BASTA FALSITÀ! BASTA BUGIE. L’Azerbaigian mente

Basta falsità. Basta Bugie.

L’Ambasciatore azero Ahmadzada risponda a queste domande:

  1. a) cosa ci faceva il 12 luglio scorso un veicolo militare azero nella zona cuscinetto sul confine azero armeno? Una gita fuori porta?
  2. b) Cosa ci facevano i soldati azeri nella stessa buffer zone? Un pic-nic?

Altro che comunicati stampa diffusi urbi et orbi con notizie fuorvianti, false e pretestuose.

 

#AGGRESSIONEAZERA

 Consiglio per la comunità armena di Roma

www.comunitaarmena.it

 

 

L’Armenia vuole la PACE, l’Azerbaigian la guerra.

L’Armenia vuole la PACE, l’Azerbaigian la guerra.

In questi giorni l’Azerbaigian, dopo aver aggredito lo scorso 12 luglio militarmente l’Armenia cercando di violare il suo confine di Stato, ha dato avvio a una campagna di disinformazione in tutto il mondo, cercando di addebitare all’Armenia tale incursione e accusando, per ultimo, anche la Diaspora armena di aggressione verso i cittadini azeri.

Come invece la cronaca di questi ultimi giorni ci sta evidenziando le informazioni diffuse dalle sedi diplomatiche e dagli ambasciatori azeri presso gli stati stranieri si sono verificate del tutto infondate e menzognere, perché sono proprio gli attivisti turco azeri, incitati da Baku e dal Presidente dittatore Aliyev, a compiere atti di violenza verso le sedi diplomatiche armene e verso gli armeni.

Gli azeri prima aggrediscono, ricorrono ad atti di violenza per poi correre ai ripari con accuse infondate, mistificando addirittura la storia e la realtà, come sta facendo da qualche giorno l’Ambasciatore azero in Italia Sua Eccellenza Mohammad Ahmadzada, inviando lettere piene di fake news a testate giornalistiche e politici.

L’Armenia vuole la pace, l’Azerbaigian la guerra.

D‘altronde da un Paese che ha portato in trionfo come eroe nazionale un proprio ufficiale condannato per aver decapitato un soldato armeno durante un corso NATO a Budapest non c’era da aspettarsi un diverso atteggiamento.

L’Azerbaigian, agli ultimi posti nella classifica mondiale sulla libertà di informazione e tra i paesi più corrotti e corruttori, è stato già giudicato dal mondo libero e democratico.

Come Consiglio per la comunità armena di Roma, in quanto componenti della diaspora armena in Italia, denunciamo questa ennesima campagna di odio e di armenofobia portata avanti dal regime di Baku. Condanniamo tutti gli atti di violenza compiuti perché crediamo e siamo convinti che la via maestra sia il dialogo e la diplomazia e non l’aggressione e la violenza.

L’Armenia vuole la pace, l’Azerbaigian la guerra. Lo ribadiamo.

Invitiamo tutte le istituzioni, i politici e i media italiani a non prestare in alcun modo il fianco alle infondate accuse della dittatura azera spalleggiata dal regime di Ankara. E anche a verificare sempre la fondatezza delle comunicazioni diffuse e ad appoggiare la linea della non violenza, ribadita anche dal ministero degli Esteri armeno e dal gruppo di Minsk dell’OSCE.

L’Armenia vuole la pace, l’Azerbaigian (e la Turchia) la guerra.

Consiglio per la comunità  armena di Roma

 

Il Consiglio per la comunità armena di Roma condanna l’aggressione dell’Azerbaigian contro l’Armenia.

Mentre il mondo è alle prese con la battaglia contro la pandemia del Covid-19,  il presidente dittatore dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, che  si trova a fronteggiare oltre alla diffusione del coronavirus nel Paese, anche una crescente opposizione interna, fa ricorso alle armi e alla guerra pur di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dalle forte difficoltà in cui si trova il Paese.

Domenica 12 luglio un attacco militare è stato sferrato sulla linea di confine con  l’Armenia (distretto di Tavush in Armenia e il distretto di Tovuz dell’Azerbaijan) che a oggi ha già provocato 16 vittime.

Le forze armate azere non hanno esitato a bombardare civili abitazioni nei villaggi armeni di confine e persino una fabbrica tessile che produce mascherine anti-covid.

Mentre la Turchia si è detta pronta ad affiancare l’Azerbaigian in caso di guerra, tutte le altre Le istituzioni internazionali hanno reagito invitando le parti a un immediato cessate-il-fuoco e all’attenuazione della tensione.

