ARTSAKH (NAGORNO KARABAKH) BLOCCATO DAGLI AZERI. 120.000 ARMENI IN OSTAGGIO

Comunicato stampa
ARTSAKH (NAGORNO KARABAKH) BLOCCATO DAGLI AZERI. 120.000 ARMENI IN OSTAGGIO.
DURA CONDANNA DEL CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA
Da ieri mattina 12 dicembre, alcune decine di azeri (qualificatisi come “attivisti ambientali” ma in realtà militari in borghese, ex militari e uomini degli apparati di sicurezza di Baku) hanno bloccato la strada interstatale Stepanakert-Goris che rappresenta l’unico vitale collegamento tra la repubblica di Artsakh (Nagorno Karabakh) e l’Armenia.
Un contingente delle forze di pace russe di stanza nella regione sta presidiando il blocco al fine di evitare che vi siano contatti fra le parti o che gli azeri cerchino di entrare nel territorio armeno.
Tutti gli abitanti della piccola repubblica armena (che già due anni fa subì l’attacco armato dell’Azerbaigian) sono di fatto imprigionati da questo gruppo di estremisti che scandiscono slogan nazionalisti e inneggiano alla famigerata organizzazione turca dei Lupi grigi.
Questo blocco impedisce il transito di merci e persone; alcuni malati gravi ricoverati all’ospedale repubblicano di Stepanakert e in procinto di essere trasferiti ai nosocomi di Yerevan non possono essere spostati con grave pregiudizio per la loro salute.
L’interruzione del collegamento stradale (la seconda dopo quella del 3 dicembre che durò tre ore) rappresenta una grave violazione delle convenzioni internazionali e anche dell’accordo di tregua del novembre 2020.
Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” nel denunciare tale ennesima provocazione del regime azero di Aliyev, chiede ai media di denunciare quanto sta accadendo e alle istituzioni italiane di attivarsi in ogni opportuna sede affinché i diritti degli armeni dell’Artsakh (alla libertà di movimento, all’autodeterminazione, alla vita, alla libertà) siano rispettati come previsto dalle convenzioni internazionali.
CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA
Segreteria

Nuova rivista di studi armeni. Nasce la rivista online Armeniaca. International Journal of Armenian Studies 

Nasce la rivista online Armeniaca. International Journal of Armenian Studies per le Edizioni Ca’ Foscari, frutto della collaborazione delle quattro sedi universitarie italiane nelle quali sono presenti gli studi armeni (Bologna, Firenze, Pisa e Venezia). 
Il primo numero della rivista è accessibile e scaricabile liberamente a questo indirizzo:
Presentazione

Siamo lieti di annunciare la nascita della rivista online Armeniaca. International Journal of Armenian Studies per le Edizioni Ca’ Foscari. L’iniziativa parte dalla constatazione della sempre maggiore diffusione delle riviste scientifiche elettroniche, e dal desiderio di dotare anche l’armenistica di un analogo strumento digitale, caratterizzato dall’open access gratuito e dalla double-blind peer review. A questo scopo, le quattro sedi universitarie italiane nelle quali sono presenti gli studi armenistici (Bologna, Firenze, Pisa e Venezia), si sono unite dando vita al presente progetto. La rivista nasce in una prospettiva di ampia apertura internazionale, che si riflette nella composizione del comitato scientifico, costituito da armenisti appartenenti a istituzioni di ricerca di diversi paesi europei ed extraeuropei. Aperta ai principali settori dell’Armenistica (archeologia, arte, filologia, letteratura, linguistica, storia), accetterà contributi in inglese, italiano, francese, e tedesco.

