MILANO – 28 ottobre 2020 – Pomeriggio Letterario Parliamo di “Jeiran” e “Il debito ” di Krikor Zohrab

Milano-Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano tel.:  0039 3402101174

 e-mail: mekitar@libero.it – facebook: Casa Armena – Hay Dun

                                                          

 CASARMENA

   HADUN

Sabato 28 alle h. 16.00

Pomeriggio Letterario

Parliamo di “Jeiran” e “Il debito “

di Krikor Zohrab

La discussione sarà in Italiano, ed è benvenuto anche chi non avesse fatto in tempo a leggere o procurarsi le novelle.

Ascolteremo una lettura di alcuni brani in Armeno (occidentale)

Per maggiori informazioni e per notificare la vostra partecipazione o farvi aggiungere alla mailing list

 vi preghiamo di scrivere a: res.armeniaca@gmail.com

 

 

Seguendo i protocolli anti Covid-19 vi chiediamo cortesemente

di prenotare via e-mail o tramite SMS gli eventi ai quali partecipare,

sarà osservato il distanziamento e l’obbligo di mascherina.

All’entrata avremo termo scanner e gel disinfettante.

Attendiamo ulteriori indicazioni dal prossimo DPCM

RIMINI – 20 ottobre 2020 – Preghiera del comitato Nazarat dedicata al Nagorno-Karabakh

Rimini: martedì 20, in piazza Tre Martiri, la preghiera del comitato Nazarat dedicata al Nagorno-Karabakh

Se si esclude un appello degli studiosi armenisti in Italia l’aggressione degli armeni cristiani del Nagorno-Karabakh sta passando sotto un vergognoso e complice silenzio, in Italia e in Europa. L’aggressione militare contro questo popolo da parte dell’Azerbaigian – dicono in un comunicato del comitato Nazarat di Rimini e del Centro Internazionale Giovanni Paolo II – è iniziata il 27 settembre con l’appoggio dei soldati della Turchia di Erdogan, erede di quello Stato che già all’inizio del secolo scorso, senza mai riconoscerlo, un genocidio ai danni della popolazione armena. A quel martoriato popolo – prosegue il comunicato – sarà dedicata la preghiera dell’Appello all’umano prevista per martedì 20 ottobre alle ore 21 in piazza Tre Martiri.

Come il 20 di ogni mese ripetiamo dunque questo momento di preghiera e testimonianza che si svolge ininterrottamente dal 20 agosto 2014. Sarà recitato il rosario e si leggerà l’appello testimonianza di Antonia Arslan, pubblicato recentemente dal mensile Tempi. Anche le consuete offerte che si raccolgono alla fine saranno destinate agli amici armeni che vivono ore drammatiche. Dal 27 settembre, giorno dell’inizio del conflitto, sono già morte 300 persone.

Nel manifesto che dà notizia della serata il comitato Nazarat riporta una frase che il cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo, pronuncio nell’agosto di due anni fa. “L’Europa deve riscoprire le proprie radici cristiane, la propria identità cristiana. Soltanto così non dovrà temere il radicalismo islamico”.

Il comitato Nazarat col contributo del Centro Internazionale Giovanni Paolo II

DIFFIDATE DALLA PROPAGANDA AZERA, DIFFIDATE DALLE FAKE NEWS DEL DITTATORE ALIYEV

Questa mattina numerose agenzie di stampa italiane e internazionali hanno diffuso una notizia proveniente da fonti ufficiali azere (Ufficio del Procuratore generale del Paese) secondo la quale “un missile aveva colpito la città di Ganja dove sono morte 13 persone e altre 52 sono rimaste ferite”.  Alla notizia giunta nelle redazioni sono seguite immagini video come “prova” inconfutabile dell’accaduto.

Da un esame attento del video si evincono però  molte discrepanze che mettono in dubbio l’autenticità del fatto così come presentato.