Il Consiglio per la comunità armena di Roma, nel condannare fermamente l’ennesima aggressione dell’Azerbaigian contro la pacifica popolazione armena, si appella alle Istituzioni Italiane affinché si facciano portavoce nelle sedi opportune per il perseguimento di una soluzione pacifica al conflitto, così come auspicato dalle istanze internazionali  e da parte dell’Armenia stessa, attraverso le vie della diplomazia e del dialogo.

Il Consiglio esprime il più profondo cordoglio per i militari armeni caduti mentre stavano difendendo la propria patria.

Il Consiglio Comunale di Piombino si unisce alle oltre 130 istituzioni italiane nel riconoscere il Genocidio Armeno.

In data 30 giugno 2020 il Consiglio Comunale di Piombino sulla scia di altre istituzioni italiane ivi inclusa la Camera dei Deputati, ha riconosciuto con atto formale la verità storica del Genocidio Armeno, esprimendo

“la propria piena solidarietà al popolo armeno nella sua battaglia per la verità storica e per la difesa dei diritti umani”.

Il Consiglio  per la comunità armena di Roma accoglie  con enorme soddisfazione tale atto di solidarietà ed esprime profonda gratitudine e riconoscenza al Sig. Sindaco di Piombino e ai Consiglieri tutti che con questa mozione hanno scelto di stare dalla parte della verità, inserendo il Comune di Piombino nell’elenco dei “Giusti” per la Memoria del Medz Yeghern.


Il Consiglio per la comunità armena di Roma aderisce alla Campagna «COVID-19 Armenia: insieme contro la pandemia».

https://www.himnadram.org/en

Il Consiglio per la comunità armena di Roma

aderisce alla Campagna «COVID-19 Armenia: insieme contro la pandemia».

 

 All’inizio del mese di maggio l’ Ambasciata Armena in Italia aveva diramato il messaggio di seguito riportato, che avevamo divulgato a suo tempo e riproponiamo di seguito, appellandoci alla bontà del cuore di tutte le persone di buona volontà.

 

La Fondazione “Hayastan All Armenian Fund”, in stretta collaborazione con il Presidente della Repubblica d’Armenia, con il Presidente della Repubblica di Artsakh, con l’Ufficio del Commissario Generale per la Diaspora, con il Ministero della Salute ed il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica d’Armenia, continua la raccolta fondi «COVID-19 Armenia: superiamo insieme l’epidemia». 

Segnaliamo i link dei video (in inglese e in armeno) dedicati alla campagna della raccolta fondi con la descrizione delle opzioni per la donazione.

https://www.youtube.com/watch?v=6hs9CSDFbxw

https://www.youtube.com/watch?v=KW-v2ga-nwI

 

https://www.himnadram.org/en 

Tsovinar Hambardzumyan è la nuova Ambasciatrice armena in Italia

Dopo che il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha concesso in data 19 maggio 2020 il gradimento per la nomina di Tsovinar Hambardzumyan ad ambasciatrice dell’Armenia presso lo Stato italiano, il Presidente della Repubblica Armena Armen Sarkissian ha nominato, con decreto presidenziale, la Sigra Tsovinar Hambardzumyan Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica di Armenia presso la Repubblica Italiana,

Nata il 5 luglio del 1971, a Yerevan Sua Eccellenza Hambardzumyan ha ricoperto sin dal 1995 importanti incarichi nell’ufficio di Presidenza della Repubblica Armena e dal 2018 era stata nominata Capo del Dipartimento delle relazioni estere dell’Ufficio del Primo Ministro della Repubblica Armena.

Nel 2007 ha ricevuto la lettera di apprezzamento del Presidente della Repubblica Armena e nel 2017, una medaglia di gratitudine.

È autrice della monografia “Can Democracy Bring Security to South Caucasus?” monografia, NATO Defense College (90 pagine, Roma, 2010, in inglese), È anche autrice di “Women’s Economic and Social Rights Implementation and Monitoring Mechanisms: the Lessons Learned,” sito ufficiale dell’Associazione delle scuole politiche del Consiglio d’Europa (9 pagine, 2018, in inglese)

Dal 2008, è stata coinvolta come osservatore internazionale nelle missioni di osservatori OSCE / ODIHR per valutare i processi elettorali in diversi paesi

Ottima conoscenza dell’inglese e del russo, oltre che dell’italiano (a livello lavorativo).

Il Consiglio per la comunità armena di Roma dà il benvenuto a Sua Eccellenza Tsovinar Hambardzumyan augurandoLe buon inizio di missione diplomatica e buon lavoro.

