MONOPOLI – 13 Marzo 2025 – Proiezione di Film armeni al Sudfestival

La 25esima edizione del Festival di Monopoli dedicato al cinema italiano di qualità si terrà dal 24 gennaio al 15 marzo
Grazie al gemellaggio con il Golden Apricot International Film Festival di Jerevan (Armenia), e sotto il Patrocinio dell’Ambasciata di Armenia in Italia e del Consolato Onorario di Armenia in Bari la giornata del 13 marzo sarà dedicata alla proiezione di tre opere armene selezionate con il GAIFF: Il colore del melograno di Sergej Paradjanov, Aurora’s Sunrise di Inna Sahakyan, e I Will Revenge This World With Love – S. Paradjanov di Zara Jian, presentato a settembre a Venezia e ora al Sudestival come première della sezione internazionale.
Tutto il programma e gli aggiornamenti sono consultabili su: www.sudestival.org – Facebook SUDESTIVAL – Instagram SUDESTIVAL

Lettera al Ministro Giuli e risposta – Mostra Colosseo

Dopo la lettera indirizzata al Ministro Giuli abbiamo ricevuto una missiva dalla Segreteria del Direttore Parco Archeologico del Colosseo nella quale ci si comunica che “nella mappa geografica all’inizio del percorso è indicata la posizione dell’Armenia” con allegata la foto che trovate di seguito.

Non possiamo che ringraziare il Ministero della Cultura Italiana  per la sensibilità e per aver apportato le dovute modifiche.

Tanto dovevamo per una doverosa informazione.

 

 

 

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Cari connazionali e cari amici, abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere da diverse parti delle segnalazioni riguardo la mostra allestita presso il Colosseo dal titolo “Göbeklitepe: L’enigma di un luogo sacro”, dove la storia viene mistificata e l’Armenia addirittura cancellata dalla cartina geografica.

Abbiamo ritenuto opportuno inviare una missiva di protesta al Ministro Giuli il cui contenuto pubblichiamo di seguito.

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Egr. sig. ministro,
stiamo ricevendo da qualche giorno proteste provenienti da varie parti del mondo relative a una mostra, allestita al Colosseo, dal titolo “Göbeklitepe: L’enigma di un luogo sacro”.
L’evento è patrocinato dal Suo dicastero, dall’omologo ministero turco e dall’ambasciata di Turchia a Roma.
Ci viene segnalato che l’allestimento è stato utilizzato per manifestare le più deprecabili teorie nazionaliste genocidiarie e anti armene.
Nei pannelli illustrativi l’Armenia – la grande Armenia storica che si estendeva dal mar Caspio al Mediterraneo – è stata omessa. Così come l’attuale repubblica di Armenia.
Al suo posto i curatori hanno pensato bene di collocare un “grande Azerbaigian”, Paese inesistente fino al 1918 il cui autocratico Presidente continua ancora oggi a minacciare la repubblica di Armenia accampando pretese su fantomatiche “terre storiche azerbaigiane” (sic!).
Anche se l’evento terminerà a breve riteniamo opportuno, anzi indispensabile, un Suo autorevole sollecito intervento per allontanare subito qualsiasi sospetto che la mostra sul sito archeologico sia stato solo un pretesto per dar spazio alle più bieche teorie nazionaliste turche degne di un membro dei “Lupi grigi”.
Grazie per l’attenzione e per quanto vorrà fare.
Cordiali saluti e buon lavoro
CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA

Georgia e Armenia Cultura millenaria del Caucaso Con Aldo Ferrari. Dal 05/08 al 20/08