A parte il fatto che subito dopo il presunto bombardamento erano già sul posto “operatori di informazioni” del regime azero (come noto a nessun corrispondente straniero è ammesso l’ingresso nel Paese),  le autorità fanno vedere, come prova, che l’artiglieria armena spara decine di colpi in direzioni della città di Gandja, per poi affermare (sempre nello stesso video) che c’è stata UNA sola esplosione senza spiegare dove sono andate a finire le altre bombe.

Pochi istanti dopo lo scoppio dell’ordigno l’assistente del Presidente dell’Azerbaigian ha diramato la notizia che la bomba è stata lanciata da parte armena indicandone persino il modello di fabbricazione, nonostante sia risaputo quanto sia difficile individuare il modello di una bomba senza aver effettuato prima le dovute verifiche.

Come se tutto questo non bastasse le autorità azere hanno diramato anche la foto  del corpo di una bimba sotto le macerie facendo pensare che sia una delle vittime del bombardamento ma in realtà utilizzando un immagine che si riferisce alla guerra in Siria e che risale al 24 settembre del 2016.

Tutto questo è molto sospetto, quasi come se  il regime azero fosse già preparato a questa esplosione.  Nulla ci può sorprendere da parte di un regime che ha mandato migliaia di soldati a morire al fronte e ancora oggi non ha diramato il nome di un solo caduto.

Diffidate dalle FAKE NEWS dell’Azerbaigian.

Consiglio per la comunità armena di Roma

“Bisogna salvare gli armeni” – Guerini e Associati

On Line – 20 ottobre 2020 – Presentazione (on line) libro “Storia degli armeni”

Il 20 ottobre, alle ore 18.00, verrà presentato online il volume di Aldo Ferrari e Giusto Traina, Storia degli armeni, appena pubblicato dall’editore Il Mulino. Oltre agli autori interverranno Antonia Arslan e Marcello Flores.

Ecco i link dell’incontro: https://www.facebook.com/events/779316579468898/?acontext=%7B%22event_action_history%22%3A[%7B%22mechanism%22%3A%22surface%22%2C%22surface%22%3A%22create_dialog%22%7D]%7D

YouTube: https://www.youtube.com/user/edizionidelmulino/videos

L’incontro sarà anche visibile in diretta e il giorno dopo sul sito  www.mulino.it

 

L’ARMENIA E L’ARTSAKH VOGLIONO LA PACE, MANIFESTAZIONE DAVANTI A MONTECITORIO

Comunicato stampa
L’ARMENIA E L’ARTSAKH VOGLIONO LA PACE, MANIFESTAZIONE DAVANTI A MONTECITORIO
Le associazioni e comitati italo armeni che hanno organizzato il sit-in di questo pomeriggio davanti a Montecitorio ringraziano deputati e senatori di tutte le forze politiche che hanno voluto manifestare solidarietà e vicinanza al popolo armeno dal 27 settembre sotto attacco turco-azero.
Come emerso dagli interventi, l’Armenia e l’Artsakh (Nagorno Karabakh) vogliono la pace mentre gli aggressori turco azeri vogliono solo annientare il popolo armeno, conquistare terre e cacciare via i loro abitanti.
Le frontiere dell’Artsakh sono le frontiere dell’Europa contro le infiltrazioni dei tagliagole jihadisti che stanno penetrando nel Caucaso meridionale combattendo a fianco dell’esercito azero.
Non si può far finta di non vedere cosa sta accedendo e l’Italia è chiamata a fare la sua parte in quanto l’equidistanza rischia di trasformarsi in complicità con il più forte che prevarica il più debole
Tutti i discorsi si sono incentrati sul fatto che l’aggressione non è mai la strada per risolvere le controversie internazionali.
Siamo fermamente convinti nel riconoscimento dell’autodeterminazione dei popoli e il loro diritto a sentirsi patria.
Oggi più che mai chiediamo con forza IL RICONOSCIMENTO DELLA REPUBBLICA DI ARTSAKH! FERMATE LA GUERRA, FERMATE I DITTATORI ERDOGAN E ALIYEV!
ARTICOLO 11 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
VIDEO della manifestazione

