UNA PETIZIONE SU CHANGE.ORG CONTRO LE MOZIONI FILO AZERE DELL’ASSEMBLEA PARLAMENTARE DEL CONSIGLIO D’EUROPA

UNA PETIZIONE SU CHANGE.ORG CONTRO LE MOZIONI FILO AZERE DELL’ASSEMBLEA PARLAMENTARE DEL CONSIGLIO D’EUROPA
https://www.change.org/p/parliamentary-assembly-of-the-council-of-europe-pace-no-to-hate-filled-war-rhetoric-on-nagorno-karabakh-conflict-and-favoritism
L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) dovrebbe votare sui seguenti due progetti di risoluzione sul Nagorno Karabakh all’ordine del giorno del 26 gennaio 2016:

Progetto di risoluzione sul tema “Escalation della violenza in Nagorno-Karabakh e gli altri territori occupati dell’Azerbaigian”, relatore Robert Walter (UK)
Progetto di risoluzione sul tema “Gli abitanti delle regioni di frontiera dell’Azerbaigian sono volutamente privi di acqua”, relatore Milica Marković (Bosnia ed Erzegovina)
Quello del Nagorno Karabakh è un conflitto complesso la cui soluzione pacifica non ha alternativa. Purtroppo questi due progetti di risoluzione alimentano la guerra retorica di odio dell’attuale governo azero sul Nagorno Karabakh e promuovono favoritismi. Entrambi i progetti di risoluzione evidentemente mancano di un’approfondita, imparziale ricerca, specificatamente lasciano fuori fatti cruciali e causano danni al processo di negoziazione.
Con la presente faccio sentire la mia voce contro questi due progetti di risoluzione caratterizzati da un contenuto infiammatorio e che poco hanno a che fare con la vera e propria risoluzione del conflitto e la costruzione della pace ma piuttosto con la promozione di interessi personali ed economici di una manciata di membri della PACE.
Ulteriori dettagli sui progetti di risoluzione:

Progetto di risoluzione sul tema “Escalation della violenza in Nagorno-Karabakh e gli altri territori occupati dell’Azerbaigian”, relatore Robert Walter (UK)
Come relatore Walter ha violato diverse norme del codice di condotta dei membri PACE, come 1. il principio di neutralità, imparzialità e obiettività (norme 1.1; 1.1.1 .; 1.1.4), 2. il principio di evitare il conflitto di interesse (regola 8), 3. il principio di non utilizzare la propria posizione come membro PACE per promuovere il proprio, l’interesse di entità (regola 12) di un’altra persona o, 4. nonché il principio del rispetto dei valori del Consiglio d’ Europa (regola 7).
Mr. Robert Walter e sua moglie Feride Alp-Walter, responsabile marketing della Associazione Medio Oriente, hanno mantenuto stretti rapporti con le autorità e le élite dominanti dell’Azerbaigian per un lungo periodo, tra cui l’aver acquisito una missione di alto livello del commercio britannico a Baku in stretta collaborazione con l’Ambasciata di Azerbaigian e la Società europea Azerbaigian (TE) – un’organizzazione di lobbying che ha forti legami con il governo azero e la cerchia ristretta di Ilham Aliyev.
L’appoggio di Walter per il governo di Ilham Aliyev, chiudendo un occhio sui processi democratici del paese, è stata spesso criticata da attivisti per i diritti umani in Azerbaigian [1], come Corporate Europe Observatory [2], nonché come i vari media internazionali ben noti.