… Il Caucaso, una terra di complesse frontiere geografiche e culturali. Frontiera tra Europa e Asia, forse. Ma soprattutto tra mondi culturali diversi eppure comunicanti: il Mediterraneo a ovest, le steppe eurasiatiche a nord, il Vicino Oriente a sud, a est il Mar Caspio, che prelude all’Asia Centrale. E il viaggio conduce anche alla frontiera ultima del mondo cristiano, perché al di là della Georgia e dell’Armenia inizia il mondo musulmano: Turchia, Iran, Azerbaigian….
La Georgia e l’Armenia sono due paesi vicini, simili e differenti al tempo stesso, entrambi bellissimi, ognuno a suo modo. Più grande e più varia la Georgia, microcosmo di paesaggi e popoli diversi; più piccola ma infinitamente suggestiva l’Armenia, il cui territorio e la cui popolazione sono stati straziati da una storia impietosa, in particolare dal genocidio del 1915. Entrambi i paesi hanno una cultura millenaria, varia e originale, elementi della quale sono ben presenti nel nostro orizzonte culturale: il monte Ararat, il Vello d’oro, Prometeo…

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ARMENIA: LUNGO LA VIA DEGLI ANTICHI MONASTERI – 25.04.2025 / 02.05.2025

Una terra avvolta da fascino e mistero, dove si intrecciano storia e leggenda, e si incrociano i destini di santi, pellegrini e guerrieri: l’Armenia, una terra antichissima, culla della cristianità. Scoprire l’Armenia in cammino offre l’opportunità di capire il territorio, a tratti davvero selvaggio, e comprendere come storia dell’uomo e paesaggi naturali si siano interconnessi nel corso dei millenni. Un interessante tour, sia dal punto di vista naturalistico, per scorci, ambienti e panorami, sia sotto il profilo artistico e culturale.