COMUNICATO STAMPA MANIFESTAZIONE 13 OTTOBRE A ROMA

SIT-IN DAVANTI A MONTECITORIO

MARTEDI’ 13 OTTOBRE, ore 15-17

 

“PER LA PACE, PER LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE, PER I DIRITTI DEL POPOLO ARMENO”

Dal 27 settembre l’Azerbaigian ha sferrato – con il supporto logistico e militare della Turchia e di jihadisti mercenari arruolati da Ankara – un attacco armato senza precedenti alla repubblica del Nagorno Karabakh-Artsakh e all’Armenia, scatenando contemporaneamente una spregiudicata campagna di disinformazione in tutto il mondo.

Durissimi combattimenti sono in corso lungo la linea di contatto e si registrano pesanti bombardamenti indiscriminati sugli insediamenti civili da parte azera, incluso il capoluogo Stepanakert, anche con l’utilizzo di bombe a grappolo. E ciò in flagrante violazione del diritto internazionale. Un crimine di guerra con conseguenze di una catastrofe umanitaria.

Già il 12 luglio le forze armate azere avevano innescato una provocazione al confine nord-orientale dell’Armenia e quattro anni fa, nell’ aprile 2016, avevano perpetrato un altro attacco in quella che è stata battezzata la “guerra dei quattro giorni”.

Il popolo armeno, oltre alla minaccia militare, vede ancora una volta a repentaglio la propria esistenza.

I proclami dei due leader autoritari  Erdogan e Aliyev  fanno continuo riferimento all’annientamento del popolo armeno “per completare l’opera dei padri” (ovvero il genocidio armeno).

Comitati e associazioni, armeni e non, saranno davanti a Montecitorio martedì prossimo 13 ottobre 2020 per chiedere alle istituzioni italiane e, in primo luogo, al Parlamento di:

–          promuovere ogni azione possibile per il ristabilimento della pace nel Caucaso meridionale al fine di preservare il diritto alla vita, alla libertà e ai diritti delle popolazioni coinvolte nella guerra;

–          condannare l’intervento militare di terze parti nel conflitto;

–          non abbandonare il popolo armeno a un destino che evoca dolorose pagine di storia già vissute 105 anni fa;

– tutelare gli interessi nazionali italiani impedendo che la guerra arrivi a interessare anche le pipe line che portano petrolio in Italia dal mar Caspio;

–       prendere le distanze dalle politiche nazionali che esaltano lo sterminio di altri popoli;

–       tener conto del differente grado di democrazia e libertà di espressione che vige nei Paesi coinvolti nel conflitto;

–     lanciare un monito alle leadership locali affinché il dialogo con l’Italia e l’Unione Europea sia basato sul rispetto dei diritti umani, sulla libertà di parola e di stampa.

I Comitati e le Associazioni organizzatori si augurano che rappresentanti di tutte le forze politiche italiane si uniscano all’opinione pubblica e condannino senza se e senza ma l’ingiustificata aggressione contro l’aspirazione alla libertà e alla pace del popolo armeno.

L’invito al presidio (che si svolgerà nel rispetto delle norme anti-Covid19) è rivolto a tutte le Associazioni e cittadini italiani che condividono i principi di cui sopra.

Comunità e associazioni armene d’Italia

Roma 07.10.20

Lettera aperta degli armenisti italiani sul Nagorno-Karabakh

Al Presidente della Repubblica

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

A Ministro degli Affari Esteri

Al Presidente  della Commissione Esteri del Senato

Al Presidente della Commissione Esteri della Camera

Di fronte alla gravità della situazione che si è creata in questi giorni in Armenia  e nel Nagorno-Karabakh, gli armenisti italiani hanno scritto una dichiarazione che proponiamo alla Vostra attenzione nella convinzione che l’Italia possa contribuire attivamente alla cessazione delle ostilità  e alla costruzione di una pace duratura nella regione.

