versione moderna del genocidio armeno, mascherandolo come lotta al terrore. Anche il genocidio armeno cominciò con l’arresto degli intellettuali e dei leader armeni a Istanbul, Izmir e altre città”.

 

 

L’ALBA DEL GENOCIDIO

I MASSACRI DEGLI ARMENI ALLA FINE DELL’800

 

Lo sterminio degli Armeni si compì nell’arco di circa vent’anni. Prima del genocidio vero e proprio avvenuto durante la Grande Guerra si verificarono vari eccidi. Tra il 1894 e la fine del secolo almeno 200 mila armeni cristiani furono massacrati da bande di musulmani protette dalla polizia del sultano ottomano Abdul Hamid.

Dopo un lungo colpevole oblio l’olocausto di un popolo – che servì come esempio ai nazisti per la Shoa – è tornato a essere un tema che il governo di Ankara non riesce a occultare. Papa Francesco, il Bundestag tedesco, il Parlamento europeo, il Congresso americano e molte organizzazioni internazionali hanno già sollevato la questione. Essa riguarda la rimozione di massa operata per un secolo dal nazionalismo turco la cui natura arcaica e aggressiva è stata anche di recente confermata dall’appoggio indiretto fornito all’Isis e dalle repressioni ordinate da Erdogan nei confronti dei curdi e degli oppositori democratici. Tutte azioni che hanno costretto perfino le timide diplomazie europee a prendere le distanze da un regime che addirittura si era candidato a far parte dell’UE. Ecco allora la grande attualità de

 “La battaglia sulla montagna di Dio” che, in chiave narrativa, ricostruisce quanto accadde durante i “massacri hamidiani” (appunto dal nome del sultano allora regnante) descrivendo il clima di violenza che portò in quegli anni alle stragi, tragica premessa di quanto avrebbero fatto vent’anni più tardi i “Giovani Turchi” con la programmazione dello sterminio. Un romanzo, quindi, ma anche un memento quanto mai necessario per comprendere quanto sta accadendo oggi.

 

“La battaglia sulla montagna di Dio” narra la spedizione di un gruppo di occidentali proprio in Armenia. Una strana spedizione guidata da un enigmatico baronetto inglese e dalla sua affascinante e misteriosa moglie accompagnati da due improbabili servitori. Insieme con loro un francese sostenitore del capitano Dreyfus ingiustamente condannato a essere deportato nell’Isola del Diavolo, tre giovani americani tra i quali un ottimista e volitivo avvocato difensore dei diritti dei pellirosse e, narratore in prima persona, un giovane italiano studioso di antiche civiltà orientali fuggito da Milano dopo essere rimasto coinvolto per caso nei moti sanguinosamente repressi nel 1898 dal generale Bava Beccaris. Accanto ai protagonisti varie altre figure di spicco, ottomane e armene, tra le quali quella – realmente esistita – di un coraggioso console italiano, tutte accomunate nella tragedia collettiva che segnerà il destino di due popoli. Lo scopo della spedizione, alla vigilia del nuovo secolo, è la ricerca dell’Arca di Noè che, secondo la Bibbia, si troverebbe sepolta nei ghiacciai del monte Ararat. Ma forse le vere intenzioni dei due aristocratici inglesi sono altre e più segrete. Tuttavia, indipendentemente dai diversi motivi che hanno spinto ognuno dei nove stranieri, essi si troveranno loro malgrado coinvolti nel turbine di violenza che sta abbattendosi su un popolo inerme e saranno costretti a battersi in una serie di drammatiche avventure fino al sorprendente finale. Il romanzo è anche un grande affresco della Belle Epoque. Dai primi eleganti escursionisti delle montagne svizzere all’atmosfera esotica dell’Orient Express, al lungo viaggio attraverso l’Anatolia ottomana fino ai piedi del Caucaso. Per una curiosa (e terribile) coincidenza, la parte finale della storia è ambientata tra Mosul, Raqqa e Aleppo, proprio dove nei nostri giorni infuria la guerra.

ROMA – 04 dicembre 2016 – Melodie armene. Balli e canti tradizionale e musica sacra

Domenica  4 dicembre 2016 –  ore 16.30

 Sala di Santa Cecilia – Piazza Santa Cecilia 22,  Roma

 Assoarmeni 
e
Associazione Culturale Santa Cecilia in Trastevere
 
hanno il piacere di invitarvi all’incontro con
 
Melodie armene

balli e canti tradizionali e musica sacra
 
Ingresso libero

                                          Invito

Unirsi fra gli amici in prossimità delle feste, per una serata dedicata all’Armenia, è diventata ormai una tradizione consolidata. 
Quest’anno, grazie a Sona Hakobyan Marine Grigoryan, potremo ammirare i canti di musica armena tradizionale e sacra e farci coinvolgere, grandi e piccoli, in gioiosi balli di gruppo. 
Ed ovviamente non mancherà la lotteria con i premi a sorpresa, il mercatino di prodotti artigianali e il brindisi finale con l’assaggio dei piatti della cucina armena. 
 