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PROCESSO DI BAKU: CHIEDIAMO L’INVIO DI OSSERVATORI INTERNAZIONALI

Il 17 gennaio si apre a Baku (Azerbaigian) il processo agli otto ex leader del Nagorno Karabakh/Artsakh. Tra di loro tre ex presidenti, un ministro degli Esteri, un ex ministro di Stato della Repubblica di Artsakh, l’ultimo presidente del parlamento, tutti catturati nel settembre 2023, durante l’aggressione azera che portò alla pulizia etnica finale degli armeni del Nagorno Karabakh.
Attualmente ci sono 23 prigionieri armeni internati illegalmente a Baku e ostaggi del regime di Aliev. Il processo, che inizierà il 17 gennaio, riguarda sedici di loro. Lungi dal rispondere
secondo gli standard del diritto internazionale, sarà una ennesima parodia della giustizia, davanti a una corte che non sarà né indipendente né imparziale.
I detenuti sono perseguiti penalmente sulla base di ridicole accuse politicamente e sostanzialmente infondate (genocidio, riduzione in schiavitù, sparizione forzata di persone, tortura, finanziamento del terrorismo, creazione di un’associazione criminale…) seguendo una tattica familiare all’Azerbaigian ovvero quella di rovesciare sugli armeni le nefandezze compiute negli anni dal regime azero.
Gli avvocati azeri loro assegnati esercitano i loro poteri sotto la pressione della procura a sua volta anche controllata dal potere; in Azerbaigian è vietato l’ingresso degli avvocati stranieri, gli imputati (che rischiano l’ergastolo) non hanno potuto prendere atto della voluminosa documentazione raccolta contro di loro perché scritta in lingua azera e senza possibilità di traduzione!
Gli imputati e gli altri prigionieri di guerra armeni sono solo ostaggi nelle mani del dittatore Aliyev.
Facciamo appello alle istituzioni italiane affinché, anche eventualmente d’intesa con l’Unione europea, invii osservatori internazionali a monitorare l’andamento dei processi farsa di Baku.
Facciamo appello ai media affinché diano quanto più spazio possibile a questi processi farsa
CONSIGLIO PER LA COMUNITA’ ARMENA DI ROMA
NOTA INFORMATIVA
Secondo le informazioni delle ONG per i diritti umani, confermate dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, l’Azerbaigian detiene ancora almeno 23 prigionieri armeni, tra cui 9 prigionieri di guerra, 6 civili e 8 leader politici della Repubblica autodeterminata dell’Artsakh (Nagorno Karabakh), Alcuni di loro sono stati accusati di terrorismo e condannati tra i 15 e i 20 anni di carcere dopo processi farsa. in violazione del diritto internazionale e degli impegni assunti dall’Azerbaigian ai sensi della dichiarazione di cessate il fuoco del 10 novembre 2020.
Nel settembre 2020, per la seconda volta dalla fine dell’URSS, l’Azerbaigian ha lanciato una guerra su vasta scala nel Nagorno Karabakh, dopo 26 anni di conflitto congelato. A seguito di questa guerra di 44 giorni, il 9 novembre 2020 è stata firmata una dichiarazione tripartita di cessate il fuoco tra i presidenti dell’Azerbaigian, della Russia e del primo ministro armeno, in vista di un successivo accordo di pace. ​Questa dichiarazione prevedeva lo scambio di tutti i prigionieri di guerra tra l’Azerbaigian da un lato e l’Armenia e il Nagorno Karabakh dall’altro. Così, dall’inizio del 2021, tutti i prigionieri di guerra azeri sono stati restituiti dall’Armenia.
​Il processo di restituzione di alcuni prigionieri di guerra con civili armeni catturati è stato effettuato in diverse ondate nel 2021, ma l’Azerbaigian ha deliberatamente interrotto il ritorno dei prigionieri rimanenti, rendendo il loro rilascio un oggetto di ricatto nelle sue relazioni con l’Armenia. Inoltre, dal 2021 l’esercito azero ha compiuto diverse incursioni nel territorio dell’Armenia stessa, prendendo ogni volta nuovi prigionieri.
​​Oltre ai 23 prigionieri confermati dall’Azerbaigian, ci sono ampie prove che indicano l’esistenza di almeno altre 80 persone catturate (video della loro cattura, testimonianze di ex prigionieri rilasciati…) di cui non si hanno ulteriori notizie, e di cui l’Azerbaigian nega l’esistenza. Il destino di questi “scomparsi con la forza” rimane incerto, poiché il Comitato Internazionale della Croce Rossa non ha informazioni su di loro e non è in grado di visitarli. Secondo Siranouch Sahakyan, avvocato delle famiglie dei prigionieri di guerra, l’Azerbaigian ha restituito all’Armenia quaranta corpi di soldati uccisi, anche se ci sono prove video della loro cattura. L’Azerbaigian non ha mai dato alcuna spiegazione per le uccisioni.
Il 15 giugno 2021, durante un viaggio in Nagorno Karabakh in compagnia del presidente turco Erdogan e di sua moglie, il presidente azero ha ammesso apertamente di “detenere ancora molti prigionieri di guerra armeni”, e di poterli utilizzare per costringere l’Armenia a fare concessioni non previste dall’accordo tripartito del novembre 2020.
In conformità con il diritto internazionale umanitario e il diritto dei conflitti armati, i soldati catturati prima e dopo il cessate il fuoco devono essere riconosciuti come prigionieri di guerra e beneficiare della protezione della Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra del 12 agosto 1949 (“Convenzione di Ginevra III”).
LISTA DEI PRIGIONIERI (ACCERTATI)
– Allaverdyan Davit (37 anni), militare (data della cattura 29.09.23), a processo il 17.01.25.
– Babayan Davit (51), ex ministro Esteri e ministro di Stato (28.09.23), a processo il 17.01.25.
– Babayan Madat, (72), civile (29.09.23), a processo il 17.01.25.
– Balayan Levon (47), militare (29.09.23), a processo il 17.01.25.
– Beglaryan Rashid (52), civile (1.08.23), processato e condannato 12.07.24 a 15 anni.
– Beglaryan Vasili (32), militare (29.09.23), a processo il 17.01.25.
– Davtyan Davut, (31), civile (11.11.20), processato e condannato il 26.07.21 a 15 anni.
– Euljekjan Viken (45), civile (10.11.20), processato e condannato il 14.06.21 a 20 anni.
– Ghazaryan Erik (40), militare (29.09.23), a processo il 17.01.25.
– Ghukasyan Arkadi (67), ex presidente della repubblica (3.10.23), a processo il 17.01.25.
– Harutyunyan Araiyk (51), ex presidente della repubblica (3.10.23), a processo il 17.01.25
– Ishkhanyan Davit (56), ex presidente Assemblea nazionale, a processo il 17.01.25
– Khachatryan Vagif (69), civile (29.07.23), processato e condannato il 14.05.24 a 15 anni.
– Khosrovyan Aliosha (57), militare (31.10.20), processato e condannato il 2.08.21 a 20 anni.
– Manukyan Davit (53), ex ministro della Difesa (27.09.23), a processo il 17.01.25.
– Martirosyan Garik (53), militare (29.09.23), a processo il 17.01.25.
– Mkrtchyan Lyudvig (55), militare (31.01.20), processato e condannato il 2.08.21 a 20 anni
– Mnatsakanyan Levon (59), ex ministro della Difesa (29.09.213), a processo il 17.01.25
– Pashayan Melikset (54), militare (29.09.23), a processo il 17.01.25
– Sahakyan Bako (64), ex presidente della repubblica (3.10.23), a processo il 18.01.25
– Stepanyan Gurgen (38), militare (29.09.23), a processo il 18.01.25
– Sujyan Gevorg (35), civile (11.11.20), processato e condannato il 26.07.21 a 15 anni.
– Vardanyan Ruben (56), ex ministro di Stato ((27.09.23), a processo il 17.01.25