Il destino di Aghavnì, esce il nuovo libro di Antonia Arslan

Descrizione

«Avvenne così, semplicemente, che quelle due anime in pena si incontrarono e si sciolsero nell’abbraccio benefico che le purificò fino al lago profondo del cuore. Una fraternità strana li avvolse e pacificò. E poi traboccò come un fiume, da entrambi, la preghiera ancestrale: Hair Mer… (Padre Nostro), fino alle parole sacre del perdono finale». – Antonia Arslan

Nel maggio del 1915, subito prima dell’inizio del genocidio degli armeni, in una Piccola Città del centro dell’Anatolia, una ragazza di 23 anni che si chiama Aghavnì, esce di casa con i suoi cari, il giovane marito e i due figli, un bambino di sei anni e una bambina di due. Nessuno li vedrà mai più. Scompaiono, semplicemente, senza lasciar traccia. Sono stati uccisi? O rapiti? Ma da chi? Nonostante le intense ricerche delle due famiglie, nessuno sembra saperne qualcosa. Poi, anche il loro ricordo sbiadisce fino a scomparire, nell’imperversare dei terribili eventi che iniziano proprio in quei giorni, alla fine di maggio 1915. Da una fotografia di questa sorellina di suo nonno, ritrovata a casa di un cugino in America, Antonia Arslan trae un racconto avventuroso di dolore e di riscatto, di morte e di rinascita, che culmina in uno strano Natale, in un misterioso presepio che diventa un riscatto dei cuori.

Novità editoriale: IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI E DEGLI ASSIRI (Italian Edition)

Il genocidio armeno e assiro fu la distruzione sistematica del popolo armeno e assiro e della loro identità nell’impero ottomano durante la prima guerra mondiale.
Per ordine di Talaat Pasha, nel 1915 circa 1,500,000 di armeni furono uccisi nel deserto siriano. Gli armeni usano l’espressione Medz Yeghern (in lingua armena Մեծ Եղեռն, “grande crimine”). Lo stesso avvenne con tutta la popolazione assira, con 275000 vittime, la quale è ricordata come Seyfo (in assiro ܣܝܦܐ ). Spinti in avanti da scorte paramilitari, i deportati furono privati di cibo e acqua e sottoposti a rapine, stupri e massacri. Insieme all’omicidio di massa e all’espulsione di cristiani armeni e assiri, permise ai Giovani Turchi la creazione di uno stato turco etnonazionalista.
Il governo turco sostiene che la deportazione di armeni e assiri sia stata un’azione legittima che non può essere definita genocidio. Gli armeni e gli assiri continuano a chiedere il riconoscimento del loro Genocidio ai tutti paesi del mondo.

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IL CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE PER LA PACE DEL 5 NOVEMBRE

IL CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE PER LA PACE DEL 5 NOVEMBRE

 

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” ha deliberato di aderire formalmente alla manifestazione per la pace in programma a Roma il prossimo 5 novembre.

La motivazione di tale decisione risiede nell’auspicio che anche l’Armenia e il Nagorno Karabakh (Artsakh), ripetutamente colpiti da azioni di guerra provocate dal Paese confinante, possano avere un futuro senza guerre, distruzioni e pulizie etniche come purtroppo la cronaca anche di questi ultimi mesi ci ha raccontato.

Il Consiglio ritiene che le istituzioni e l’opinione pubblica europee debbano lanciare un messaggio chiaro affinché violenza, prepotenza, minaccia e guerra non rappresentino lo strumento per dirimere le questioni internazionali e vengano immediatamente condannate senza alcuna giustificazione di natura politica o economica di convenienza.

Anche con l’auspicio che il tutto il popolo armeno (incluso quello dell’Artsakh) possa finalmente ottenere pace, libertà e autodeterminazione, il “Consiglio per la comunità armena di Roma” condivide gli scopi della manifestazione.

CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA
www.comunitaarmena.it
Segreteria

 

Lettera aperta. STOP ALLA FORMULA 1 IN AZERBAIGIAN!

In Europa c’è un’altra guerra che si sta pericolosamente sviluppando: c’è un altro popolo aggredito e un altro Stato aggressore che però si fa forte delle relazioni economiche e del suo gas per agire impunito e indisturbato. E che continua ad armarsi pericolosamente.

