IL Messaggero – Genocidio Armeno: la replica dell’Ambasciatrice Baghdassarian all’Ambasciatore turco
VENEZIA – Aprile/Maggio 2018 – Quarto Seminario sull’Arte Armena
Università Ca’ Foscari Venezia
Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea
Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali
ASIAC
Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena
Quarto Seminario sull’Arte Armena
a cura di Aldo Ferrari, Stefano Riccioni e Marco Ruffilli
aprile-maggio 2018
Giovedì 12 aprile ore 15.45 – 17.15
Aula 4 Rio Nuovo, Calle Larga Ca’ Foscari, Dorsoduro 3861, Venezia
Aldo Ferrari
La città perduta. Immagini della vecchia Erevan
Giovedì 19 aprile ore 15.45 – 17.15
Aula 4 Rio Nuovo, Calle Larga Ca’ Foscari, Dorsoduro 3861, Venezia
Marco Ruffilli
Gli Armeni e il culto delle immagini. Un’introduzione, con alcuni casi esemplari
Giovedì 3 maggio ore 15.45 – 17.15
Aula 4 Rio Nuovo, Calle Larga Ca’ Foscari, Dorsoduro 3861, Venezia
Stefano Riccioni
Arte e cultura armena nelle pagine dell’“Historia Imperii Mediterranei”
Martedì 8 maggio ore 15.45 – 17.15
Aula 4 Rio Nuovo, Calle Larga Ca’ Foscari, Dorsoduro 3861, Venezia
Ivan Foletti
Armenia o Mediterraneo? Tra storiografia immagini e architettura
Giovedì 17 maggio ore 15.45 – 17.15
Aula 4 Rio Nuovo, Calle Larga Ca’ Foscari, Dorsoduro 3861, Venezia
Ara Zarian
Recupero e restauro conservativo di cicli affrescati in chiese armene
Giovedì 24 maggio ore 15.45 – 17.15
Aula 4 Rio Nuovo, Calle Larga Ca’ Foscari, Dorsoduro 3861, Venezia
Benedetta Contin
La Grande Armenia nella descrizione archeologica ed etnografica dei Padri Mechitaristi di Venezia
Giovedì 31 maggio ore 15.45 – 17.15
Aula 4 Rio Nuovo, Calle Larga Ca’ Foscari, Dorsoduro 3861, Venezia
Alessia Boschis
Un manoscritto armeno a Chantilly. Considerazioni sulle miniature del ms. 14 (1353)
103 anniversario del Genocidio degli Armeni – 24 aprile – Eventi e iniziative in Italia
Commemorazione Genocidio Armeno – Torna la campagna “Una Tragedia che non ha parole…”
In occasione della Giornata della Memoria Armena (24 aprile) il «Consiglio per la comunità armena di Roma» ha riproposto la campagna di sensibilizzazione “Una tragedia che non ha parole”, con l’intento non solo di informare l’opinione pubblica su quanto accaduto 103 anni fa, ma anche di denunciare quanto sta accadendo in questi giorni, sotto gli occhi di tutti, negli stessi luoghi e con gli stessi attori di allora.
Si tratta di uno spot della durata di quindici secondi che verrà proiettato a rotazione sul circuito video della metropolitana e degli autobus di Roma.
“Una tragedia che non ha parole” è anche una denuncia al perdurante negazionismo turco e all’atteggiamento di complice silenzio di molte diplomazie che sacrificano la tragedia armena ed altre tragedie sull’altare degli interessi economici e delle convenienze politiche.
Il Consiglio per la comunità armena, da sempre in prima linea nella lotta contro la negazione e l’oblio, auspica che anche quest’anno la campagna abbia il successo degli anni passati e sempre più voci si uniscano alla voce negata del milione e mezzo di martiri Armeni per far si che verità e giustizia non tramontino mai.