 

Lettera aperta di studiosi della cultura armena sulla situazione del Nagorno-Karabakh

Come studiosi della cultura armena ma anche come cittadini italiani ed europei, non possiamo non esprimere la nostra profonda preoccupazione di fronte alla situazione creatasi in questi giorni nel Nagorno-Karabakh, aggravata dalla circolazione di notizie non sempre obiettive. Condanniamo fermamente l’aggressione militare iniziata il 27 settembre dall’Azerbaigian con il sostegno della Turchia, erede diretta dello stato che un secolo fa ha compiuto, senza mai riconoscerlo, un genocidio ai danni della popolazione armena. Il coinvolgimento della Turchia a fianco dell’Azerbaigian mette in serio pericolo la sicurezza dell’intera regione e la stessa esistenza fisica degli armeni, tanto nel Nagorno-Karabakh quanto nella repubblica d’Armenia. Riteniamo che la popolazione armena del Nagorno-Karabakh debba poter decidere liberamente il proprio futuro e che la questione dello status di questa regione debba essere risolta per via diplomatica e non con l’uso delle armi.

Chiediamo pertanto alla comunità internazionale – a partire dal nostro paese – in primo luogo di intervenire immediatamente sull’Azerbaigian e la Turchia perché mettano fine alle attività militari, quindi di impegnarsi in favore della ripresa delle trattative diplomatiche in vista di una pace definitiva nella regione.

 

Maria Lucia Aliffi, Università degli Studi di Palermo

Federico Alpi, Università di Modena e Reggio Emilia/ FSCIRE, Bologna

Antonia Arslan, Università di Padova

Marco Bais, Pontificio Istituto Orientale

Emilio Bonfiglio, Dumbarton Oaks, Washington DC

Don Matteo Crimella, Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale – Milano

Aldo Ferrari, Università Ca’ Foscari, Venezia

Emiliano B. Fiori, Università Ca’ Foscari, Venezia

Giorgio Gianighian, Università e-Campus

Sona Haroutyunian, Università Ca’ Foscari, Venezia

Vasco La Salvia, Università di Chieti

Paolo Lucca, Università Ca’ Foscari, Venezia

Paola Mildonian, Università Ca’ Foscari, Venezia

Moreno Morani, Veneranda Accademia Ambrosiana

Alessandro Orengo, Università di Pisa

Stephanie Pambakian, University of St Andrews

Don Riccardo Pane, Accademia Ambrosiana

Zara Pogossian, Università di Firenze

Elisa Pruno, Università di Firenze

Stefano Riccioni, Università Ca’ Foscari, Venezia

Marco Ruffilli, Université de Genève

Andrea Scala, Università degli Studi di Milano

Sara Scarpellini, Université de Genève

Giancarlo Schirru, Università di Napoli «L’Orientale»

Anna Sirinian, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Baykar Sivazliyan, Università Statale di Milano

Beatrice Spampinato, Università Ca’ Foscari, Venezia

Gioacchino Strano, Università della Calabria

Irene Tinti, Université de Genève

Rachele Zanone, Università degli Studi Roma Tre

 

PADOVA – 12 ottobre 2020 – Tracce d’Armenia in Estremo Oriente

 Lunedì 12 ottobre alle ore 17.00

TRACCE D’ARMENIA IN ESTREMO ORIENTE

 Nei loro viaggi, sollecitati da “indizi” a volte molto labili,

Fabio Scarso e Nicoletta Prandoni

si sono messi alla ricerca di testimonianze,

spesso molto concrete e consistenti,

della presenza armena nel lontano Oriente.

Durante l’incontro, con le loro immagini e i loro racconti,

 ci accompagneranno nei luoghi in queste ricerche.

L’incontro si terrà nel rispetto delle normative vigenti

Ingresso consentito fino ad esaurimento posti possibili

L’ AZERBAIGIAN LANCIA ATTACCO MISSILISTICO CONTRO LA REPUBBLICA ARMENA DEL NAGORNO KARABAKH (ARTSAKH)

Comunicato stampa

L’ AZERBAIGIAN LANCIA ATTACCO MISSILISTICO CONTRO LA REPUBBLICA ARMENA DEL NAGORNO KARABAKH (ARTSAKH)

 

Da questa mattina è in corso un pesante attacco missilistico azero contro la repubblica del Nagorno Karabakh (Artsakh).