Comunicato stampa – L’Armenia tra le destinazioni Best in Travel 2025 di Lonely Planet

L’Armenia figura tra le 30 migliori destinazioni da visitare nel 2025 selezionate da Lonely Planet a livello globale, insieme alle tendenze emergenti nel mondo dei viaggi

23 ottobre 2024 – Lonely Planet, uno dei principali brand mondiali nel settore dei media di viaggio, annuncia il rilascio del tanto atteso Best in Travel 2025 – le previsioni degli esperti Lonely Planet su dove viaggiare nel prossimo anno. L’Armenia ha guadagnato un prestigioso posto tra le migliori destinazioni 2025, celebrata per i suoi spettacolari paesaggi, la vibrante cultura e le esperienze indimenticabili. Una destinazione facilmente raggiungibile dall’Italia grazie ai voli diretti da Milano, Roma e Venezia.

“Siamo onorati di essere riconosciuti da Lonely Planet come una delle mete imperdibili per il 2025”, ha dichiarato Susanna Hakobyan, direttore ad interim del Tourism Committee dell’Armenia. “Questo riconoscimento mette in luce il fascino unico, la storia e l’ospitalità che rendono l’Armenia speciale. Che si tratti delle nostre città animate, della campagna pittoresca o delle tradizioni locali, qui c’è qualcosa da scoprire per ogni tipo di viaggiatore. Non vediamo l’ora di accogliere visitatori da tutto il mondo per esplorare percorsi meno noti. Non a caso, The Hidden Track è il nostro slogan.”

L’Armenia, incastonata nella regione del Caucaso, è una terra di paesaggi affascinanti, ricca di storia e rinomata per la sua calorosa accoglienza. Questo gioiello nascosto offre una vasta gamma di esperienze uniche, fondendo meraviglie naturali con tesori antichi, attività moderne e delizie culinarie. Dalla vivace capitale Yerevan, sede di monumenti come il Complesso Cascade e il Matenadaran, alle acque scintillanti del Lago Sevan, l’Armenia ha qualcosa da offrire a tutti. Gli appassionati di storia rimarranno incantati da siti come il Monastero di Geghard, patrimonio dell’UNESCO, scavato nella roccia, o il Monastero di Tatev, che si erge scenograficamente sopra la Gola del Vorotan.