Vai sulla pagina web e guarda lo spot
EVENTI 24 aprile – EVENTI 24 aprile – EVENTI 24 aprile
ROMA 24 aprile 2018
- Veglia di commemorazione e Preghiera
Lunedì 23 Aprile 2018 – Ore 19:00
Chiesa Armena di San Nicola da Tolentino
- Santa Messa e Preghiera
Martedì 24 Aprile 2018 – Ore 18:00
Chiesa Armena di San Nicola da Tolentino
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- Ore 15.30 Sit-in a Castel Sant’Angelo con sfilata di abiti tradizionali armeni – (Organizzato a cura dell’ARGA -Associazione per il riconoscimento del Genocidio Armeno)

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- Ore 20.00 Anteprima italiana del film THE PROMISE
presso il Cinema Quattro Fontane (via delle Quattro Fontane 23, 00184 Roma) regia di Terry Georgecon Christian Bale, Oscar Isaac, Charlotte Le Bon – versione originale con sottotitoli in italiano
Ingresso libero fino a esaurimento posti -
23.04.2017 – L’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia desidera informare che la proiezione del film THE PROMISE – prevista per martedì 24 aprile alle ore 20.00 al Cinema Quattro Fontane (via delle Quattro Fontane, 23 – 00184 Roma) in occasione del 103° anniversario del Genocidio degli Armeni – è stata rinviata per motivi tecnici. La proiezione sarà recuperata in data da destinarsi.
MILANO 24 aprile 2018
- ore 11.00 presso la Chiesa Apostolica Armena di via Jommelli 30.SS MESSA dedicata ai Martiri del Genocidio in presenza di Sua Eminenza l’Arcivescovo di Milano Mons Mario Delpini
- alle ore 15.00 preghiera e benedizione presso il Khachkar eretto presso i giardini retrostanti la Basilica di Sant’Ambrogio
- ore 19.30 presso la sala delle cerimonie di via jommelli 30 verrà proiettato il film “The Cut- il padre- seguirà un rinfresco
PADOVA 24 aprile 2018
- ore 9.30 – Chiesa di Sant’Andrea, vicolo Sant’Andrea
Liturgia in rito armeno in memoria dei martiri del Genocidio degli Armeni, officiata dai Padri della Congregazione Mechitarista di San Lazzaro degli Armeni – Venezia - ore 11.00 Cerimonia commemorativa a Palazzo Moroni, via VIII febbraio
- Deposizione di una corona di alloro, presso il bassorilievo in bronzo, a ricordo dei martiri del genocidio armeno.
Interventi:- Sergio Giordani, sindaco di Padova
- Vahé Moumdjian, rappresentante della Comunità Armena e dell’associazione Italiarmenia
- padre Grigorian Zakevos, Congregazione Mechitarista dell’isola di San Lazzaro degli Armeni (Venezia)
a seguire, musiche armene eseguite dal Maestro Aram Ipekdjian – Con la partecipazione degli studenti della scuola secondaria di I grado “G. Mameli” di Padov
- ore 12.45, via G. Boccaccio – Terranegra (Padova) – Visita al Giardino dei Giusti del Mondo, per ricordare in particolare i Giusti per gli Armeni
BARI 20 aprile 2018
MILANO 21 aprile 2018
NAPOLI 22 aprile 2018
Atto di commemorazione del 103 anniversario del Genocidio Armeno
PERUGIA 23 aprile 2018
Conferenza di Letizia Leonardi su “Mayrig”
FRANCAVILLA FONTANA 23 aprile 2018
CAMPONOGARA 26 aprile 2018
Istituto Gramsci e comune di Camponogara in memoria del genocidio armeno
Novità in Libreria: Eliseo l’Armeno, Omelie e scritti teologici, a cura di Riccardo Pane
Abbiamo il piacere di annunciarvi la pubblicazione di Eliseo l’Armeno, Omelie e scritti teologici, a cura di Riccardo Pane, ESD-ESC 2018, ISBN 978-88-7094-963-6 (si veda allegato).
Per i tipi di Edizioni Studio Domenicano, Riccardo Pane, pubblica la traduzione italiana, con commento, di sei scritti di grande spessore teologico, attribuiti a Eghishe: le omelie sul battesimo di Gesù, sulla trasfigurazione, sul Padre nostro, sulla risurrezione di Lazzaro (finora attribuita a Mambre), sul giudizio e, infine, uno scritto sull’anima.