Purtroppo, solo un primo sguardo al progetto di risoluzione è sufficiente per rendersi conto che si tratta di una riflessione parola per parola della posizione ufficiale azera e turca sul Nagorno Karabakh. Ufficialmente la Turchia ha sempre sostenuto apertamente l’Azerbaigian nel conflitto del Nagorno Karabakh. Walter e sua moglie, entrambi cittadini turchi, hanno avuto legami accoglienti con il governo turco. Walter ha ricevuto la propria carta di identità personalmente dal ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu. Nel 2011 il signor Çavuşoğlu era tra gli ospiti al matrimonio del signor Walter e della signora Feride Alp.
Nonostante il titolo del progetto di risoluzione prodotta da Robert Walter, questa è ben lungi dal riflettere la realtà sull’escalation di tensione sulla linea di contatto tra l’Armenia e l’Azerbaigian e intorno al Nagorno-Karabakh negli ultimi mesi che ha portato a tragiche morti di civili.
Il progetto di risoluzione da Walter omette selettivamente le informazioni cruciali. Per esempio si omette di menzionare fatti importanti, come quello che, a differenza l’Armenia, l’Azerbaigian il 27.09.15 ha respinto la proposta del gruppo di Minsk dell’OSCE ad accettare un meccanismo OSCE per indagare sulle violazioni del cessate il fuoco. Il meccanismo consentirebbe di identificare l’iniziatore delle violazioni del cessate il fuoco e renderebbe più difficile per le parti incolparsi l’un l’altro per l’avvio di attacchi mortali. La risposta logica alla domanda perché l’Azerbaigian che accusa continuamente la parte armena per aver violato il cessate il fuoco non è interessato a un tale meccanismo, è evidente.
Questo progetto di relazione è anche un tentativo piuttosto pericoloso e irresponsabile di creare un meccanismo parallelo, senza avere la necessaria legittimità e il mandato dalle parti coinvolte nel conflitto. La reazione critica puntuale dei co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE – l’unico organo ufficiale con il mandato di mediare – al progetto di risoluzione del relatore Walter sottolinea il danno che provoca al processo negoziale e quindi alla soluzione pacifica del conflitto.

2. Progetto di risoluzione sul tema “Gli abitanti delle regioni di frontiera dell’Azerbaigian sono volutamente privi di acqua”, relatore Milica Marković (Bosnia ed Erzegovina)
– Purtroppo il progetto di risoluzione scritto dalla signora Milica Marković manca di un’imparzialee approfondita ricerca. Nonostante il pronto invito delle autorità armene e del Nagorno-Karabakh a visitare Sarsang (in “qualsiasi momento conveniente per il relatore”) come inizialmente richiesto dal relatore Milica Marković, né la signora Marković né l’esperto tecnico Dr. Lydia S. Vamvakeridou- Lyroudia furono sulluogo di indagine. Pertanto, sia il progetto di risoluzione che la relazione tecnica (che dovrebbe essere alla base del progetto di risoluzione) si basano su simulazioni piuttosto approssimative del corrispondente ministero azero sulla base dei dati del 1993 e per sentito dire, anche se c’era chiaramente l’opportunità di visitare il bacino e fare la conoscenza con lo stato attuale delle cose.
– Il relatore Marković utilizza evidentemente la questione umanitaria come pretesto per fare dichiarazioni altamente distorte sul Nagorno Karabakh in generale. Un breve confronto della relazione tecnica e la proposta di risoluzione, che dovrebbe essere basata sulla relazione tecnica, fa chiaramente capire che la signora Marković ha deliberatamente esagerato le conseguenze di potenziale pericolo o fatti importanti lasciati esposti nella relazione tecnica di progetto risoluzione, dal momento che queste informazioni non in sintonia con le sue intenzioni di parte.
La relazione tecnica redatta dall’esperto Dr. Lydia S. Vamvakeridou-Lyroudia specifica chiaramente: “Anche se Sarsang è una diga di terra di riempimento, che è molto meno pericolosa e molto più sicura quando si tratta di crollo improvviso in linea di principio (ad esempio rispetto a dighe ad arco), va sottolineato che senza un controllo visivo della diga non vi è alcun modo di valutare la sua condizione e ogni rischio potenziale dal punto di vista tecnico “.
Nonostante questo, il relatore e l’esperto tecnico hanno scelto di ignorare l’invito delle autorità del Nagorno Karabakh di visitare Sarsang ed esaminare lo stato di ispezione e manutenzione del bacino idrico. Invece, la signora Markovic ha prodotto una relazione che si riferisce alle simulazioni piuttosto approssimative del ministero delle Situazioni di emergenza, sulla base di informazioni azere di oltre venti anni or sono.
Secondo la relazione tecnica: “Sarsang da sola non può causare una grande alluvione nella regione problematica più bassa Kura, ma la mancanza di comunicazione tra l’Armenia e l’Azerbaigian fa temere che l’inspettato afflusso di acqua rilasciata da Sarsang possa aggiungersi alle conseguenze inondazioni causate da periodi di piogge eccessive nell’area”. Tuttavia, invece di sollecitare le parti a impegnarsi in un dialogo al fine di garantire una gestione sicura del bacino, la signora Markovic esige un “ritiro immediato delle forze armate armene dalla regione interessata”.