La PRIMA REPUBBLICA INDIPENDENTE ARMENA del 1918 – Di Pietro Kuciukian

Più di cento anni fa, il 28 maggio 1918 la parte armena dell’effimera “Repubblica democratica federativa della Transcaucasia”, raggruppante deputati georgiani, azeri e armeni, proclamava la sua indipendenza. Non c’era scelta. Due giorni dopo gli eletti georgiani facevano esplodere quell’ insieme eterogeneo che era stato creato sulle ceneri dell’Impero Zarista. Defezionarono sperando di poter vivere sotto protezione tedesca, rimasero faccia a faccia gli armeni e gli azeri che dichiararono rispettivamente la loro indipendenza. E ciò, malgrado da parte armena la FRA Dashnagzutiun, partito maggioritario a quell’epoca, non avesse concepito nel suo programma politico l’indipendenza. Di necessità e virtù e, nel caos indescrivibile del momento caratterizzato dall’avanzata ottomana, dalla rivoluzione d’ottobre nel Caucaso del Sud e dalle conseguenze della guerra mondiale, nasceva l’indipendenza. Questa indipendenza sarebbe rimasta lettera morta se, con l’energia della disperazione, ciò che restava del popolo armeno a pezzi, non fosse riuscito il 26 maggio a bloccare la progressione dell’invasore turco e a impedire l’annientamento totale della nazione. A Sardarabad, a Bash-Abaran e  a Karakilisa, nel maggio del 1918 un popolo forte della sua disperazione, fermò l’avanzata delle forze ottomane che stavano per annientare i sopravvissuti al genocidio, gli armeni di Yerevan e dei territori circostanti. L’offensiva della III armata turca di VehibPashaaveva un chiaro obiettivo: stabilire una congiunzione con i fratelli azeri e insieme concludere l’impresa genocidaria. La resilienza di Sardarabad fu un miracolo. Grazie a questa vittoria sul panturchismo, poteva  nascere la prima Repubblica Indipendente d’Armenia. Doveva ancora darsi delle frontiere e un’organizzazione statuale. Sopravvivrà 2 anni e mezzo, in un contesto apocalittico, prima di essere afferrata dal vento della storia che impose per 80 anni l’egemonia del potere sovietico su tutto l’ ex Impero zarista e anche oltre. Ma le basi dello stato armeno erano state gettate e, malgrado la dominazione di Mosca, andranno rafforzandosi con la Repubblica Socialista Sovietica d’Armenia che partorirà nel 1991, l’Armenia attuale, dopo l’autodistruzione dell’Unione Sovietica. Oggi questa seconda Repubblica indipendente suscita fierezza, si iscrive nel patrimonio nazionale armeno e tutti gli armeno del mondo, otto milioni in diaspora e tre in patria si riconoscono orgogliosamente in essa.

Pietro Kuciukian, console onorario della Repubblica di Armenia

28 MAGGIO, FESTEGGIAMO L’ANNIVERSARIO DELLA PRIMA REPUBBLICA DEMOCRATICA DI ARMENIA!

Il 28 maggio ricorre il 102° anniversario della fondazione della Repubblica democratica di Armenia nota anche come Prima repubblica armena.

L’istituzione della prima Repubblica armena ebbe luogo in uno dei periodi più cruciali della storia della nazione armena.

Avendo appena subito un genocidio e nel mezzo di una crisi umanitaria, il popolo armeno e i suoi leader furono costretti ad affrontare una nuova enorme sfida con l’esercito turco-ottomano che avanzava verso Yerevan.

Le battaglie cruciali a Sardarabad, Bash-Abaran e Gharakilisa nel maggio 1918 fermarono l’avanzata delle forze ottomane e le respinsero, creando così un rifugio sicuro sia per i sopravvissuti al genocidio sia per gli armeni russi a Yerevan e nei territori circostanti. Entrambe le popolazioni erano in difficoltà disperate dopo la caduta del regime zarista in Russia e il successivo caos politico e militare nel Caucaso. L’eroica resistenza armena e la sconfitta turca hanno dato l’opportunità ai leader armeni di proclamare una Repubblica armena indipendente dopo proclami simili da parte dei georgiani e dei turchi azeri.

IL 28 MAGGIO 1918 NASCEVA LA PRIMA REPUBBLICA ARMENA!

 

Novità Editoriale: “The Restoration of wall paintings in several Armenian churches of first christian ages”

Di recente è stato pubblicato un libro particolare, in armeno e in inglese, con la presentazione in quattro lingue (più italiano e francese) del Prof. Patrick Donabédian dell’Università di Aix-Marseille, dedicato alla ricerca e al restauro delle pitture murali in varie chiese in Armenia del primo cristianesimo “THE RESTORATION OF WALL PAINTINGS IN SEVERAL ARMENIAN CHURCHES OF FIRST CHRISTIAN AGES” curato dall’Arch. Arà Zarian e dalla restauratrice di opere d’arte Christine Lamoureux. Casa editrice “Tigran Metz”, 330 pagine, 703 foto a colore, formato 27x30x4.

Ci dispiace molto, ma per motivi di emergenza sanitaria in Italia causati dal virus Covit-19, non sarà possibile organizzare la presentazione del libro in varie località italiane a breve termine.