MILANO – 03 dicembre 2016 – 1915 Il canto spezzato musica e poesia armena

Circolo Filologico Milanese il canto spezzato

Evento di musica, parole e immagini.

Sabato 3 dicembre a Milano, alle ore 17.00 negli spazi del Circolo Filologico Milanese il soprano armeno Ani Balian, accompagnata al pianoforte dal Maestro Gianfranco Iuzzolino, interpreterà i canti armeni tradizionali raccolti dal grande etnomusicologo Gomidàs

L’attrice Elda Olivieri leggerà le poesie di poeti Armeni che hanno vissuto in prima persona il genocidio. Per contestualizzare le melodie e le parole, verranno proiettate immagini dell’epoca.
Seguirà la presentazione del libro di Henry Barby NELLA TERRA DEL TERRORE, IL MARTIRIO DELL’ARMENIA, a cura di Carlo Coppola (LB Edizioni 2016), racconto-inchiesta del giornalista francese, pubblicato in Francia nel 1917.
L’esposizione dei quadri del gruppo di pittura astratta “Spirale di luce” sul Genocidio Armeno e una mostra sullo stesso tema completeranno l’evento. Pittrici: Wally Bonafè, Katalin Kollar, Amalia Caracciolo, Carla Erizzo. Voce recitante: Tariel Bisharyan.

INGRESSO LIBERO
sabato 3 dicembre 2016
dalle ore 17:00
Circolo Filologico Milanese – Via Clerici, 10 Milano

ARZIGNANO – 03 dicembre 2016 – Antonia Arslan alla rassegna Spirito Armonico riscalda l’inverno

Spirito Armonico. Nel periodo Natalizio, andiamo alla scoperta della spiritualità dei popoli del mondo attraverso la loro musica: un’armonia dell’anima che ci spinge alla riflessione, fuori dagli stereotipi e dai luoghi comuni.

Spirito Armonico, l’anima musicale del mondo. InArzignano. Il Sindaco Gentilin e l’Assessore Pieropan: “Spirito Armonico è un viaggio, quattro tappe di una ricerca che va oltre la musica, spingendoci nei territori di quella spiritualità che, con espressioni diverse, coinvolge tutti gli uomini”

Sabato 3 Dicembre – ore 21:00
Biblioteca Giulio Bedeschi  Vicolo Marconi, 6

ARSLAN/CAMARDI – Armenia, parole e musica

con Antonia Arslan (voce narrante) e Maurizio Camardi (sassofoni, duduk)

Antonia Arslan. Scrittrice e saggista italiana di origine armena. Attraverso l’opera del grande poeta armeno Daniel Varujan, del quale ha tradotto le raccolteII canto del pane e Mari di grano, ha dato voce alla sua identità armena. Ha curato un libretto divulgativo sul genocidio armeno (Metz Yeghèrn, Il genocidio degli Armeni di Claude Mutafian) e una raccolta di testimonianze di sopravvissuti rifugiatisi in Italia (Hushèr. La memoria. Voci italiane di sopravvissuti armeni). Nel 2004 ha scritto il suo primo romanzo, La masseria delle allodole (Rizzoli), che ha vinto il Premio Stresa di narrativa e il Premio Campiello e il 23 marzo 2007 è uscito nelle sale il film tratto dall’omonimo romanzo e diretto dai fratelli Taviani. La strada di Smirne (Rizzoli) è del 2009. Nel 2010, dopo una drammatica esperienza di malattia e coma, scrive Ishtar 2. Cronache dal mio risveglio (Rizzoli). Nel 2010 esce per Piemme Il cortile dei girasoli parlantiIl libro di Mush, sulla strage degli armeni di quella valle avvenuta nel 1915, è pubblicato da Skira nel 2012.

Maurizio Camardi. Suona vari sassofoni e flauti etnici. E’ un esponente del jazz veneto da una ventina d’anni e si occupa anche della direzione artistica di importanti rassegne. In questi anni ha avuto modo di collaborare, in ambito jazzistico, con Paolo Fresu, Stefano Battaglia, Enrico Rava, Claudio Fasoli, Patrizio Fariselli, Paolino Dalla Porta mentre nel campo della musica d’autore si è esibito con Ricky Gianco e Gualtiero Bertelli e inoltre con il rimpianto bluesman Cooper Terry Dal 2000 si occupa di musiche per teatro, collaborando con vari autori tra i quali Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Gian Antonio Stella, Stefano Tassinari e con gli attori Ivano Marescotti, Ottavia Piccolo, Moni Ovadia, Bebo Storti, Lella Costa, Pamela Villoresi, Alessandro Haber. Ha al suo attivo otto CD a proprio nome – “In alto mare” (Caligola Records), “…nostra patria è il mondo intero” (Il Manifesto), “La frontiera scomparsa” (Il Manifesto), “Impronte” (Il Manifesto-Caligola Records), “Energie Positive” (Blue Serge), “Cristiani di Allah” (Blue Serge), Mare Chiuso (Blue Serge) e “Radiomondo” (Blue Serge) – e numerose altre collaborazioni discografiche.

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