Così come è stato escluso dalla FIA il gran premio di Formula 1 di Sochi (Russia) CHIEDIAMO CHE VENGA BOICOTTATO PER LA PROSSIMA STAGIONE IL GRAN PREMIO DELL’AZERBAIGIAN A BAKU.

Nelle scorse settimane; infatti, l’Azerbaigian ha nuovamente attaccato il territorio sovrano della repubblica di Armenia. Conquistato quasi tutto il Nagorno Karabakh (Artsakh) con la guerra scatenata nel 2020, il regime di Aliyev ha rivolto ora le proprie minacciose attenzioni verso un Paese membro delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa.

La nuova campagna militare azera di settembre è costata agli armeni oltre duecento morti, oltre trecento civili abitazioni distrutte, almeno diciassette prigionieri sulla cui sorte nulla si sa.

I video di soldatesse armene amputate e profanate o di prigionieri armeni disarmati falciati a colpi di mitra hanno fatto il giro del mondo e le agghiaccianti immagini hanno testimoniato la crudeltà dei militari dell’Azerbaigian.

LO SPORT NON AVALLI LA POLITICA DI UNO STATO AGRESSORE CHE FA DELLA GUERRA LO STRUMENTO PER LE RELAZIONI CON IL PAESE CONFINANTE!

Lo sport italiano si mobiliti per lanciare un chiaro segnale al regime di Aliyev.

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” si unisce alla campagna internazionale per fermare la Formula Uno in Azerbaigian.

www.comunitaarmena.it

ROMA – 25 ottobre 2022 – 30° anniversario relaz. dipl. S. Sede-Armenia – Messa dedicata alla “Pace in Armenia”

A SANTA MARIA MAGGIORE UNA MESSA DEDICATA ALLA PACE IN ARMENIA

SANTA MESSA PER LA PACE IN ARMENIA

In occasione del 30° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Santa Sede e la Repubblica di Armenia,

l’Ambasciatore Armeno presso la Santa Sede Sua Ecc. Garen Nazarian

ha il piacere di invitarVi a partecipare alla celebrazione della Santa  Messa

presieduta dal Segretario di Stato Vaticano

Sua Eminenza Cardinal Pietro Parolin.

il prossimo 25 ottobre 2022, alle ore 15.30,

 nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

 

CONDANNIAMO CON FORZA LE BARBARIE DEI SOLDATI DELL’AZERBAIGIAN

Comunicato stampa (con preghiera di massima diffusione)

CONDANNIAMO CON FORZA LE BARBARIE DEI SOLDATI DELL’AZERBAIGIAN

Il nuovo video diffuso sui social che mostra gli invasori dell’Azerbaigian mitragliare un gruppo di soldati armeni catturati mentre difendevano il loro territorio sovrano è la nuova prova della barbarie dei soldati del regime di Baku.

Questo video si aggiunge a quello di una soldatessa fatta prigioniera il cui corpo è stato orrendamente mutilato e profanato fra le risate degli orchi assassini.

Invece di fare solo affari con dittatori e criminali non sarebbe giunto il momento di applicare sanzioni verso chi non conosce altro strumento se non la forza e la minaccia della forza?

Anni di odio di Stato portano solo alle brutalità alle quali stiamo assistendo.

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” nel condannare a gran voce le atrocità e le barbarie dei criminali di guerra azeri, chiede che le Istituzioni italiane ed europee condannino senza alcun indugio l’Azerbaigian che ha dichiarato guerra all’Armenia, ne ha invaso il territorio, si è reso protagonista di atti atroci e disumani contrari al diritto umanitario e internazionale.

I rapporti commerciali non possono essere un alibi per tollerare simili atrocità di Stato da parte del regime di Aliyev.

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” chiede inoltre che l’Italia, anche in base alla sua Costituzione, interrompa immediatamente qualsiasi fornitura di armi all’Azerbaigian per non rendersi e rendere i cittadini italiani complici dei crimini di tale dittatura.