Il libro è il frutto di una campagna di ricerca, di studio e di restauro dei cicli affrescati, durata otto anni, eseguita in varie chiese del primo cristianesimo dislocate alle pendici del mitico monte Aragatz. Gli autori si sono recati ripetutamente in Armenia, impegnando passione, devozione, propri mezzi e professionalità per recuperare, conservare e restaurare dipinti murali di straordinaria bellezza e valore storico-culturale. Il loro obiettivo è mantenere l’immensa carica dei messaggi, non sempre chiarissimi, tramandati dai secoli, mai studiati in modo approfondito e sistematico.

Arch Ara Zarian

 

Gli autori ringrazino tutti coloro che porteranno il loro contributo acquistando il libro. Il ricavato dalla vendita andrà interamente revoluto ai futuri lavori di restauro dei meravigliosi affreschi conservati in tante chiese armene come Akhtalà, Kobayr cappella, Kirants, Shatin, Khudchap.

IL Genocidio Armeno nei testi e nella musica. Armin T. Wegner – Gabriel Wegner

Armin T. Wegner – Gabriel Wegner

Artist

Gabriel Wegner

Title

Armin T. Wegner

Label

K Records

Music publishers

Teorema Edizioni Musicali s.a.s.

Autors

Gabriele Wegner; Giovanni Luca Scaglione

Release date

24/04/2020

Year

2020

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In questo album si possono percepire i sentimenti e le emozioni che ribolliscono nei testi e nella musica di Gabriel Wegner con l’energia e l’inquietudine che la crudeltà e l’atrocità del Genocidio Armeno facevano affiorare prepotentemente ad ogni accento, ad ogni pausa che i musicisti (Valerio Giovanardi e Gianluca Scaglione) cercano di domare. Un lungo viaggio, mille peripezie, la storia, forse uguale a quella di mille altri gruppi con il cuore nel pentagramma e pochi sogni realizzati all’attivo. Umili di fronte all’enormità di questo triste capitolo della storia dell’Umanità: il pensiero va a quei viaggiatori dimenticati, che ancora oggi vagano disperati cercando solo un posto nella nostra memoria. Un intero album dedicato alla figura storica di Armin T. Wegner (nonno di Gabriel Wegner), incentrata all’orribile scenario del Genocidio Armeno, di cui lui non fu solo testimone diretto, ma grazie alla sua macchina fotografica e ai suoi scritti ha fatto partecipe il mondo di ciò che stava succedendo. L’eroe delle due guerre, il giusto tra i giusti.

Armin T. Wegner era scrittore, poeta, si adoperò quale giornalista per divulgare le molte ingiustizie umanitarie di cui fu partecipe. Nel 1915, durante la Prima Guerra Mondiale denunciò, a rischio della propria vita, il massacro (genocidio) degli Armeni, perpetrato dal governo Turco. Le sue denunce non furono solo scritte ma anche fotografiche, eseguite di nascosto e che fino a quel periodo la fotografia era solo una forma d’arte, infatti lui può essere considerato il primo reporter fotografico della storia

Durante il Regime Nazista Armin T. Wegner fu uno dei principali intellettuali tedeschi che alzò la sua voce a favore dei diritti umani del popolo ebreo, scrivendo una lettera aperta a Hitler. Seguì il suo arresto e fu torturato dall’SS. Dopo quattro mesi trascorsi in campi di concentramento lasciò la Germania. Dopo un breve periodo in Inghilterra e in Palestina venne in Italia, dove potè portare tutta la sua opera letteraria, in quanto l’Italia era alleata con la Germania.

 

Genocide

Genocide è senza dubbio il preludio di quello che sarà il percorso dell’opera nelle sue varie fasi.

Poet in Dead Town

È questo il brano che ha dato il via all’intero progetto, il primo brano è ispirato alle foto di Armin T. Wegner e ai suoi scritti.

Nowhereisland

Nowhereisland è l’elogio in chiave poetico-evocativa di un luogo che ha segnato la vita di Armin T. Wegner. Parliamo dell’isola di Stromboli, in Sicilia, dove Armin scelse di passare parte dell’ultima fase della sua vita.

Aleppo

L’intento di Aleppo è quello di fungere da linea invisibile che collega la tragedia del Genocidio Armeno (1915 – 1916) alla più recente Battaglia di Aleppo (2012 – 2016), una linea influenzata dal fattore geografico, essendo avvenuti i fatti nella medesima regione. Aleppo ai tempi del Genocidio Armeno era l’ultima roccaforte dove giungevano, già stremate, le orde di profughi costrette a fuggire dal loro territorio di appartenenza – l’antica Anatolia – per poi essere definitivamente mandate a morire nel deserto di Deir ez-Zor.