Gli amanti della natura possono esplorare paesaggi diversificati, dalle foreste verdi e lussureggianti del Parco Nazionale di Dilijan alle falesie rosse della regione di Vayots Dzor, offrendo avventure emozionanti come escursionismo, arrampicata su roccia o persino rafting lungo il fiume Debed. In inverno, i paesaggi si trasformano in un incantevole paese delle meraviglie, dove i visitatori possono divertirsi a sciare, fare escursioni con le ciaspole tra panorami tranquilli o rilassarsi in sorgenti termali naturali, rendendo l’Armenia una destinazione perfetta per tutto l’anno.

La gastronomia è sicuramente da non perdere; dal gustare piatti tradizionali come il tolma e il pane lavash all’esplorazione dell’antica eredità vinicola, l’Armenia promette un indimenticabile mix di cultura, bellezza e avventura.

Il Best in Travel 2025 presenta 30 destinazioni straordinarie tra paesi, città e regioni di tutto il mondo, insieme a dieci tendenze emergenti nel settore dei viaggi. Ogni anno, la selezione delle destinazioni del Best in Travel parte dalle nomination della vasta comunità di collaboratori di Lonely Planet, che comprende dipendenti, autori e partner editoriali di tutto il mondo. Ogni meta viene scelta per la sua attualità, le esperienze uniche e l’effetto “wow”, con un focus su destinazioni che dimostrano un impegno verso la sostenibilità nei viaggi.

“Best in Travel 2025 è l’ultima edizione della lettera d’amore annuale di Lonely Planet al mondo. Consapevoli delle nostre responsabilità e dell’impatto come viaggiatori, siamo orgogliosi delle destinazioni, dei viaggi e delle esperienze qui presentate e siamo entusiasti di condividere l’esperienza locale e gli approfondimenti che sono al cuore di queste raccomandazioni”, ha dichiarato Nitya Chambers, Senior Vice President, Contenuti e Direttore Esecutivo di Lonely Planet. “Ovunque tu sia nel mondo, siamo fiduciosi che Best in Travel offrirà nuova ispirazione per l’anno a venire.”

www.lonelyplanetitalia.it/best-in-travel

Photo gallery Armenia

Per informazioni:

Nadia Pasqual

Media Relations & PR Italia

Armenia Tourism Committee

+39 349 2131565

nadia.pasqual@markpr.it

E’ venuta a mancare una delle più grandi sostenitrici della Causa Armena Siobhan Nash-Marshall,

E’ venuta a mancare una delle più grandi sostenitrici della Causa Armena
Siobhan Nash-Marshall, professoressa di Filosofia al Manhattan ville College
Il Consiglio per la comunità armena di Roma piange la dipartita di una delle più grandi sostenitrici e attiviste della causa armena. E’ venuta a mancare a News York Siobhan Nash-Marshall, professoressa di Filosofia al Manhattan ville College, che avevamo avuto la fortuna e l’onore di incontrare lo scorso 19 novembre a Roma in occasione dell’evento dedicato ai 20 anni della Masseria delle Allodole svoltosi preso la Camera dei Deputati in onore di Antonia Arslan di cui Siobhan era intima amica e avevano realizzato insieme vari progetto di cui uno dedicato ai giovani dell’Artsakh.
Il Consiglio per la comunità armena porge le sue condoglianze ai famigliari e agli amici di Siobhan e a tutti coloro che l’hanno conosciuta e le hanno voluto bene.
Ci mancherai. Ci mancherà il tuo genio e la tua creatività.
Ciao Siobhan.

ROMA – 19 e 20 dicembre 2024 – “Armeni e Armenie tra madrepatria e diaspora” – Terzo convegno nazionale di studi armeni (Univ. Sapienza)

Erevan: cosa vedere e cosa fare nella capitale dell’Armenia (Viaggi. Corriere nov. 2024)

Erevan è il punto di partenza di un viaggio in Armenia, meta emergente che sta attirando sempre più turisti. Ecco cosa vedere e cosa fare nella capitale, una delle città più antiche del mondo

 

Lonely Planet ha incluso l’Armenia tra le migliori destinazioni del 2025. Un viaggio in questo piccolo Paese a cavallo tra Asia ed Europa non può che partire da Erevan, o Yeravan, la sua capitale dal 1921.