[1] https://www.youtube.com/watch?v=qOgCrsCKXt4, raggiunto il 2015/07/12
[2] “Spin medici per gli autocrati: how europeo PR ditta calce repressivo regime”, pp 22-25; http://corporateeurope.org/sites/default/files/201500303_spindoctors_lr.pdf, raggiunto il 2015/07/12

Dossier articoli sul genocidio armeno di Osservatorio Balcani e Caucaso (2015)

Il 24 aprile 2015 si ricordano i cento anni trascorsi dal primo grande genocidio del XX secolo, il Metz Yeghern, che in lingua armena significa “il Grande Male”. In questo dossier OBC raccoglie articoli e interviste e iniziative su questo anniversario… Continua

Novità in Libreria “Perché la Turchia non può entrare in Europa” Guerini e Associati

‘Perché la Turchia non può entrare in Europa’
di Alexandre Del Valle. Edizioni Guerini e Associati – pagg. 238 – euro 22,50.
Edizione italiana a cura di Alberto Rosselli; prefazione di Roberto De Mattei.

 


Vai alla Sezione Bibliografica del sito Clicca QUI


 

Si Segnala inoltre:
I liMATTIOLI-Scheda-Califfato-LEGGERA-210x300bri di Alberto Rosselli (Edizioni Mattioli 1885, Fidenza).

La Rivista trimestrale “La Critica Sociologica” parla del genocidio armeno

LA CRITICA SOCIOLOGICA Rivista trimestrale fondata e diretta da Franco Ferrarotti, in occasione del centenario del Genocidio Armeno ha dedicato una parte del suo ultimo numero alla “Questione Armena”.

Riflessioni sul genocidio armeno
Introduzione
Marcello Flores, Studi storici e memorie sul genocidio armeno
Luigi Sandri, Il peso religioso della diaspora armena
Emanuela C. Del Re, La risoluzione del conflitto in Nagorno-Karabakh nel quadro degli equilibri internazionali
Maria Immacolata Macioti, L’Armenia, una periferia del mondo
Corrado Bologna, Leggendo A cavallo del vento. Fiabe d’Armenia raccontate da Sonya Orfalian

http://www.lacriticasociologica.it/

 

ROMA – 16 dicembre – Presentazione libro “Il genocidio armeno:100 anni di silenzio”

L’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia è lieta di invitarLa alla presentazione del libro Il genocidio armeno: 100 anni di silenzio. Lo straordinario racconto degli ultimi sopravvissuti (Arkadia editore), mercoledì 16 dicembre 2015 alle ore 17.30 presso la Sala Incontri della Libreria Arion Montecitorio (Roma, Piazza Montecitorio 59).
Interverranno l’Ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia Sargis Ghazaryan e il Presidente della Federazione Assadakah Italia Raimondo Schiavone, Con gli autori Alessandro Aramu, Anna Mazzone e il fotografo Romolo Eucalitto (Fotogrammi Di Set).
Modererà il giornalista Naman Tarcha.

 

Presentazione_ Il genocidio armeno_100 anni di silenzio

 

 

A Roma un grande evento per ricordare il genocidio degli armeni (leggi l’articolo)

Haigaz chiamava: Mikael… Mikael… Armenia 1915… – Presentazione del libro di M. Mikaelian (Video)

Registrazione video del dibattito dal titolo “Haigaz chiamava: Mikael… Mikael… Armenia 1915… – Presentazione del libro di M. Mikaelian a cura di A. Litta Modignani (Ed. Libriliberi)”, registrato a Roma lunedì 30 novembre 2015 alle ore 16:30.

Dibattito organizzato da Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Sono intervenuti: Alessandro Cecchi Paone (giornalista e divulgatore scientifico), Gabriella Liberati (presidente del Comitato Unico di Garanzia del CNR), Riccardo Pozzo, Claudio Vercelli (ricercatore), Alessandro Litta Modignani (giornalista), Filippo De Robilant

La registrazione video di questo dibatto ha una durata di 1 ora e 38 minuti. CLICCA QUI per vedere il video

CAVE (Rm) – 5 e 6 dicembre 2015: Proiezione La Masseria delle Allodole e Presentazione “Il rumore delle perle di legno”

Locandina5-6dicembre

TERAMO – 04 dicembre 2015 – Il “Grande Male” degli Armeni cent’anni dopo. Quali risposte dal diritto internazionale?