Con questo terzo volume prosegue la pubblicazione dell’opera omnia di Eliseo, iniziata da Riccardo Pane nel 2009: sempre per i tipi di Edizioni Studio Domenicano sono già apparsi il Commento a Giosuè e Giudici e le Omelie Sulla passione, morte e risurrezione del Signore.
Armenia, il parlamento ha eletto per la prima volta il capo dello stato (Sputniknews 02.03.18)
Il parlamento armeno ha eletto per la prima volta il capo dello stato dopo la transizione al sistema parlamentare, chiudendo in questo modo la riforma costituzionale. Lo riportano i media russi.
Armen Sargsyan, candidato del partito repubblicano ed ex ambasciatore dell’Armenia in Gran Bretagna, è stato eletto presidente con il 90% dei voti.
Sargsyan si insedierà ufficialmente il 9 aprile, dopo la scadenza del mandato dell’attuale presidente. Lo stesso il governo si dimetterà. Il primo ministro sarà eletto dal partito di governo o dalla coalizione di governo.
Dopo la sua elezione, Armen Sargsyan ha ringraziato il Parlamento per la fiducia accordatagli e ha promesso di applicare tutta la sua conoscenza ed esperienza al servizio dello stato.
Armen Sargsyan, 65 anni, si è laureato nel 1976 all’Università Statale di Yerevan, dove dal 1976 al 1990 ha insegnato fisica e ha fondato il dipartimento di modellazione matematica di sistemi complessi. Dal 1984 al 1985 ha tenuto conferenze e svolto attività di ricerca presso l’Astronomical Institute of Cambridge University. Dal 1986 al 1992 ha insegnato all’Università Statale di Mosca e negli atenei di Germania, Stati Uniti, Grecia e Regno Unito.
Negli anni Novanta è stato ambasciatore dell’Armenia in Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Città del Vaticano e Regno Unito.
Armenia: parlamento elegge Sarkisian presidente
(ANSA) – MOSCA, 2 MAR – Il parlamento dell’Armenia ha eletto Armen Sarkisian come nuovo presidente del paese. Sarkisian, ex premier ed ex ambasciatore in Gran Bretagna, era l’unico candidato alla poltrona di capo dello Stato ed è sostenuto dal presidente uscente Serzh Sargsian, che potrebbe adesso diventare primo ministro e continuare di fatto a mantenere il potere. Per Sarkisian, 64 anni, hanno votato 90 parlamentari, 10 hanno votato contro, mentre “una scheda elettorale è stata compilata in modo irregolare”. (ANSA)
Parlamento Olanda riconosce a larga maggioranza genocidio armeno (Rassegna 23.02.18)
Olanda ha riconosciuto il Genocidio Armeno, ferri corti con la Turchia (Il Messaggero 23.02.18)
Tensione Olanda-Turchia l’Aia approva una mozione sul genocidio armeno (Lumsanews 23.02.18)
Si inaspriscono i rapporti diplomatici tra Turchia e Olanda, dopo l’approvazione al parlamento dell’Aia di una mozione che definisce come “genocidio” il massacro perpetrato dall’Impero ottomano, predecessore dell’attuale Stato turco, contro gli armeni durante la prima guerra mondiale, tra il 1915 e il 1916. Le fonti storiche indicano in oltre un milione il numero delle vittime, ma Ankara ha sempre contestato questo bilancio, negando altresì che si sia trattato di un genocidio nel pieno senso del termine, sostenendo piuttosto che gli armeni furono vittime di un conflitto civile e non di un olocausto pianificato.
In un comunicato, diffuso dal proprio ministero degli Esteri, la Turchia ha quindi condannato “con forza la decisione della Camera dei rappresentanti dell’Olanda di riconoscere gli eventi del 1915 come un genocidio”. La mozione approvata dai Paesi Bassi è stata definita come “infondata” e “non legalmente vincolante”.