La città rosa, com’è chiamata per la tonalità del tufo con cui è stata costruita gran parte degli edifici del centro, ha alle spalle oltre 2800 anni di storia e dominazioni straniere ed è più antica di Roma. Ma è anche una città vitale, ricca di caffè, ristoranti, musei e spazi verdi, il tutto dominato dal profilo del leggendario monte Ararat, la “montagna santa” del popolo armeno, che si trova in territorio turco.

 

Erevan
Vista della città con il monte Ararat sullo sfondo. iStock

Dove si trova Erevan

Nel centro dell’Armenia, un po’ spostata verso il confine turco. La città sorge a circa 1000 metri di altitudine, su un altopiano circondato da colline e montagne, ed è attraversata dal fiume Razdan.

GUARDA ANCHE: Viaggio in Armenia tra città e monasteri 

Cosa vedere a Erevan

Piazza della Repubblica

Piazza della Repubblica è il cuore di Erevan e il fulcro del piano urbanistico progettato dall’architetto Alexander Tamanyan (1878-1936), tra il 1924-1936, durante il periodo della dominazione sovietica.

Caratterizzata da edifici neoclassici di diverse tonalità di rosa, colonnati e fontane musicali, ospita importanti edifici cittadini tra cui la sede del Governo, il Museo di storia dell’Armenia e la Galleria nazionale.

In passato Piazza della Repubblica ospitava anche una statua di Lenin, smantellata dopo il crollo dell’URSS.

Dalla piazza parte Abovyan Street, una delle strade principali della città.

Erevan
Una fontana in piazza della repubblica, cuore pulsante della città. iStock

Cascade

Una gigantesca scalinata, terrazze, giardini, sculture, opere d’arte all’aperto, e una vista magnifica su Erevan con il Monte Ararat sullo sfondo: tutto questo è Cascade, la cascata. Uno dei luoghi più famosi della città, un complesso monumentale che fonde arte e verde, originariamente concepito da Alexander Tamanyan per collegare la zona centrale e quella settentrionale.

Fa parte del complesso il Cafesjian Center for the Arts, centro dedicato all’arte contemporanea che offre un’ampia varietà di mostre ed eventi.

Da vedere anche il monumento di Alexander Tamanian, di fronte alla scalinata: una scultura in basalto alta 3 metri, con gigantesche braccia, che sembra guardare il suo piano regolatore appoggiato su pietre.

Cascade Erevan
L’enorme scalinata, terrazze, sculture e giardini del complesso monumentale Cascade. iStock

Cattedrale di Erevan

Principale luogo di culto della chiesa apostolica armena nel mondo, la cattedrale di San Gregorio Illuminatore è stata consacrata nel 2001 e costruita per celebrare il 1700° anniversario della proclamazione del Cristianesimo come religione di stato dell’Armenia.

Intitolata al santo patrono che convertì l’Armenia al Cristianesimo, è un’architettura monumentale, costituita da una chiesa principale e due cappelle.

Matenadaran

Tempio della conoscenza armena, il Matenadaran ospita una delle più ricche collezioni di manoscritti antichi al mondo. Oltre 20.000 opere, alcune salvate dalla distruzione come le Omelie di Mush, del XIII secolo: il più grande manoscritto miniato armeno ancora oggi esistente, appartenuto al monastero di Surp Arakelos, vicino alla città di Mush in Anatolia, e miracolosamente salvato da due donne in fuga dal genocidio del 1915.

Oggi questo libro che pesa circa 28 chili è un simbolo fortissimo della resistenza di un popolo minacciato e perseguitato.