Incontro di studio
Sala delle Lauree della Facoltà di Giurisprudenza
Campus Universitario “Aurelio Saliceti” – Via R. Balzarini, 1 – TERAMO

Venerdì 4 dicembre 2015 – ore 9,30
Il “Grande Male” degli Armeni cent’anni dopo.
Quali risposte dal diritto

Scarica il programma in pdf

NAPOLI – 29 nov 2015 – SPETTACOLO TEATRALE – Ricordi del Mussa Dagh

RASSSEGNA TEATRALE
AD EST DEL MONDO
TEATRI E STORIE DA ORIZZONTI VICINI

Primo spettacolo
RICORDI DEL MUSSA DAGH
Liberamente tratto dal romanzo “I quaranta giorni del Mussa Dagh”
di Franz Werfel

Adattamento di Armando Rotondi
con Vincenzo Liguori
Luci e fonica: Enrico Scudiero
Organizzazione: Stefano Russo
Produzione: Associazione I.D.E.A.,
con la collaborazione di “DieciLune – Festival dell’Autore”

DOMENICA 29 NOVEMBRE 2015 – ORE 18
TEATRO IL PRIMO, VIALE DEL CAPRICORNO 4, NAPOLI

CON IL PATROCINIO DI
Ambasciata della Repubblica di Armenia in Italia
Consiglio della Comunità Armena (Roma)
Forum Austriaco di Cultura di Roma
Goethe-Institut Napoli

NELL’AMBITO DELLE MANIFESTAZIONI PER
IL CENTENARIO DEL GENOCIDIO DEGLI ARMENI
IN OCCASIONE DEL 70° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI
FRANZ WERFEL

Info e contatti:
biglietto intero €12 – ridotto under26/over65 €10
Info e prenotazioni:
Teatro il Primo – Email: segreteria@teatroilprimo.it – Mobile: 342 8306707
Associazione I.D.E.A. – Telefono: 081.1935654 – Mobile: 333 7186802

Flyer mussa dagh DEFINITIVO 5.0-001

Lo spettacolo: RICORDI DEL MUSSA DAGH
Basato sul romanzo capolavoro di Franz Werfel, lo spettacolo illustra il piano turco di deportazione e sterminio della popolazione cristiana armena realizzata da turchi e curdi nel 1915 e di come un gruppo di sette villaggi armeni situati alla base del monte Mussa Dagh, circa 5000 persone, decidessero di opporsi con le armi allo sterminio e di come riuscirono, asserragliati sul monte, a resistere agli assalti turchi per 40 giorni prima di essere salvati da una nave da guerra francese, che, casualmente, transitava per il golfo di
Antiochia.
Vincenzo Liguori darà vita e voce al protagonista Gabriele nella sua presa di coscienza e di ricsoperta delle sue radici, sino al lottare senza tregua per il suo popolo, e a due protagonisti della Storia: Giovanni Lepsius ed Enver Pascià.

L’autore del romanzo: Franz Werfel
Appartenente alla corrente espressionistica fin dagli anni immediatamente antecedenti la prima guerra mondiale, Franz Werfel esordì con dei volumi di liriche, L’amico del mondo del 1911 e Noi siamo del 1913. Allo scoppio del conflitto mondiale, nonostante la sua indole votata al pacifismo, si arruolò nell’esercito austriaco per combattere sul fronte russo e servire in mansioni di ufficio stampa. Successivamente, terminata la guerra, si trasferì a Vienna e quindi, con l’Anschluss, in Francia. Nel timore di una espansione del nazismo, scelse – all’inizio della seconda guerra mondiale – di trasferirsi definitivamente in Stati Uniti, dove visse fino alla morte. Contemporaneo e collega di altri intellettuali ebrei e autori come Franz Kafka, Max Brod e Martin Buber, si sposò nel 1929 con Alma Schindler, vedova del compositore Gustav Mahler, che per lui divorziò dall’architetto Walter Gropius. La fama letteraria gli venne nel 1933 con la pubblicazione de I quaranta giorni del Mussa Dagh, vero e proprio racconto epico della resistenza armena e del genocidio di quel popolo ad opera dei Turchi.