Dal canto suo, il governo olandese ha comunque fatto sapere che non intende dare seguito alla mozione approvata dal Parlamento, spiegando che il riconoscimento di un genocidio da parte dell’Aia avviene solo a seguito di una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza dell’Onu, oppure dopo la una sentenza di un tribunale internazionale.
Non è la prima volta che la Turchia arriva ai ferri corti con un Paese occidentale proprio in merito a questo tema. Quando nel 2016 il Bundestag tedesco approvò una mozione analoga, Erdogan – furente – richiamò il suo ambasciatore da Berlino. Va osservato anche come le relazioni diplomatiche tra Turchia e Olanda fossero già incrinate, a causa dei comizi elettorali negati dalle autorità olandesi a due ministri turchi, in occasione del referendum costituzionale turco di un anno fa. Come se non bastasse, all’inizio di febbraio, l’Aia ha anche annunciato il ritiro formale del suo ambasciatore, che già non si trovava nella capitale turca da quasi un anno
Il Parlamento olandese ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che riconosce il genocidio armeno. Il governo olandese, da parte sua, ha reso noto che continuerà ad analizzare “la questione del genocidio armeno” ma non ha in programma un riconoscimento formale. Il ministro degli Esteri, Sigrid Kaag, ha annunciato la presenza di un rappresentante ufficiale per la cerimonia di commemorazione che il prossimo 24 aprile si svolgerà a Erevan. Tale atto però non costituirà un riconoscimento formale. Il voto del Parlamento rischia di creare tensione con la Turchia, che respinge l’uso del termine genocidio in relazione al massacro di 1,5 milioni di armeni. La Turchia, erede dell’impero ottomano, riconosce l’assassinio di tale quantità di persone tra il 1915 e il 1917 ma rifiuta categoricamente il termine genocidio. Il ministero degli Esteri turco ha immediatamente convocato l’incaricato d’affari dell’Olanda ad Ankara dopo che ieri il Parlamento olandese ha approvato a larga maggioranza la risoluzione. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu, dopo le “condanne” arrivate dal ministero degli Esteri e dal ministro per gli Affari europei. A inizio febbraio l’Olanda ha ritirato l’ambasciatore dalla Turchia.
L’Olanda riconosce il genocidio armeno. La Turchia attacca: “Decisione infondata” (Eunews.it 23.02.18)
Il Ministero degli esteri turco: “Condanniamo con forza la decisione della Camera dei rappresentanti dell’Olanda di riconoscere gli eventi del 1915 come un genocidio”
Bruxelles – L’Olanda ha riconosciuto il genocidio armeno, sotto proposta dei deputati di maggioranza del partito di Unione cristiana, scatenando la reazione del governo della Turchia, che “condanna con forza la decisione della Camera dei rappresentanti dell’Olanda di riconoscere gli eventi del 1915 come un genocidio”. A dirlo è il ministero degli Esteri di Ankara, Mevlüt Cavusoglu, ritenendo la mozione approvata ieri sera all’Aja come “infondata” e “non legalmente vincolante”.
Sono molti gli storici a definire l’uccisione di più di un milione di armeni da parte dell’esercito ottomano durante la prima guerra mondiale ‘genocidio’. L’esecutivo di Instanbul ha da sempre sostenuto che non si è mai trattato di pulizia etnica ma di una “regolare repressione” dell’insurrezione armena, che “causò una guerra civile”. Nessun “genocidio pianificato” per Ankara, la cui relazione con il governo olandese va sempre più deteriorandosi.
I rapporti diplomatici tra L’Aia e Instanbul hanno iniziato a peggiorare lo scorso marzo, quando l’esecutivo olandese ha vietato i comizi elettorali dei ministri turchi in supporto del referendum presidenzialista di Recep Tayyip Erdogan. Il governo dell’Aja era arrivato addirittura a impedire alla ministra della Famiglia, Fatma Betül Sayan Kaya di entrare nel consolato turco di Rotterdam. L’11 marzo l’Aja aveva vietato l’ingresso al ministro degli Esteri turco Mevlüt Cavusoglu. A quel punto Erdogan aveva definito gli olandesi residui ‘nazisti e fascisti’. L’Olanda in risposta ritirò l’ambasciatore olandese dalla Turchia.