Erevan
La torre dell’orologio in piazza della Repubblica costruita con tufo rosa. iStock

Museo Nazionale di Storia dell’Armenia

Tutta la storia del Paese, dalle origini ai giorni nostri, è rappresentata con reperti di enorme valore; c’è anche la scarpa in pelle più antica del mondo, risalente a oltre 5.000 anni fa, e un intero carro in legno di oltre 4.000 anni fa.

Karen Demirchyan Sports and Music Complex

Un gioiello architettonico moderno, un grande complesso per sport e concerti, che ricorda un po’ un’astronave, progettato da un gruppo di architetti armeni, celebrati per quest’opera con l’URSS State Prize nel 1987, il più alto premio del suo genere.

Yerevan
Karen Demirchyan Sports and Music Complex. Foto Visit Yerevan

Fortezza di Erebuni

Su un colle nella periferia della città, è uno dei più importanti siti archeologici dell’Armenia e una tappa imprescindibile per scoprire le origini di Erevan, sorta con la costruzione di questa roccaforte, che fu fondata dal re urartiano Argishtis I nel 782 a.C., come testimonia la celebre iscrizione cuneiforme trovata qui durante la prima campagna di scavi, considerata il “certificato di nascita” di Erevan.

Oltre all’area archeologica, visitate il museo inaugurato nel 1968, in occasione del 2750° anniversario della fondazione della città-fortezza di Erebuni-Erevan, che espone i reperti ritrovati durante gli scavi.

Tsitsernakaberd

Il memoriale del genocidio armeno si trova sulla collina di Tsitsernakaberd. Fu costruito nel 1965 -67 ed è dedicato alla memoria di oltre un milione e mezzo di armeni che caddero vittime del genocidio compiuto dal governo dei Giovani Turchi nell’Armenia occidentale e in altre aree della Turchia nel 1915-16.

Cuore del complesso sono 12 imponenti piloni posti intorno alla fiamma eterna, che arde in memoria delle vittime; completano il memoriale una stele, alta 44 metri, che rappresenta la rinascita degli armeni, e il muro commemorativo in basalto, che fiancheggia  il viale di accesso al memoriale con incisi i nomi delle località popolate da armeni dove furono effettuati massacri e deportazioni.

Ogni anno, il 24 aprile, migliaia di persone commemorano il genocidio con una visita al monumento.

Erevan
Il Memoriale del Genocidio armeno. iStock

Cosa fare a Erevan

Esplorate il centro a piedi

Partite da Piazza della Repubblica, percorrete Northern Avenue con i negozi e i locali alla moda, passate per piazza della Libertà con il Teatro dell’Opera e del Balletto, progettato da Alexander Tamanian e inaugurato nel 1933, e raggiungete l’area pedonale ai piedi della Cascade, animata da numerosi caffè, ristoranti e, nei mesi più caldi, concerti all’aperto.

Fa parte del distretto centrale, chiamato Kentron, anche il nucleo più antico della città, il Kond. Si estende in collina e conserva un’atmosfera da villaggio tra le sue strade strette, ripide e tortuose.

Erevan Vernissage Market.
Tappetti al Vernissage Market. Foto Tourism Committee of the Republic of Armenia

Fate shopping al Vernissage Market

Vicino a piazza della Repubblica, questo mercato all’aperto offre di tutto e di più: artigianato in legno, ceramica, argento, tappeti, kilim, tessuti, abbigliamento, strumenti musicali (come il duduk, strumento tradizionale simile all’oboe, ricavato dal legno di albicocco), scacchiere, backgammon…

Passeggiate al Victory Park

Il più grande tra i tanti parchi cittadini punteggiati di ciliegi e albicocchi. Si trova in cima alla monumentale scalinata, sulle alture della capitale, e offre una vista unica sul monte Ararat.

I turisti arrivano qui per rilassarsi, godersi una passeggiata e il panorama, ma anche per vedere l’iconica Madre Armenia, una statua in rame battuto alta 22 metri, che impugna una spada e sovrasta l’intera città.