L’adattatore: Armando Rotondi
Armando Rotondi insegna all’Università di Napoli “L’Orientale” e all’Università di Verona. Laureato presso l’Università di Napoli “Federico II” e l’Università di Roma “La Sapienza”, ha conseguito il Ph.D. presso l’University of Strathclyde (Glasgow), dove ha insegnato Italian Studies, Italian Cinema e Aspects of Cinema. Ha insegnato presso la “Federico II” e la Nicolaus Copernicus University di Torun (Polonia) e svolto attività di ricerca presso l’Università di Bucarest e l’Istituto Romeno di Cultura. Perfezionatosi inletteratura, teatro e cinema in Italia, Gran Bretagna, Germania, Romania, Polonia e Svizzera, è stato, fra l’altro, consulente per Can’t pay? Won’t pay! di Dario Fo per la regia di Maggie Hall (Glasgow International Comedy Festival 2009) e traduttore dall’inglese al napoletano di Monaciello di Megan Barker, prodotto da Tron Theatre (Glasgow) per la regia di Andy Arnold e presentato al Napoli Teatro Festival Italia 2009.

L’attore protagonista: Vincenzo Liguori
Vincenzo Liguori è attore, regista e organizzatore teatrale. Si è formato con artisti quali Orlando Cinque (lavorando sul Pellicano di August Strindberg) e altri. Attore versatile, è particolarmente attivo nella scena indipendente e sperimentale.

La rassegna: “Ad Est del Mondo – Teatri e Storie da Orizzonti Vicini”
La rassegna vuole portare in scena, attraverso reading artistici e monologhi, storie dai possibili “Est” del mondo (non solo geografico), focalizzando l’attenzione sul conbflitto tra Occidente e Oriente, memoria e oblia, passato e contemporaneo.

ROMA – 21 nov 2015 – Presentazione ufficiale dell’opera documentale “LA QUESTIONE ARMENA”

PONTIFICIO ISTITUTO ORIENTALE

La S.V. è cordialmente invitata alla presentazione ufficiale dell’opera documentale “LA QUESTIONE ARMENA” A cura di Georges-Henri Ruyssen, SJ,
che si terrà sabato 21 novembre 2015 alle ore 16:30 presso il Pontificio Istituto Orientale.

PROGRAMMA

Sabato 21 Novembre 2015, ore 16.30

Presentazione ufficiale dell’opera documentale
“LA QUESTIONE ARMENA”

A cura di
Georges-Henri Ruyssen, SJ
Una coedizione Edizioni Orientalia Christiana & Valore Italiano™ Lilamé™

Indirizzo di saluto del Rettore del Pontificio Istituto Orientale
R. P. David E. Nazar, SJ

Presiede
R. P. Cesare Giraudo, SJ

Intervengono
S. E. R. Mons. Boghos Levon Zekiyan
Arcivescovo di Istanbul degli Armeni

S. E. R. Mons. Cyril Vasil’, SJ
Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali

Prof. Andrea Riccardi
Fondatore della Comunità di Sant’Egidio

S. E. Sign. Mikayel Minasyan
Ambasciatore della Repubblica d’Armenia presso la Santa Sede e lo SMOM

R. P. Georges-Henri Ruyssen, SJ
Curatore dell’opera

Dr. Mario Pirolli
Editore di Valore Italiano™ – Lilamé™

R. P. Dertad Bazikyan
Intermezzo musicale

Seguirà rinfresco

Il curatore dell’opera, Georges-Henri Ruyssen SJ, è un gesuita belga, nato nel 1967, insegna al Pontificio Istituto Orientale (Roma) e al Centre Sèvres, Facultés Jésuites (Parigi).
Ha curato La Questione Armena Vol. I, 1894-1896, Documenti dell’Archivio Segreto Vaticano (ASV); Vol. II, 1894-1896, Documenti dell’Archivio della Congregazione per le Chiese orientali (ACO); Vol. III, 1908-1925, Documenti dell’Archivio della Congregazione per le Chiese orientali (ACO); Vol. IV, V e VI 1908-1925, Documenti dell’Archivio Segreto Vaticano (ASV) & dell’Archivio Storico della Segreteria di Stato, Sezione per i Rapporti con gli Stati (SS.RR.SS. ). Edizioni Orientalia Christiana – Valore Italiano Lilamé,