“Come già detto dal presidente Juncker, con la Turchia abbiamo relazioni molto importanti ma bisogna essere in due per il tango”, ha fatto sapere il portavoce del presidente della Commissione europea Jean Claude Junker. “Il Paese si sta muovendo in una diversa direzione rispetto all’adesione all’Ue. Vediamo cosa ci riserverà il futuro”.
Olanda riconosce genocidio armeno (ANSA 23.02.18)
(ANSA) – ISTANBUL, 23 FEB – La Turchia “condanna con forza la decisione della Camera dei rappresentanti dell’Olanda di riconoscere gli eventi del 1915 come un genocidio”. Lo scrive in una nota il ministero degli Esteri di Ankara, definendo la mozione approvata ieri sera all’Aja come “infondata” e “non legalmente vincolante”. Secondo molti storici furono oltre un milione gli armeni uccisi durante la prima guerra mondiale sotto l’impero ottomano, ma Ankara contesta il bilancio di morti e sostiene che non si sia stato un “genocidio” pianificato ma l’effetto di un conflitto civile. Il governo olandese ha comunque fatto sapere che non intende dare seguito alla mozione approvata dal Parlamento, spiegando che il riconoscimento di un genocidio da parte dell’Aja avviene solo se c’è una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza dell’Onu o una sentenza di un tribunale internazionale. In casi analoghi avvenuti in passato, come nel 2016 in Germania, Ankara aveva richiamato il suo ambasciatore.
Genocidio armeno, via libera del parlamento olandese al riconoscimento. Turchia furiosa: convocato l’ambasciatore ad Ankara (31mag.nl 23.02.18)
Di recente, il riconoscimento tedesco e la presa di posizione del Vaticano, che ha parlato per la prima volta di “genocidio”, hanno provocato il raffreddamento delle relazioni con Ankara
La maggioranza alla Tweede Kamer, la camera bassa del parlamento olandese, ha approvato giovedì due mozioni riguardanti il genocidio armeno del 1915. Una afferma che la Tweede Kamer “riconosce il genocidio armeno”, l’altra che un ministro olandese o un sottosegretario di Stato dovrebbero assistere alla commemorazione in Armenia ad aprile.
La Turchia ha convocato un rappresentante dell’ambasciata ad Ankara per chiedere spiegazioni. Da marzo 2017 non è più presente ambasciatore olandese, dopo che il paese della mezza luna ha ritirato le credenziali di Kees van Rij impedendogli di tornare nel Paese. Il caso verrà quindi seguito dai funzionari di grado inferiore ancora presente in Turchia.
Entrambe le mozioni sono state presentate dal parlamentare ChristenUnie Joel Voordewind. Tutti e quattro i partiti della coalizione hanno dato il via libera a sostenerle.
Centinaia di migliaia di armeni furono assassinati nel 1915, quando il territorio era ancora parte dell’impero ottomano. I turchi hanno sempre sostenuto si fosse trattato di “omicidi in tempo di guerra” e non di una pulizia etnica programmata. I turchi sostengono, inoltre, che gli armeni erano un pericolo perché stavano combattendo dalla parte del nemico russo. Per Ankara la questione è da sempre un nervo scoperto e l’annuncio del riconoscimento del genocidio da parte di paesi esteri ha sempre provocato reazioni furiose da parte dei governi turchi.
Di recente, il riconoscimento tedesco e la presa di posizione del Vaticano, che ha parlato per la prima volta di “genocidio”, hanno provocato il raffreddamento delle relazioni con Ankara.
Finora i Paesi Bassi non hanno mai riconosciuto ufficialmente il genocidio, parlando di “questione del genocidio armeno”. Ma una maggioranza in parlamento crede sia ora di cambiare. “Non possiamo negare la storia per timore di sanzioni, dopotutto il nostro paese ospita la capitale del diritto internazionale, quindi non dobbiamo avere paura di fare la cosa giusta anche qui”, ha dichiarato Voordewind al Trouw.