Scoprite la casa museo di Martiros Saryan

Martiros Saryan (1880-1972) è considerato il fondatore della pittura armena moderna. Abitò in questa casa, oggi museo, dal 1932 fino alla fine della sua vita. Oltre allo studio dove dipinse i suoi capolavori, si scopre una notevole collezione di opere, tra paesaggi dell’Armenia -villaggi pastorali, vedute del Monte Ararat, cortili, chiese – ritratti e nature morte.

Partecipate al festival del vino

Si chiama Yerevan Wine Days il festival della capitale dedicato agli amanti del vino, che ogni estate anima per tre giorni diverse vie centrali con degustazioni, musica dal vivo e una vibrante atmosfera di festa.

 Yerevan Wine Days
La folla per le strade durante il festival Yerevan Wine Days. Foto Tourism Committee of the Republic of Armenia

Cosa mangiare a Erevan

La cucina armena è un intreccio di influenze mediterranee, mediorientali e caucasiche. Ed anche è uno dei motivi per cui vale la pena visitare questo Paese fuori dalle solite rotte, così come il vino (la viticoltura armena è una delle più antiche al mondo).

Il Lavash, un pane molto sottile incluso nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, non manca mai in tavola; tra i piatti tradizionali da assaggiare, gli involtini di foglie di vite chiamati Dolma, l’Harissa, a base di carne, il Ghapama, zucca ripiena.

LEGGI ANCHE: Best in Travel 2025: le 30 destinazioni top di Lonely Planet dove andare il prossimo anno

Dove mangiare a Erevan

The Club

In Saryan Street, un ristorante moderno e ricco d’atmosfera. Propone piatti della tradizione realizzati con materie prime a chilometro zero. È anche un luogo di ritrovo per artisti e musicisti che si esibiscono al pianoforte presente nella sala.

Mayrig Restaurant

In Amiryan Street, questo ristorante è rinomato per la favolosa cucina armeno-mediterranea e l’ambiente dalla raffinata atmosfera mediorientale.

Ristorante Vostan

In Abovyan Street, piatti tradizionali in un locale accogliente, con diversi ambienti e una balconata che dà sulla corte interna (facebook.com/vostan.mbg).

Ristorante 782 

Nel cuore della città, un ristorante moderno il cui nome rende omaggio alla millenaria storia di Erevan, fondata nel 782 a.C. La cucina mescola sapori tradizionali e tecniche contemporanee (info: 782.am/en).

Cattedrale di Erevan
La Cattedrale di Erevan. iStock

Dove dormire a Erevan

Tufenkian Historic Yerevan Hotel 

Un boutique hotel con spa e ristorante di cucina armena in un palazzo storico vicino a piazza della Repubblica. Le camere sono arredate con tappeti Tufenkian, tessuti e mobili di fattura artigianale (tufenkianheritage.com).

Courtyard by Marriot Yerevan

Il brand Courtyard by Marriott ha aperto di recente questo hotel con ristorante e terrazza progettati dallo Studio Shoo. Lusso e servizi impeccabili, a pochi passi dal Teatro Nazionale di Opera e Balletto (marriott.com)

Holiday Inn Republic Square

Nella piazza principale di Erevan, ideale per raggiungere a piedi tutte le attrazioni (ihg.com)

Erevan Teatro dell'Opera
Il Teatro dell’Opera. Foto Tourism Committee of the Republic of Armenia

Come arrivare a Erevan

Yerevan è collegata all’Italia con voli diretti WizzAir e FlyOne Armenia da Milano Malpensa; Wizzair da Roma Fiumicino o Venezia Marco Polo.

Quando andare a Erevan

L’estate è la stagione più vivace ricca di festival, concerti e vita notturna all’aria aperta. Evitate però  luglio e agosto se soffrite molto il caldo, perché le temperature possono superare i 30 °C.

Più piacevole il clima sia in primavera che in autunno. Ad aprile gli albicocchi iniziano a fiorire, creando una scena fantastica intorno alla città. Il lungo inverno (da novembre a marzo) non è l’ ideale, perché le temperature possono scendere sotto lo zero.

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