Colpiti insediamenti civili compresa la capitale Stepanakert. Si registrano morti e feriti tra la popolazione

Molti cittadini stanno trovando riparo nei rifugi.

Le forze armate armene hanno abbattuto diversi elicotteri e tre droni; distrutti anche alcuni carri armati.

Tutte le milizie armene sono strenuamente impegnate nella difesa dei confini in questo che risulta essere un attacco ancor più grave di quello del 2016. Proclamata nella repubblica la legge marziale e la mobilitazione nazionale.

 

Alla luce di quanto sta accadendo:

 

  • Condanniamo l’ennesima aggressione dell’Azerbaigian contro la popolazione armena e il nuovo tentativo di risolvere con la guerra il problema del contenzioso sul Nagorno Karabakh.
  • Esprimiamo preoccupazione per la immediata piena solidarietà della Turchia all’Azerbaigian e per il rischio di un coinvolgimento su scala regionale con conseguenze gravissime per la stabilità di un’area così critica come quella del Caucaso meridionale e per le forniture energetiche all’Italia
  • Ricordiamo che nello scorso mese di luglio l’Azerbaigian ha attaccato la repubblica di Armenia lungo il confine nord-orientale con scontri senza precedenti in quell’area e che nelle scorse settimane, nonostante gli inviti della diplomazia internazionale, Turchia e Azerbaigian hanno compiuto provocatorie manovre militari ai confini con l’Armenia
  • Sottolineiamo le notizie di questi ultimi giorni che informavano circa il trasferimento di miliziani sunniti pro-Isis in Turchia e Azerbaigian
  • Denunciamo il “fiancheggiamento” di taluni media e politici italiani che nello scorso mese di luglio hanno appoggiato senza alcuna cognizione di causa le provocazioni militari azere e hanno di fatto avallato la politica dello scontro militare in luogo della risoluzione pacifica.
  • Ribadiamo ancora una volta che la via della pace è l’unica praticabile, il diritto all’autodeterminazione del popolo dell’Artsakh e la fine della politica guerrafondaia della dittatura azera spalleggiata dalla dittatura turca
  • Preghiamo per la popolazione vittima degli attacchi e stiamo al fianco dei soldati armeni che difendono i confini della Nazione
  • Invitiamo le istituzioni italiane ad adoperarsi – nel quadro delle organizzazioni internazionali e dei format negoziali esistenti – affinchè cessi immediatamente l’aggressione azera contro il popolo armeno e venga espressa una netta condanna di ogni atto di violenza ai danni della popolazione
  • Chiediamo alla stampa italiana di non usare espressioni della propaganda azera quali “separatisti”, “ribelli armeni” ecc per descrivere la popolazione del Nagorno Karabakh che ha esercitato il proprio diritto all’autodeterminazione secondo la legge sovietica dell’epoca (in particolare legge aprile 90 “Norme sulla secessione di repubbliche dall’Urss”), ha proclamato la propria indipendenza dopo la fuori uscita dall’Unione della RSSAzera, ha visto confermato il suo pronunciamento dalla Corte costituzionale di <Mosca, ha tenuto un referendum confermativo nel dicembre 1991, ha tenuto elezioni politiche monitorate da osservatori internazionali nello stesso mese, ha proclamato ufficialmente la nascita dello Stato il 6 gennaio 1992, ha sottoscritto l’accordo di Bishkekh per il cessate il fuoco con i rappresentanti di Armenia e Azerbaigian. La repubblica del Nagorno Karabakh-Artsakh è uno Stato de facto con una popolazione di 150.000 abitanti buona parte dei quali non era neppure nata all’epoca della guerra degli anni Novanta che chiede di poter vivere in pace nella propria terra.

 

Ancora una volta ribadiamo che gli armeni vogliono la pace, turchi e azeri la guerra.

 

Consiglio per la comunità armena di Roma

www.comunitaarmena.it