Trentesimo anniversario della votazione del Consiglio regionale. Le parole del presidente dell’Armenia per celebrare la ricorrenza (Karabakh.it 20.02.18)
Il 20 febbraio 1988, il Consiglio regionale del Nagorno-Karabakh si riunì in una sessione straordinaria per adottare una risoluzione che esprimeva la volontà popolare dell’Artsakh (Nagorno Karabakh) per l’autodeterminazione libera. Tre decenni fa, gli armeni di tutto il mondo si unirono alla giusta richiesta e alla lotta di Artsakh.
Oggi festeggiamo il trentesimo anniversario di quella svolta storica, che la Repubblica di Artsakh ha giustamente proclamato come il Giorno della rinascita Artsakh. Inoltre, è diventato il giorno della rinascita del popolo armeno. Monte [Melkonian, eroico combattente della lotta di liberazione, NdR] aveva ragione ad insistere sul fatto che se avessimo perduto l’Artsakh, avremmo voltato l’ultima pagina della storia dell’Armenia. Il 20 febbraio 1988 è stato il momento di unità, determinazione e risveglio nazionale del popolo armeno.
L’Azerbaijan ha risposto alla protesta pacifica e legittima del nostro popolo con i massacri a Sumgait e in altri luoghi. In quei giorni divenne chiaro che le persone in Artsakh erano destinate allo sterminio o alla vittoria fisica.
Siamo stati costretti a fare la guerra. Coloro che hanno scatenato la guerra erano convinti di avere un grande vantaggio e il problema del Karabakh si sarebbe risolto rapidamente e definitivamente sterminando gli armeni e spopolando l’Artsakh. A distanza di tre decenni possiamo affermare con sicurezza che il movimento del Karabakh ha salvato centinaia di migliaia di vite.
Forti del sostegno di tutta la nazione armena, gli armeni dell’Artsakh sono riusciti ad affrontare questo severo processo con onore. Oggi, quelli che ci chiamano nemici, ci accusano di tutto, ma l’unica colpa del popolo di Artsakh è che non hanno perso e non sono stati sterminati in quella guerra.
Cari compatrioti, si riteneva che il movimento del Karabakh si sarebbe trasformato in una certa fase. Con la proclamazione dello Stato, il movimento non si ridusse, ma divenne una politica dello Stato. L’esplosione pan-nazionale e il risveglio sono stati coronati dalla reintegrazione dei nostri due stati armeni.
Possiamo sentire le stesse minacce di 30 anni fa mentre celebriamo il trentesimo anniversario del movimento del Karabakh. La propaganda anti-armena è continuata da 30 anni. Sembra che nulla sia cambiato. Ma l’abbiamo fatto. Il libero Artsakh, che ha scrollato di dosso il giogo azero 30 anni fa, si sta sviluppando ad un ritmo progressivo sia economicamente, sia politicamente, sia culturalmente.
Nella nostra coscienza pubblica ci può essere una percezione giustificata che ciò che viene fatto non è abbastanza. Pertanto, dobbiamo costantemente segnare la barra delle nostre esigenze e aspettative. Come nazione e stato, abbiamo ancora molto da fare. C’è molto lavoro da fare in tutti i campi, ma quello che abbiamo fatto insieme negli ultimi 30 anni, a volte nelle circostanze più difficili, in realtà è abbastanza. Ovviamente, questo è probabilmente il trentennale più importante della storia dell’Armenia degli ultimi secoli. Possiamo fare molto di più, eppure lo penseremo insufficiente.
La sottomissione non ha una scusa, mentre la libertà non ha alternative. Stiamo costruendo stati democratici e moderni nelle Repubbliche di Armenia e Artsakh. Rispettiamo pienamente i diritti umani fondamentali, poiché la libertà e la dignità sono valori assoluti per il popolo armeno.
Lunga vita alla Repubblica di Armenia! Lunga vita alla Repubblica di Artsakh che è emersa come risultato del Movimento del Karabakh! Lunga vita ai pionieri del movimento del Karabakh!