Il “Consiglio per la comunità armena di Roma” aderisce alla campagna internazionale che chiede l’annullamento del prossimo Gran Premio di Formula Uno programmato per il 2023 in Azerbaigian.

CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA
www.comunitaarmena.it

 

 

VIDEO ESECUZIONE PRIGIONIERI ARMENI:
https://t.me/TG301AD/4916

DIFFIDATE DELLE MENZOGNE DEGLI AGRESSORI AZERI

Queste foto erano state appese sull’ingresso della nuova Ambasciata dell’Azerbaigian a Roma (poi rimosse su intervento delle autorità italiane) e si riferiscono a militari caduti a seguito dell’aggressione compiuta dal loro paese l’Azerbaigian contro il territorio sovrano dell’Armenia.
Aggressione condannata da parte di vari attori politici internazionali e definito dalla Presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi “illegali”, condannandoli fermamente anche a nome del Congresso Americano.
Esprimendo il nostro pieno rispetto per le vite spezzate non possiamo che condannare a nostra volta questa ennesima provocazione della rappresentanza della dittatura Azera in Italia e il suo vile tentativo di ribaltare la realtà facendo passare gli aggrediti per aggressori.
Invitiamo l’opinione pubblica italiana a diffidare delle falsità e delle menzogne dell’Azerbaigian,
L’Armenia vuole la PACE. #standwitharmenia 🇦🇲 #Peace.

Comunicato stampa CONSIGLIO COMUNITA’ ARMENA DI ROMA: IMBARAZZANTI DICHIARAZIONI DEL SEN. LUCIDI

Comunicato stampa
CONSIGLIO COMUNITA’ ARMENA DI ROMA: IMBARAZZANTI DICHIARAZIONI DEL SEN. LUCIDI
Il “Consiglio per la Comunità armena di Roma”, esprime sconcerto per le dichiarazioni del sen. Stefano Lucidi (Lega), presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Azerbaigian.
In un suo recente intervento, sulla sua pagina Facebook,il senatore Lucidi incredibilmente chiede di “fare chiarezza sui recenti scontri avvenuti al confine tra Armenia e Azerbaigian” e dichiara che “la nuova escalation sicuramente non è voluta dal governo azerbaigiano”.
Considerato che il 14 settembre l’Azerbaigian del dittatore Aliyev ha attaccato e invaso, con utilizzo di armi e droni turche, la repubblica di Armenia penetrando nel suo territorio sovrano, bombardando insediamenti civili e infrastrutture militari difensive armene a svariati chilometri di distanza dalla linea di confine, come testimoniato tral’altro da documentazione inconfutabile e pronunciamenti di vari Paese e istituzioni internazionali,non si riesce a comprendere il senso delle dichiarazioni del suddetto senatore.
Il “Consiglio per la comunità armena di Roma”ricorda che l’attacco azero è costato, fino ad ora, la morte di 135 soldati armeni, 7900 civili sfollati, la distruzione di oltre 300 case. Sempre ad oggi sono almeno una decina di soldati armeni fatti prigionieri dall’esercito di Aliyev. Ancora una volta, sono purtroppo documentati episodi di indicibile barbarie da parte dei soldati azeri come nel caso dello stupro e successivo smembramento e amputazioni di una soldatessa armena di 36 anni, madre di tre figli.
Pur rispettando la sua libera scelta di impegnarsi a favore del regime dell’Azerbaigian (avrà le sue buone ragioni), il Consiglio non può che condannare certe affermazioni il cui intento primario è quello di giustificare azioni militari e atti barbari e che di certo non sono degne di un rappresentante della Repubblica Italiana.
Il Consiglio invita il sen. Lucidi a documentarsi meglio e riflettere prima di rilasciare dichiarazioni che moralmente, politicamente e storicamente sono irricevibili.
Consiglio per la comunità armena di Roma